Alcuni aspetti e consigli psicologici per nuotatori durante l’emergenza sanitaria

Il mondo del nuoto, al pari di ogni altro ambito della nostra società, è stato totalmente sconvolto dall’emergenza sanitaria dovuta alla diffusione del COVID-19.

Per i nuotatori e le nuotatrici, dagli esordienti fino a chi stava preparandosi per ottenere il pass olimpico, passando ovviamente anche per la categoria master, ha significato restare lontano dal proprio habitat sportivo, la piscina, con tutte le conseguenze annesse.

Le conseguenze psicologiche sono inevitabili.

Ecco alcuni consigli per gli atleti per gestire questo momento inedito.

Ridefinire gli obiettivi
Gli obiettivi fissati insieme al tuo coach ad inizio stagione devono necessariamente essere rivisti e calibrati sul momento che stiamo vivendo. È consigliabile utilizzare un atteggiamento flessibile: non sappiamo quanto durerà il periodo di lontananza dalla vasca, quindi bisognerà essere elastici con il processo di costruzione degli obiettivi per l’anno in corso. Si può essere più precisi e dettagliati per gli obiettivi legati agli allenamenti casalinghi che in tanti stanno facendo in queste settimane: è un ottimo modo per restare a contatto con il proprio status di atleta.

Non giudicarti debole, è una situazione nuova per tutti
Intorno a te potresti avere amiche e amici che riescono a mantenere l’umore alto e una giornata piena di attività. Non deve essere necessariamente così: potrebbero essere giornate grigie, caratterizzate da umore depresso o ansioso. Esserne consapevoli è il primo passo per evitare che questo stato diventi qualcosa di peggio.

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Mantenere contatti con la squadra e il coach
Le relazioni hanno sempre un ruolo fondamentale, ancora di più durante un’emergenza come questa. L’impossibilità degli spostamenti ha stravolto la nostra quotidianità, ma dall’altra parte i mezzi telematici possono oggi più che mai ridurre le distanze tra l’atleta e il suo coach, ma anche con i compagni di squadra. Questo permetterà di mantenere almeno negli scambi comunicativi una parvenza di normalità.

Dare spazio agli altri ruoli della propria vita
Il ruolo di atleta è oggi limitato e necessariamente penalizzato. Dobbiamo quindi cercare di dare maggior enfasi agli altri ruoli che ricopriamo nella nostra vita: familiari, lavorativi ma anche rispetto a passioni e hobby coltivabili in questa condizione di isolamento. In questi termini il periodo attuale somiglia molto al momento di recupero da un infortunio sportivo, durante il quale è bene dare spazio alle altre anime della nostra persona.

Continuare ad allenarsi
Cosa si può allenare in questo momento? Non solo il fisico attraverso gli esercizi a secco forniti dal coach, ma anche l’aspetto tecnico e di visualizzazione della performance, l’aspetto tattico e quello psicologico-mentale.

Come? Attraverso contenuti cartacei o digitali in grado di darci informazioni, nozioni, punti di vista e risorse nuove da poter utilizzare appena sarà il momento.

Trovare il coraggio di chiedere aiuto
Ultimo consiglio fondamentale: se ti senti sopraffatto, se senti di soffrire eccessivamente questa situazione di isolamento sociale e di distacco dalla quotidianità è importantissimo chiedere aiuto a chi sa darti un sostegno psicologico con professionalità ed esperienza. Contatta uno specialista della salute mentale, i numeri forniti dalle istituzioni o il tuo psicologo e non affrontare da solo/a questa emergenza.

Indicazioni costruite sulla base dei documenti ufficiali WHO 

Foto: Fabio Cetti | Corsia4