Molti atleti si rivolgono a me soprattutto nei periodi che precedono una competizione più o meno importante.

È questo il momento dove, in molti casi lo stress mentale e l’ansia, si fanno sentire più forti e possono diventare degli inutili ostacoli.

Ecco che proprio in questo periodo, insieme alle tecniche di rilassamento, di attenzione alle sensazioni del corpo e di meditazione, dico loro qualcosa che sperimento ogni volta che mi trovo a competere anche io.

Ciò che comunico ai miei atleti è ciò che dirò tra pochissimo anche a voi ricordandovi però che questa e soltanto una parte del lavoro che fanno per migliorare il loro rapporto con la propria emotività e la loro capacità di rispondere allo stress in maniera costruttiva.

Il segreto è che il tuo corpo sa quando dovrà dare il massimo, non c’è bisogno che la tua mente sia tesa per ricordarglielo, rilassati, abbi fiducia, esso sa quando dovrà dare il meglio di sé.

La tua tensione mentale può solo creare ostacoli.

Vengo dal mondo della meditazione e per sgombrare il campo da dubbi vari, la meditazione o la mindfulness che insegno, non è uno cosa seriosa, nella quale bisogna stare ore seduti immobili, è presenza momento per momento, sia che si stia facendo qualcosa percepito come piacevole che quando si ha a che fare con la noia, la rabbia, lo stress.

A me il nuotare non basta, non mi accontento di sopportare lo stress di ogni giorno e di scaricarmi con l’allenamento.

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Già dal momento in cui ti iscrivi ad una gara qualcosa nel tuo sistema nervoso si attiva affinché il tuo corpo, compatibilmente con tutto il tuo sistema di salute del momento, possa dare tutto ciò che ha in occasione della gara.

In molti vengono ansiosi che nei giorni precedenti si sentono stanchi, in alcuni casi poco motivati, o ancora fisicamente non a posto e poi ritornano felici a raccontarmi l’esito della loro gara. Questo non significa che la gara andrà necessariamente bene, che tu farai il tuo personale, significa che il tuo corpo in quel momento darà tutto ciò che è possibile.

Esiste una intelligenza razionale, mentale, e ne esiste una istintiva che noi abbiamo quasi completamente perduto in questa società così meccanizzata.

L’istinto non ha bisogno di ragionamento e va oltre il tempo e soprattutto oltre i calcoli mentali.

Molte antiche tradizioni orientali conoscono questa intelligenza. La mindfulness è una delle tecniche che può aiutarti a ritrovare questa saggezza istintiva.

Buone gare a tutti!

Alessandro Nardomarino

Sessioni di Mindfulness nello sport presso il suo Studio e Online

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Foto: Fabio Cetti | Corsia4