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SwimOut, la Preparazione atletica per il Nuotatore Master | Workshop 2018

SwimOut, la Preparazione atletica per il Nuotatore Master | Workshop 2018

In data 1-2 settembre, presso l’impianto sportivo Gestisport di Bresso (Milano) è andato in scena il 2° Workshop annuale targato SwimOut.

L’evento, che avevamo introdotto in questo nostro articolo, presentato da Alessandro Demaria, co-fondatore del progetto SwimOut, è stato dedicato non solo all’allenamento a secco dei nuotatori, ma come vedremo più avanti, ha visto lo sviluppo di altri due tematiche assolutamente importanti: la prevenzione agli infortuni e la percezione in acqua del “core”.

In una bellissima e accogliente location, circa 15 appassionati nuotatori master, ma anche triatleti, sono stati i protagonisti di questa due giorni in terra milanese. Anche noi di Corsia4 eravamo presenti con il nostro collaboratore Roberto Florindi nonché nuotatore master e allenatore di Gonzaga Sport Club.

È una lavagna in mezzo alla palestrina che ci accoglie, a farci da benvenuto, al workshop.

Riporta, a caratteri cubitali, i 3 pilastri di SwimOut: Consapevolezza, Mobilità articolare, Forza.

Come ama ripetere Alessandro Demaria,

Prima di essere nuotatori siamo umani e la preparazione atletica a secco deve poterci allenare come tali, cioè deve rendere migliori i movimenti del corpo umano. Ecco perché il nostro metodo è una sorta di vero e proprio benessere fisico.

La mattinata del sabato scorre via rapidamente. Mobilità articolare, forza e flessibilità, con i suoi cosiddetti 100 range di movimento, rappresentano un argomento di assoluto interesse per i partecipanti del corso, che in rigoroso silenzio, prendono appunti.

Purtroppo, nel nuoto, c’è un grande malinteso di base – ci confida Demaria – che è quello di ripetere il gesto tecnico che avviene in acqua, al di fuori, in palestra. Invece, invito tutti a fare un passo indietro, per permetterci di recuperare quelle abilità motorie che avevamo un tempo e che sono strettamente necessarie non solo per il raggiungimento di una prestazione di livello, ma che ci aiutano in maniera importante, ad evitare possibili infortuni.
Ci vuole consapevolezza, controllo altrimenti non serve sfoggiare sul piano vasca le tartarughe addominali.

Fondamentale è l’accento che SwimOut pone su tutto il movimento della colonna vertebrale:

In effetti, il metodo, ambisce a fornire i range opportuni per meglio esprimente i gesti della nostra vita quotidiana e conseguentemente anche in acqua – sottolinea Alessandro – Pensiamo alla parte toracica, e alla colonna vertebrale, centro delle nostre emozioni e tensioni, quanto sia importante renderla flessibile e forte; ci sarebbero centinaia di colpi di frusta in meno.

Ecco che entra in gioco la forza generale.

Torace e bacino, sono i primi distretti presi di mira, con una serie di esercizi davvero belli. Intenso il momento dove viene spiegata e praticata l’onda vertebrale. Particolari i movimenti denominati HARM SWING, GOOD MORNING e PARTNERING NON LINEARE, dove in quest’ultimo si genera anche una complicità a coppie, dove concentrazione e senso dell’equilibrio, nonché capacità di elaborare range di movimento complessi, rendono l’esercizio assolutamente divertente.

Dopo ogni fase Alessandro ci propone il test dell’accosciata,

Pensate alle civiltà orientali – ride sotto i baffi Alessandro Demaria – molti, rimangono in accosciata, intere giornate. Alcuni ci aspettano anche il pullman. Ecco che per noi, iniziando assolutamente dai giovani, è di vitale importanza andare a recuperare questo gesto naturale, per rinforzare tutta la parte inferiore del nostro corpo. Fatelo spesso. Fatelo ogni giorno. Fatelo anche più volte al giorno. Nello specifico mettetelo nelle pause di una routine di preparazione a secco.

Braccia, gambe, scapole, anche, retroversione e antiversione del bacino. La giornata vola. Nel pomeriggio, si parlerà di forza nelle braccia, forza nelle gambe, coordinazione e reattività.

Non mancano le foto, le riprese video, perfettamente realizzate da Nicolò Marazana, socio e collaboratore di Alessandro, nel progetto SwimOut. Ci facciamo due chiacchiere al termine della prima giornata.

Conoscevo Ale dai tempi dell’agonismo – ci racconta Nicolò – avevamo entrambi 16 anni e ci scontravamo in gara nei 200 farfalla. Solo dopo lui passò allo stile libero. Una volta smesso di nuotare, io ho iniziato a dedicarmi alla mia passione, nonché lavoro che svolgo tutt’ora, nel settore del marketing pubblicitario. Vista la mia dimestichezza con la tecnologia, nel 2015 Ale mi contattò per espormi il progetto SwimOut, che subito accettai con grande entusiasmo, ritenendolo sin da subito un’idea decisamente vincente.

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L’indomani, domenica 2 Settembre, torniamo a Bresso dove ci aspetta tutto lo staff SwimOut, questa volta arricchito da due nuove figure, decisamente conosciute nel mondo del nuoto.

È Andrea Pozzi, ex nuotatore agonista, nuotatore master, nonché fisioterapista di tutto il team Gestisport, che ci parla di prevenzione:

Quante volte abbiamo sentito parlare i medici che il nuoto è uno sport completo? – ci spiega Andrea – mentre nella realtà, paradossalmente, non è del tutto vero. Se abbiamo problemi posturali e nell’acqua ripetiamo lo stesso gesto decine, centinaia, migliaia di volte, il nostro corpo si modella, si abitua, si adatta e nel lungo periodo cancella quella sorta di equilibrio neuro muscolare necessario al benessere fisico. Nello specifico di un nuotatore agonista la prevenzione è assolutamente necessaria, per renderci già forti, oltre che consapevoli della sensazione di un eventuale soglia del dolore.

Il nuotatore – continua Pozzi – che per tutta una serie di motivi oggettivi ha una catena muscolare posteriore accorciata deve per forza di cose lavorare su questa prevenzione..

Stabilità delle spalle, rinforzo dei gran dorsali, scarico lombare con la famosa “preghiera alla mecca”, e il concetto fondamentale espresso dall’esercizio denominato “squadra a muro”, sono stati gli aspetti salienti toccati dal fisioterapista.

Io faccio disegnare ai ragazzi che seguo – ci espone Andrea – una scala del dolore che va da 1 (fastidio) a 10 (dolore acuto), passando da 5, un valore intermedio, dove il dolore inizia ad essere percepito in maniera importante. Poi, ovviamente, la scala è assolutamente sia emotiva che soggettiva.

È qui che entra in gioco il ruolo dell’allenatore e del fisioterapista. Costruire un percorso di consapevolezza, educativo nei confronti dell’atleta, dove il feed back sia il più reale possibile. Il nuotatore – conclude il tecnico Gestisport – deve imparare a capire in che punto esatto si trova nella scala da 1 a 10.

Dopo la pausa pranzo arriva il momento di respirare cloro. Si entra tutti in acqua, agli ordini di un altro protagonista di SwimOut: Enrico Catalano.

Mentre i ragazzi effettuano un riscaldamento adeguato scambiamo due parole con il campione dorsista:

Perché sono tornato a gareggiare? Beh, dopo aver smesso – ci racconta l’ex nazionale azzurro – a 30 anni, ed essere stato praticamente fermo 2 anni, sentivo il bisogno di recuperare quel benessere fisico al quale il nuoto mi aveva abituato. Poi, una volta scoperto il mondo master, senza prendermi troppo sul serio (Enrico ha una famiglia con due bimbi, un lavoro che lo assorbe completamente, per cui si allena pochissimo), mi sono posto un obiettivo, che poi è il sale della prestazione agonistica, di provare a battere qualche record che magari avevano stabilito amici nuotatori agonisti.

Ecco che, quasi per gioco, è arrivato il record del mondo master del 100 dorso nella scorsa primavera. Mi piace questo progetto SwimOut – conclude Catalano – mi piace il concetto del “movimento”, che io da agonista avevo già sviluppato con i migliori allenatori e preparatori atletici che abbiamo in Italia, con i quali ho avuto la fortuna di poter lavorare. Per questo ho deciso di collaborare con Alessandro.

Ecco che il fresco primatista mondiale master torna dai ragazzi dello stage. Tecnica, remate, subacquee, partenze e virate. Consapevolezza del centro del movimento generato dal nostro busto.

 

Siamo decisamente soddisfatti di questo workshop – ci dice Alessandro Demaria sul piano vasca prima di abbandonare i lavori – che quest’anno, è stato come avete visto diversificato, portandolo a due giornate, aumentando i collaboratori e gli interventi con la conseguenza che gli argomenti trattati sono stati molteplici.

La nostra filosofia ci obbliga ad avere una crescita lenta ma decisamente costante. Il settore nuoto è molto difficile, molto diffidente, ma noi ci crediamo..

Grazie a SwimOut ci portiamo a casa tanto. In bocca al lupo per il loro progetto.

(Foto: Roberto Florindi per Corsia4)

About The Author

robertoflorindi

Istruttore e Tecnico della Federazione Paralimpica, insegna nuoto ai piccini e ai suoi ragazzi diversamente abili, che sono per lui fonte di ispirazione di vita quotidiana. Giornalista pubblicista, Blogger e appassionato di tutto ciò che odora di cloro, sapidità marina e... di uva, essendo diplomato assaggiatore di vino. Nuotatore agonista master di scarso livello, adora cimentarsi più che contro il tempo, verso le sfide più difficili, che solo il mare può regalare. Vive con la moglie Isabella in provincia di Pavia.

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