Il Media Day in NBA è un momento di condivisione. Giornalisti, organi di stampa riescono a confrontarsi con atleti di altissimo livello, catturando ogni genere di informazione. I giocatori rivelano ai microfoni luoghi comuni, battute, commenti di nicchia o episodi divertenti legati alle loro realtà quasi un festival autorizzato agli stereotipi, eppure è un momento molto atteso da media, tecnici del settore, appassionati e tifosi perché svela e rivela sempre aspetti del basket molto curiosi.

Abbiamo avuto l’occasione di organizzare il nostro “Media Day” con Gabriele Detti, nuotatore dell’Italia Team e caporale dell’Esercito che non ha bisogno di molte presentazioni. Nuotatore mezzofondista. Detti ha conquistato successi a livello europeo, mondiale e olimpico. Preparazione atletica sempre puntuale, accento livornese inconfondibile, catalizzatore di energia.

di Chiara Damiani

Gabriele si è mostrato come sempre simpatico e disponibile, ma anche notevolmente puntuale e chiaro nel condividere, processi e flussi di lavoro (non così banali) per poter finalizzare questo articolo. Insomma dopo qualche allineamento, posticipo di consegne, rispettivi impegni lavorativi: “Habemus scriptum”.

È domenica pomeriggio, quando ci troviamo con Gabriele, parliamo subito della particolare situazione attuale.

Come sappiamo Olimpiadi, Europei e Mondiali sono stati posticipati, ma nel nuoto come nel basket non c’è tempo per lamentarsi. Dalla prima settimana di maggio la maggior parte dei nuotatori dell’èlite qui in Italia sono tornati in acqua, chiediamo a Gabriele Detti di raccontarci come è stato il suo “primo giorno” di scuola.

È stato divertente, mi mancava veramente tanto, sentivo la necessità di tornare in acqua, le prime vasche sono state complicate, poi tutto nella norma.

Voglio anzi ringraziare il centro sportivo olimpico dell’Esercito per avermi dato l’ok per tornare ad Ostia ad allenarmi a tempo pieno ed anche la FIN che mi continua ad ospitare, da ormai quasi 10 anni, al centro federale.

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Hai uno scivolamento e una sensibilità in acqua incredibile, hai un talento naturale. Ma com’è stato il tuo impatto in acqua, ha influito l’assenza dell’allenamento in vasca?

Come dicevo, all’inizio è stato un po’ traumatico, poi con il passare dei giorni è tornato tutto alla normalità.

Un tuo pregio è che affronti spesso le difficoltà con un atteggiamento scherzoso ed istrionico, tipico atteggiamento di un toscano doc. Nei momenti duri hai dimostrato grande maturità e sviluppato tanta pazienza, qual è il detonatore o il primo pensiero che ti fa andare oltre i momenti di difficoltà?

L’idea che dopo il buio c’è sempre la luce! Sono una persona estremamente ottimista, so che ste cose possono capitare, basta trovare un modo per superarle!

Ci racconti in breve la tua esperienza di “Unbreakable” con Skysport, quanto è stato in portante per te l’arte del kintsugi nei momenti più impegnativi?

È stata un’esperienza bellissima, ti dà una tranquillità clamorosa questo pensiero!

Nel momento di difficoltà, ripensandoci, riesco a darmi un autocontrollo che poi si trasforma in energia positiva ed una carica incredibile!

Gabriele Detti ci ha abituati a riconoscerlo: sicuramente per le sue notevoli performance sportive, ma anche per il suo contagioso modo propositivo di affrontare opportunità ed ostacoli e come last but not the least per il suo intercalare livornese. È sempre stato divertente e divertito.

Ma oggi restiamo colpiti dal confronto con Gabriele perché ha evidenziato e lasciato emergere il suo personale senso di misura e di consapevolezza sia a livello personale sia a livello professionale. Il tempo che ci ha dedicato ha mostrato nuove caratteristiche e competenze di un atleta nazionale di grandezza internazionale che è in continua evoluzione e sviluppo.

Arrivando al termine di questa “chiacchierata”, cogliamo l’occasione per ringraziare: il Tenente Colonnello dell’Esercito della difesa per aver accordato l’intervista e Gabriele Detti per aver condiviso con tutti noi la sua straordinaria esperienza fatta di impegno e abnegazione giornaliera.

Foto: Fabio Cetti | Corsia4