Una piattaforma di emergenza per continuare a scambiare messaggi!
Accesso non effettuato.
Post introduttivo sugli eventi del nuoto in piscina nel 2023.
L'evento clou sarà il Mondiale in vasca lunga che, per le gare in piscina, avrà luogo dal 23 al 30 luglio a Fukuoka (Giappone).
Per l'Italia il principale evento di selezione saranno i Campionati Italiani di Riccione dal 13 al 17 aprile, con il consueto suggello finale (per la composizione delle staffette) del Trofeo Sette Colli, che si disputerà dal 23 al 25 giugno.
Dal 5 al 10 dicembre si terranno i Campionati Europei in vasca da 25 m a Bucarest (Romania), mentre dal 1 al 7 agosto sono previste le Universiadi a Chengdu (Cina).
Spicca la novità del Campionato Europeo under 23 (riservato a chi a fine 2023 non ha ancora compiuto i 23 anni, quindi ai nati/e dal 2001 in poi) che si disputerà a Dublino (Irlanda) dal 10 al 13 agosto.
Per il settore giovanile ci saranno i Mondiali Juniores a fine agosto con sede ancora da stabilire, mentre gli Europei Juniores si disputeranno dal 4 al 9 luglio a Belgrado (Serbia).
Gli Eyof, come in passato in concomitanza con i Mondiali assoluti di Fukuoka, si terranno dal 23 al 29 luglio a Maribor (Slovenia).
La Mediterranean Cup (la cui sede è da definire) sarà in concomitanza con il Sette Colli, dal 23 al 25 giugno.
I Criteria si disputeranno dal 31 marzo al 5 aprile.
In mezzo ci saranno i tantissimi meeting ed eventi di selezione (al solito, per questi ultimi, il mese di aprile sarà il più affollato, prima del rush finale in giugno con gli Usa).
Si chiude con la 4x100 mista maschile.
Favori del pronostico per l'Italia, che presenta un quartetto davvero omogeneo schierando Mora arrivato secondo nei 100 dorso, Martinenghi secondo nei 100 rana, Rivolta quinto nei 100 delfino e Miressi terzo nei 100 stile libero.
Gli Usa sono fortissimi a dorso e rana, con i campioni mondiali Murphy e Fink, ma a delfino presentano Trenton Julian, che ha disputato solo i 200 delfino, e a stile libero uno specialista dei 200 e 400 stile libero come Kieran Smith.
L'Australia ha un notevole punto debole a rana, rispetto a Usa e Italia, dove schiera Joshua Yong che nei 100 rana si è fermato in semifinale con 57.34. A dorso presenta il giovane Isaac Cooper, a delfino Temple e a stile libero Chalmers.
L'ultimo atto dei dorsisti, che lanciano questa staffetta mista, vede Murphy prevalere in 48.96 (48.50 in gara individuale), contro il 49.48 di Mora (49.04 in gara individuale) e il 49.46 di Cooper (49.52 in gara individuale), l'unico dei tre a non avere disputato i 200 dorso in precedenza.
A rana avviene la prima sorpresa: Fink nuota una frazione strepitosa da 54.88 (55.88 per vincere l'oro in gara individuale) e dilata assai più del previsto il vantaggio Usa sull'Italia, che vede Martinenghi nuotare un comunque buono split da 55.52 (56.01 il suo miglior crono nei 100 rana a questi Mondiali). Yong si difende strenuamente con una frazione da 56.55 (come detto, 57.34 il suo crono in gara individuale) ma l'Australia, con un distacco a metà gara di 2"17 dagli Usa e di 1"01 dall'Italia, scompare dal campo visivo, e ci si concentra su Usa ed Italia per l'oro.
L'Italia, a causa del capolavoro di Fink, deve quindi recuperare 1"16 agli Usa, e Rivolta si getta, con profitto, in caccia di Julian.
La frazione lanciata di Rivolta è eccellente (48.50, 49.32 il suo miglior crono nell'individuale) e consente all'Italia di avvicinarsi parecchio agli Usa che da Julian ricavano un più che discreto 49.19 (come detto, Julian non ha nuotato i 100 delfino, mentre nella finale dei 200 delfino è passato a metà gara in un veloce 51.23 prima di calare molto alla distanza).
Temple, a cui pochi fanno caso, fa però ancora meglio di Rivolta, nuotando un 48.34 lanciato difficilmente spiegabile con il suo miglior crono della gara individuale (49.67).
Da due, la lotta per l'oro è diventata a tre all'ultimo cambio, considerando che l'Australia schiera Chalmers a stile libero.
I distacchi: a 100 metri dalla fine gli Usa conservano solamente 47 centesimi sull'Italia e 1"32 sull'Australia.
La sceneggiatura pare quella di un grande autore giallo, ma - razionalmente - i favori sono ancora per l'Italia, considerato che Smith non è uno specialista dei 100 sl (ancor meno in corta) e Miressi gli deve recuperare meno di mezzo secondo, mentre ha un vantaggio di 85 centesimi sul gladiatore Chalmers.
Lo sceneggiatore, però, è davvero abile, e il ts da +0.56 di Miressi rimescola ancora di più le carte. Anche Chalmers non ha un cambio fulmineo, come se volesse giocarsi le sue carte senza alcun azzardo.
La velocità di base di Kieran Smith è molto inferiore a quella di Miressi e Chalmers, e lo statunitense pare non avere scampo: Miressi lo raggiunge quando mancano più di 25 metri all'arrivo e ai 375 metri vira in testa.
In realtà Miressi resta in testa fino a pochi metri dall'arrivo, quando lo sceneggiatore fa accadere l'impensabile: Smith, con il suo passo cadenzato da 200-400ista, rientra su Miressi, mentre Chalmers completa la sua furiosa rimonta con bracciate feroci.
Il responso della piastra sancisce il pari-merito tra Australia ed Usa, con il nuovo WR della 4x100 mista, mentre l'Italia da prima si ritrova terza, a soli 8 centesimi dai vincitori.
Chalmers è stato autore di una frazione lanciata da 44.63 (45.16 il suo crono nei 100 sl), Miressi da 45.56 (45.57 nei 100 sl) e il non specialista Kieran Smith è riuscito a scendere sotto i 46" (45.95 il suo split).
In definitiva: 4x100 mista di enorme spettacolarità, in cui il quartetto australiano (Temple in particolare) ha veramente performato al massimo delle sue possibilità. Buon comportamento anche da parte di Usa e Italia, con punto esclamativo per le frazioni di Fink e Rivolta.
La 4x100 mista femminile vede favorite le Usa, ancora scottate dalla inopinata sconfitta nella 4x50 mista.
Formazione confermata per le statunitensi, con Curzan a dorso, King a rana, Huske a delfino e "Sua salvezza" Douglass a stile libero che tampona le difficoltà delle specialiste Usa.
Le australiane hanno vinto a sorpresa la 4x50 mista e, rispetto a quella formazione, operano tre cambi: a dorso la McKeown sostituisce la O'Callaghan, a rana la Strauch sostituisce la Hodges e a stile libero la Harris prende il posto della Wilson; confermata la McKeon a delfino.
Un solo cambio per le canadesi che propongono ingrid Wilm al posto della Masse.
Ed è proprio la Wilm, reduce dai 200 dorso come McKeown e Curzan, a realizzare una vera impresa in prima frazione nuotando un clamoroso 55.36, contro il 55.74 da lei nuotato nella finale individuale vinta dalla McKeown con 55.49.
La McKeown si peggiora di di 25 centesimi rispetto alla finale individuale nuotando proprio quel 55.74 che aveva dato il bronzo a Wilm e Curzan, mentre la Curzan apre la staffetta Usa con un 56.47 che peggiora il suo crono della gara individuale di 73 centesimi.
A rana la superiorità Usa su Canada e Australia è troppo evidente per risentire di altre sorprese eclatanti: la King nuota una frazione lanciata da 1.02.88 che è di 21 centesimi peggiore dell'1.02.67 con cui aveva vinto i 100 rana, ma basta a riconsegnare la leadership a metà gara al quartetto Usa.
La canadese Pickrem si difende comunque discretamente con uno split da 1.04.42 (1.04.73 il suo miglior crono nuotato a questi Mondiali nei 100 rana), mentre la frazione lanciata di 1.04.49 dell'australiana Strauch è la migliore in termini relativi rispetto a quanto fatto nella gara individuale (1.05.30).
A metà gara, quindi, Usa in vantaggio di 43 centesimi sul Canada e di 88 centesimi sull'Australia.
A delfino ci vorrebbe un altro capolavoro della MacNeil per riportare il Canada in testa, ma la frazione da sub54" è invece realizzata da Emma McKeon (53.93), mentre la Huske (54.53) migliora di 22 centesimi il 54.75 della gara individuale e la MacNeil (54.59), nonostante la partenza lanciata, peggiora di 54 centesimi il crono che le aveva dato, ad inizio sessione, titolo mondiale e WR dei 100 delfino.
All'ultimo cambio, Usa in testa con soli 28 centesimi di vantaggio sull'Australia e 49 centesimi sul Canada
Lo stile libero finale conferma la totale affidabilità di Kate Douglass, autrice di un ottimo 50.47 lanciato che consegna agli Usa oro e WR.
La Douglass in batteria aveva nuotato un gran parziale a delfino ed, ovviamente, sarebbe stata in grado di fare benissimo anche a rana: eccellente velocità e versatilità da parte sua in almeno 3 stili su 4.
Buon parziale anche di Meg Harris (50.76) che non aveva nuotato la gara individuale, mentre Taylor Ruck, reduce dai 200 stile libero, chiude con un dignitoso 51.85 lanciato (52.05 nella gara individuale).
Anche qui, come poi accadrà in modo ancora più evidente nella mista maschile, è l'Australia ad avere, nel complesso, performato meglio rispetto alle attese. Non abbastanza però da colmare per intero la superiorità del quartetto Usa.
Finali individuali maschili
1) I 100 delfino avevano LeClos come favorito e Ponti e Rivolta come i candidati più papabili agli altri due gradini del podio.
LeClos ha confermato i favori del pronostico vincendo in 48.59 ma, alle sue spalle, l'ultimo 25m ha rimescolato le carte: il 17enne canadese Ilya Kharun, ottavo ai 75m, ha chiuso al secondo posto, nuotando il parziale più veloce, e ottenendo, oltre alla sua prima medaglia iridata, anche il nuovo WJR in 49.03. La crescita di Kharun pare inarrestabile: aveva già nuotato notevoli PBs un mese fa in Coppa del Mondo e a questi Mondiali li ha tutti (sensibilmente) migliorati passando, ad esempio, nei 100 delfino da 49.93 a 49.03.
Terzo Kusch in 49.12, quarto Ponti in 49.25 (dopo avere nuotato "facile", secondo le sue parole, 48.81 in batteria) e quinto Rivolta in 49.32. Entrambi hanno preso con filosofia la mancata medaglia: Rivolta del filosofo (oltre che dell'artista) a questi Campionati ha anche la barba, mentre Ponti, ormai presenza fissa ai microfoni della Caporale, mi pare avere un modo di fare molto rilassato nel commentare le sue gare anche di fronte a prestazioni negative.
2) I 50 rana maschili vedevano Martinenghi e Cerasuolo protagonisti attesi e i due italiani sono saliti con decisione sul podio. In telecronaca c'è stato un pizzico di delusione per il mancato oro di Martinenghi, ma - obiettivamente - Fink ha alzato il livello in questa finale dei 50 rana (e lo farà ancor di più nella mista finale) nuotando un ottimo 25.38 (RC e record americano). Da notare come il suo tempo di reazione in partenza sia stato di un decimo superiore a quello di Martinenghi (0.71 contro 0.61), ma Fink ha una capacità notevole di non indurirsi mai e le sue sub restano sempre filanti ed efficaci.
Ai 25 m Martinenghi ha virato in testa davanti ad Andrew, con Cerasuolo (ormai una certezza in partenza) già a ridosso del podio.
Fink, terzo ai 25 metri, ha rimontato nella seconda vasca chiudendo con 4 centesimi di vantaggio su un Martinenghi che non può comunque essere deluso per il suo 25.42. Terzo Cerasuolo, davvero ottimo nella sua prima finale mondiale, in 25.68, sempre più vicino a quei crono con cui si può anche conquistare l'oro.
Rapido parere finale sui 50 rana in corta: penso che sia abbastanza difficile stabilire chi resta nei limiti e non esegue un doppio colpo a delfino. Hanno mostrato una fugace immagine della subacquea dopo la virata dei 25 metri e..hmm. Anche per questo trovo decisamente più significative le gare in vasca lunga.
3) I 200 dorso maschili rappresentavano per Mora un vero esame di maturità: era l'ultima sua gara individuale dopo tanti impegni e con il pensiero della successiva staffetta mista su cui l'Italia puntava moltissimo. Esame di maturità superato a pieni voti mostrando, ancora una volta, quella capacità di nuotare sub efficaci fino alla fine di un 200 dorso, mantenendo la scioltezza nella nuotata.
Mora è passato ai 100 m in 54.13 per chiudere in 1.48.45 (quindi con un chiaro negative split al netto del tuffo che influisce sul 25m iniziale), risultando in effetti nettamente il più veloce di tutti dai 150m all'arrivo.
Ai 150 m Mora aveva un ritardo di 1"57 dal francese Ndoye Brouard, che si trovava in seconda posizione a ridosso di Murphy, e ha chiuso con 78 centesimi di vantaggio sul francese. Anche su Murphy (1.47.41 il suo crono finale) e Casas (1.48.01) Mora ha recuperato moltissimo, dimostrando di poter nuotare al meglio nonostante la stanchezza dell'ultimo giorno di gara, cosa davvero notevole.
Bronzo molto pesante quello di Mora in questi 200 dorso.
4) Ultima finale individuale, i 200 stile libero maschili. Già le batterie erano state selettive, con Hwang Sunwoo entrato di un soffio e quindi in ottavo corsia. Al suo fianco Popovici, mentre il migliore del turno eliminatorio (già sotto l'1.41) era stato Tom Dean.
Dean e Hwang partono forte passando ai 100 m in 48.81 e 48.88, Popovici non è distante in 49.12.
In ottava corsia Hwang continua a rilanciare con grande efficacia la sua azione dopo ogni virata: allunga con un 12.58 dai 100 ai 125 m e si tiene ben sotto ai 13" in ogni 25m fino alla fine.
Grande 1.39.72 finale per Hwang, che conferma di avere iniziato benissimo questa stagione dopo l'1.44.67 in vasca lunga di ottobre, ed avvicina il famoso WR di Biedermann (1.39.37).
Popovici (1.40.79) chiude forte con l'ultimo 25 m più veloce del lotto e precede Dean (1.40.86) prima di salutarci, ai microfoni della Caporale, con grandi attestati di fiducia per le future competizioni in vasca lunga e un buona notte che sapeva di Transilvania (si scherza, tanto ormai chi mi legge più..)
Dopo una domenica piena di parenti, imprevisti e urla argentine (anche dei parenti succitati..), io tiro dritto seguendo la mia predilezione natatoria servendo ben quattro polpettoni freddi sull'ultima giornata di gare dei Mondiali. Comincio dalle finali individuali femminili
1) I 100 delfino erano attesi e sono stati di grande livello tecnico, con un WR siderale della MacNeil vicino alla soglia dei 54" e il podio, completato dalla Huske e da Louise Hansson, sotto i 55".
La MacNeil ha fatto leva sulle sue sub che diventano impareggiabili per chiunque altra, con il prosieguo della gara.
I parziali ogni 25m consentono di apprezzare il terzo 25 m della MacNeil (13.63) con cui la canadese ha chiuso la gara distanziando nettamente la Huske. Se fosse arrivata meno lunga alle virate dei 25m e dei 75m sarebbe scesa sotto i 54".
Ottima Louise Hansson, che pareva a tutta in semifinale e che invece ha nuotato un gran PB (54.87) con cui è arrivata a poco più di un decimo dalla Huske.
2) I 50 rana femminili avevano già consegnato un WR in semifinale e la Meilutyte ha ribadito la sua superiorità con il secondo crono di sempre (28.50), migliore del precedente WR della Atkinson. Parziale sorpresa per l'argento, con una Van Niekerk che ha limitato i danni in partenza e messo a frutto la velocità della nuotata precedendo di due centesimi Lilly King (29.09, nuovo record africano per la Van Niekerk, contro il 29.11 della King). Da notare come il secondo 25m della Van Niekerk sia stato praticamente uguale a quello della Meilutyte. Tra tanti PB, la Pilato ha lievemente peggiorato il crono della semifinale, giungendo settima in 29.48. Anch'io ho trovato inopportuna l'insistenza della Caporale, nell'intervista post-gara, sui problemi personali della Pilato, che ha ribadito di come non ci sia ancora un parere definito degli esperti. Il sorriso della Pilato è comunque un'iniezione di ottimismo.
3) Finale dei 200 dorso vinta dalla favorita McKeown a poco più di 3 decimi dal suo WR. Molto bene la Curzan (che ha inaspettatamente rinunciato ai 100 delfino per disputare questa gara a cui non era attesa) a 2.00.53 pennellando sub anche in un 200 dorso. Terza la Masse, in un'ultima giornata decisamente favorevole al Canada a precedere la connazionale Wilm, protagonista della successiva 4x100 mista. Quinta Margherita Panziera in 2.02.18 non così distante dal suo PB di 2.01.45 del dicembre 2019 e molto lucida nel chiarire nel post-gara un concetto importante, e cioè che nel corso della carriera il fisico degli atleti cambia e anche lei è un'altra persona (rispetto a quel 2019 in cui ha nuotato i migliori crono). E poi, è evidente che i suoi obiettivi si incentrino sulla vasca lunga.
4) Nella finale dei 200 stile libero mi aspettavo un attacco deciso della Haughey al suo WR; Haughey che invece ha vinto in 1.51.65 restandoci distante oltre un secondo.
Sacchi ha parlato di gara tattica, in realtà la Haughey ha fatto sì un passaggio prudente a metà gara, ma poi non si è distaccata troppo nemmeno nel finale. Ottima seconda la canadese Rebecca Smith in 1.52.24 che ha preceduto di soli 4 centesimi una Steenbergen autrice di un ottimo Campionato mondiale. Livello medio decisamente elevato con 7 atlete sotto l'1.53 e l'ottava di poco sopra.
Il "Paninaro" come lo chiama Sacchi, ha fatto addirittura 48.34, poco dopo il 49.67 della finale individuale. Il bello del nuoto...capelli a parte.
Sì, certo, volevo scrivere 48.34 per Temple, addirittura più veloce dell'ottimo 48.50 di Rivolta.
Dopo avere condiviso, al solito, i vostri post, ritorno su una caratteristica (l'ho chiamata il sesto stile) che è emersa dalle tante staffette di questi Mondiali: l'importanza dei cambi.
Molte nazioni, soprattutto europee (la Svezia della 4x50 mista femminile, la Francia della 4x50 sl mixed, l'Olanda della 4x50 sl maschile con De Boer che ricerca sempre il cambio perfetto ed ogni tanto esagera, la stessa Italia della velocità a stile libero) hanno dimostrato di curare bene questo dettaglio.
Miressi, anche per la sua mole, non è mai stato fulmineo nel cambio lanciato (per questo nella 4x100 sl viene fatto partire in prima frazione) e oggi questa sua difficoltà viene messa sotto il microscopio dall'arrivo finale così ravvicinato e da un ts lento anche per le sue caratteristiche.
Rispetto a lui Ceccon ha cambi lanciati molto più rapidi (e nonostante questo affidabili) e immagino che, in generale, questo aspetto verrà tenuto in considerazione nel futuro.
Detto questo, una frazione lanciata da 45.56 non è, per me, criticabile. Onore a Miressi autore di tante imprese in staffetta.
Italia ormai al vertice con beffa sul finale! Forse con un Ceccon a dorso o stile si sarebbe vinto l’oro con WR!
E' senz'altro difficile lasciare fuori Ceccon, ma capisco le scelte dello staff tecnico azzurro e, anche a posteriori, non me la sento di criticarle.
Mora (49.48 la sua frazione) è stato solidissimo nonostante la fatica dei 200 dorso (che aveva anche Murphy) e anche il 45.56 lanciato di Miressi ricade nel campo del prevedibile.
E' chiaro che quel +0.56 di ts di Miressi è superiore alla media anche per lui, che ha notoriamente ts lenti, ma in questa staffetta, come in ogni staffetta, è contato ogni dettaglio, dalla partenza all'arrivo.
Gli australiani hanno sovraperformato, in particolare l'anello debole Yong (56.55 a rana) e Temple a delfino (49.34).
Chalmers si è visto (inaspettatamente) così vicino alle posizioni di testa da non dover nemmeno rischiare il cambio (tranquillo 0.31 anche per lui) per poi scatenarsi negli ultimi 25 metri (44.63 la sua frazione lanciata, da quel gladiatore che ogni volta si conferma essere).
Gli Usa hanno avuto una straordinaria frazione a rana di Fink (54.88) che ha staccato nettamente Martinenghi (55.52): quei pochi centesimi che sono mancati all'Italia per l'oro e il WR si possono trovare anche lì, ma - ripeto - secondo me è inutile focalizzarsi su un particolare, perché la staffetta è stata di livello elevato e non ci sono state vere controprestazioni.
Poi, certo, se proprio dovessi dare una risposta secca alla tua questione, direi che Ceccon è forse mancato più a stile libero (dove avrebbe potuto nuotare qualche decimo meglio di Miressi) che a dorso.
Prima di cucinare il consueto polpettone natalizio sul forum dedicato all'ultima giornata dei Mondiali, spammo il mio entusiasmo per la spettacolarità del nuoto: quale sport può offrire tanti motivi e risultare attrattivo fino al tocco finale, come, ad esempio, la 4x100 mista maschile, dove chi è primo a 5 metri dall'arrivo si ritrova (purtroppo per noi) terzo?
Altra giornata di gare in cui si è visto di tutto, da un Rivolta sorridente e (finalmente) soddisfatto per le sue prove, a una 4x50 mista femminile davvero sorprendente in alcuni parziali. In mezzo, due ori e un WR italiani, e l'argento di Sara Franceschi.
1) Si parte con la 4x50 mista femminile ed è (sorprendentemente) gara a tre per l'oro fino al tocco finale.
Tutto quello che poteva andare male per il quartetto Usa è andato (siamo al femminile, quindi non gareggiava Murphy ma ha agito la ancor più famosa legge di Murphy): da una King che ha nuotato un parziale lanciato (29.00) superiore a quanto poi fatto con partenza da fermo nella semifinale dei 50 rana, ad un incomprensibile 24.94 della Huske, 3 decimi sopra quanto nuotato nella finale dei 50 delfino e addirittura quasi 9 decimi peggio dello stratosferico 24.06 lanciato della Junevik, svedese in grande progresso (il nome Sara di sicuro conta).
In generale, la Svezia ha performato alla grande, con somma dei ts nettamente migliore di Usa ed Australia e c'è mancato poco che arrivasse all'oro. Invece, in un arrivo ravvicinatissimo l'Australia (che doveva soffrire a rana e invece ha limitato benissimo i danni) si è presa titolo mondiale e WR.
2) Nella 4x50 mista maschile era l'Italia la favorita, con lieve margine teorico sugli Usa, e il quartetto azzurro è stato formidabile nell'ampliare in gara questo margine teorico con una prestazione impeccabile.
Si è partiti con Mora che ha fatto match pari con Murphy e Cooper, per continuare con Martinenghi capace di un grande split sotto i 25" (24.95), 3 decimi meglio di quello di Fink, a Rivolta (21.60) che ha scavato la piscina con le sub e la sua potenza distanziando nettamente Casas. Ottimo anche Deplano a nuotare sul 20 e mezzo, non dando speranza di recupero ad un Andrew che pare in crescita dopo un avvio di Mondiale sottotono. Il netto WR ha siglato la superba prestazione di squadra dell'Italia.
3) Da un oro italiano all'altro, con gli 800 stile libero di Paltrinieri, favorito anche su questa distanza dopo la vittoria nei 1500.
Greg ha ormai esperienza e armi affilate per fare la differenza in modi diversi, ed oggi questo è avvenuto subito dopo un passaggio a metà gara relativamente tranquillo, quando ha aumentato il ritmo distanziando sensibilmente tutti a parte Christiansen, arrivato alla fine secondo a 1"49 da re Greg.
A parte il sorriso suscitato da Mecarozzi ,che ha esultato all'arrivo di Paltrinieri urlando che si trattava anche di record dei campionati (già, era il primo 800 maschile che si disputava in un Mondiale di corta) è da notare come tutto conti: ai 200m il distacco di Christiansen (partito molto lento) era di 1"58 da Paltrinieri, quindi in realtà la differenza con il norvegese Greg l'ha fatta in avvio, nonostante Paltrinieri (come ha detto nel post-gara), non abbia insistito a spingere vedendo che molti altri lo seguivano
4) Semifinali dei 100 delfino femminili che fanno pregustare una gustosa finale tra Huske e MacNeil (con vista sul WR della Dahlia) anche se Louise Hansson sarà come al solito combattiva (in semi è arrivata quasi di testa, non respirando nelle ultime bracciate e quindi perdendo di vista il muretto), mentre quelle maschili, aldilà dei crono ravvicinati dei primi tre, hanno a mio parere ribadito i favori del pronostico per LeClos, che pare avere il maggior margine tra l'ultima sub e l'arrivo. In ogni caso, Ponti cercherà il suo primo titolo iridato e Rivolta la conferma a 12 mesi di distanza da Abu Dhabi.
5) 400 misti femminili che lasciavano spazio ai sogni di podio in casa Italia e Sara Franceschi, nuotando il PB a 4.28.58, è stata molto brava a centrare l'argento alle spalle della favorita Flickinger.
400 misti maschili con campo di gara decisamente più competitivo, in cui Carson Foster ha dovuto accettare ancora il ruolo di secondo arrivato alle spalle di un Seto che non avrà pienamente recuperato nei misti la magia natatoria della stagione 2019/ 2020 (quando stabilì il WR di vasca corta), ma ha dimostrato ancora una volta la sua strabordante potenza nella rana, dove ha compiuto l'allungo decisivo su Carson Foster.
Sates ha precluso il terzo gradino del podio ad un buon Razzetti, finalmente soddisfatto per la sua prestazione.
La regia televisiva ha mostrato la linea gialla del RC di Lochte (3.55.50) e Seto, fin quasi all'arrivo, era decisamente avanti (alla fine 3.55.75 il crono di Seto), per cui il duo in telecronaca ha pensato ad un netto vantaggio sul WR (che ha invece linea rossa).
Altrimenti bastava controllare i parziali, ma capisco che i numeri annoino.
6) E WR c'è stato indiscutibilmente nella seconda semifinale dei 50 rana femminile, dove la Meilutyte (28.37, 19 centesimi meglio del precedente limite della Atkinson) stavolta ha eseguito tutto alla perfezione, senza farsi influenzare dalla presenza della King (pure lei scesa sotto i 29"). La sudafricana Van Niekerk (record africano) è molto veloce nel nuotato ma paga un'enormità in partenza. La nostra Pilato è la più vicina alla Meilutyte nella prima vasca ma fatica a reggere il ritmo delle migliori nella seconda. Comunque domani ci proverà per il podio, con un bel sorriso recuperato nel post-gara.
7) Semifinali dei 50 rana maschili con Martinenghi e Cerasuolo protagonisti in un campo di gara che vede gli 8 finalisti in poco più di 4 decimi. Ottavo è quel Sakci di cui mi chiedo ancora come abbia potuto nuotare quel crono fantascientifico, sotto i 25", nella piscina di casa. Non se lo chiede, invece, il suo quasi omonimo Sacchi le cui analisi sono per me sempre strepitose: nella prima semifinale ha elogiato molto i particolari tecnici di Fink e criticato decisamente quelli di Peaty, poi uno va a vedere i crono finali e la differenza è di circa due decimi (ma quanto sono lunghi due decimi in un 50?)
Di sicuro la partenza di Cerasuolo è tra le migliori e con il suo 25.66 si giocherà anche lui il podio in una gara che vedrà, come nei 100, Martinenghi e Fink favoriti.
8) Chiudo con le finali dei 50 stile libero. In quella femminile l'atteso duello tra McKeon e Wasick si è risolto in un monologo della McKeon che ha chiuso subito i discorsi con una partenza e una prima vasca da Kromowidjojo.
Alla fine l'australiana è arrivata a 11 centesimi dal WR della Kromo staccando di netto una Wasick che ha perso, in finale, la fluidità mostrata in semifinale e in altre gare di Coppa del Mondo.
In quella maschile c'era un netto favorito, Crooks, e c'è mancato poco che Proud continuasse la sua striscia di vittorie in un 2022 fino ad oggi perfetto, che l'aveva già visto vincitore ai Mondiali ed Europei di vasca lunga e ai CG.
Uguale passaggio ai 25m per i due e anche in subacquea Proud ha contenuto l'esuberanza di un Crooks che, in effetti, ha dimostrato di subire un po' la pressione della finale.
Il tocco sulla piastra d'arrivo lo ha comunque premiato: 20.46 per il suo primo oro mondiale, 20.49 per Proud.
Impressionante la Meilutyte ma la rana per me è sempre stata un mistero... è più una questione di potenza fisica o di tecnica di nuotata il suo strapotere?
La Meilutyte è un perfetto mix di potenza fisica (evidenziata dalla grande partenza) e di tecnica di nuotata.
In generale la vasca corta e le distanze più brevi sono propizie a chi è dotato/a di maggiore potenza. il precedente WR dei 50 rana era della giamaicana Atkinson, atleta decisamente potente.
Mi unisco a questo commento per dare anche una mia impressione sul mondiale, in particolare in ottica azzurra. Condivido la valutazione tutto sommato positiva, diciamo con alti e bassi, mi aspettavo forse un rendimento medio più alto considerando che la squadra come avevo detto in sede di convocazioni è ridotta ma di grande qualità, mentre diverse finali alla portata sono sfuggite, in particolare al femminile. C'è da sottolineare però una qualità del mondiale che complessivamente mi sembra più alta di altre manifestazioni del genere, nonostante comunque qualche assenza ci sia. Ovviamente spiccano le staffette, coronate da una staffetta da WR nonostante l'assenza di Zazzeri, risultato eccezionale, oltrettutto con un Miressi non esaltante come in gara individuale; medaglia insperata anche nella 4x200 dove l'eroe è di nuovo un Conte Bonin strepitoso e combattivo fino all'ultima bracciata. Molto bene anche Ceccon, partito con un passo falso nei 50 delfino (onestamente comunque nei 50 in corta non lo vedevo benissimo neanche alla vigilia) ma poi in crescita fino all'oro di oggi nei 100 misti e all'ottima frazione in staffetta. Ragionavo che paradossalmente nonostante sia probabilmente il nostro atleta di punta e le sue gare principali siano proprio sui 100, in teoria non dovrebbe partecipare alla 4x100 mista, il che oltre a essere molto particolare dà ulteriore rilievo alla nostra nazionale.
Dobbiamo sempre tenere conto che, in particolare a livello di 100m (ma non solo), c'è grande differenza tra le gare in vasca corta e in vasca lunga.
I 100 dorso in vasca corta sono totalmente diversi dai 100 dorso in vasca lunga (ad esempio, chi ha seguito i recenti Campionati invernali Juniores in Usa ha visto Diehl preceduto nelle 100 yds a dorso da atleti a cui in vasca lunga avrebbe rifilato un paio di secondi, ma che avevano sub molto più lunghe e performanti delle sue) e per questo Ceccon, primatista mondiale dei 100 dorso in vasca da 50m, ha deciso di non disputare i 100 dorso in questi Mondiali di vasca corta.
Per contro, Mora è uno straordinario specialista della vasca corta e quindi è giusto (se in sufficienti condizioni di freschezza) che disputi lui la frazione a dorso nella 4x100 mista.
Rieccomi con i miei noiosi 10 spam, rigorosamente natatori, in una giornata di finali in cui c'è stato di tutto: finali ripetute (con conseguenti lacrime), WRs, oro e bronzo per l'Italnuoto.
1) Si parte con la 4x50 sl mixed (ci vuole più tempo a scriverla che a disputarla) che enfatizza l'importanza di quello che potrei chiamare il sesto stile, cioè la rapidità nei cambi. La Francia eccelle (somma dei tre tempi di stacco a 0.15) e vola verso il WR (1.27.33), a differenza dell'Australia che è piombata da un +0.41 della Harris. Sacchi non se ne accorge e quindi, stavolta, niente spiegazione freudiana per le titubanze della Harris in partenza.
2) Non c'è dubbio che Kate Douglass sia uno dei personaggi di questi Mondiali. E' davvero unico trovare una nuotatrice capace di eccellere dai 50 sl ai 200 misti e 200 rana, anche considerando la vasca corta. Lo stesso Sacchi si è detto ammirato dalla scorrevolezza della sua rana, con cui ha domato l'attacco iniziale della King. In generale, finale di livello medio elevato che ha confermato i progressi dell'olandese Schouten ma, visto che su Swimswam molti, da tempo, davano per scontato il WR per la Douglass, ovviamente il WR non c'è stato (2.15.77 per la Douglass, ad oltre un secondo dal WR della Soni).
3) WR e barriera dei 2' sfiorati, invece, nei 200 rana maschili, che sono stati dominati da un potentissimo (ha messo su davvero parecchi muscoli) Daiya Seto (2.00.35, a meno di due decimi dal WR di Prigoda) che ha allungato dopo metà gara su un Nick Fink (2.01.60) a cui non è bastato migliorare il PB e stabilire il record americano per evitare le critiche di Sacchi per una prima metà gara non all'arrembaggio (ma Sacchi sapeva quale era il PB di Fink e il modo in cui Fink nuota i 200 rana?).
4) Il WR è arrivato nella finale dei 50 dorso femminili in cui la MacNeil (25.25 due centesimi meglio di quanto nuotato dodici mesi fa) ha dimostrato, una volta ancora, la sua capacità di dare il meglio nel momento clou. Stavolta sono totalmente d'accordo con il commento di Sacchi che ne ha sottolineato le capacità agonistiche di "killer delle piscine", a partire dalla partenza eseguita al meglio (a differenza delle semifinali) con cui ha deciso la gara, considerando poi la sua consolidata superiorità nella seconda sub, quella dopo la virata dei 25 m. Sacchi ha citato la ridotta statura dei nuotatori giapponesi, che danno fiducia a chi è sotto il metro e 80, ma è l'intero podio di questo 50 dorso femminile a presentare atlete di statura non elevata (Curzan e O'Callaghan, oltre alla MacNeil).
5) Veniamo al "dramma" dei 50 dorso maschili. Fase di partenza un po' nervosa con qualcuno che, al pronti, aspetta un po' ad alzarsi. Viene dato lo start e, subito dopo, si ode il segnale acustico di partenza falsa. In acqua se ne accorgono in tre (tra cui Mora) che si fermano immediatamente, mentre gli altri 5 finalisti disputano l'intera gara, che viene virtualmente vinta da Cooper in 22.49 (che sarebbe il nuovo WJR) su Murphy e Stokowski. Sconcerto dei 5 nuotatori quando si rendono conto dell'inutilità del loro sforzo e, mentre il duo in telecronaca intravede un movimento con la testa di Murphy come causa scatenante della falsa partenza, la giuria ammette l'errore e decide di ripetere la gara dopo un'ora abbondante. Vi risparmio le iniziali "teorie complottiste" di Sacchi sul potere politico degli Usa, ricordando un noto esempio del passato, e quindi sul fatto che Murphy non sarebbe stato squalificato, poi ritrattate quando al replay si è visto che quasi in simultanea con Murphy era scattato anche Mora.
6) Semifinali dei 50 sl femminili che fanno pregustare un bel duello Wasick-McKeon per l'oro nella finale di domani, mentre in quelli maschili si conferma essere uno straordinario specialista Jordan Crooks (20.31) che ha una sub dopo la virata dei 25m devastante. Gli 8 finalisti nuotano sotto i 21" e, come per Fink, non basta a Deplano nuotare il PB (21.12) per evitare le critiche di Sacchi.
7) Dopo una bella finale dei 100 misti femminili, vinta di poco dalla Steenbergen su Gastaldello e Louise Hansson, si arriva alla finale dei 100 misti maschili. Ceccon nuota in corsia 2 e stavolta spinge a delfino e dorso come è nelle sue capacità. E' primo a metà gara e tiene bene anche a rana, dove inizia la sua rimonta il canadese Acevedo. Il gruppo di testa tende a compattarsi ancora di più a stile libero con Acevedo, che nuota nella corsia accanto a quella di Ceccon, che si avvicina ulteriormente, ma è Ceccon a prevalere con il primo sub 51" della sua carriera (50.97) a pochi centesimi dal RI di Orsi. Acevedo (51.05) e Finlay Knox (51.10) conquistano due belle medaglie per il Canada relegando fuori dal podio Casas ed Andrew.
8) Il nastro si riavvolge per la ripetizione della finale dei 50 dorso maschile (bene per Ceccon che ha un po' più di tempo per recuperare in vista della 4x200 sl). Come prevedibile, l'esito cambia e la vittoria va a Murphy in 22.64 su Cooper (22.72) e Stokowski (22.74). Mora è quarto in 22.81 e si rammarica molto per i pochi centesimi che lo separano dal podio (e, come sempre accade, non si considera che il quinto, Coetze, è ancora più vicino con 22.84). Dopo la premiazione ci saranno le lacrime del giovane Cooper che aveva vinto l'atto primo, quello - sfortunatamente per lui - non valido.
9) Dopo una finale dei 1500 sl femminili dominata dalla Pallister in un ottimo 15.21.43 si disputa la 4x200 sl maschile. In fase di presentazione Sacchi dice che l'Australia non è nel suo momento migliore (??, l'unica spiegazione è che Sacchi intendesse dire che all'Australia mancavano parecchi nuotatori per questa staffetta, da Winnington a Graham, a Short, a Incerti) e si stupisce molto quando, in acqua, avviene quello che in realtà era scontato, e cioè che solo l'Australia poteva insidiare la vittoria degli Usa. Questo almeno fino all'ultima frazione, quando Horton non può certo rivaleggiare con Kibler che porta gli Usa ad un netto WR. Le frazioni lanciate più veloci sono state in seconda, con l'1.40.35 del solito gladiatore Chalmers (al terzo impegno di giornata) , l'1.40.48 di Carson Foster e l'1.40.66 di Katsuhiro Matsumoto. Molto bene anche Ceccon con 1.42.61 dopo il PB di Ciampi (1.42.68) al lancio, che aveva visto toccare primo Hwang Sunwoo (1.40.98) di pochi centesimi su Kieran Smith e su un ottimo Thomas Neill. Solidissima frazione anche di Razzetti (1.42.76) che tiene accese le speranze di podio, considerando che la Corea del Sud ha una formazione a trazione anteriore. in realtà l'ultimo frazionista coreano, Yang, non si disimpegna male (1.43.73) ma Conte Bonin fa un autentico capolavoro agguantandolo alla virata dei 175m e poi vincendo un appassionante testa a testa: 1.41.58 l'eccellente frazione di Conte Bonin, che fa salire sul podio l'Italia con il nuovo RI
10) Pensavo a come certi giudizi possano cambiare. Chi ha seguito le imprese giovanili di Burdisso e Ceccon aveva visto Burdisso come l'atleta che gettava il cuore oltre l'ostacolo e Ceccon come il grande talento limitato da un po' di pigrizia. Oggi Ceccon ha affrontato senza timore un difficile impegno ravvicinato: 100 misti-200 stile libero, distanza quest'ultima che, come ha detto con la consueta lucidità nel post-gara, non conosce bene per passo-gara e distribuzione dello sforzo. Complimenti a Ceccon anche per l'understatement con cui commenta le sue grandi prove, tipo oggi quella dei 100 misti: davvero un atleta pienamente maturo ed affidabile ai massimi livelli.
Spammo 10 note partendo dal duo Mecarozzi-Sacchi, sempre fonte di ispirazione
1) Commentando la prova di Ciampi nella finale dei 400 stile, hanno detto che sarebbe stato meglio rovesciare i crono, cioè fare meglio in finale che in batteria. Già, peccato che con il 3.38.98 della finale Ciampi non avrebbe superato la batteria (nono crono per il coreano Kim con 3.38.86)
2) Scelta suicida del selezionatore australiano che ha schierato la O'Callaghan in frazione interna nella 4x50 sl. La O'Callaghan ha una partenza lanciata tradizionalmente lenta (e quindi bisognava farla partire in prima) e qui è stata lentissima (0.52) ma Sacchi ne ha attribuito le cause ai problemi nello stile libero che si riverberano in partenza. Freudiano.
3) Anch'io ho un approccio freudiano verso la 4x50 sl: da un punto di vista natatorio non le attribuisco un grande valore, ma non c'è dubbio che da un punto di vista televisivo sia adrenalinica. Spettacolare sia quella femminile che quella maschile.
4) Scorrendo gli splits della 4x50 sl femminile, spicca come Kate Douglass abbia praticamente eguagliato il parziale della McKeon nonostante una partenza assai più prudente, mentre in campo maschile il secondo parziale assoluto, dopo quello di Chalmers, è stato il 20.47 di un mio antico pallino, l'ucraino Bukhov.
5) Tornando al duo fonte di ispirazione, Sacchi si è molto sorpreso per il recupero negli ultimi 25m della Haughey nella finale dei 100 stile libero femminili, fin quasi a raggiungere la McKeon. In realtà non è così sorprendente da un punto di vista natatorio, considerato che la Haughey ha una notevolissima resistenza alla velocità (non per nulla è più duecentista della McKeon, che si è ormai trasformata da tempo in una specialista dei 50 e 100 sl, oltre che dei 100 delfino).
6) Bello vedere il pieno recupero di alcuni talenti giovanili che hanno avuto alcuni problemi di assestamento. Mi riferisco in particolare all'olandese Marrit Steenbergen (51.25 nei 100 sl e 57.65 nei 100 misti, dopo avere già fatto bene nei 200 misti) e all'australiano Thomas Neill (3.35.05 nei 400 sl)
7) Un altro giovane australiano, il 18enne Isaac Cooper, si era messo in evidenza per le sue qualità velocistiche fin dalle prime gare di categorie e ha confermato questa sua predisposizione con il 22.52 nella semifinale dei 50 dorso. Il problema di Cooper sarà trasferire completamente questi progressi alla vasca lunga, in particolare nei 100 dorso. Problemi che non avrà un altro 18enne in evidente crescita, il sudafricano Pieter Coetze.
8) Finale dei 100 stile libero maschile di grande livello medio, coi i primi 7 abbondantemente sotto i 46" e Dean appena sopra. Da rilevare il 45.77 di Pan Zhanie, il "Popovici cinese" di cui pochi ancora parlano. Sul vero Popovici poche parole: all'inizio di questi Mondiali aveva quasi 2" di gap come PB rispetto a Chalmers e gli è arrivato a meno di mezzo secondo, portandosi ad un 45.6 con cui in altri Mondiali di corta si sarebbe vinto l'oro.
9) Ho il difetto di perdere troppo tempo leggendo i commenti su Swimswam. Ieri, dopo l'eliminazione in batteria dei due 100isti Usa ed altre controprestazioni, c'era chi voleva addirittura il ritiro dell'intera squadra "per ignominia". Oggi gli Usa hanno fatto il pieno di ori, e immagino che si siano levati i peana. E' quasi meglio leggere lo spam su questo forum
10) Resta più che discreto il comportamento medio della squadra italiana, con la conferma del livello altissimo acquisito dalla velocità maschile e di un Mora che in vasca corta è ormai una certezza. Fin troppo severi certi commenti fatti dagli stessi atleti dopo la gara, mi riferisco in particolare a Razzetti che si è comunque confermato vicino ai suoi migliori crono.
grazie mille, una parte significativa del piacere che ho nel seguire il nuoto nasce dai vostri commenti. Sono veramente scoraggiato dai problemi del forum
PS - ci sono anche problemi tecnici - avevo cercato di postare oggi per chiedervi lumi sulla performance della Pilato (non ha preparato la manifestazione? Ci sono problemi tecnici?) ma non mi ha accettato il messaggio
Ciao Marioflavio.
Per quanto riguarda la Pilato, nell'intervista post-gara ha accennato in primo luogo a "problemi sportivi" avuti nei mesi scorsi, e poi ha riconosciuto di non essere in buona condizione di forma, come capitato anche nei due anni precedenti ad inizio stagione (cioè nell'ultimo trimestre dell'anno solare).
Infine, ha detto di soffrire molto il freddo che accompagna questo anomalo Mondiale di vasca corta.
Va citato anche un accenno della Caporale ad alcuni problemi di salute, che però riguardano la privacy della Pilato e su cui quindi sorvolo.
Ultima considerazione (che verrà subito sommersa dalla melma spammatrice).
Ho seguito le gare su Rai Sport con il commento di Mecarozzi e Sacchi.
Posto che Sacchi continua ad essermi simpatico e in generale risulta gradevole all'ascolto, perché riesce ad innalzare con alcune considerazioni centrate, non solo dal punto di vista tecnico, il tono "molto pop" impresso da Mecarozzi alle telecronache, é evidente come continui a mostrare evidenti limiti di conoscenza su tanti nuotatori e tante nuotatrici anche di primo livello.
Qualche esempio
1) Sacchi ha detto che Mollie O' Callaghan si è scoperta dorsista per questi Mondiali di corta casalinghi.
La 15enne O'Callaghan gareggiò già al Mondiale Juniores 2019 sia nel dorso che nello stile libero, mettendosi in mostra nei 100 dorso ancor più che nei 100 stile libero, e poi ha continuato a gareggiare regolarmente nel dorso, sia in vasca lunga che in vasca corta, nelle gare australiane.
In vasca corta è più competitiva nei cambi di direzione a dorso rispetto a quanto non sia nello stile libero (cioè perde meno dalle specialiste), di qui la scelta di privilegiare il dorso individuale rispetto allo stile libero.
2) In presentazione della 4x200 sl femminile Sacchi dice che la Cina resta sempre competitiva e quindi da seguire con attenzione per la 4x200 sl.
Abbastanza sconcertante, viste le assenze in particolare di Yang Junxuan, Li Bingjie, Zhang Yufei e in generale di tutto il quartetto che vinse l'oro olimpico a Tokyo, di cui non fa cenno, oltre ai problemi contingenti legati al Covid.
A questo proposito, non è vero che tutti gli atleti cinesi si siano presentati ai blocchi con la mascherina: molti lo hanno fatto, ma non Zhang Yufei nei 50 delfino femminili e Qin Haiyang nei 100 rana maschili (che hanno anche nuotato ad ottimi livelli, probabilmente perché davvero esenti da ogni problema di salute).
3) In ultima frazione Sacchi dice che la sola specialista dei 200 è Taylor Ruck rispetto a Lani Pallister e a Leah Smith.
Affermazione formalmente corretta ma che non considera l'evoluzione della carriera della Ruck, che purtroppo (anche per i problemi alimentari di cui poi ha parlato e che Sacchi ha ricordato) ha perso quel tono aerobico che ne aveva fatto, nel 2018 (quando vinse sia CG che Panpacs), il prospetto più interessante nei 200 sl, ma anche fortissima nei 200 dorso e capace di reggere molti impegni individuali.
La Ruck ha riguadagnato una buona velocità di base ma fatica ancora molto a chiudere i 200 sl , e questo lo si è visto anche oggi, nonostante siamo in vasca corta, e anche tenendo conto del fatto che sia partita a spron battuto per provare a colmare il distacco dal duo di testa.
Vedendo come si erano comportate le atlete fin qui, era evidente che chi dava più garanzie restava la non-specialista dei 200 Lani Pallister e quindi che la vittoria australiana fosse in cassaforte alla fine della terza frazione.
Potrei continuare con molti altri esempi (tipo Crooks che si era già messo in grande evidenza in vasca da 25 yds in questa stagione Ncaa), ma lascio spazio allo spam.
Beh, una discreta dimostrazione di profondità da parte della staffetta italiana...
E probabilmente c'è il potenziale per scendere ancora.
Impressionante la McKeon
Colgo volentieri questo giusto spunto natatorio (che affiora dalla melma, per me ormai insopportabile, dello spam), per confermare che la profondità ad alto livello è diventata la caratteristica del gruppo della velocità maschile, anche in vasca corta.
Mancava Zazzeri, diventato affidabilissimo anche in lunga (ma che in corta lo è forse ancor di più), e Deplano lo ha sostituito al meglio.
Il ventenne Conte Bonin ha vinto una sorta di derby veneto con Frigo (autore comunque di un buon 46.51 in mattinata), e mi ha fatto piacere vedere l'altro corregionale Ceccon colloquiare amabilmente con lui, mentre si avviavano al blocco di partenza, per stemperare la pressione della finale.
E Ceccon che non si era espresso al meglio nella batteria dei 50 delfino (pagando con l'esclusione dalle semifinali), ha nuotato un sontuoso 45.13 lanciato, consentendo di raggiungere quel WR che nobilita ulteriormente l'oro della 4x100 sl.
PS Avevo parlato, anni fa, di Ponti, ma che dire di Ilya Kharun, 17enne canadese che sta progredendo a vista d'occhio? Nei 50 delfino è già tra i più veloci in assoluto nel nuotat; perde ancora visibilmente dagli specialisti della vasca corta in fase di partenza e virata, ma il suo futuro nelle tre distanze del delfino appare radioso.
Ormai è evidente che all'interno della FINA ci sia uno di Padova a fare i calendari.
Ceccon (di Vicenza) avrebbe tutte le sue (ipotetiche) gare concentrate nei prime tre giorni.
Giorno1: 100 dorso, 50 farfalla e 200 misti, più la 4x100sl.
Pomeriggio giorno2: sf dei 100sl poco prima della finale dei 100 dorso.
Giorno3: 50dor e 100mx, con le finali nel giorno 4.
Praticamente può concentrarsi su 100dor e 100mx.
E Ceccon ha deciso di rispondere al "padovano della Fina" rinunciando alle gare individuali a dorso.
Leggendo su nuoto.com https://www.nuoto.com/2022/12/11/melbou … elle-gare/ Razzetti viene dato partente nei 200 misti ma nelle liste di partenza della Omega ( dove invece figura ancora la Quadarella che sappiamo essere invece assente) https://www.omegatiming.com/2022/16th-f … ve-results non compare
Grandi crono, come al solito, agli US Open.
Guardando i passaggi del 4.28.61 della McIntosh nei 400 misti, fa impressione l'apertura a 59.40 (coi primi 50 in 27.69). Non mi risulta che qualcuna sia mai scesa sotto il minuto. Ai mondiali di giugno nei 200 farfalla (2.05.20) era passata di poco sopra il minuto. Qui i 200far non li ha fatti e forse sta preparando una sorpresina estiva, magari un tempo da 2.02.
Summer McIntosh sempre più impressionante e che si candida - dopo i tentativi non riusciti di Laure Manaudou 2007 e Katie Hoff 2008 - a diventare una sorta di "Phelps al femminile" nel quadriennio 2025-2028, con - fin da ora - due elevate chance di oro (nei 400 misti, 200 delfino) a Parigi 2024, e altre due (nei 400 stile libero e nei 200 misti) che, nonostante la formidabile concorrenza di Titmus e Ledecky nei 400 sl, si potrebbero profilare con ulteriori progressi nei prossimi 18 mesi.
Il calendario teorico di gare per la McIntosh a Los Angeles 2028 potrebbe contemplare, come per Michelone, 5 gare individuali (200 e 400 stile libero, 200 e 400 misti, 200 delfino) con i 200 dorso come "gara-bonus": Phelps non l'ha mai nuotata avendo anche 3 staffette, mentre la McIntosh per ora ha come unica staffetta certa la 4x200 sl, ma è quasi scontato, con il passare degli anni, un suo notevole miglioramento sulle distanze dei 100 m (penso in particolare ai 100 delfino e 100 dorso) e quindi il suo inserimento anche nella 4x100 mista e 4x100 sl canadese.
E' ormai certo che ci troviamo di fronte ad uno di quei fenomeni epocali dove tutto collima: classe, fisico (estremamente leggero), ferrea determinazione (la McIntosh non sembra avere i conflitti interiori che minarono, in diversi periodi, la regolarità negli allenamenti di Phelps); un formidabile boost per il Canada che al femminile ha già molte altre frecce nella sua faretra e che al maschile sta vedendo crescere un interessante prospetto come il 14enne Laon Kim, ma soprattutto ha un 17enne come Ilya Kharun che sta progredendo a vista d'occhio su tempi già rilevanti a livello assoluto (soprattutto nel delfino, ma anche nei misti).
Venendo al suo straordinario (siamo ad inizio Dicembre!!) 4.28.61 nei 400 misti, hai già sottolineato il passaggio di 59.40 ai 100 m che dimostra la volontà della McIntosh di esplorare i suoi limiti senza temere la sofferenza, ad esempio in quella che resta la sua frazione debole, la rana.
A rana ha perso circa 3" dalla Hosszu del WR, ma non è certo crollata (prima di riguadagnare sulla Hosszu negli ultimi 50m a stile libero) e va segnalato il suo 2.30.85 nella finale B dei 200 rana di stanotte: la McIntosh sta migliorando in ogni stile.
Penso a come si debba sentire Emma Weyant, vice-campionessa olimpica dei 400 misti, che si è ritrovata questa specie di Ufo anche negli allenamenti quotidiani ai Sarasota Sharks, in Florida...
La saga natatoria più interessante di questa fine 2022 sono i confronti tra Katie Ledecky e Summer McIntosh nei 400 stile libero.
Dopo quello in vasca corta a Toronto per la World Cup, vinto dalla McIntosh per 8 centesimi, c'è stato quello in vasca lunga allo Us Open, vinto dalla Ledecky per 8 centesimi.
In entrambi i casi il confronto così serrato, e quindi avvincente da un punto di vista agonistico, è stato suffragato da crono di grande livello tecnico (a maggior ragione considerato il periodo), e quindi, se tutto dovesse andare liscio, si prefigura un 400 stile libero altamente spettacolare per i Mondiali di Fukuoka nel luglio 2023, quando a Ledecky e McIntosh si aggiungerà la primatista mondiale e campionessa olimpica Titmus.
Non mi allargo ad ipotizzare addirittura un confronto a quattro, perché Li Bingjie dovrebbe consolidare pienamente in vasca lunga il grande WR nuotato recentemente in vasca da 25m, ma basterebbe un confronto a tre per fare del 400 sl femminile di Fukuoka uno spettacolo con pochi precedenti nella storia dei 400 stile libero.
Per chi ha pazienza, ricordo un po' di crono di Ledecky e McIntosh.
La Ledecky (nata nel 1997) ha un PB di 3.56.46 (Olimpiade 2016) e poi un 3.57.36 realizzato agli ultimi Mondiali 2021.
Lo scorso anno a Greensboro, agli inizi di dicembre, nuotò (in solitaria) 4.00.51 e quindi il 3.59.71 di stanotte costituisce un progresso (ma bisogna anche tenere conto del grande confronto ravvicinato che ha avuto stavolta con la McIntosh), mentre il miglior crono nuotato in-season dalla Ledecky è stato il 3.59.54 del gennaio 2016 (quando poi ottenne 3.56.46 nell'estate a Rio), quindi per Fukuoka può essere ipotizzabile una Ledecky da 3.56 alto (come valore mediano).
La McIntosh (nata nel 2006) aveva come PB 4.02.42 (nuotato all'Olimpiade di Tokyo) a fine 2021 e poi ha realizzato due crono molto simili (3.59.32 e 3.59.39) ai Commonwealth Games e ai Mondiali nell'estate 2022.
Quindi il suo PB a fine 2022 è 3.59.32, che ha già avvicinato moltissimo con il 3.59.79 di stanotte.
E' ipotizzabile che anche la McIntosh possa valere tra il 3.56 e il 3.57 per i Mondiali di Fukuoka di luglio 2023.
Concludendo con la Titmus (nata nel 2000), continuo a vederla lievemente favorita per Fukuoka 2023, in virtù dei suoi ripetuti crono da 3.56 (WR 3.56.40 nuotato questa primavera) e magari in grado di attaccare la barriera del 3.56, ma i progressi della McIntosh (oltre alla perdurante presenza della Ledecky) ne mettono in pericolo la leadership per Parigi 2024.
Sfiorato un secondo WR a Kazan, con Evgeniia Chikunova autrice di un 2.14.70 nei 200 rana che dista soli 13 centesimi dal WR di Rebecca Soni, realizzato negli ultimi giorni del 2009.
Per i motivi citati sopra, non mi dilungo ulteriormente su questo evento che pure, da un punto di vista natatorio, ha offerto molti spunti rilevanti.
E l'annunciato WR (ipotizzandone la ratifica..) nei 50 dorso c'è stato.
Kolesnikov, dopo avere nuotato 20.88 in prima frazione della 4x50 sl, ha rinunciato alla finale dei 50 sl e si è presentato alla finale dei 50 dorso consapevole di poter migliorare lo storico 22.22 di Manaudou.
E' partito in modo decisamente più reattivo rispettivo alla semifinale e ha ottenuto un 22.11 che appaga il mio senso estetico per i numeri (prima c'erano tutti 2, ora ad un 22 segue la sua metà), ma soprattutto - parlando di nuoto - restituisce il WR dei 50 dorso ad un vero dorsista come lui, dopo la parentesi del Manaudou 2014 all'apice della potenza, e quindi capace di nuotare un crono stellare anche in uno stile decisamente non suo.
Breve notazione finale: ho seguito in fretta e con il cuore lacerato questi Campionati russi open, che pure stanno offrendo molti spunti natatori, perché è impossibile dimenticare quello che continua ad avvenire in Ucraina.
Da un punto di vista tecnico vanno segnalate le ottime prestazioni di Kliment Kolesnikov ai Solidarity Games (manifestazione per gli atleti russi e bielorussi esclusi dalle grandi manifestazioni Fina) in svolgimento a Kazan in vasca da 25 metri.
Nella semifinale dei 50 dorso, nonostante una partenza abbastanza rilassata come tempo di reazione, ha ottenuto 22.31, a soli 9 centesimi dal famoso WR di Manaudou. WR fattibile nella finale di domani, sessione in cui Kolesnikov disputerà anche la finale dei 50 stile libero (20.94 per lui in semifinale).
Segnalo i risultati nuotati in un meeting in Canada di Jasmine Nocentini, italiana che nuota e studia in America alla Northwestern University
Ho visto il filmato del suo nuovo PB nelle 50 yds a stile libero (21.59) e non c'è dubbio che abbia ottime qualità per la velocità a stile libero (e a rana, dove ha ottenuto un notevole 58.31 nelle 100 yds) che paiono essere sbocciate a Northwestern, dove si è da poco trasferita.
PS La Ncaa riserva sorprese. A Tennesse, in grande evidenza in questo inizio di stagione, tutti parlano di Jordan Crooks, che ha ottenuto un grande crono nelle 50 yds a sl, ma la vera rivelazione è il freshman (cioè primo anno)) Gui Caribe, che nuota molto meglio di Crooks, le cui potenzialità paiono limitate alla vasca corta dipendendo principalmente da poderose subacquee.
Sono d'accordo con l'analisi di Andrea.zam.
Aggiungo che l'Italia continua ad onorare con squadre assai competitive tutte le principali manifestazioni Fina e Len.
Questo non è davvero scontato; basti pensare alle rappresentative davvero ridotte, sia da un punto di vista quantitativo che qualitativo, con cui molte nazioni europee si presenteranno ai Mondiali di Melbourne di vasca corta (anche per i costi della trasferta australiana).