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Non vedo traccia di spam..(incredibile), e quindi "spammo" tre pensieri in libertà dopo avere visto la prima sessione di finali a Berlino.
1) Il nuoto in vasca corta mi suscita sensazioni contrastanti: da un lato emerge l'indubbia spettacolarità di certe gare, dall'altro mi pare quasi frustrante emergere dalla sub ai 15 metri e poi nuotare appena qualche bracciata prima della successiva virata.
Questo esercizio ripetuto di virata/subacquea, virata/subacquea agevola, non c'è dubbio i "califfi delle sub" (ahi, mi sto Mecarozzizando..), tra cui, ad esempio, un LeClos capace di dominare i 100 delfino (ma la sua seconda sub era entro i 15m?) con un grande crono.
Per contro, nella finale dei 50 stile libero maschili, vinta da Dylan Carter, guardavo, ancora una volta, il tentativo disperato di Bukhov di rimediare nel nuotato ai gap che subiva in partenza e virata, a causa di sub brevissime e assai poco efficaci.
2) Ceccon ha vinto i 100 misti ma mi aspettavo che lo facesse con più distacco e, soprattutto, con un crono migliore, dopo averlo visto togliere visibilmente il piede dall'acceleratore a 10 metri dalla fine della batteria, in cui sembrava avere passeggiato.
Ai Mondiali di Melbourne mi attendo (almeno) un 50.5 da lui.
3) Il nuoto in vasca corta allunga le carriere e premia gli specialisti, anche attempati.
Un giovane, già grandissimo specialista della vasca da 25 m, è senza dubbio Matthew Sates, sudafricano di 19 anni, che ha dominato i 400 stile libero nonostante una condotta di gara apparentemente tattica (ha seguito gli altri per più di metà gara, per poi incrementare visibilmente la gambata e staccarsi di netto) e che appare fortissimo anche nei misti.
Per ora non c'è davvero confronto tra la forza di Sates in vasca corta, dove è uno dei migliori in assoluto su varie distanze, e i suoi risultati in vasca lunga.
Con un talento come il suo mi aspetto grandi progressi anche in vasca da 50m nella prossima estate.
PS Dal Giappone arriva il banzai di Tomoru Honda che sbriciola il WR dei 200 delfino nuotando 1.46.85.
https://aquatics.eurovisionsports.tv/ho … IIZxXtLeaN
Ho visto qualche batteria stamane, tra cui l'ultima dei 100 misti maschili dove Ceccon ha confermato le sue grandi attitudini per questa gara; è fin troppo facile prevedere che. in un futuro non lontano, sia il più serio candidato a scendere sotto i 50", provando ad avvicinare il fantascientifico WR di Dressel.
A me piacerebbe se anche nel nuoto ci fosse un evento simile a quello delle world athletic relays, in cui si potrebbero organizzare staffette insolite, tipo la 4x200 mista o una 4x100 rana. In atletica, oltre alle staffette classiche che qualificano per mondiali o olimpiadi, fanno anche la 4x800. Ricordo anche una staffetta con gli ostacoli.
Rimarrà un sogno.
L'idea è interessante e potrebbe dare stimoli a quegli atleti delle nazioni di punta che, pur essendo di altissimo livello, non riescono a raggiungere i primi due posti per qualificarsi nelle gare individuali.
La controindicazione è che nel nuoto la forma è così difficile da raggiungere e, soprattutto, mantenere, che un ulteriore evento vedrebbe probabilmente il forfeit di molti atleti di spicco, annacquando il livello tecnico della manifestazione (come poi accade anche nelle World Athletic Relays).
Però si potrebbe provare ad organizzarlo, perché le staffette sono eventi spettacolari che attestano il livello medio delle varie nazioni (io avrei inserito le 4x50 stile libero maschile e femminile nel programma olimpico, invece che la mista mixed).
insomma, dopo aver reso privi di significato gli europei piazzandoci un mondiale due mesi prima, adesso rendono privo di significato anche il mondiale. Va a finire che l'unica competizione che manterrà un pieno valore sarà l'Olimpiade, ma solo perchè non è organizzata da quelli del nuoto.
Domanda: ma questo vuol dire che la frequenza dei mondiali diventa annuale? Se no, non capisco il senso della cosa.
La frequenza dei Mondiali in vasca lunga resta biennale, ma il nuovo corso della Fina "intende dare più opportunità agli atleti rispetto al passato".
Provo a ripercorrere quanto accaduto.
Come ha detto Miro, erano già in calendario i Mondiali di Fukuoka nell'estate del 2021 e quelli di Doha a fine 2023 prima che il Covid facesse slittare di un anno le Olimpiadi di Tokyo.
Si decise quindi di posticipare di un anno i Mondiali di Fukuoka, ma, pochi mesi prima del loro svolgimento, ricordando quanto accaduto alle Olimpiadi (con la maggioranza della popolazione giapponese contraria al loro svolgimento perché fortemente preoccupata per la situazione Covid), gli organizzatori dissero che non se la sentivano di organizzarli e quindi chiedevano un ulteriore posticipo di un anno.
La situazione dell'estate 2022 vedeva, a quel punto, i Commonwealth Games a fine luglio e gli Europei di Roma a metà agosto, con alcune importanti nazioni mondiali (una su tutte, gli Usa) prive di competizioni internazionali a livello assoluto.
La Fina decise quindi, con brevissimo preavviso, di chiedere ai sempre ospitali (per gli eventi sportivi internazionali..) ungheresi di poter organizzare un Mondiale "straordinario" nel collaudatissimo impianto della Duna Arena di Budapest.
Gli ungheresi furono subito d'accordo, e quindi si decise di inserire il Mondiale di Budapest a giugno, prima di Commonwealth Games ed Europei di Roma.
Il calendario 2022 era quindi diventato molto fitto e ciò suscitò le ovvie perplessità di chi aveva programmato i due eventi già previsti (i britannici ne avevano addirittura tre da preparare).
I più soddisfatti erano gli statunitensi, che avevano il Mondiale di Budapest a riempire un'estate priva di grandi eventi, anche se, a posteriori, è molto probabile che ad almeno un atleta statunitense (il più famoso) avrebbe giovato una stagione libera da impegni.
Inserito quindi il "Mondiale straordinario" di Budapest a giugno 2022 e spostato quello di Fukuoka a luglio 2023, c'era il problema del Mondiale di Doha calendarizzato per fine 2023.
L'ipotesi che io avevo auspicato era di spostarlo al 2025 al posto di quello di Kazan (già in calendario), ma la Fina ha preferito mantenere in calendario Kazan 2025 e spostare Doha da fine 2023 ad inizio 2024, in quell'ottica, richiamata sopra, di dare molte opportunità di competizione agli atleti.
E visto che già in diversi, di questi atleti, avevano invece ipotizzato di non partecipare ad un Mondiale che precedeva di soli 5 mesi le Olimpiadi, la Fina ha deciso di far diventare il Mondiale di Doha l'appuntamento clou per la qualificazione delle staffette (solo le prime 3 di Fukuoka saranno qualificate di diritto a Parigi).
nuotofan ha scritto:I Mondiali di Fukuoka nel luglio 2023 saranno un vero test verso le Olimpiadi di Parigi 2024
La FINA ha aggiunto al calendario della stagione olimpica un'edizione extra dei Mondiali, che si terranno a Doha in Qatar nel febbraio 2024. Per evitare che siano snobbati ha legato la qualificazione olimpica di quasi tutte le staffette a questa manifestazione. Le prime tre dei Mondiali di Fukuoka andranno direttamente a Parigi, le altre 13 usciranno da Doha. E' chiaro che la stagione a cinque cerchi si annuncia complessa. Sulla carta ci sarebbero anche gli Europei a maggio. Per il momento rimangono assegnati a Kazan in Russia, ma dubito che si svolgeranno là. E poi che Europei saranno, ammesso che si disputino veramente, stretti tra un'Olimpiade e un Mondiale? Una cosa mai vista.
Sì, i Mondiali di Doha del febbraio 2024 sarebbero stati bypassati da diversi atleti (ad esempio alcune stelle britanniche si erano già espresse in questo senso), ma la decisione della Fina di farne l'evento principale per la qualificazione olimpica delle staffette ha rimescolato le carte.
Ci saranno evidenti problemi di preparazione in quell'affollato 2024 (è facile ipotizzare che gli Europei di maggio diventino un semplice meeting di preparazione); sia per tutte le nazioni che celebrano le selezioni olimpiche nella primavera (tradizionalmente è aprile il mese più gettonato), che per gli Usa che a febbraio hanno le finali di conference prima delle finali universitarie di marzo e dei trials olimpici di giugno (ci saranno cambiamenti nel calendario universitario Usa?).
E, in generale, quando si faranno le selezioni per il Mondiale di Doha?
Dicembre 2023 pare l'ovvia scelta.
Saranno favoriti, quindi, gli atleti Usa non più universitari che potranno tralasciare le gare in vasca da 25 yds per concentrarsi sulla vasca lunga.
In generale, l'obiettivo di tutti resteranno le Olimpiadi e quindi molti affronteranno le selezioni per il Mondiale di Doha e il Mondiale di Doha stesso non al top della condizione.
Ecco perché, per me, il vero Mondiale pre-olimpico sarà quello di Fukuoka di luglio 2023, perché è indiscutibilmente l'evento clou del 2023 e tutti vi arriveranno al meglio.
Il Mondiale di Doha potrà fornire indicazioni interessanti e - per i motivi che hai detto - avrà forse un campo partecipanti abbastanza completo, ma la collocazione temporale è davvero anomala e, a 5 mesi dalle Olimpiadi, costringerà a delle scelte in termini di preparazione.
La squadra femminile ha contribuito in modo eccellente al medagliere azzurro. Tuttavia bisogna premettere che il livello del nuoto femminile europeo è il più basso degli ultimo 60 anni. Sul palcoscenico mondiale dominano americane, australiane, canadesi, cinesi, giapponesi. Se non ci fosse la Sjostrom a fare da contrappeso la situazione del Vecchio Continente sarebbe quasi tragica. Questo ha consentito a Quadarella e Panziera di banchettare al cospetto di avversarie di modesto calibro. Simona è stata ulteriormente avvantaggiata dall'anno sabbatico della Koehler, l'unica europea che la può impensierire. Il discorso non vale invece per la Pilato. Devo ammettere che Benedetta mi ha stupito, pensavo che la transizione da specialista dei 50 ad atleta da medaglia nella distanza olimpica dei 100 richiedesse più tempo. Invece la pugliese ha chiusa la stagione da campionessa mondiale e continentale. Se si può muovere un appunto è quello di non aver raggiunto un picco di rendimento intorno al 1'5"5, ma questa sarà materia per l'anno entrante, dove le avversarie non mancano, a partire dall'insidiosa sudafricana van Niekerk.
Vale anche per la Pilato perché agli Europei mancava la tedesca Anna Elendt che in stagione ha nuotato 1.05.58, crono quasi replicato nei turni eliminatori dei Mondiali di Budapest dove poi ha sofferto la sua prima finale da favorita.
Poi da tenere d'occhio c'è la giovanissima Eneli Jefimova (nata a fine 2006) che non mi entusiasma come nuotata (come peraltro quasi tutte le raniste dell'ultimo periodo) ma che ha compiuto evidenti progressi in questa stagione, portando il PB a 1.06.47 e nuotando varie volte su quel crono (incluso ai Campionati Europei juniores, dove ha dominato nella rana).
Infine la Meilutyte, tornata subito ai vertici mondiali ed europei, soprattutto sui 50 ma competitiva anche nei 100, che potrebbe migliorare i crono nuotati in questa stagione nel 2023 e nel 2014 olimpico..
A Mondiali junior di Lima conclusi, l'auspicio è di vedere in futuro manifestazioni più rappresentative della situazione natatoria giovanile a livello mondiale. Certe gare sono state, oggettivamente, poco significative dal punto di vista tecnico.
Grandi meriti comunque a chi ha partecipato alla fine di una stagione con tanti impegni, ed una chiara indicazione alla Fina a ricercare un miglior coordinamento con le varie federazioni nazionali, per individuare date e sedi che consentano una partecipazione più completa possibile.
La presenza di Popovici, caso più unico che raro di campione mondiale ed europeo nei 100 e 200 sl, sia a livello assoluto che juniores, nella stessa stagione (una sorta di quadriplete su due distanze), ha aiutato molto a tenere vivo l'interesse, così come i duelli tra Masiuk e Coetze nel dorso (ottimo 1.56.05 nei 200 dorso nell'ultima giornata per il sudafricano).
Popovici è un enorme spot per il nuoto: sul podio dei 100 sl pareva ancor più esile tra Hribar (almeno 10 cm più alto e decisamente più muscoloso) e Antoniou (5 centimetri più alto e assai più robusto). Vedendoli nessuno scommetterebbe sul filiforme romeno, ma in acqua non c'è storia.
Risultati soddisfacenti dai 16 azzurri, che confermano la bontà di una programmazione ormai consolidata.
Sono sinceramente ammirato dai progressi nella velocità anche in campo femminile: pare che ormai i tecnici italiani abbiano trovato una strada per far migliorare gli e le stileliberiste veloci, fin dove lo consentono le capacità di ognuno.
Penultima sessione di finali che ha offerto un unico grande spunto tecnico, il 22.96 di Diogo Ribeiro nella finale dei 50 delfino.
Abbattere il muro dei 23" nei 50 delfino dopo avere fatto lo stesso con quello dei 22" nei 50 stile libero, prima di compiere i 18 anni, è decisamente rilevante.
Va anche segnalato come ufficialmente l'altezza di Ribeiro sia data a 1,84 m, ma è probabile che sia qualche centimetro di meno: abbiamo cioè un altro caso di sprinter di successo, addirittura sulla distanza più breve tra quelle che il nuoto prevede, dopo il WR nei 100 sl del filiforme Popovici, che non dispone certo di mezzi fisici eccezionali in quanto ad altezza e muscoli.
E' bello vedere che ormai ci sono diversi casi che vanno contro il pensiero divenuto dominante qualche anno fa, e cioè che la condizione necessaria per eccellere, soprattutto nella velocità, fosse quella di avere atleti con fisici imponenti e che si sottopongano ad un grande lavoro in palestra.
Alla fine il rapporto peso/potenza ed il talento individuale (oltre ad allenamento, doti agonistiche etc) contano sempre nel nuoto. Bene così.
la staffetta sicuramente ha sfruttato le assenze di Usa, Australia, Russia, ma è innegabile che 3 under 16 di tale portata al momento non ce li ha nessuno.
Già il prossimo anno l'italia "rischia" di essere il team più forte nella staffetta junior con i ranghi al completo...non credo ci saranno problemi a trovare un 4 frazionista solido da sotto 1'50" lanciato
Il Mondiale Juniores del prossimo anno sarà di sicuro molto interessante se tornerà a ranghi completi (con l'eccezione di Russia e Bielorussia, visto il perdurare di questa tragica guerra).
Faccio un confronto con la 4x200 sl dei Panpacs Juniores, svoltisi appena prima di questi Mondiali Juniores, che ci mostra come la concorrenza di Australia e Usa sarà molto agguerrita anche per i nostri ottimi stileliberisti nati nel 2006.
Alle Hawaii ha vinto l'Australia in 7.13.07 (demolito il record della manifestazione) schierando solo un 2004 (Staples), non eleggibile quindi nel 2023. Per il resto due 2005 (Southam e McAlpine) e un 2006 (Da Silva).
Gli Usa sono arrivati secondi in 7.15.18 ed anche gli statunitensi schieravano un solo 2004 (Maurer). Per il resto un 2005 (McFadden), un 2006 (Williamson) e un 2007 (il possibile nuovo fenomeno Heilman). Aggiungo che Williamson aveva disputato da poco i 400 misti e quindi ha nuotato di oltre un secondo più lento rispetto alla prova individuale.
Insomma, sarà molto dura contro Australia e Usa.
Ah, è giusto mettere anche il crono con cui l'Italia ha vinto la 4x200 sl al Mondiale Juniores che si sta disputando a Lima: 7.17.08 (7.17.55 agli Eurojuniors di Otopeni).
Con Galossi si possono limare un paio di secondi almeno, quindi siamo lì con gli Usa ad inseguire (in questa classifica virtuale) l'Australia.
Quattro temi principali nella terz'ultima sessione di finali dei campionati Mondiali juniores, che ha visto altre tre medaglie per l'Italia (oro 4x200 sl maschile, argento Mati nei 100 rana femminili, bronzo Vetrano nei 400 sl femminili):
1) la 4x200 sl italiana che è riuscita a migliorare il crono con cui aveva vinto gli Europei Juniores di inizio luglio nonostante lì schierasse Galossi,
2) il grande crono del 17enne Matos Ribeiro nei 50 sl,
3) la finale dei 50 dorso vinta ancora da Masiuk su Coetze, con il polacco che ha nuotato il PB e RC,
4) la vittoria nei 50 delfino in 26.38 della 15enne croata Pavalic, che considero un grande talento della velocità pura a delfino e stile libero.
1) Ulteriore prova di consistenza e futuribilità per i 200 stileliberisti italiani. Ragaini, nonostante i tanti impegni in stagione, riesce a migliorarsi nuotando un eccellente 1.49.05 in prima frazione (un secondo più veloce di quanto fatto agli Eurojuniors), e ottengono crono lanciati sotto l'1.50 anche il mistista Spediacci e Chiarioni. Infine è Bertoni (1.48.54) a riuscire a contenere la rimonta ungherese.
2) Matos Ribeiro ha avuto come impegni stagionali i Giochi del Mediterraneo, gli Europei assoluti di Roma ed ora questi Mondiali Juniores. A Roma si era distinto con il terzo posto nei 50 delfino in 23.07 e sta ribadendo doti velocistiche sorprendenti per un 17enne che non dispone certo di un fisico imponente con il 21.92 con cui ha dominato la finale dei 50 sl (ed aveva avuto la semifinale dei 50 delfino poco prima).
Tra i 17enni è il secondo più veloce dietro al tedesco di origini russe Selin che vinse gli Eurojuniors 2019 di Kazan in 21.83 per poi sparire sostanzialmente di scena.
Se tutto il mondo si è stupito del 46.86 del filiforme Popovici nei 100 sl, anche il 21.92 nei 50 sl e i crono a ridosso dei 23" nei 50 delfino (con la finale ancora da disputare) di un 17enne come Matos Ribeiro (che viene dato come 1,84 ma visto accanto ad altri nuotatori pare decisamente meno alto) sono notevoli.
3) Masiuk ha avuto in stagione i 4 impegni di Popovici (Mondiali, Europei Juniores, Europei assoluti e Mondiali Juniores) e nel terzo, gli Europei di Roma, pareva decisamente in calando. Qui, stimolato dalla sfida di Coetze, ha dimostrato di avere grandi dote agonistiche, sublimate dal 24.44 con cui ha vinto la finale dei 50 dorso (buona conferma di Coetze a 24.61, solo 3 centesimi peggio del PB della semifinale). Nuotare il PB a fine stagione, così come è stato capace Masiuk (che si è detto sorpreso del crono), qualche centesimo meglio del crono che lo ha portato sul podio mondiale di Budapest a giugno, è un segnale molto forte per il futuro.
4) La Pavalic mi ha impressionato ai campionati Juniores di Roma dell'anno scorso. Devo dire che mi aspettavo progressi più ampi da lei in questa stagione, ma le sue potenzialità restano notevolissime: ha fisico e nuotata per diventare una sprinter di classe mondiale.
Fosse italiana, e quindi seguita da una federazione che ha oggettivamente dimostrato di valorizzare molto i propri talenti, scommetterei su un suo grande futuro.
La Croazia ha alcuni precedenti dolorosi di dispersione di grandi prospetti giovanili, l'ultimo dei quali Grgic.
Vedremo come andrà.
Argento e bronzo per Biagiotti (55.56) e Cacciapuoti (55.92) nella finale dei 100 sl femminili vinti dalla Padar in 55.11.
Finale dei 100 sl che ha condizionato la 4x100 sl mixed che si è svolta un quarto d'ora dopo, con la Padar che ha recuperato molto meglio della Costea (giunta quarta nella finale dei 100 sl) contribuendo al recupero dell'Ungheria sulla Romania lanciata dal solito, maestoso Popovici (47.23).
Molto bene la Biagiotti: 55.00 lanciato per lei e terzo posto finale per il quartetto italiano.
In questi Mondiali Juniores in formato molto ridotto si va in cerca di primizie, e nella finale dei 200 dorso femminili, vinti per un centesimo dalla Mizuno sulla Molnar sul passo del 2.09, va segnalato il 2.14.73 della 14enne argentina Santillan (quasi 4 secondi di progresso rispetto al tempo di iscrizione).
Un sicuro protagonista del nuoto "dei grandi" sarà il sudafricano Pieter Coetze che, dopo essere sceso sotto i 53" nei 100 dorso, ha nuotato il RC nelle semifinali dei 50 dorso: ottimo 24.58 per lui.
Meritato titolo iridato per il 17enne portoghese Matos Ribeiro nei 100 delfino: 52.03 (nuovo PB) e successo per lo spagnolo Carlos Garach negli 800 sl in 7.52.73.
Mezzofondista decisamente interessante questo 18enne spagnolo che pare avere buoni margini di progresso.
Il nuoto spagnolo, in crisi da tempo, ha mostrato qualche recente germoglio di crescita (ad esempio con la 4x100 sl maschile agli Europei di Roma) e si è avvalso per i prossimi anni della guida tecnica di Ben Titley, coach britannico che ha fatto grandi cose in Canada.
La compagine italiana presente a questi Mondiali Juniors molto particolari, sta ben figurando pure in quest'ultimo appuntamento di stagione e va dato atto ai tecnici di aver saputo ben programmare anche una stagione fitta di impegni come questa.
Menzione particolare per la non ancora 16enne Anna Porcari che ha vinto il titolo dei 200 delfino in 2.12.00, quindi limando qualche decimo al suo PB.
L'attesa finale dei 100 dorso ha presentato un bel duello tra Masiuk e Coetze, che hanno fatto gara parallela nelle due vasche, sempre con qualche piccolo centesimo a favore del polacco, vincitore in 52.91 rispetto al 52.99 del sudafricano, sceso per la prima volta in carriera sotto i 53" nella semifinale del giorno prima.
Sempre molto significativo vedere il secondo impegno nella sessione, nella mista mista, in cui è stato Coetze a prevalere con un ottimo 53.3 al via (53.5 per Masiuk).
Ceccon, dopo i Mondiali di giugno, parlava di Masiuk come di quel 2004 da tenere d'occhio: ora ha due 2004 da controllare.
Masiuk nuota molto di frequenza e i suoi ulteriori progressi passeranno dal saper incrementare la presa mantenendo l'alta frequenza di nuotata; Coetze ha un dorso più disteso e potente ed è lecito aspettarsi miglioramenti nelle prossime stagioni perché quando si infrange una barriera cronometrica (Ceccon insegna) si innesca un circuito virtuoso.
Sempre più curioso il comportamento della 14enne Prisecariu che ha ampliato il suo negative split nei 100 dorso a 31.85-30.73 !! Ritornare in 30.7 in un 100 dorso, a 14 anni, è davvero notevole.
Decisamente più canonica la condotta di gara di Sara Curtis, che ha una notevole velocità di base ed è stata lasciata di un soffio fuori dal podio nuotando comunque un buon 1.02.14.
Da segnalare infine l' 1.59.89 nei 200 misti per il turco Oktar, già visto in stagione ai vertici europei dei 200 misti junior. Anche qui, appena fuori dal podio Spediacci (nonostante il PB a 2.01.90), mentre Bertoni ha conquistato un bel bronzo nei 200 sl in 1.49.05 (ottimo crono, a maggior ragione al termine della stagione).
Davanti, attenta gestione dello sforzo da parte di Popovici (1.46.18), che ha un'ultima raffica di 100 sl da nuotare prima di concludere (finalmente) questa lunga stagione che lo ha catapultato ai vertici del nuoto mondiale.
Popovici clamoroso: 47"07 in prima di staffetta. Sta mantenendo una condizione da 47 basso ininterrottamente da metà giugno. Azzurri fuori dal podio (Lazzari non si ripete al lancio, l'anchor leg gagliarda di Codardini non basta). Interessante bronzo della Vetrano nei 400 misti (con una frazione a rana, il cuore dei 400 mx, su cui lavorare). La Curtis conferma tutto il bene che si dice di lei con il primo posto nelle sf dei 100 dorso. Idem Biagiotti che sfiora il meno 2 minuti nel lancio della 4x200, aprendo la strada ad un facile argento per le azzurre. Duello da gustare Coetze-Masiuk nei 100 dorso uomini.
Vista stanotte (anche se non ho più il fisico di una volta..) la prima sessione di finali in live streaming.
E' evidente che sia il Mondiale Juniores con più assenze nella sua storia, a maggior ragione dopo la decisione di Usa Swimming, giunta a stagione inoltrata, di tenere solo una settimana prima i Panpacs Junior alle Hawaii, che hanno visto confrontarsi ottime selezioni di Usa, Australia, Canada e Giappone, con i soli giapponesi disposti ad affrontare poi anche i Mondiali Juniores,
In sostanza: sono Mondiali Juniores senza Usa, Australia, Russia (per le note ragioni), Canada, Cina, Gran Bretagna, Germania, Olanda, Svezia.., una falcidia tra le principali nazioni mondiali.
La Fina dovrebbe fare un monumento a Popovici che li sta onorando in modo clamoroso (è il suo quarto grande evento della stagione), portando con sé le enormi aspettative che ormai accompagnano tutte le sue gare.
Il commentatore, fin dalla batteria della 4x100 sl, ha ricordato il WR a 46.86.., e bisogna riconoscere che Popovici sta mantenendo uno standard prestativo mai visto prima.
Devo anche dire che la squadra romena sta progredendo in generale: nella prima sessione di finali ci sono stati 3 PBs e cito il 3.48 nei 400 sl del 17enne Stancu, a pochi centesimi dall'oro di Steverink, e l'1.02.59 nei 100 dorso della 14enne Prisecariu con un negative split (31.45-31.14) mai visto prima e che implica notevoli qualità nella doppia distanza.
Tutti i riflettori sono sul dream team che si sta formando ad Arizona State da Bowman (quasi 10 anni dopo il primo), ma Adrian Radulescu meriterebbe davvero più di una menzione perché, a parte il fenomeno Popovici, Stancu è un mezzofondista molto promettente.
Professor Zoom ha scritto:Una domanda. Ma com'è possibile che questo forum sia sempre sotto attacco da parte di "inserzionisti" farlocchi?
Questo forum è gestito male. Vai a vedere quanti utenti fake ci sono nella lista utenti e nessuno li banna. Appena avrò un po' di tempo scriverò all'amministratore e proporrò come moderatore nuotofan e sportsnuoto. Nuotofan e Sportsnuoto, vi prego ditemi che siete d'accordo?
Io sono disponibile a fare qualsiasi cosa possa essere utile al forum perché qui continuo a leggere interventi di ottima qualità, ed è un vero peccato che siano sommersi da uno spam che in certi momenti è davvero asfissiante e costituisce un disincentivo a scrivere e leggere.
Gli Europei di Roma hanno confermato Thomas come uno dei migliori talenti al mondo. I tecnici stranieri girano con telecamere ad alta definizione per carpire ogni segreto della sua nuotata a dorso. Dopo Budapest ha optato per il mantenimento della condizione, come fanno gli americani sfavoriti che puntano tutto sui Trials e poi cercano di arrivare alle Olimpiadi meglio che possono. Però sei settimane sono lunghe da passare e una quota di forma è evaporata. Ceccon è stato arguto nel gestire i propri impegni, riuscendo a risparmiare energie ogni volta che poteva, comprese batterie e semifinali sui 50, dove non è facile farlo. Ha controllato in modo encomiabile anche qualificazioni e semifinali dei 100 dorso, operazione delicata, dal momento che in questo stile non si ha l’esatta percezione del posizionamento degli avversari in acqua. Nella giornata finale ha sparato tutte le proprie cartucce uscendone da trionfatore. Date le premesse 52”2 nei 100 dorso è un tempo notevole. Ha conquistato sei medaglie nella stessa edizione come in precedenza Matthes, Fassnacht, Gross, Van den Hoogenband, Cseh, Kolesnikov e Guy, insomma i più grandi, categoria alla quale ormai appartiene anche lui.
Resta la questione della seconda gara individuale, tra le distanze olimpiche, da inserire per Parigi 2024 (nella tua elegante, e condivisibile, analisi del suo Europeo hai glissato sui 100 stile libero, oggettivamente non andati bene).
E' vero che Ceccon aveva detto di volersi concentrare solo sui 100 dorso per massimizzare le chance di oro olimpico sotto la Tour Eiffel, ma ormai ha raggiunto un tale status, anche a livello internazionale, che pare un po' limitativo vederlo a 23 anni (prime age) gareggiare su una sola distanza olimpica individuale.
Ok che avrà anche tre staffette (4x100 sl, 4x100 mista e, probabilmente, 4x100 mista mixed), almeno due delle quali da podio.., però c'è una gara, i 200 dorso, che è orfana di grandi interpreti e non vede prospetti entusiasmanti per il 2024.
Provare ad allungare sfruttando quella scorrevolezza nel dorso ammirata da tanti?
Ho raccolto qualche informazione su quell'Europeo 1983 e, in un contesto molto diverso dall'attuale (si pensi solo al dominio totale della DDR in campo femminile, per cui il bronzo - tipo quello vinto dalla Savi Scarponi - assumeva un valore particolare), alcune similitudini si possono cogliere.
Il buon risultato di squadra e, soprattutto, i due grandi ori di Giovanni Franceschi nei misti ebbero ampio risalto e fecero diventare popolare il nuoto italiano. Crebbero quindi le aspettative per i Giochi di Los Angeles dell'anno seguente (che poi non andarono bene).
Il protagonista indiscusso in campo maschile fu l'Albatros Michael Gross, il cui dominio nei 200 sl (che vinse con oltre due secondi di vantaggio) può ricordare quello attuale di Popovici.
E se Popovici si è definito "the Skinny legend", non c'è dubbio che proprio Gross sia stato una vera "skinny legend".
Mi fermerei qui con i confronti con 40 anni fa e parlerei dello status di super-potenza natatoria che ormai viene universalmente riconosciuto al nuoto italiano.
Quello che sorprende gli osservatori internazionali, un po' refrattari a staccarsi da luoghi comuni consolidati, è la profondità del movimento natatorio italiano, soprattutto in campo maschile.
Dalla rana al mezzofondo, dal dorso allo stile libero veloce, la crescita italiana è stata impressionante per chi (come invece è accaduto a noi) non l'ha seguita anno per anno.
Ormai sono veramente poche le gare in cui l'Italia non è competitiva ad altissimi livelli in campo internazionale e questo è motivo di grande orgoglio, nella consapevolezza che la competitività del nuoto internazionale e i talenti che emergono anche in nazioni di non grande tradizione natatoria (pensiamo alla Romania con Popovici e alla Bosnia con la Pudar) porteranno a sfide sempre più impegnative nei prossimi anni.
I Mondiali di Fukuoka nel luglio 2023 saranno un vero test verso le Olimpiadi di Parigi 2024
Una domanda. Ma com'è possibile che questo forum sia sempre sotto attacco da parte di "inserzionisti" farlocchi?
Me lo chiedo da tanto tempo.
Da quando mi sono iscritto (nel lontano 2008), ho sempre visto questo forum come uno spazio in cui ogni appassionato potesse dire la propria opinione, in libertà e senza problemi.
Mi è dispiaciuto vederlo abbandonare da tanti utenti nel corso degli anni, e non capisco proprio a chi possa dare fastidio un forum che ospita ormai pochi interventi e di tenore super-tranquillo (come poi è sempre stato).
Non vorrei risultare antipatico ma ho il sospetto che alcune prestazioni dei nostri come in staffette del recente passato o De Tullio e anche Di Cola nella semifinale dei 200 dell'altro giorno, siano dovute anche al traino delle corsie attigue e nella fattispecie alla scia di Popovici alla 4. Poi in finale si resta delusi per tempi comunque rispettabili.
Questo è sicuro: ormai abbiamo tantissimi esempi di grandi prestazioni in staffetta che non hanno avuto conferma in gara individuale, e lo stesso De Tullio, dopo la semifinale dei 200 sl, aveva riconosciuto di avere sfruttato il fatto di avere avuto Popovici nella corsia accanto.
Però De Tullio aveva anche detto di avere nuotato con facilità e di pensare di avere ancora un margine di miglioramento nella finale del giorno dopo.
Così non è stato e mi incuriosisce la frequenza in cui queste sensazioni, in particolare nei 200 e 400 sl, poi non trovino conferma.
Quando non ce lo si aspetta (esempio sommo la 4x200 sl di Gwanju 2019) arrivano grandi prestazioni, mentre quando le attese sono elevate si incappa in delusioni rispetto agli obiettivi dichiarati.
Penso che l'ormai famosa scuola italiana del mezzofondo sappia preparare come forse nessun altro al mondo le distanze dagli 800 in su.
Nei 200 e 400 sl, forse anche perché c'è un delicato equilibrio tra velocità e resistenza (e non c'è dubbio che siano gare in cui il talento e la sensibilità acquatica individuali contino parecchio), è più difficile avere garanzie sui risultati che si otterranno alla fine dei lunghi mesi di preparazione e dello scarico finale.
Grande frazione di Rivolta (50.75) che ha fatto temere alcuni per la sub che ha sfiorato i 15 metri. Un forte incentivo a continuare con l'agonismo per lui che già prima dell'oro mondiale in vasca corta si era detto incerto sul prosieguo?
La finale dei 400 stile maschile è stata di livello notevole con la vittoria in 3.42.50 di Maertens, atleta di indubbia classe che trova nei 400 la distanza perfetta per le sue qualità natatorie.
Dopo i 200 sl, conferma dei progressi dello svizzero Djakovic
Quasi inspiegabile la prova di Detti che ai recenti Campionati Italiani di Ostia aveva annunciato obiettivi cronometrici molto ambiziosi per il 400 sl dell'Europeo, mentre è più che comprensibile lo stato di affaticamento di Galossi (che ha nuotato tanto sia a livello junior che senior in quest'estate) a cui io avevo "chiesto" un ultimo grande sforzo.
La super sfida interna sui 400 maschili molto sotto tono rispetto alle attese, ne escono vincitori Galossi e Detti su tempi da 3'48". In finale anche Popovici con un 3'47"99 pieno di cambi di passo.
E' incredibile come le cose nel nuoto cambino in fretta.
Dopo la semifinale dei 200 sl Marco De Tullio sembrava lanciato verso un podio migliorando, come lui stesso aveva detto di aspettarsi il giorno dopo, il RI dei 200 stile libero. E questo aumentava le aspettative per quei 400 stile libero in cui è atteso a grandissime cose da Gwangju 2019
Invece, finale dei 200 sl con crono sopra l'1.46 per Marco De Tullio e poi giorno di pausa, per lui come per Galossi e Detti (non per Ciampi), verso i 400 sl.
L'esito delle batterie dei 400 sl, come scritto da altri, è stato francamente deludente, pur tenendo conto che i 400 sl stavolta arrivano all'ultimo giorno di gara..
Galossi si è salvato precedendo De Tullio nella penultima batteria, ma il suo 3.48 lo poneva a forte rischio visti gli altri due atleti italiani al via nell'ultima.
E invece Ciampi ha presto rinunciato a competere, mentre Detti - che pareva in controllo fino ai 300 m - è parso faticare troppo nell'ultima vasca, tanto da perdere tutto il vantaggio acquisito nei primi 300 metri su Galossi e riuscire a precedere di un soffio De Tullio.
Occasione per Galossi, in una finale in cui - al solito - è difficile fare un pronostico.
Oggi ho avuto un'altra conferma del fatto che Popovici abbia un'ottima guida tecnica in Adrian Radulescu (mr. Adi, come lo chiama lui).
Di Radulescu non si hanno interviste, ed è divertente come attuali e passati coach di grande fama diano la loro opinione su Popovici e nessun sito di nuoto/giornale riesca ad intervistare il vero coach di Popovici.
L'obiettivo di Radulescu, trasmesso da Popovici, è di non avere fretta nel raggiungere traguardi molto ambiziosi.
Ora, è ovvio che le cose siano "scappate di mano", se si pensa che a fine maggio 2021, ai Campionati Europei di Budapest, Popovici ricercava la sola qualificazione olimpica nei 100 sl (ottenuta fin dalla batteria dove nuotò 48.30), e che nei 200 sl si fermò al primo turno pur portando il suo PB a 1.48.38.
Ovviamente vidi quella batteria dei 200 sl e scrissi sul forum di come fosse evidente l'inesperienza di David (prima vasca veloce sfruttando l'easy-speed, poi due 50m di puro controllo, per poi sprintare nell'ultima vasca).
Popovici però apprende e migliora davvero in fretta, e già un mese dopo - in una gara nazionale - si portò a 1.46.15, per poi esplodere, come sappiamo, ai Campionati Europei Juniores di Roma di inizio luglio (1.45.26), e infine sfiorare il podio olimpico a fine luglio (1.44.68).
Insomma, Popovici in due mesi migliorò il PB sui 200 sl di circa 4 secondi, ed ha poi ripreso di gran carriera in questa stagione migliorandolo di 1 secondo e 7 decimi.
Il 400 stile di stamani, provato senza nessuna preparazione specifica, mi ha ricordato per certi aspetti il 200 stile libero dei Campionati Europei di Budapest 2021. In un certo senso era ancora più evidente come Popovici oggi improvvisasse, cambiando ritmo di vasca in vasca o addirittura nella stessa vasca.
Il fatto di non avere riferimenti/stimoli nelle corsie accanto, ha complicato ulteriormente una prova che si è tradotta in un time-trial di primo mattino.
Mr. Adi ha preso nota che il time trial, senza tirare alla morte (questi erano i piani), ha dato un 3.47.99 come risultato finale, e si è detto soddisfatto, giudicando inutile far gareggiare Popovici anche al pomeriggio in una finale dove avrebbe dato fondo alle proprie energie a due settimane dai Mondiali Juniores di Lima (e lì Popovici gareggerà anche in varie staffette, oltre che in 3 gare individuali).
Sul nuoto italiano grandinano medaglie ma per rendere questo Europeo ancora più speciale manca una prestazione cronometrica che lo renda indimenticabile. Non che sia necessaria per la riuscita della manifestazione: grazie al record di Popovici Roma22 è già nella storia. E' una questione interna alla squadra azzurra. Naturalmente sto pensando a Paltrinieri e al record mondiale sui 1500. Gli 800 sono stati clamorosi. Non avevo mai visto nessuno accelerare a tal guisa in quella fase di gara. D'accordo, il cambio di ritmo è un retaggio delle gare di fondo, ma un conto è farlo in acque libere, dove l'andatura è più bassa, un conto è la vasca. E' chiaro che Paltrinieri è depositario di una condizione eccellente e possiamo sperare nella ciliegia su una torta che è già di quelle nuziali a più piani.
Il WR dei 1500 stile libero sarebbe il coronamento di una carriera già adesso eccezionale e che pare non avere mai fine, perché Paltrinieri ha fissato obiettivi molto ambiziosi per Parigi 2024 (quando avrà quasi 30 anni).
Greg, come lo chiamano ormai tutti gli appassionati di nuoto in giro per il mondo, è diventato da tempo uno di quei campioni che superano le frontiere nazionali e vengono visti come testimonial dello sport che praticano.
Questo per quella continua ricerca di sfide e quel suo modo arrembante di affrontare le gare.
Con lui non ci si può mai rilassare o inserire spot pubblicitari: ha reso "rock" i 1500 sl, trasformandoli da gara di attesa a gara in cui ogni vasca ha un significato preciso.
Paltrinieri è una dinamo apparentemente inesauribile, una fonte continua di emozioni per chi segue le sue gare.
Io spero che oggi pomeriggio lo confermi una volta ancora, ma - in ogni caso - grazie Greg per tutto quello che già hai fatto.
nuotofan ha scritto:Elemaster ha scritto:Ciao a tutti! Purtroppo non riuscirò a seguire questi campionati ma confido nei vostri report sicuramente più efficienti della RAI a quanto sento! ?
Ciao Ele, un piacere risentirti.
Pensa che mi ricordo ancora un tuo commento sulla Gose (è forte ma come nuota male quella ragazza tedesca) in un Eurojunior di vari anni fa.Aha aha aha non mi ricordavo di questo mio commento, ma ho appena visto nuotare la Gose (oggi sono riuscita a vedere un po' di questi campionati) e resto sulla mia posizione! ?
Mi sembra che risalisse agli Europei Juniores di Helsinki, nel 2018, quando la Gose arrivò seconda nei 200 sl nuotando circa un secondo più di quanto fatto oggi per il bronzo.
Giornata con meno scosse telluriche rispetto a ieri, a parte ovviamente il finale con la 4x100 sl maschile in cui le tribune sembravano davvero sobbalzare facendo vibrare la telecamera.
Prestazione solidissima di un'Italia che ha realizzato un 3.10.50 di indubbio valore (a 9 centesimi dal record dei Campionati della Russia) in cui il parziale migliore è stato l'ultimo di Frigo, come ha subito puntualizzato nel post-gara Ceccon.
Sorpresa Carraro che, con una grande ultima vasca, ha nuotato il miglior crono delle semifinali dei 200 rana e domani, insieme alla Fangio, sarà in lizza per la vittoria/podio.
Mi dispiace molto per Milak che avrei voluto vedere nella finale dei 200 stile libero. Il nuovo programma-gare era davvero tremendo per lui.
Sì, Galossi sta lavorando ormai da un annetto con il gruppo di Christian Minotti, diventato ormai il riferimento principale del super-competitivo mezzofondo italiano.
E i progressi principali sono venuti nei 400 e 800 sl, dove i volumi di lavoro abbinati alla naturale crescita biologica di un 16enne come Galossi (che è forte come un toro, come ha riconosciuto lo stesso Greg) producono riscontri evidenti.
Sarà interessantissimo vedere cosa accadrà il prossimo anno e poi nel 2024 olimpico, ma mi sembra già evidente che le gare su cui più punterà Galossi a Parigi 2024 saranno i 400 e gli 800 stile libero.
si, però dovrebbero farceli vedere questi europei!
Gli altri giorni il TG in mezzo alle gare, oggi niente tg ma intere vasche con inquadrature subacquee di tre o quattro atleti perdendo completamente la visione della gara.
Ma cosa gli è venuto in mente? Temo che sarà così fino alla fine, purtroppo
Hai pienamente ragione.
Le riprese subacquee sono fondamentali per l'analisi post-gara e per valutare certi dettagli della nuotata, ma mi sembra evidente che, live, sia prioritario fornire un quadro più completo possibile di ciò che sta accadendo nelle 8 corsie, e quindi utilizzare immagini dall'alto e con una prospettiva non distorcente.
Sono cose di una banalità totale, sembrerebbe inutile ricordarle a chi fa il regista di professione..