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Sara Curtis protagonista anche del post-Assoluti con l'annuncio della sua intesa con Virginia per continuare i suoi studi e la sua carriera natatoria https://swimswam.com/sara-curtis-volera … -virginia/
Il mondo del nuoto italiano è sempre stato piuttosto freddo sulla possibilità di frequentare una Università USA e competere nel circuito NCAA. Infatti nessuno dei big azzurri del periodo d'oro (dal 1997 a oggi, diciamo) lo ha fatto. Per trovare dei precedenti significativi bisogna tornare indietro nel tempo, agli anni '80 (Revelli, Rampazzo, Minervini). Lo stesso Viberti, alcuni anni fa, aveva trascorso in America un solo anno, poi era tornato. Prima di lui D'Arrigo non ne aveva tratto vantaggio per la stagione estiva in lunga. Esperienza negativa anche per Burdisso, abbastanza deluso della scelta, perlomeno sotto il profilo natatorio. Ora mi sembra ci sia un ripensamento, anche grazie alla eccellente stagione della Bottazzo in Florida. Curtis ha scelto quello che è diventato un po' il dream Team del nuoto universitario femminile USA.
Bene D'Ambrosio, preoccupa, invece, un po' Ragaini.
Dopo la gran prestazione dei primaverili dell'anno scorso, è rimasto sempre distante da quei tempi, Olimpiade compresa.
200 obiettivamente deludenti, con la staffetta che è ben lungi dall'essere qualificata. Ragaini male, d'Ambrosio ancora non esplode come Curtis. D'Ambrosio forse paga quel piccolo problema fisico oppure ha trovato difficoltà nel gestire la condizione dopo i Criteria in corta. 1'41" in corta vale 1'45 in lunga, con annesso record italiano, che d'Ambrosio centrerà a breve.
E la curtis batte la pellegrini 53.01 migliora il 53.18 del 2016
Superlativa ! Con una prima vasca ai limiti della perfezione (tuffo, ampiezza della bracciata, potenza erogata), poi nei secondi cinquanta si è dovuta un poco difendere ma è un territorio che non le appartiene, perlomeno non ancora. Abbiamo la migliore velocista d'Europa in potenza, perché la Steenbergen ha sei anni di più ed è destinata a finirle dietro. Ora, se la stanchezza non si farà sentire, si prospetta un 50 sl importante.
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Mi rallegro per il primo titolo assoluto di Frigo, solidissimo uomo-staffetta (mi ricorda il francese Gilot) che ogni anno aggiunge un mattoncino alla propria carriera. Da verificare la condizione di Miressi, irriconoscibile nella seconda vasca, ma la 4x100 resta da medaglia a Singapore, dove mi auguro che d'Ambrosio sia tra i titolari.
4*200 Lanciato ragaini 1.46.38 e d'ambrosio 1.46.54. Vedremo l'individuale.
Non è riportato il tempo di reazione, ma il primo derby tra i due giovani talenti se lo aggiudica (un po' a sorpresa) Ragaini. D'ambrosio è l'atleta più atteso dei Campionati e anche lui inizia a fare i conti con la pressione che monta.
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Ha destato sensazione la vittoria assoluta della 14enne Mao nei 200 sl donne. Non è un record, Novella Calligaris aveva 13 anni e mezzo quando vinse i suoi primi titoli nei 400 e negli 800 (1968). Certo, nel nuoto di oggi è più raro, ma neanche poi tanto, pensiamo alla Pilato nel 2019, seconda in Italia (ma poi medagliata mondiale nel prosieguo della stagione).
La condizione, il feeling acquatico nel nuoto sono fondamentali e lo ha dimostrato ancora una volta Hubert Kos che ha completato i suoi impegni ai Campionati nazionali ungheresi vincendo i 100 farfalla in 50.55 (23.68 ai 50m quando ieri, nella gara secca ha nuotato solo 15 centesimi più veloce) e poi nuotando un eccellente 1.47.37 lanciato nella 4x200 sl.
Senza dubbio condizione stratosferica di Kos, oltretutto la transizione corta in iarde / lunga in metri non è mai agevole, ma sembra che non ne abbia minimamente risentito. Può iniziare a pensare al wr dei 200 dorso.
Bidermann ha perso il record dei 400 ma quello più rilevante dal punto di vista tecnico rimane il 42 netto dei 200, che dubito qualcuno possa attaccare a breve.
La notizia è rilevante perché allungherà tante carriere e, come scrivi, aumenterà la specializzazione.
Ipotizzo che la spinta finale sia arrivata dalla neo eletta (quantunque non ancora in carica) presidente del Cio Coventry, campionessa olimpica di nuoto. Ceccon potrà tornare ai 50 farfalla e vedremo cosa farà Pilato, che ha passato gli ultimi 4 anni cercando di migliorarsi nei 100, tra alti e bassi.
Era una notizia attesa da anni e finalmente si è concretizzata: i 50 delle nuotate artistiche (rana-farfalla-dorso) fanno il loro ingresso nel programma olimpico, debutto a Los Angeles 2028. Con quasi un quarto di secolo rispetto al programma dei Campionati del Mondo, erano stati inseriti infatti a Fukuoka 2001.
Vedremo come sarà il sistema di qualificazione, ma è poco probabile che ci saranno posti in più. E' più facile che queste carte olimpiche vadano a scapito degli altri eventi.
Senza dubbio assisteremo al proliferare di una classe di super-specialisti, che magari non faranno neppure i 100, come peraltro è già avvenuto da anni nei 50 sl. Gli Stati Uniti ad esempio hanno sempre snobbato queste prove, ma ora vi si dedicheranno con accanimento. E il livello tecnico crescerà.
Al Mondiale stiamo assistendo ad una vera alluvione di record mondiali. Senza dubbio merito della qualità dei campioni presenti, ma anche alle pessime condizioni dell'edizione precedente, Melbourne 2022, caratterizzata dal freddo e da un campo partenti meno significativo. E in tre anni (da Abu Dhabi 2021) nel nuoto cambiano parecchie cose, soprattutto in vasca corta. Oggi la copertina spetta a Crooks che ha infranto lo storico muro dei 20 netti nei 50 sl. Il caraibico è un proiettile, pura fibra bianca da velocista, come è del resto facile intuire, viste le sue origini. E' difficile credere che domani possa perdere. McIntosh ha strapazzato il wr dei 400 misti, che in vasca da 25 aveva frequentato poco. Anche in questo caso tutto secondo logica. Walsh disintegra i 100 farfalla, lasciando la piazzata a quasi due secondi, un record nel record. Razzetti penalizzato al solito dal dorso, ma cosa dobbiamo chiedergli di più? Pilato non fuga i dubbi sulle sue condizioni e la medaglia appare difficile, perché la concorrenza è agguerrita (con Meilutyte tornata quella pre infortunio). Ponti regale (100 farfalla), peccato sia nato qualche chilometro di troppo oltre il confine...
Pioggia di record del mondo. Quello più significativo è di Hobson che cancella Biedermann gommato del 2009 nel lancio della 4x200. Strapazzato ovviamente anche quello della staffetta. Eccellente prova degli azzurri, bronzo, con la prima medaglia del talentuoso d'Ambrosio e grazie anche al solidissimo Frigo e a Razzetti, in condizioni da favola. Questi ultimi due non sono però esportabili nella 4x200 in vasca lunga, che è obiettivamente un’altra cosa. Gretchen Walsh esagerata, demolisce tutti i wr che trova, spesso suoi, tra l'altro. Il duello Douglass-Chikunova nei 200 rana era uno dei più attesi, ma non c'è stata partita, con l'americana che ha dominato. Ponti era uno dei delusi dei Giochi ed ha iniziato a prendersi le sue rivincite. Due azzurri in finale nei 100 farfalla, notevole! Quadarella strappa un'altra medaglia internazionale in una gara snobbata dalla Pallister. Si sa che l'orco quando siede a tavola lascia sempre cadere dalla bocca qualche pezzo di cibo prelibato e così è successo con gli Stati Uniti che si sono fatti cacciare dalla staffettina mista a stile libero, lasciando campo aperto per il primo oro azzurro nella specialità, per merito soprattutto del supersonico Deplano al lancio e dell'eterna di Pietro. Curtis un po' tesa e poi stanca nella finale dei 50 dorso. Regan Smith oscurata da Douglass e Walsh ottiene anche lei il suo momento di gloria.
Nei 100 Crooks, piccolo ed esplosivo, quindi specialista della corta, ha scialato energie fin dalle batterie, dove si è visto il 44, ma ha fatto come il gambero peggiorandosi di volta in volta, fino al terzo posto della finale. Alexy più oculato nella gestione delle forze lo ha battuto in finale. Sul podio anche l'altro atleta molto compatto, il brasiliano Santos. L'eterna lotta della corta tra nani e giganti si è risolta a favore dei primi 2-1, ma è il primo gradino del podio che conta di più. Razzetti impreziosisce la carriera con un record europeo nei 200 farfalla. Diciamo che è in prestito da Marchand che può farlo quando vuole, ma per intanto prende la via dell'Italia. Curtis dimostra di essere veramente esplosiva sulle brevi distanze e domani si gioca qualcosa -se l'emozione non la tradisce- nella finale dei 50 dorso. La rana parla cinese (per la gioia della Fina che risparmia un inno in occasione delle doppie premiazioni, come per i 100 sl e ieri ancora con gli Usa, manco a farlo apposta...). Confrontato a Prigoda Qin è impresentabile nelle virate, ma nel nuotato è fenomenale e si porta a casa l'oro con un finale irresistibile. Solito duello McIntosh - Smith nei 200 farfalla e solito esito, con la canadese davanti, grazie alla bracciata molto moderna, dal recupero bassissimo. Walsh e 4x200 successi scontati per gli Usa. Nella staffetta tutto sommato brave le azzurre e nota di encomio per le giovani ungheresi, andate a nuotare nell'NCAA e i progressi in corta si vedono.
Tre anni di assenza dai campi di gara internazionali non sembrano aver nuociuto ai russi. L'orso russo ha dato la sua zampata nei 100 dorso con il talentuoso Lifintsev e con la staffettina mista/mista. Poi ci sono altri elementi interessanti come Kornev, Trofimova, Surkova oltre alla Chikunova e allo specialista della corta Prigoda, figlio d'arte (il padre però era stileliberista). Per gli azzurri è stato un pomeriggio in tono minore, ma era prevedibile. Quadarella e Miressi devono fronteggiare una concorrenza sempre più giovane ed agguerrita e non è facile per loro restare ai vertici. Curtis non bene nei 100, molto meglio nell'anchor leg della staffetta.
La notizia principale della mattinata è l'eliminazione in batteria della Pilato nei 100 rana. Passa veloce come di consueto ma poi affonda. Miressi piuttosto spento nelle batterie dei 100, dove peraltro non brilla neppure Alexy dopo il 45"0 di ieri in staffetta. Livello alto, il mondo corre e non aspetta nessuno. Stasera vedremo se la Welsh riuscirà a fare terzo il record del mondo consecutivo dopo batterie e semi, un'impresa da annali !
Prime quattro gare della sessione pomeridiana e quattro record del mondo, notevole ! Gretchen Walsh è una nuotatrice "illegale" per la vasca corta, dove può sfruttare una potenza fuori dal comune. La sua collega Douglass non è da meno, confermandosi la più talentuosa e polivalente nuotatrice al mondo. Noè Ponti si è dimostrato una volta di più l'atleta più in forma in questo primo scorcio di stagione. Eccellente argento per Razzetti dietro il cavallo pazzo Casas nei 200 misti, lasciandosi dietro nomi importanti, a cominciare da Foster e dal rientrante Borodin. Staffette: le azzurre patiscono gli inserimenti delle titolari nelle altre nazioni, ma si confermano nell'eccellenza. Curtis in peggioramento. I maschi onorano il pronostico che li vedeva secondi dietro un'impressionante squadra USA. C'è da dire che gli statunitensi non gareggiano mai nella corta in metri, e quando si presentano in forze ad una manifestazione di questo tipo fanno sfracelli, essendo molto abili nelle virate e subacquee.
Il grande nuoto riparte dopo i Giochi dai mondiali in corta, segnati dal ritorno dopo 3 anni dei russi.
Nella prima giornata di batterie bella sorpresa della 4x100 donne che vira in testa dopo le qualificazioni (Curtis notevole a 51"30) Gretchen Walsh scatenata (50"5) dopo il wr nei 50 farfalla. Maschi solidi in attesa delle finali. Bene Razzetti nei 200 mx, una delle gare più qualificate nonostante il forfeit di qualche giorno fa di Marchand.
Ci sono delle assenza, ma il campo è di qualità, anche grazie al rientro dei russi, qui definiti NAB, per distinguerli dai bielorussi NAA.
Risolta la pratica delle elezioni FIN (Barelli per legge doveva ottenere almeno i due terzi dei voti e ne ha presi di più, peraltro "gareggiando" contro se medesimo) ci si chiede se ci saranno novità nell'organigramma federale. Butini continuerà a svolgere il ruolo di CT?
Io penso che il presidente farà scegliere all'allenatore romano se se la sente di affrontare un nuovo quadriennio al vertice dei quadri tecnici del nuoto in corsia. Qualora Butini declinasse la prima opzione è quella di Rossetto. Il suo nome circola da anni come futuro CT, in passato era stato frenato dal fatto di essere preparatore personale di figure di primissimo livello ed egli stesso aveva preferito mantenere un ruolo attivo a bordo vasca. Per un breve periodo Rossetto è stato CT del pentathlon moderno, quindi è già abituato al tipo di mansioni e responsabilità che eventualmente gli toccherebbero.
Quello che doveva rappresentare il fiore all'occhiello dei Giochi, le prove di fondo e triathlon nella Senna, si è rivelato essere uno dei momenti peggiori delle Olimpiadi. Diversi atleti hanno lamentato malesseri di varia natura una volta usciti dall'acqua, uno è finito in ospedale in osservazione (Wiffen). Alcuni dei partecipanti hanno testimoniato la presenza di feci in affioramento e per sfuggire alla corrente è stato necessario procedere accanto al limitare dell'argine. Pertanto le telecamere non inquadravano sullo sfondo i notevoli monumenti della città, ma i canali di scolo che si riversano nel fiume. La presenza lungo il bordo di sterpaglie e rovi (in molti sono stati graffiati sulle braccia) ha completato il quadro. Naturalmente la Senna era perfettamente balneabile, oppure i risultati delle analisi sono stati interpretati con abbondante indulgenza. Il piano B che prevedeva lo spostamento delle gare nel bacino di canottaggio? Giammai !
Il comitato organizzatore ed il CIO hanno lasciato troppo spazio al sindaco di Parigi, signora Hidalgo, che ha imposto la propria ideologia green, a scapito della sicurezza delle competizioni.
Nei mesi scorsi scherzando sostenevo che la FIN avrebbe dovuto ricucire con Condorelli, adesso però non scherzo più. La Federnuoto doveva davvero provare a recuperare il canadese, anche a costo di umiliarsi, vista la drammatica carenza di un farfallista nelle nostre file. Per tutta la stagione è apparso chiaro che gli Stati Uniti non lo volevano tra i piedi e alla fine gli hanno anche impedito di partecipare ai Trials, peraltro applicando alla lettera il regolamento. La scarsa tensione agonistica dimostrata da Ceccon e Martinenghi nelle batterie della mista va imputata anche alla quasi certezza che il buco nella terza frazione avrebbe precluso all'Italia la via del podio. Magari non sarebbe andata in questo modo con Condorelli, che per quanto bizzarro rimane un atleta di classe.
Certo, per uno come me cresciuto con gli articoli di Anghileri, leggere le banalità di Arcobelli e Luca Soligo è deprimente ma in questo mondo ahimè vanno avanti i mediocri.
Aronne Anghileri è stato un grosso personaggio nel panorama natatorio italiano. Aveva una formazione tecnica, non tutti sanno (o ricordano) che era stato allenatore alla Canottieri Lecco, guidando Wilma Francoletti al titolo italiano dei 200 rana. I suoi giudizi a volte erano taglienti, ma aveva l'autorevolezza per poterseli permettere. Da cronista si occupò con competenza anche di canottaggio, scherma e di olimpismo. Al termine della carriera donò il suo Archivio alla facoltà di Scienza dello Sport dell'Università di Verona. Io una volta mi recai in quella sede per consultarlo e devo ammettere che era notevole, tutto cartaceo come usava ai suoi tempi.
Marchand doveva essere il re dei Giochi e così è stato. Per Bob Bowman è già il terzo della storia dopo Phelps e Spitz. Io sarei più prudente, magari Weissmuller e Thorpe gli sono per il momento ancora davanti. Non ci sono dubbi invece sul fatto che Marchand sia già il più grande polivalente di sempre. Nessuno infatti aveva mai vinto un oro olimpico nella rana dimostrandosi competitivo anche negli altri stili. Ora la prossima sfida è quella di attaccare i 200 sl. Specialità complessa che lo stesso Phelps ha inserito al momento opportuno nel suo programma. Nei misti l'avversario è solo il cronometro, nella rana mi piacerebbe vedere un duello con un Qin al massimo della forma e anche Milak a farfalla merita la rivincita, magari dopo una stagione con più stabilità nella preparazione.
Va in archivio un'edizione di eccellente fattura dei Giochi olimpici. I protagonisti principali sono stati Marchand e McIntosh. Entrambi però chiudono senza record mondiali, cosa difficile da preventivare alla vigilia. Paradossalmente può essere un vantaggio per loro, dal momento che avranno obiettivi cronometrici da inseguire nell'immediato, a cominciare dai Mondiali 2025. Si tratta di primati che cadranno di certo. A tutto vantaggio della spettacolarità del nuoto globale.
L'Italia chiude con la seconda performance olimpica della storia, su una serie di 33 (Il nuoto è stato sempre presente ai Giochi). Dunque nessuno si può lamentare. E' emersa qualche criticità, peraltro già nota. (ma ci torneremo).
Nel frattempo è scattata la caccia al cinese, per ora solo mediatica. Il mondo non accetta l'oro di Pan e soprattutto il suo record stratosferico. In realtà già nel 1976 il record era stato demolito per svariati decimi in un colpo solo. Subito dopo i Giochi di Montreal Jonty Skinner (assente in Canada per l'esclusione del Sudafrica dalle Olimpiadi) lo abbassò da 49"99 a 49"44. In Italia si segnala in particolare il Corriere della Sera tra i media che alimentano la cultura del sospetto. La nazionale di nuoto cinese era in collegiale nel Calvados e ha subito circa 200 controlli in pochi giorni, i big testati 6-7 volte, Pan compreso (che tra l'altro non era nemmeno incluso nella famosa lista dei 23). Non è emerso nulla. Sui social il "vero" campione olimpico è considerato Chalmers e il povero Pan deriso. Brett Hawke noto ex atleta ed allenatore di fama si è espresso in termini prudenti con la seguente dichiarazione: «Sentite, ve lo dico chiaro: sono arrabbiato. Ho studiato i nuotatori più veloci della storia per 30 anni. Ho studiato questo sport. Ho studiato la velocità. La capisco. Sono un esperto. Non si vincono i 100 stile con quel distacco. Non lo si fa e basta, non me la darete a bere»
Pan anziché insultato va analizzato. Ha portato i 100 crawl nel futuro e bisogna capire come ha fatto, che metodi di lavoro impiega. I cinesi poi sono 1,4 miliardi, è statisticamente logico che producano un fenomeno anche nel nuoto, oltre che nei tuffi, visto che hanno fatto molti investimenti in questo sport negli ultimi anni.
Alice Bellandi oro nel JUDO. Lo cito qui perché tra coloro che si sono occupati della sua preparazione c'era anche Andrea Palloni, ve lo ricordate? Allenatore di Alessia Filippi. La polivalenza degli allenatori (nuoto + altro sport) è rara. Cito a titolo di esempio la figura di Jirka Letzin, medaglia europea, poi allenatore di nuoto e infine allenatore (con medaglia olimpica) nella canoa.
No.
Jon Raven Josol, di Bolzano.
Giocava a basket e nuotava rana e farfalla. A basket metteva 40 punti tutte le sere, un piccolo fenomeno. La dimensione ludica della pallacanestro alla fine ha prevalso e lui ha abbandonato il nuoto. Alla fine però non ha sfondato neppure con la palla a spicchi. Oggi è tesserato FIDAL e si diletta nel mezzofondo e nella mezza, con tempi più che buoni per un amatore. Ancora oggi sono convinto che ci siamo giocati un talento.
Uno che va forte a farfalla e rana è Michael Andrew... Però lui in realtà va forte in tutti gli stili.
E' forse l'unico che può rientrare nella casistica. Ma intendo dire un atleta che ha vinto almeno una medaglia internazionale individuale sia a farfalla che a rana.
La polivalenza di Adrian è forse uno dei suoi limiti, non si è specializzato in nulla e i risultati lo penalizzano.
Medaglie a crawl e farfalla ne abbiamo, ad esempio Biondi, lo stesso Grousset, ma rana+farfalla...
Inutile che elenchi gli altri PBs che ci sono stati nelle batterie dei 50 sl (tra cui il 21.51 di Crooks) che dimostrano come la "clamorosa lentezza della piscina" di cui si è tanto parlato nei primi giorni, non sia così clamorosa, tutt'altro.
La comprovata lentezza della vasca consiste nel fatto che l'acqua rimane mossa nella vasca di ritorno. Le onde non si dissipano dopo il passaggio degli atleti come avviene in una vasca "veloce". In questo consiste la scarsa competitività della vasca. Tale fenomeno non si riscontra ovviamente in una gara di una sola lunghezza, dove gli atleti "passano" un'unica volta. Così come nel mezzofondo la penalizzazione è inferiore, perché gli atleti, oltre a generare meno onde, ritornano più lentamente (e gli 800 uomini e 1500 donne lo hanno in parte dimostrato). Pertanto è inutile citare i 50 sl per smentire la tesi dell'inadeguatezza della piscina.
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Questione rana/farfalla. Esiste una conclamata compatibilità dorso-crawl e farfalla-crawl, ma non rana/farfalla. Marchand ha aperto una nuova via, sinora inesplorata. Tu sostieni invece che "abbiamo avuto alcuni esempi di atleti che avevano come stili preferiti la rana e la farfalla". Potresti fare qualche nome?
In Italia abbiamo avuto un solo esempio a livello giovanile 15/20 anni fa, chi lo ricorda? Sembrava un talento super, ma ha smesso prestissimo, senza esplorare fino in fondo le sue possibilità. Un plauso e un "diploma di competenza" (virtuale...) per chi mi tira fuori quel nome...