La scuola è da poco terminata e durante questo anno scolastico ben 230 alunni con disabilità della provincia di Varese hanno potuto partecipare gratuitamente ai corsi di nuoto organizzati dalla POLHA, Associazione Polisportiva per disabili di Varese.

Da gennaio a maggio nelle piscine di Busto Arsizio, Caronno Pertusella, Castiglione Olona, Luino, Saronno, Tradate e Varese, 51 scuole hanno potuto portare, in orario di lezione, gli alunni con certificazione di disabilità in acqua.

Si tratta del progetto “Sport SI Può” attivo dal 2004, ma che addirittura ha radici alla fine degli anni ’90. Da allora, migliaia di ragazzi delle scuole primarie e secondarie di primo grado della provincia hanno avuto l’opportunità di essere seguiti da istruttori professionisti e di essere avviati alla pratica del nuoto.

Ma la finalità non è puramente tecnico-sportiva. Un obiettivo importante è imparare a relazionarsi con ambienti, spazi, situazioni e persone nuovi per una diversa e migliore percezione di se stessi e una sempre maggiore autonomia.

a cura di Chiara Cantù

In precedenza, questo progetto era interamente finanziato dalla Provincia, ma con lo smantellamento della stessa, i fondi sono venuti a mancare ed è stato necessario per la presidente Daniela Colonna Preti, ideatrice e forza motrice del progetto, trovare nuove forme di finanziamento, attraverso bandi pubblici e sponsor privati, in una incessante ricerca di modalità che ne consentano il proseguimento, anno dopo anno.

Gli alunni che frequentano i corsi sono affetti da disabilità non sempre apparenti: molto spesso, infatti, hanno un deficit intellettivo lieve o medio che causa loro difficoltà cognitive e relazionali, oltre che motorie. Sono ragazzi che vengono spesso emarginati dai loro coetanei e che possono acquisire competenza e sicurezza proprio grazie al fatto di poter vivere un’esperienza “privilegiata” in piscina, seguiti da istruttori professionisti che sanno valorizzare i loro punti di forza.

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A seconda delle capacità iniziali e della tipologia di disabilità, ad inizio corso vengono ipotizzati i gruppi di lavoro: con alunni che possono lavorare in piccolo gruppo e altri che necessitano di un rapporto 1-1. L’andamento del corso è monitorato dalle schede di osservazione che vengono compilate dall’istruttore e dai docenti accompagnatori, nelle quali si valutano aspetti come l’autonomia e la partecipazione alle attività proposte.

Al termine dei corsi, viene sempre organizzata una lezione dimostrativa seguita un momento di premiazione con i compagni di classe, genitori ed insegnanti, durante la quale vengono consegnate le medaglie e gli attestati di partecipazione.

La disponibilità degli insegnanti, la competenza e l’entusiasmo dei tecnici, l’orgoglio dei genitori che vedono i propri figli soddisfatti e finalmente protagonisti, ma soprattutto la felicità dei ragazzi stessi nello sperimentare il superamento dei propri limiti sono la vera motivazione a questa attività.

FINP e CIP patrocinano questo progetto, che ha offerto a tanti ragazzi la possibilità di sperimentare la pratica di un’attività sportiva nonostante i limiti di una disabilità.

La speranza è che Sport SI può possa continuare anche nel prossimo futuro e che progetti come questo siano sempre più diffusi nei vari territori e sponsorizzati come meritano.

Le eccellenze del nostro nuoto sono anche queste.

Mamma, insegnante, presidente della Rari Nantes Saronno e atleta Master (sempre più part time…)

Chiara Cantù

(Foto: Daniela Colonna Preti e Ema Petreikyte nelle varie piscine del progetto)