Il terzo step della World Cup 2026 si è svolto ad Astana, in Kazakistan, tappa che ha concluso la “via della seta” di World Aquatics, il tour autunnale che ha fatto sia da apertura di stagione che da preambolo per i Mondiali di Pechino.
Al termine delle prove, i vincitori della classifica generale 2026 sono stati Marrit Steenbergen tra le donne (seguita da Yu Yiting e Roos Vanotterdijk) e Pieter Coetze tra gli uomini (davanti a Egor Kornev e Lucas Henveaux). Lungo le nove giornate totali non sono mancati record e prestazioni di livello: nonostante il periodo non sia il preferito dai nuotatori per gareggiare (e performare), lo spettacolo è stato molto godibile, con picchi altissimi (gli scontri Kornev-McEvoy su tutto, oltre ai diversi primati migliorati), e qualche finale qua e là un pò scarica di nomi e contenuti. In generale, si è trattato di un ottimo inizio di stagione, che ci ha detto molto sulla possibilità che, ai Mondiali di Pechino, diversi record del mondo cadano ancora.
Concludiamo la nostra analisi con 5 nomi da Astana, magari non gli stessi delle altre tappe.
Evgeniia Chikunova
La Russia ha partecipato in massa a questa World Cup, e le ragioni sono molteplici. Una ritrovata voglia di gareggiare, finalmente sotto la propria bandiera, deve essere stata sicuramente una di quelle, e i risultati di molti atleti ne sono dimostrazione.
La ranista è stata tra le vincitrici della “corona” da 10mila dollari, avendo portato a casa i 200 rana in tutte e tre le tappe di gara. Ad Astana, per lei il miglior crono del trittico, 2’16”57, e la sensazione che voglia gareggiare ad alti livelli, e vincere ancora.
Katarzyna Wąsik
Anche la velocista polacca porta a casa la corona della tripletta, ottenuta con tre 50 stile di livello, nuotati con la solidità che la contraddistingue da tempo (in World Cup, è imbattuta nei 50 stile da tre stagioni). 23”40, 23”63 e 23”30 sono i crono messi a segno nelle tre finali; forse sbiadiscono un pò, se messi a confronto con quanto nuotato da Gretchen Walsh, ma comunque fanno la loro figura.
Luke Barr
La gara della vasca corta per eccellenza, i 100 misti, non è mai stata tra le mie preferite. Ma devo dire che se in acqua ci sono gli specialisti, a volte lo spettacolo vale “il prezzo del biglietto”. In questa World Cup, Luke Barr è stato dominatore della specialità, vincendo le tre finali in 51”57, 51”05 e 51”91. Splendide le sue virate, con le quali fa spesso la differenza, e ottima la sua attitudine agonistica, grazie alla quale non si è tirato indietro nemmeno nelle final di altre distanze, 200 misti su tutte.
Chen Juner
Il cinese è un altro degli atleti che non si è risparmiato: ha nuotato con convinzione sia i 200 farfalla che i 100, vincendo le tre prove della gara più veloce in 49”70, 49”75 e 49”59. Crono interessanti, per un atleta che sembra in crescita costante verso l’appuntamento di Pechino.
Lucas Henveaux
Il meritato terzo posto nella classifica generale, ottenuto con una buona media di prove in tutto il mezzofondo, ci restituisce un nuotatore ancora voglioso di confronto e agonismo. Il belga è stato, in questa World Cup, una bella costante, ed ha messo a segno anche un paio di prove dai crono interessanti (ad Astana 7’30”76 egli 800, a Tashkent 1’41”44 nei 200 stile).