Cosa si può sperare, per il nuoto italiano, dopo due giorni di fila con un record del mondo?

Scopriamolo nel report della quinta giornata di batterie dei Campionati Europei di Parigi 2026.

Si cerca, innanzitutto, un segnale dalla staffetta 4×100 stile libero mista, che è puntualmente arrivato ✔

Dopo la squalifica della mista-mista e l’esclusione della veloce maschi, D’Ambrosio (48.01), Frigo (tornato ai suoi livelli, 48.07), Menicucci (53.86) e Mao (54.02) hanno portato a casa egregiamente il compito, qualificando l’Italia per la finale di oggi ⏱️

Nel pomeriggio avremo una Curtis in più, e forse anche un Ceccon, ma anche un Carlos D’Ambrosio reduce dalla finale dei 200: provarci è comunque d’obbligo  💪

È stata anche la mattinata delle battaglie interne alla nazionale italiana: ne passano due su tre 📸

Nei 50 stile libero, dato per scontato il passaggio di Sara Curtis (terzo crono, 24.33), Silvia Di Pietro (24,94) ha escluso Elena Capretta (25.08) 🔥

Nei 200 farfalla, Razzetti ha messo al sicuro la qualifica nuotando 1.54.64, mentre Camozzi (1.55.95) ha escluso Burdisso (1.56.08) per pochi centesimi 🐬

Nei 50 rana, si è andati anche oltre: per superare lo scoglio della concorrenza interna, Martinenghi ha nuotato subito 26.65, spingendo Cerasuolo a superarsi, e fare il record italiano in 26.20. Viberti ha dovuto arrendersi, sesto ma escluso con 26.90 😳

Per il resto, passaggio di Gastaldi (2.12.57) e Della Corte (2.13.85) nei 200 misti, di Toma nei 100 dorso (1.00.56) e di Luca De Tullio, in finale nei 1500 con l’ultimo tempo  utile (14.59.49) 👏

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Foto: Fabio Cetti | Corsia4