Non i soliti, come sempre, ma alcuni spunti laterali da un Trofeo storico – e storicamente sottovalutato – del nuoto italiano.

Intanto mettiamo le cose in chiaro: non è che non mi piaccia il Nico Sapio in sé, anzi massimo rispetto per uno tra i meeting più longevi e ben organizzati in Europa, che ogni anno riesce a portare a Genova molti big internazionali e dal quale spesso escono prestazioni di alto livello, il tutto in un clima che mixa molto bene la competizione con il divertimento.

Dopo questa premessa, sembra poter arrivare un commento negativo: al contrario, voglio talmente tanto bene al Nico Sapio e ai trofei preparatori stagionali che mi piacerebbe venissero ancor più valorizzati, messi in luce, in un panorama che, un pò per pigrizia e un pò per mancanza di certezze, tende ogni anno a camminare sulle orme già lasciate l’anno prima (e quelli prima ancora).

Peccato, perchè in realtà di cose belle al Nico Sapio ce ne sono state molte, anche in una stagione che non vede grandi obiettivi all’orizzonte del calendario internazionale. Eccone cinque, da portarsi via e riciclare per il futuro.

Le toscane nello stile libero

Partiamo dai 400, dove Anna Chiara Mascolo (4.03.81), Lucrezia Domina (4.04.58) e Bianca Nannucci (4.04.93) hanno dato una buona risposta in una specialità che, da tempo, sta faticando a trovare qualcuno che si metta nella scia di Simona Quadarella.

I 200 li ha vinti Matilde Biagiotti in 1.56.03, seguita da Nannucci (1.56.15), Mascolo (1.56.25) e Domina (1.57.10), tutte al personale o molto vicine. La regione Toscana sta dando un grande apporto alla rinascita del settore stile libero italiano.

Francesco Lazzari

Un progresso indubbiamente poderoso quello del dorsista varesino (2004), che con 47.58 nei 100 stile, 50.34 nei 100 e soprattutto 22.74 nei 50 dorso prenota un posto per la spedizione che andrà a nuotare gli Europei in Polonia.

Se, come più volte ribadito da Butini, la Nazionale dovrà essere un mix di “vecchio e nuovo”, il suo è un nome che non potrà mancare.

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Agata Maria Ambler

Giovane (2001) ma non giovanissima (per il nuoto, si intende) la velocista del team Veneto ha sfornato un trittico di vittorie che anche lei ha definito incredibili, riportando alla luce un discorso molto interessante sulla maturazione generale dell’atleta.

Chi l’ha detto che bisogna per forza andare forti nelle categorie giovanili? E chi l’ha detto che non ci possono essere alti e bassi nella carriera di un nuotatore? L’importante è trovare la propria strada e a volte le pazienza è quella giusta. Per lei 53.75 nei 100 stile, 24.30 nei 50 stile. 26.51 nei 50 farfalla.

Anita Gastaldi

Entrata a far parte della Nazionale maggiore ai Mondiali di Singapore soprattutto come dorsista della staffetta mista, la piemontese sembra voler rimarcare il suo ruolo già dalla prima occasione, che è stata proprio quella del Nico Sapio.

Ottima le sue prove nei 200 misti, personale di 2.08.38, e nei 200 farfalla, 2.05.69, segnali di polivalenza e di grande mentalità. Potrebbe essere un acquisto importante.

Alessandro Ragaini

Parlando di giovani, sembra che il carabiniere del 2006 voglia riprendere il discorso da dove lo aveva lasciato nel 2024, quando si era guadagnato una meritata convocazione Olimpica per Parigi.

A Genova. Ragaini ha vinto i 200 stile in 1.44.36 e i 400 in 3.41.83, dando un bel segnale di ritrovata leggerezza nella nuotata e, probabilmente, anche di serenità mentale. Inutile dire che tutti moriamo dalla voglia di vedere una possibile sfida nazionale (e non solo) tra lui e Carlos D’Ambrosio, duello che potrebbe giovare e non poco a tutto il movimento azzurro.

See you later!

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Foto: Fabio Cetti | Corsia4