Si sono svolti a Irvine i Campionati Pan Pacifici, gli “Europei del resto del mondo”.
Ecco cinque nomi, e alcune prestazioni, da ricordare.
Kate Douglass
Questa rubrica si potrebbe anche chiudere qui, con il nome della allieva di Todd de Sorbo, compagna di università di Sara Curtis, che forse si è decisa definitivamente ad ammettere che 50-100 stile sono gare che non solo può fare, ma che può anche dominare. Nei 100, la distanza che forse meno le sta simpatica, ha nuotato 51.69, cioè 1 centesimo peggio di Marrit Steenbergen al Settecolli, cioè il record del mondo.
Poi, nei giorni seguenti, ha deciso di distruggere il record del mondo dei 50 stile, prima riprendendolo in batterie (23.49), e poi demolendolo, arrivando fino a un 23.19 che è qualcosa di incredibile. Se pensiamo che, fino a giugno, il limite era 23.67 di Sarah Sjöström, direi che non esageriamo se parliamo di nuova era della velocità. Con questo crono, soprattutto, Kate Douglass scopre le sue carte per il prossimo biennio: 50-100 stile e 200 rana, programma più pazzesco della storia.
Lani Pallister
Battere Katie Ledecky, anche se non nella migliore versione di sé, è comunque sempre una vittoria da ricordare. Fatto poi con un bel 8.06.10 negli 800 stile è ancora meglio, perchè significa che l’anti-Ledecky, se questa definizione ha un senso, è ancora lei.
Aggiungici 3.58.42 nei 400 (personale, sempre davanti a Ledecky e con McIntosh addirittura in finale B), 1.53.67 nei 200 (sempre davanti alla canadese, non proprio in formissima), e 15.38.62 nei 1500 (record australiano, non così lontano da Katie): settimana perfetta, direi.
Hobson & Jett
Bella accoppiata nei 200, per Team USA, che anche in proiezione LA28 sta mettendo i semi per non ripetere la semi-figuraccia di Parigi 2024. Ai PanPacs, i due fanno primo-secondo: Luke Hobson con 1.43.85, 12 centesimi dal personale, Gabriel Jett con il personale di 1.43.96. La 4×200 americana, poi, ha finito a 82 centesimi dal record del mondo (che è ancora quello di USA a Roma 2009), a causa di un Sammon da 1.46.92, ma con l’appuntamento, probabilmente, solo rimandato.
Brittany Castelluzzo
Se mantieni la forma per un mese, cioè dai Commonwealth Games fino ai Pan Pacifici, già meriti un encomio. Se poi lo fai con un altro personale, 2.06.24 nei 200 farfalla, allora meriti la citazione in questa rubrica.
Regan Smith
È più un momento emozione che un vero e proprio award. L’americana, che fin da giovanissima è stata vincente e (forse fin troppo) attesa, ha incontrato sul percorso varie problematiche, fisiche e mentali, ma non ha mollato. Vederla commuoversi dopo i 200 dorso, vinti in 2.05.57, e soprattutto dopo un’ultima vasca in salita, è stato emozionante.
Lo ripeto, e non mi stanco di farlo: lo sport è anche personaggi, emozioni e racconto. A me i tempi piacciono esattamente come a ogni grande appassionato, e spulciare per vedere miglioramenti e peggioramenti è il mio passatempo preferito. Ma senza racconto non andiamo da nessuna parte.
