Direttamente dagli Europei di Parigi 2026, abbiamo intervistato la campionessa e primatista mondiale dei 100 stile libero Marrit Steenbergen.

Partiamo dall’attualità. Ieri sera, alla terza gara in un singolo turno pomeridiano, hai nuotato 50.74 nei 100 stile conclusivi della staffetta, una prestazione clamorosa. Dove trovi le energie, fisiche e mentali, per essere sempre così performante?

Cerco di recuperare il prima possibile, appena dopo ogni gara, per esempio dormendo molto, ma di sicuro non è così facile. Al termine della settimana sta diventando difficile essere sempre pronta, perchè le gare iniziano ad essere tante. A volte è molto difficile, e credo di essere in qualche modo predisposta naturalmente, ma niente arriva senza un allenamento specifico e una preparazione adeguata.

Su quali gare individuali credi che ti focalizzerai, in vista delle Olimpiadi?

I 100 stile saranno ovviamente il centro della mia settimana anche alle Olimpiadi, voglio veramente focalizzarmi su questa gara. Per ora sta andando molto bene, quindi continuerò così, e per il resto del programma valuterò a seconda di come andranno le cose nei prossimi due anni. 

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Nei 100 stile donne, c’è un movimento internazionale in continua evoluzione, e tu sei indubbiamente la donna da battere. Cosa ne pensi di questo miglioramento esponenziale nella velocità? Ci sono margini, secondo te, per migliorare ancora il record del mondo?

Non credo proprio che sia stato raggiunto il limite, anche se ovviamente io e le altre ragazze stiamo andando versante forte. Non mi piace pensare di essere già arrivata al mio limite, perchè ogni giorno lavoro per migliorarmi. Non so quando e dove, ma spero veramente di potermi migliorare ancora.

In questo europeo stai nuotando contro una leggenda come Sarah Sjöström e una giovane come Sara Curtis. Che rivali sono e cosa pensi che ti accomuni a loro?

Non posso dire di conoscerle molto bene, ho avuto occasione di parlare un pò con entrambe, a volte prima delle gare in camera di chiamata o nelle cerimonie di premiazione. La cosa che vedo in loro è la grande voglia di competere, e di vincere. È una cosa che non manca mai.

Ovviamente è bello vedere sia una donna esperta come Sarah che una ragazza giovane come Sara, sono due parti fondamentali di questo sport, una grande ispirazione anche per me.

Foto: Fabio Cetti | Corsia4