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Dieci domande a…Magali Rousseau

Dieci domande a…Magali Rousseau
Magali agli Interclub con le Rane Rosse

Magali Rousseau agli Interclub con le Rane Rosse

Oggi parliamo con la campionessa francese protagonista dell’ultimo Rescue di salvamento a Montpellier. Nella sua grande giornata vince in poco più di due ore il manichino con pinne, il trasporto manichino, il superlifesaver e la staffetta mista stabilendo tre record mondiali su quattro gare.
A questo si aggiunge il titolo in piscina con la Francia, il terzo posto nelle Oceaniche e nella classifica finale per nazioni, oltre al podio nella staffetta ostacoli e nella staffette in mare del torpedo e dell’Ocean. Senz’altro il personaggio numero uno del Rescue transalpino.

E’ con noi in esclusiva per l’Italia Magali Rousseau!

1)Intanto ciao e grazie per la disponibilità di tempo. che dai a Corsia 4. Ci racconti per che squadra gareggi e in che squadra invece sei cresciuto?

In Francia gareggio per il club En Albi, in Italia per le Rane Rosse. Finora mi sono sempre allenata a Montpellier al polo di salvamento della Francia ma da agosto mi alleno a Parigi.

2)Parlaci un po’ di te, dei tuoi interessi, di quello che riesci a fare quando non sei impegnata negli allenamenti.

Quando non nuoto mi piace andare a passeggio, guardare dei film e rilassarmi. Tuttavia da fine agosto ho ripreso i corsi dunque passo molto tempo a scuola o a studiare

3) Hai un ricordo molto bello di questo sport che porterai sempre con te?

Sicuramente la marsigliese ai World Games di Cali e al Rescue di Montpellier. E poi lo spirito di condivisione che c’è in questo sport

4) C’è invece un momento buio, invece, in cui hai pensato di mollare veramente tutto?

Non nel salvamento. Nel nuoto sì, ci sono stati e il salvamento mi ha permesso di ritrovare il piacere di nuotare che avevo perduto.

5)Per tantissimi atleti (i più giovani tutti) oltre allo sport c’è ovviamente da affrontare lo studio. Tu come sei riuscito/a a conciliare i due aspetti? Te la senti di dare qualche consiglio ai nostri lettori?

Finora avevo conseguito un diploma di tre anni preso per corrispondenza per poter concludere gli studi superiori. Questo mi ha permesso di vincere un concorso per una scuola di Commercio a Parigi quest’estate (agosto 2014 NDR).
Da questo momento gli studi saranno la mia priorità e quindi lo sport verrà programmato in loro funzione, l’esatto contrario di quanto accaduto finora.

6)A questo proposito si dice che la scuola italiana non aiuti gli sportivi, e molti dei ragazzi che ci seguono non fanno neanche sapere di esser atleti agonisti.
Come era la tua situazione?

Identica!!! C’è veramente poco spazio per la pianificazione della giornata per gli atleti. Di sicuro la Francia non è fatta per conciliare scuola e sport di alto livello (tutto il mondo è paese…NDR)

7)Diciamo che la famiglia gioca un ruolo fondamentale nella crescita dell’atleta…la tua come era (o è se ti segue tutt’ora): ti incita,va ti osteggiava, indifferente…

I miei genitori mi hanno sempre sostenuto nelle mie scelte, tanto più che mio padre è stato uno sportivo e nuotatore di alto livello.Nonostante tutto mi hanno sempre fatto notare che c’è un’altra vita dopo quella sportiva e che non bisogna mai scordarlo!

8)Hai già dei progetti per la tua vita dopo il salvamento? Conti di restare nell’ambiente o pensi che ne uscirai definitivamente?

Al momemto c’è la mia scuola che ha la priorità. Tuttavia ho scoperto il salvamento solo due anni e mezzo fa e anche se è difficile tenterò di conciliare le due cose il più a lungo possibile.

9)) Un consiglio ai ragazzi del forum: perché fare nuoto per salvamento?

Prima di tutto perché è uno sport completo e diversificato, molto fisico ma anche divertente allo stesso tempo. Ma è anche un modo di condividere i valori di uno sport incentrato sul fatto di salvaguardare la salute e la vita delle perosne.

Grazie mille, e a presto!

Grazie a voi!! Ci vediamo!!!

About The Author

Mauro Romanenghi

Ricercatore per professione, scrittore per passione, allenatore per caso, ma tutto con la massima professionalita'. Nato in Brianza nel 1973, Mauro Romanenghi come il whisky invecchiando migliora ma va preso a piccole dosi. Allenatore dal 1994, dopo la laurea in Scienze Biologiche lavora allo IEO di Milano nel campo della ricerca contro le leucemie e i tumori, e allena nella sua terra di origine quando e come puo' nuoto e salvamento. Collabora col forum di Corsia4 dal 2007, ed e' coautore e pseudoconduttore delle trasmissioni in podcast. Vive ad Arcore (ma non se ne vanta) con la moglie e un cane labrador, i veri angeli ispiratori delle sue cronache.

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