L’appuntamento dell’anno è sempre più vicino! Mancano pochi giorni infatti al via dei Campionati Mondiali di Kazan, con il nuoto in vasca che partirà ufficialmente sabato 2 agosto, mentre già da questo sabato spazio agli specialisti delle acque libere impegnati nella 5 chilometri sulle rive del fiume Kazanka. Qualche settimana fa ci siamo chiesti quali record del mondo potrebbero cadere in questa rassegna mondiale. Bene oggi scendiamo nel dettaglio “azzurro” e ipotizziamo quali primati italiani potrebbero o dovranno essere battuti dai 37 convocati del ct Cesare Butini!

Donne

Sia per le ragazze che i maschi in moltissimi casi per conquistare una medaglia servirà infrangere il primato nazionale o quantomeno avvicinarlo. In alcuni casi servirà farlo anche solo per entrare in finale. Tutto questo basandoci sui tempi nuotati quest’anno dagli atleti di tutto il mondo e facendo riferimento all’ultima edizione dei Mondiali.

Dai 200 ai 1500 stile l’impresa nuovo primato nazionale pare impossibile: i crono di Federica Pellegrini e Alessia Filippi nuotati ai Mondiali di Roma 2009 con il costume gommato sono onestamente troppo bassi per chiunque. Nuotare vicino a quei tempi vorrebbe comunque dire medaglia assicurata! Anche sui 100 si fa dura, nonostante la detentrice sia proprio la Pellegrini che velocista non è, ma anche quel tempo è datato 2009. Nei 50 stile Silvia Di Pietro dovrà scendere sotto il muro dei 25” e avvicinare il suo miglior tempo, dato che l’entrata in finale nel 2013 arrivava con il tempo di 24”91.

Passiamo alla rana: nei 50 Martina Carraro ha limato parecchi decimi solo poche settimane fa alle Universiadi, scendendo sotto il muro dei 31”. Se il suo stato di forma sarà lo stesso o ancora meglio inevitabile che migliori ancora anche perchè due anni fa per entrar fra le prime 8 ci voleva 30”66!! Nei 100 tutti sperano in Arianna Castiglioni, che se vuole lottare per una medaglia, probabilmente di bronzo visto che le prime due là davanti sembrano irraggiungibili (Meilutyte e Efimova), dovrà scendere sotto il crono di 1’06”86 di Ilaria Scarcella e le possibilità per farlo ci sono. Difficile cancellare il nazionale dei 200 rana, sempre della Scarcella nuotato ai Mondiali di Roma.

Ci vorranno grandi prove anche nella farfalla: Silvia Di Pietro si è presa il record italiano nei 50 giusto un anno fa agli Europei, e le toccherà abbassarlo per giocarsi finale e medaglia. Sui 100 la più in forma fin ad ora è sembrata Elena Di Liddo, ma il crono nuotato da Ilaria Bianchi alle Olimpiadi di Londra 2012 di 57”27 non sembra facile da abbattere. Così come quello di Caterina Giacchetti nei 200 farfalla. Speranze nel dorso: Elena Gemo ha cancellato i primati di 50 e 100 al Sette Colli e dovrà fare altrettanto a Kazan per trovare un posto tra le migliori otto. I 200 sono ancora in mano ad Alessia Filippi ed è probabilmente ancora presto per Margherita Panziera avvicinare quel record.

Stesso discorso infine per i misti: nessuno si è più veramente avvicinato ai crono della romana che detiene i primati di 200 e 400 da ormai sei e sette anni.

Uomini

Anche qui partiamo dallo stile: 200 e 400 sono difficilmente avvicinabili, soprattutto il tempo record di Massimiliano Rosolino nei 400. Nel fondo tutte le speranze sono su Gregorio Paltrinieri in assenza di Gabriele Detti: nei 1500 la possibilità di andare a primato nazionale c’è, come anche negli 800, ma conta soprattutto la medaglia d’oro. Scendendo alla velocità Marco Orsi deve tornare quello di fine dicembre per puntare ad un medaglia, dato che il bronzo di Barcellona dei 50 nuotò in 21”51. Sui 100 il crono di Filippo Magnini resiste dal 2009 e per sperare in qualcosa di più di una finale bisognerà scendere sotto quel tempo.

Nella farfalla le cose si fanno interessanti: Piero Codia è andato velocissimo alle Universiadi sui 100 ma detiene il record italiano nei 50, crono che dovrà migliorare per accedere alla finale. Nei 100 poi se la giocherà con Matteo Rivolta, con buone possibilità di veder saltare il primato proprio dello stesso Rivolta nuotato a Barcellona. Attenzione anche ai 200: la progressione di Francesco Pavone, esploso alle recenti Universiadi fa si che il tempo di Joseph David Natullo (1’55”94) possa essere battuto.

Situazione del dorso: Simone Sabbioni ha stampato agli Assoluti il record nazionale nei 100 con 53”49 e se vuole giocarsi una medaglia deve per forza scendere qualche decimo e lo può fare. Più difficile vedere cadere i primati di 50 e 200, per l’assenza di uno sprinter vero e con un Ciccarese velocissimo sì a Gwnagju ma in grado di migliorarsi ancora?

La rana vede in Andrea Toniato la grande speranza per una medaglia: nei 50 delle Universiadi ha portato il primato nazionale a 27”06  crono da abbassare ancora per sperare in una medaglia. Difficile vedere cadere i nazionali di 100 e 200 con Scozzoli e Facci ancora troppo lontani.

Infine anche i primati sui misti sembrano lontani: Boggiatto e Marin detengono i crono di 200 e 400 rispettivamente da sei e otto anni e per Federico Turrini avvicinare quei tempi sembra difficile.

(foto copertina: GianmattiaDAlberto@lapresse)