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Pan Pacific Championships 2014, parte 3

Pan Pacific Championships 2014, parte 3
Australia

Australia

Australia

L’Australia ha affrontato questo 2014 con molte novità, ma una in particolare: si è affidata al primo responsabile tecnico non australiano della sua storia. Scegliere l’olandese Jacco Verhaeren, è stata una vera rivoluzione per un Paese in cui il nuoto è uno dei due-tre sport nazionali. Una rivoluzione che ha fatto storcere il naso (anche per gli emolumenti concessi all’ex allenatore di Ranomi Kromowidjojo) a diverse vecchie glorie del nuoto australiano.

Ma le insoddisfacenti prestazioni avute a Londra 2012 e Barcellona 2013 hanno indotto i vertici della Federazione australiana al grande cambio, con la specifica richiesta a Verhaeren di migliorare le prestazioni dei nuotatori australiani nel picco 2 della stagione, quello in corrispondenza del grande evento, affrontato dai nuotatori australiani qualificatisi in patria nelle selezioni che si svolgono tipicamente tra marzo ed aprile (picco 1).

E quest’anno, il picco 2 si divideva tra Giochi del Commonwealth di Glasgow e Pan Pacific Championships di Gold Coast, quindi compito non semplice quello di Verhaeren. Vediamo come andata.

Settore maschile

Velocità.

Uno dei punti di forza australiano uscito malconcio, come staffetta, da Olimpiadi e Mondiali.

Magnussen è stato un po’ il simbolo del peggioramento nel picco 2, anche se a Barcellona si è confermato campione del mondo. Quest’anno, dopo un grande inizio di stagione con tanti risultati sotto i 48″, la sconfitta alle selezioni di primavera subita da McEvoy.

Sconfitta che qui McEvoy ha ribadito con un notevolissimo 47.82 nel freddo e sotto la pioggia. Per Magnussen anche qualche acciacco alla schiena che ne ha condizionato le prestazioni dei Panpacs, ma la sensazione è che McEvoy sia diventato il 100ista su cui gli australiani puntano di più per Kazan 2015 e Rio 2016, e forse il favorito in assoluto tra gli attuali contendenti.

Ai Panpacs gli australiani sono riusciti a vincere anche la staffetta veloce ma, con Roberts desaparecido, servirebbero atleti più solidi di D’Orsogna e Matthew Abood per completare il quartetto titolare e recuperare in pieno i favori del pronostico che avevano nel 2012.
Triste la notizia del ritiro – causa problemi fisici – di Eamon Sullivan, l’unico che sui 50sl, tra l’altro, poteva sperare di competere con il gotha mondiale.

200 sl e 4×200 sl.

Thomas Fraser-Holmes

Thomas Fraser-Holmes
(photo by The Australian)

Thomas Fraser-Holmes ha vinto un 200 sl notevole, contro Hagino, il compagno McEvoy ed i due USA. Viste le condizioni, non è riuscito a ripetere l’1.45.0 dei Giochi del Commonwealth, ma ha ribadito di essere un duecentista molto, molto solido. Difficile, comunque, che il suo crono regga come season best agli assalti di Park e Sun ai Giochi asiatici. 4×200 sl australiana, invece, clamorosamente sconfitta non solo dagli USA ma anche dal Giappone. Eppure, vista la bassa età media di Fraser-Holmes, McEvoy, McKeon e Horton, molti la danno favorita per i prossimi due anni. L’importante sarà che McEvoy recuperi dagli sforzi delle prove individuali, perché a Gold Coast è stato lui a piombare la staffetta non avendo digerito l’impegno del 100 sl.

400, 800 e 1500 sl.

Una delle delusioni dell’estate è stato David McKeon. Atteso a grandi crono, ha ancora una volta peggiorato rispetto alle selezioni della primavera. Ai Giochi del Commonwealth, dopo un passaggio troppo veloce, è stato infilato da Cochrane; qui ha concluso nettamente fuori dal podio.
Mack Horton, grande speranza australiana sulle tre distanze, migliora, ma non al ritmo sperato (qui un secondo posto negli 800 e un terzo nei 1500 per lui). Harrison, più specialista dei 1500 sl, ha avuto la prima parte di preparazione compromessa da un infortunio e vanno giudicate come discrete le sue prove a Gold Coast. Gli australiani, insomma, hanno buon materiale su cui lavorare, ma non vere certezze.

Dorso.

Importanti, anche per la 4×100 mista, i progressi di Mitch Larkin, ai personali – nonostante il meteo avverso – sia nei 100 che nei 200 dorso. Beaver e Treffers le altre speranze aussie.

Delfino.

Qui la crisi perdura e non si vede un nome su cui puntare davvero. Wright, D’Orsogna, Hadler: tutti faticano a schiodarsi dal 52.5, e la frazione a delfino è piombo puro sulle ali della staffetta mista.

Rana.

Alle selezioni primaverili grandi crono di Sprenger, poi alle prese con problemi alla spalla già ai giochi del Commonwealth e qui assente. Al suo posto convocato in fretta e furia Jack Packard, ma l’elite della rana è assai distante.
Tutte le speranze, oltre che sul recupero di Sprenger, su giovanissimi promettenti. Ma c’è poco tempo per Kazan 2015 e non molto anche per Rio 2016.

Misti.

Il vertice mondiale non ha i colori dell’Australia nemmeno qui. Anche Thomas Fraser-Holmes ha ottenuto più soddisfazioni nei 200 sl che nei 200 e 400 misti.

Staffetta mista.

Troppi problemi a delfino e, senza Sprenger, anche a rana per cullare sogni di gloria.

Settore femminile

Velocità.

Cate Campbell

Cate Campbell (photo by The Australian)

È il vero fiore all’occhiello della nazionale australiana.
Record mondiale della 4×100 sl ai Giochi del Commonwealth e conferma, anche se non su quei crono, anche qui a ai Panpacs. Cate Campbell in staffetta è una vera trascinatrice, con frazioni abbondantemente sotto i 52″. E la notizia della sua imminente operazione alla spalla, con tempi di recupero piuttosto lunghi e che potrebbero addirittura mettere in dubbio, se non la sua presenza, le sue prestazioni ai Mondiali del prossimo anno, è una mazzata che cambia le carte in campo. Comunque, notevole l’ascesa della sorella Bronte, la stagione della veterana Schlanger e della 20enne Emma McKeon. Brittany Elmslie completa un roster molto, molto forte, imbattibile con Cate Campbell in salute. Da segnalare come, nonostante i problemi alla spalla, Cate Campbell a Gold Coast abbia vinto i 50sl in 23.96, miglior crono in tessuto di sempre a pari merito con il tempo della Halsall a Glasgow.

200 e 4×200 sl.

Un po’ deludente nella prova individuale la McKeon, per il resto della stagione ottima. Barratt così così. Buona, invece, la prova della 4×200 sl (in cui la McKeon si è riscattata) superata solo da una grande quarta frazione di Katie Ledecky che ha condotto alla vittoria le americane.

400, 800 e 1500 sl.

Nel regno della Ledecky non c’è posto per le nuotatrici australiane, nemmeno nelle zone più periferiche. Poche notizie positive dai risultati estivi, in attesa di recuperare la campionessa junior Remy Fairweather e aspettare l’esplosione di qualche giovanissima (qui un nome si può azzardare, la 15enne Tamsin Cook).

Dorso.

Dominio australiano a Gold Coast con un’imperiale Seebohm nei 100 (58.84) davanti alla compagna Hocking. Ordine rovesciato nei 200 dorso con Hocking a precedere una Seebohm che ha finito fortissimo nell’ultimo 50. Due protagoniste anche a livello mondiale.

Delfino.

Molto bene la Coutts sia nei 100 che nella staffetta mista, decisamente meno bene le australiane nella doppia distanza. Groves deludente dopo i grandi risultati di inizio stagione.

Rana.

Come gli Usa sono orfani della Soni, anche di più le australiane rimpiangono Leisel (Lethal) Jones. La grande debolezza nei 100 rana è costata all’Australia la 4×100 mista a Glasgow; qui la Tonks ha fatto meglio in staffetta, ma non può comunque avere velleità nell’individuale. Nei 200 Taylor McKeown discreta, ma superata nettamente dalle nipponiche.

Misti.

Coutts rimontata un po’ a sorpresa nel finale dalla Di Rado nei 200, McMaster lontana dai vertici mondiali nei 400 misti.

Staffetta mista.

Grande vittoria sulle Usa nonostante il sorpasso nella rana della Hardy sulla Tonk. Poi la Coutts ha ricucito a delfino su Kendyl Stewart e far partire alla pari con l’avversaria (in questo caso la Manuel) Cate Campbell è sicurezza di vittoria.

 

A dopo per Giappone e altre squadre [continua…]

 

Prima parte della disamina sui Pan Pacifics Championships di Gold Coast, Australia

Seconda parte della disamina sui Pan Pacifics Championships di Gold Coast, Australia

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