A fine estate, quando ormai sembrava tutto finito, sono arrivati gli Asian Games, che ci hanno ricordato che, anche dall’altra parte del mondo, si nuota forte. Per chi li ha guardati distrattamente, o per chi proprio li ha stati a piedi pari, Fatti di nuoto Weekly pesca 5 nomi da portare a casa, con vista lunga sul prossimo biennio.
Zhang Zhanshuo
Lo stileliberista cinese è indubbiamente l’uomo dei Campionati. Alla vigilia, si era parlato molto del suo impegno multiplo, una vera e propria maratona del nuoto, che lo ha impegnato come nessun altro nella cinque giorni di gare. Zhang era iscritto a 100, 200, 400, 800 e 1500 stile, gare nelle quali ha nuotato batterie e finali, vincendole tutte tranne i 100 (quarto). Ha poi nuotato e vinto anche nelle staffette 4×100 e 4×200 stile, oltre ad aver nuotato la batteria della 4×100 mista (poi vinta dalla Cina, ma senza lui in finale).
In totale fanno 7 ori, un record. Tra tutti i crono messi a segno, due ne vanno sicuramente citati, cioè l’1’43”49 nei 200 stile e il 3’41”28 nei 400. Mi resta un tarlo nella testa: con un programma più mirato, forse nei 400 (in programma l’ultimo giorno) avrebbe potuto attaccare il world record. Ma c’è sicuramente tempo, visto che ha solo 19 anni.
Yu Zidi
Per parlare di giovani, non si può tralasciare la crescita, incessante e spaventosa, della (quasi) 14enne più famosa del nuoto mondiale. Yu Zidi era attesissima, e nei primi due giorni ha sparato due crono da paura: 2’05”08 nei 200 farfalla e soprattutto 2’06”10 nei 200 misti, tempo che sfiora di 4 decimi il record del mondo di Summer McIntosh.
Per l’incontro tra la cinese e il primato mondiale, sembra ormai più questione di “quando” che di “se”, per un futuro da dominatrice ormai quasi certo e un arivalità, quella con McIntosh appunto, tutta da gustare per noi appassionati.
Xu Jiayu
Uno dei miei preferiti all time, il dorsista cinese ha sfoggiato una settimana di gare entusiasmante, tornando a nuotare su livelli che non mostrava da tempo. Ha vinto i 50 con 24”02 e i 100 con 51”98, sfiorando anche la tripletta nei 200 (terzo in 1’56”73), e infine la staffetta mista, con 52”13 in prima frazione.
A 31 anni compiuti, sono gare e tempi che lasciano con la bocca aperta, e con la speranza che possano durare per un altro biennio.
Kojima Yumeki
Si tratta di un altro giovanissimo giapponese (2008), che ha stupito con un 400 misti da record del mondo giovanile, 4’07”02. Oltre ad essersi migliorato di circa un secondo dai Pan Pacifici, Kojima ha anche messo in mostra una chiusura a stile di tutto rispetto (59”56): sistemando la prima parte di gara, ci sono ottimi margini di miglioramento.
Ohashi Shin
Per portata del crono ottenuto, il record del mondo del ranista giapponese è di sicuro la gara da ricordare di questi Asian Games. Anche lui giovanissimo (2009), e alla prima vera apparizione internazionale tra i “grandi”, Ohashi non ha indugiato a mettere in mostra le sue qualità, diventando il primo uomo sotto i 2’05” nella storia dei 200 rana.
Il suo 2.’04”83 (e soprattutto il 32”41 dell’ultima vasca) porta la gara su un’altra dimensione, che andrà a questo punto rivalutata già dai prossimi Mondiali.
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Foto: Fabio Cetti | Corsia4