Finché la sacra fiamma di Olimpia arde in Italia, lo spirito di tutti gli appassionati di nuoto è acceso insieme a lei, caldo come i bracieri di Milano-Cortina.
Ma la domanda è: c’è spazio per il nuoto, e per Fatti di nuoto, in tutto ciò?
Si gareggia?
Partiamo dal nuoto nuotato. Sì, nel weekend si gareggia a Milano, nell’impianto “Daniela Samuele” di Via Trani, dove la Nuotatori Milanesi organizza la seconda edizione del Milano Winter Meeting. Oltre a Nicolò Martinenghi ci sarà anche una nutrita delegazione di atleti della nazionale: D’Ambrosio, Miressi, Ragaini, Lamberti, Lazzari, Mantegazza, De Tullio e Glessi tra i maschi, Tarantino (al rientro dopo la squalifica), Gaetani, Borrelli, Nannucci, D’Innocenzo, Morini e Menicucci tra le donne.
Purtroppo, l’evento si svolgerà a porte chiuse, in quanto il Centro Federale ora diretto da Marco Pedoja, ex coach proprio di Martinenghi, è in attesa di ristrutturazione. Una ristrutturazione necessaria per la piscina e per Milano stessa, che da anni è in cerca di un polo all’altezza del territorio, intorno al quale costruire e alimentare la tradizione natatoria lombarda.
Chissà che il vento Olimpico non porti fortuna.
Si gareggerà?
A Shenzen, dal 19 al 22 marzo, per i China Swimming Open, i campionati cinesi che da quest’anno sono aperti alle star internazionali.
Impressionante la lista dei nuotatori olimpionici non cinesi che, per ora, confermano la loro presenza: Jack Alexy, Kate Douglass, Regan Smith, Alex e Gretchen Walsh per gli USA, Kyle Chalmers, Cameron McEvoy, Lani Pallister e Mollie O’Callaghan per l’Australia, Noè Ponti per la Svizzera e anche Thomas Ceccon.
Un commento? Wow.
In breve
USA e Australia hanno deciso di non partecipare agli Youth Olympics che si terranno a Dakar il prossimo ottobre. Le due potenze del nuoto mondiale hanno deciso di concentrare le forze giovanili dei rispettivi roster per la partecipazione ai Pan-Pacs Junior, che saranno invece a Vancouver in agosto. È un passo indietro per il movimento delle Olimpiadi giovanili, che sta trovando parecchie difficoltà anche in altre discipline.
Siobhan Haughey ha nuotato a Dubai nell’ultimo weekend, mettendo a referto un bel 52.77 nei 100 stile. Sempre sul pezzo, anche lontano dai Giochi.
Il tredicenne australiano Austin Appelbee ha nuotato in mare per quattro ore, coprendo una distanza di circa quattro chilometri, per chiamare i soccorsi per la sua famiglia, dispersa dopo un’uscita in kayak e stand up paddle. L’incredibile sforzo del ragazzo ha permesso alla guardia costiera di salvare il gruppo di famigliari, trovato diverse ore dopo a circa 14 chilometri dalla costa. Eroe olimpico.
C’è un pò di nuoto alle Olimpiadi invernali
Intanto ci sarà un (ex) nuotatore. Si tratta di Carsten Vissering, ex ranista veloce che ha nuotato – ed è stato campione NCAA – per USC, fino a quando, nel 2019, ha appeso il costume al chiodo. Già in possesso di un fisico eccellente, Vissering ha continuato a perseguire il suo sogno olimpico facendo valere la sua potenza muscolare, elemento che nel bob serve eccome. Lo vedremo all’opera dal 16 febbraio in poi sulla pista di Cortina dove, come dice lui stesso, potrà mettere in campo la grande maturità mentale acquisita proprio nei suoi anni come nuotatore.
Poi di nuoto se ne trova sempre: oltre al francese Perrot, argento nel biathlon, che si è allenato in piscina per controllare al meglio la respirazione, abbiamo visto Pellegrini e Cagnotto tedofore e Ceccon sugli spalti a guardare il pattinaggio. Chissà se il direttore di Rai Sport li avrebbe riconosciuti.
See you later!
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Foto: Fabio Cetti | Corsia4
