Con la cerimonia d’apertura a sole 24 ore di distanza, gli occhi di tutto il mondo sportivo sono rivolti verso l’Italia, che vent’anni dopo Torino 2006 torna a ospitare le Olimpiadi invernali sul proprio territorio.
Ma che c’entra, voi direte, Milano-Cortina 2026 con il nuoto?
Una riflessione va fatta, sulle opportunità e sulle strade da intraprendere. Fatti di nuoto Weekly è qui anche per questo (c’è anche del nuoto, comunque).
Di tedofori, ritardi ed altre polemiche
Come spesso accade, e non solo in Italia, le Olimpiadi provocano un misto di sentimenti alquanto indecifrabile. C’è chi le vuole fortemente e chi le eviterebbe come la peste; chi cavalca l’onda in maniera anche esagerata e chi invece non fa altro che sottolineare prima i ritardi e poi gli sprechi; chi antepone i propri interessi economici o politici e chi invece cerca di focalizzarsi sullo spirito sportivo.
Milano-Cortina, da questo punto di vista, nasce esattamente come tutte le altre Olimpiadi, carica di mille aspettative e appesantita da mille polemiche (non ultima, quella sui tedofori che ha fatto indignare anche diversi ex nuotatori). Ed è con questo spirito entusiasta ma preoccupato, classico di ogni grande evento nel nostro Paese, che i Giochi Invernali stanno per partire, tra ritardi di costruzioni, neve che manca e grandi aspettative. A proposito: a quando l’inserimento del nuoto in acque gelide come sport a cinque cerchi?
Tornando alle Olimpiadi, facciamo un ragionamento che vale anche per (ad esempio) i Mondiali di nuoto, per i quali circola la suggestione “Roma 2031”: ogni lasciata è persa, diceva il proverbio, e quindi perchè non provare a tenersi ciò che di buono ci sarà e spremere queste esperienze fino all’ultima goccia?
Torniamo al nuoto.
Resistenza
Che non si dica che l’Italia non sia un popolo di resistenti. Non solo per questioni storico-politiche, ma anche per la predisposizione dei nostri atleti al fondo, quello originale. Non sarebbe possibile, altrimenti, osservare imprese come quella di Alessio Occhipinti, che per il secondo anno consecutivo ha vinto la Santa Fe-Coronda, una nuotata di 57 km (8 ore e 42 minuti) nelle acque del Rio Paranà, davanti a Giuseppe Ilario e Niccolò Ricciardi. Tra le donne, seconda posizione per Veronica Santoni, che ha impiegato 9 ore e 46 minuti.
Ora toccherà a Gregorio Paltrinieri, Barbara Pozzobon e Andrea Filadelli, che il 21 febbraio saranno in Australia per la Rottnest Channel Swim, 17 km nel canale che collega Perth all’isola di Rottnest. C’è molto di cui essere contenti, nel fondo azzurro, che ha intrapreso tempo fa un percorso di investimenti tecnici e umani di gran livello, uniti a una esposizione mediatica sempre più ampia, sia tra i dilettati che tra i professionisti. Il bacino è aumentato esponenzialmente, insieme ai risultati, e l’Italia rimane la nazione leader del settore a livello internazionale.
E la Pallanuoto…
Sia il Settebello che il Setterosa, agli Europei di pallanuoto, ci hanno provato fermandosi entrambi alle semifinali. I maschi sono stati sconfitti dalla Serbia, che in casa ha dimostrato una superiorità che va oltre il 17-13 del punteggio; le donne hanno perso con l’Olanda 8-4, non riuscendo quasi mai a capitalizzare in attacco quanto di buono fatto in difesa. Entrambi chiudono al quarto posto perdendo la finalina contro la Grecia.
Per il settore pallanuoto, quindi, due risultati simili che confermano sia il livello sempre alto degli nostri (essere tra le prime quattro d’Europa), che l’amarezza per un titolo che manca tra le donne dal 2012 e tra i maschi addirittura dal 1995. Con un Campionato di così alto livello, riconosciuto all’unanimità come tra i migliori al mondo, una Pro-Recco che continua a dominare anche in Europa, è un peccato che le nazionali non riescano a capitalizzare.
See you later!
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Foto: Fabio Cetti | Corsia4
