Non ci si sente da Riccione (belli i ponti eh, ma anche basta), e quindi è necessario fare un recap generale della moltitudine di bei crono che sono piovuti in questi giorni da praticamente tutto il mondo.

Ready?

Non so se partire dai tempi più incredibili o da quelli che mi gasano di più, perché ammetto che non sempre le due categorie coincidono.

Perchè, ad esempio, è ovvio che il tempo più incredibile nuotato in questo periodo è quello di Lukas Maertens, che suona la carica della rinascita del nuoto tedesco (nella stessa gara, Oliver Klemet secondo in 3.43.40) sparando il record del mondo nei 400 stile in vasca lunga: 3.39.96, primo uomo sotto i 3.40 e tanti saluti a Biedermann.

Finalmente, direi, visto che faccio parte di quella schiera (credo abbastanza folta) di appassionati che non ha mai mandato giù il ritocco di Biedermann al mitico record di Ian Thorpe, quindi giusto così e zero gasamento per me.

Quindi rivendico il fatto di essere molto più gasato dal 47.10 nei 100 stile del brasiliano Guilherme Santos, che al Maria Lenk ha sparato la prima prestazione mondiale dell’anno nella gara regina, iscrivendosi di diritto tra gli atleti che seguiremo con più interesse a Singapore (nella stessa gara, ma in Russia, Kornev 47.55). Mondiali a cui ci sarà anche Joao Gomes jr, che ha vinto i 50 rana in 27.23 confermando che la notizia dell’inclusione delle vasche secche ai Giochi allungherà le carriere di molti nuotatori.

Di cinquantini interessanti ce ne sono stati abbastanza, dal 22,89 di Kyle Chalmers nei 50 farfalla, a Egor Kornev che ha fatto 21.43 nei 50 stile (McEvoy 21.48), ai 50 dorso dei russi con Kolesnikov in 23.90, Samusenko in 24.01 e Lifintsev in 24.51. Interessanti anche i crono di Eva Okaro, velocista UK da tenere d’occhio (classe 2006, coetanea di Sara Curtis) autrice di 26.19 nei 50 farfalla e 24.48 nei 50 stile.

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E parlando di rivali degli italiani, uno sguardo ai 100 dorso va sempre dato, soprattutto ora che sono rientrati in gioco i russi. Il terzetto di cui sopra, infatti, ha nuotato così: 52.04 Kolesnikov, 52.15 Lifintsev, e 52.40 Samusenko.

Se ci mettiamo che Hubert Kos è a 52.24 e Oliver Morgan a 52.12, sembra che la concorrenza sia molto agguerrita. Da parte sua, Thomas Ceccon non ha nuotato la gara a Brisbane (rimane quindi il 52.8 di qualche settimana fa), ma i segnali dall’Australia sono più che incoraggianti: 48.41 nei 100 stile, 51.26 nei 100 farfalla (personal best e tempo per i Mondiali) e 1.55.71 nei 200 dorso (27.40-56.90-1.26.52-1.55.71), tempo che oltre che qualificarlo per Singapore è anche nettamente record italiano.

Con il dibattito social sul suo programma gare aperto e infiammato, Ceccon sembra non aver lasciato chiusa nessuna porta, spingendosi a nuotare anche i 200 stile in un buon 1.47.97. Vedremo.

Rimaniamo in Australia ma passiamo alle donne, che danno i primi segnali di risveglio post Olimpico con Mollie O’Callaghan che nuota 53.12 nei 100 stile e 1.55.71 nei 200, e Kaylee McKeown 57.65 nei 100 dorso.

Dall’Inghilterra arrivano dei buoni 200 misti (2.08.85 di Abbie Wood e 2.09.88 di Katie Shanahan), Freya Colbert che nuota 1.55.76 nei 200 stile libero e la più in crescita, cioè Angharad Evans, ranista che va a 1.05.37 nei 100 e 2.21.86 nei 200 (gara in cui comunque Chikunova ha nuotato 2.20.36).

Per finire, qualche nome atteso che si sta risvegliando con l’arrivo della bella stagione: Popovici 1.45.07 nei 200 stile, Milak 1.56.13 nei 200 e 50.67 nei 100 farfalla, Wiffen 7.41.52 negli 800 e 14.42.71 nei 1500, Guy e Scott 1.45.35 nei 200 stile, Angelina Kohler 56.33 nei 100 farfalla. Dai che si inizia a ragionare.

See you later!

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Foto: Fabio Cetti | Corsia4