Siamo a maggio, mancano tre mesi ai Mondiali di Singapore ed è come se il nuoto volesse uscire dal lungo letargo invernale più di quanto i cardinali vogliano uscire dal conclave.

Questo moto di rinascita piace a tutti, aggiunge hype alla stagione, e piace anche a Fatti di nuoto Weekly, che ama il cambiamento come poche altre cose al mondo.

Quindi let’s go!

Si va forte negli States

Ne abbiamo già parlato qui, di quanto sono andati forte gli americani alle TYR Pro Swim Series di Fort Lauderdale, talmente forte che vien da pensare che, magari, si può andare forte anche più di una volta all’anno (e ogni riferimento è puramente casuale).

È andata forte Gretchen Walsh, molto a suo agio quando è in casa, talmente a suo agio da sembrare di un altro pianeta: il 54.60 nei 100 farfalla, con virata e arrivo lunghi, è incredibile soprattutto perchè migliorabile.

Incredibile è anche la forma dimostrata da Katie Ledecky, che ha migliorato il suo record degli 800 stile, forse uno dei più difficili da limare, con una cavalcata che fa intravedere una seconda giovinezza sportiva quasi inspiegabile.

Contando il chilometraggio e gli anni di gare, dovrebbe essere ritirata da un pezzo e invece si batte ancora come fosse il day1.

Non ci sono parole per lei, ci sarà tempo per metabolizzare la legacy che lascerà al suo ritiro: siamo a 15 record del mondo migliorati dal 2013, con dei tempi – 800 e 1500 – che sembrano difficilmente avvicinabili. Potenzialmente, Katie Ledecky è nel discorso per la più grande di sempre insieme a Michael Phelps.

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Mezzofondo tedesco

Sempre negli 800, ma in Germania, Sven Schwartz ha nuotato 7.38.12, che è il nuovo record europeo (resta inavvicinabile il record del mondo, 7.32.12). La crescita esponenziale di Schwartz, che ora detiene la quinta prestazione mondiale di sempre, fa il paio con un 1500 di livello altissimo, vinto da Wellbrock (14.36.25), davanti proprio a Schwartz (14.36.82) e Klemet (14.39.03).

A chiudere il cerchio c’è stato poi Lukas Martens, che ha nuotato 3.40.61 nei 400, gara in cui aveva segnato 3.39.96 giusto un mese fa. A occhio, il mezzofondo tedesco è tra i migliori al mondo, forse attualmente il migliore a livello maschile.

Esperienze straniere

Con un post su Instagram, il velocista delle Cayman Jordan Crooks ha annunciato che non gareggerà per un periodo di tempo non determinato.

Non si capisce se si tratti di un ritiro o solo di una pausa, ma il tema della pressione sugli atleti è sempre caldo, e va preso seriamente per non incorrere in fraintendimenti. Fare l’atleta professionista è un’esperienza tanto bella quanto pesante, ricordiamocelo.

Fare esperienze diverse, di condivisione, potrebbe essere una piccola soluzione a questo genere di problemi. Lo farà Lana Pudar, che ha annunciato che nuoterà all’Università della Virginia la prossima stagione collegiale, aggiungendosi a Sara Curtis in quella che sembra ormai un’esperienza quasi obbligatoria – e spesso determinante – per i giovani talenti di tutto il mondo.

Quando qualche atleta straniero viene in Italia ad allenarsi spesso la cosa viene vista in maniera non del tutto positiva. Un’analisi lucida di quello he succede nel mondo, USA ma anche Australia, dovrebbe farci ragionare in una direzione diversa, più incentrata su quello che queste esperienze possono dare invece che togliere.

La condivisione di allenamenti aiuta in entrambi i sensi, aggiunge consapevolezza e, se non fa migliorare tutti, al massimo fornisce un’esperienza dalla quale imparare. I nuotatori che tornano da esperienze diverse, fatte nel modo e nel momento giusto, sono sempre arricchiti.

Vale nella vita come nello sport: a compartimenti stagni non si ottiene molto.

See you later!

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Foto: Fabio Cetti | Corsia4