Anche oggi una debuttante in Nazionale, anche oggi un’atleta Fiamme Oro Roma.

È con grande piacere che risponde alle nostre domande la specialista del manichino con pinne, capofila stagionale e bronzo mondiale Federica Volpini.

Intanto ciao e grazie per la disponibilità di tempo che dai a Corsia4.

Ci racconti per che squadra gareggi e in che squadra invece sei cresciuta?

Ciao a tutti. Prima di iniziare volevo ringraziare Corsia4 per avermi dato questa opportunità.

Io gareggio per le Fiamme Oro Roma da 4 anni.

Sono però cresciuta nella piscina di Anzio gareggiando per l’Anzio Nuoto.

Parlaci un po’ di te, dei tuoi interessi, di quello che riesci a fare quando non sei impegnata negli allenamenti.

Quando non sono impegnata negli allenamenti di solito sto a casa e mi riposo.

Il fine settimana esco. Mi piace moltissimo andare al cinema.

Hai un ricordo molto bello di questo sport che porterai sempre con te?

Il ricordo più bello è sicuramente la partecipazione ai Campionati Mondiali svoltisi lo scorso settembre in Olanda.

C’è un momento buio, invece, in cui hai pensato di mollare veramente tutto?

Un momento in cui ho pensato di mollare tutto, no.

Ma ho passato tanti momenti difficili che ho superato grazie al sostegno di tutte le persone che mi sono state vicine.

Di solito chiedono sempre chi vuoi ringraziare: ecco c’è una persona che non puoi fare a meno di citare nell’ambito del salvamento a cui sei particolarmente grata?

Impossibile ringraziare una sola persona.

Vorrei invece ringraziare il mio allenatore Massimiliano Tramontana, tutta la mia famiglia, il mio ragazzo ed anche tutta la mia squadra.

È anche grazie ad ognuno di loro se sono riuscita a ottenere i miei risultati più importanti.

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Per tantissimi atleti (i più giovani tutti) oltre allo sport c’è ovviamente da affrontare lo studio.

Tu come sei riuscita a conciliare i due aspetti? Te la senti di dare qualche consiglio ai nostri lettori?

Sono sempre riuscita a trovare il tempo di studiare dopo gli allenamenti.

Alle 17.30-18 tornavo a casa stanca morta, facevo merenda e iniziavo a studiare. Non lo trovavo particolarmente pesante perché quello che facevo mi piaceva. Certo non ero una che prendeva tutti 9, ma me la sono sempre cavata.

Ancora oggi mi trovo a dover conciliare studio e sport. E un consiglio che posso dare è che non bisogna mai mollare lo sport per lo studio, basta un po’ di volontà e sacrificio e si può fare tutto.

A questo proposito si dice che la scuola italiana non aiuti gli sportivi, e molti dei ragazzi che ci seguono non fanno neanche sapere di essere atleti agonisti.

Come era la tua situazione?

Purtroppo è una realtà concreta.

Quando andavo al liceo mia madre mi diceva sempre “non dire ai professori che nuoti a livello agonistico, penseranno che togli ore allo studio”.

Non è lo sport che toglie ore allo studio, sta a noi avere la volontà di studiare. Lo sport dovrebbe essere diffuso dalle scuole e invece in Italia se fai sport i professori ti guardano male.

Diciamo che la famiglia gioca un ruolo fondamentale nella crescita dell’atleta… raccontaci la tua come era (o è, se ti segue tutt’ora): ti incitava, ti osteggiava, indifferente…

La mia famiglia è fantastica. Mi ha sempre sostenuto in ogni mia singola decisione.

Mia madre non si è mai persa nemmeno una gara. I miei zii, i miei nonni, i miei cugini insomma proprio tutti sono stati fondamentali per me.

Hai già dei progetti per la tua vita dopo il salvamento?

Conti di restare nell’ambiente o pensi che ne uscirai definitivamente?

Io spero di continuare a nuotare ancora qualche anno.

Nel frattempo sto proseguendo un corso di laurea in scienze motorie e quindi per la mia vita dopo il salvamento credo di rimanere nell’ambiente.

Un consiglio ai ragazzi del forum: perché fare nuoto per salvamento?

Fate nuoto per salvamento perché è bello e avendo esperienze anche nel nuoto posso assicurarvi che è molto più divertente.

Un saluto a tutti!

Grazie mille, e a presto!

Foto copertina: Czech Life Saving Team | Facebook