Non si può certamente dire che le gare di nuoto di fondo non trasmettono stupore e siano povere di adrenalina. Non ho mai neanche creduto a chi continua a sostenere che sia uno sport poco televisivo e addirittura noioso.

Penso che la seconda giornata di gare degli Assoluti nel lago di Bracciano possa smentire tutto questo. Tra sprint finali, outsider vincenti e fotofinish col brivido, sebbene li seguissi da casa senza uno straccio di streaming, mi è sembrato di sentire la stessa elettrizzante emozione se fossi stata sul pontone dei rifornimenti.

 

Iniziamo dalla gara della mattina. La 5 km femminile.

La Gabbrielleschi, che dimostra di essere in uno stato di forma davvero al top, bissa il risultato di due giorni fa sulla dieci. La sua esperienza e maturità soprattutto tattica, le ha permesso di guadagnarsi il primo posto e la medaglia d’oro, battendo nello sprint finale Martina Caramignoli, una “nuotatrice di vasca” non di fondo, al suo esordio nelle acque libere. Dietro di loro un’altra esperta di vasca, Martina De Memme, che ottiene un ottimo risultato. Alla fine ha comunque vinto l’esperienza, il saper qualche trucchetto in più, il non perdere la traiettoria giusta.

Ma è comunque bello vedere che chi viene dalla vasca, riesce a trovare nella difficoltà del nuoto in acque libere nuove motivazioni. Questo vale per la Caramignoli:

Mi sono divertita. Ho messo in acqua quella grinta e cattiveria che non avevo da molto tempo – commenta l’atleta allenata da Stefano Morini – Al mio esordio nelle acqe libere non posso che essere contenta. Ho sbagliato un po’ di cose, a causa della poca esperienza, ma sono felice. Mi piace come mi sono sentita e voglio partire da qui per una nuova avventura.

Promette comunque di non lasciare la vasca, porterò avanti entrambe le cose.

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Dalle donne agli uomini, da una 5 chilometri d’esperienza a una 10 km con fotofinish finale al cardiopalma.

Già, perché dopo una gara di 10km mai ti aspetteresti che sul finale ci siano tanti ex-aequo quanti ce ne possono essere in una velocissima gara da 50 metri in vasca. Eppure, va così, che all’arrivo Andrea Manzi e Mario Sanzullo toccano esattamente nello stesso istante (per la piastra cronometro).

Evidentemente per le immagini il giovane Manzi tocca primo e si aggiudica così la medaglia d’oro. Sarà che Manzi ha due chele lunghe al posto della braccia? Lui ci scherza sopra e racconta che viene anche soprannominato Rubber, l’uomo gomma con il cappello di paglia, da un celebre cartone animato.

Qualche anno fa, durante un collegiale con il Circolo Canottieri Napoli, caddi dalla bicicletta pestando il braccio, ma mi rialzai subito senza farmi assolutamente nulla

Un braccio di gomma, appunto, abbastanza per aiutarlo a toccare la piastra per primo.

Mi aspettavo di arrivare piuttosto in alto a questi campionati – spiega Andrea – Però non credevo di poter vincere la 10 km. È stata una gara molto tranquilla nei primi giri. L’ultimo è stato infernale, nuotata a ritmi altissimi, soprattutto gli ultimi mille metri. Sapevo di poter arrivare là davanti, ma di vincere no. Non ci credevo più di tanto. E’ un sogno che si avvera, sono entrato finalmente nel mondo dei grandi.

Sul terzo gradino, dietro ai due napoletani, di un solo centesimo invece il veneto Matteo Furlan. Si ripete così il podio della 5 km, se ci fate caso: Sanzullo, Manzi, Furlan; vengono solo invertiti i primi due. Un simpatico caso che tra 50 atleti alla partenza (tra cui 8 ritiratisi), siano sempre gli stessi 3 a contendersi i tre gradini del podio.

Sabato si torna in acqua con la staffetta mista 4×1.250. Una gara simpatica che fa da intermezzo a questi campionati.

Domenica si nuoteranno 25 km con più di 5 ore in acqua. Una prova epica soprattutto per chi ha alle spalle una 10 km carica di adrenalina.

(Foto: Gianmattia D’Alberto – La Presse | Arena Water Instint)