Il grande mondo del nuoto è suddiviso in tanti piccoli sistemi, tante piccole realtà che si muovono intorno allo sport, vivono di sport e a volte lo gestiscono, per poi formare un unico insieme.

Saranno i risultati, poi, a dirci come valutare questo movimento: perché se i nuotatori vanno giudicati dai loro tempi, allora anche tutti gli altri attori vanno misurati sui risultati che portano.

Il fine ultimo è puntare al miglioramento, giusto?

Sistema Politico

La sorpresa della settimana viene dalla FINP, la cui assemblea generale per l’elezione del nuovo Presidente ha deciso di dividersi in due parti quasi uguali, votando al 50,3% per Franco Riccobello e al 49,7% per Federica Fornasiero. Le schede di scarto sono solo 2, 166 a 164, ma la Presidenza è per il primo, che sarà in carica fino al 2028 e guiderà un movimento che, negli ultimi anni, ha conosciuto sempre più vittorie e soddisfazioni. Tanta adesione, tanto interesse, tanta responsabilità: il lavoro verso Los Angeles sarà impegnativo e sfidante.

Nel CIO, invece, si attende l’elezione del nuovo Presidente, che avverrà durante la 144ª sessione a Costa Navarina, Grecia, tra il 19 e il 21 marzo. Tra i sette candidati, il nome più caldo per la successione a Thomas Bach sembra essere quello di Kirsty Coventry, africana dello Zimbabwe e Olimpionica di nuoto: potrebbe essere le prima donna alla guida dello sport mondiale, e anche la prima del suo continente. Per l’Italia voteranno Giovanni Malagò, Ivo Ferriani e Federica Pellegrini.

Sistema Pallanuoto

Che cambia per non cambiare mai: alle Final Eight di Napoli, presso la Piscina Scandone diventata Centro Federale, la Pro Recco ha vinto la Coppa Italia.

Si tratta del 18° trionfo per i liguri che, nonostante il cambio ai vertici della società, sembrano poter continuare il dominio, perlomeno sul suolo italiano. La finale con la Rari Nantes Savona è stata quasi a senso unico, con il primo (4-2) e terzo (3-0) tempo nettamente a favore degli uomini di Sandro Sukno.

Anche la buona affluenza di pubblico (2000 presenze) certifica il successo della formula adottata da qualche tempo dalla FIN, mentre la vasca napoletana è ormai al centro di diversi progetti interessanti (Europei Pallanuoto 2026?).

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Da Napoli saliamo a Milano, dove fa strano vedere quanta qualità ci sia nel movimento giovanile lombardo e confrontarla con la ormai annosa questione delle vasche da 50 metri in condizioni non ideali (alcune persino chiuse fino a data da destinarsi). Comunque, alla Aquamore Bocconi, che è sicuramente il miglior impianto nel panorama milanese, di giovani se ne sono visti parecchi, ed alcuni di grande prospettiva.

Si sono visti in acqua alcuni talenti già noti come Caterina Santambrogio (classe 2009), 27.44 nei 50 farfalla (vinti davanti a Ilaria Bianchi), 1.00.30 nei 100 e 2.18.67 nei 200, o Matteo Palmisani (2006), primo nei 200 farfalla in 1.59.37, entrambi della IN Sport Rane Rosse, oppure Alice Bonini (2008), 200 farfalla in 2.15.24, compagna di squadra di Christian Mantegazza al Team Trezzo. Tutti atleti dell’hinterland milanese, cresciuti grazie all’impegno dei tecnici e delle società locali, che prima o poi dovranno trovare le soluzioni giuste per tentare un ulteriore salto di qualità.

Con una struttura federale a piena disposizione, forse sarebbe più semplice non doversi accontentare di soluzioni di ripiego, con il rischio evidente della dispersione del talento. Attendiamo fiduciosi.

Ceccon is back

Non solo nel dorso, nei 100 ha nuotato 52.84, ma anche nei 100 stile, vinti sempre a Brisbane in 48.17. Il periodo di allenamento australiano ha portato finora una rinnovata padronanza dell’inglese, lingua che ormai caratterizza ogni sua interazione social, un’ottima abbronzatura e sicuramente molto lavoro in vasca.

La sua nuotata, soprattutto nella specialità che gli ha dato il titolo Olimpico a Parigi 2024, sembra meno leggera rispetto ai periodi d’oro, nei quali era più evidente la sua naturale coesione con l’elemento acqua. Quello che si vede nelle due prove effettuate nel weekend è un Ceccon molto più muscolare e fisico rispetto al solito, che sta chiaramente mettendo tutto il fieno in cascina possibile per poi affinare la forma in prossimità degli eventi importanti.

Trust the process (Nel frattempo, nei 100 dorso Olivier Morgan ha nuotato 52.97):

Yusra Mardini

È tornata in Siria, nei luoghi della sua infanzia, davanti alle macerie della sua abitazione e nella piscina in cui si allenava da bambina.

Quelle della nuotatrice siriana è una storia incredibile, che vale la pena sempre ricordare, per rendersi conto di quanto nel mondo ci sia di diverso da ciò che viviamo giornalmente, anche a pochi passi da noi.

See you later!

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Foto: Fabio Cetti | Corsia4