Un film che col nuoto non c’entra niente, ma in cui il nuoto c’entra tutto

The Swimmers è il film di Netflix sulla storia vera delle sorelle Mardini, Yusra e Sarah, e della loro drammatica fuga dalla Siria nel tentativo disperato di scappare dalla guerra e raggiungere l’Europa.

Non è un film sportivo nel senso più tradizionale del termine, di quelli in cui il racconto è sviluppato intorno allo sport e alla competizione, ma lo sport è comunque centrale nella narrazione del film. Si tratta di un’opera ben confezionata, ispirata a fatti veri raccontati anche nel libro Butterfly (Giunti Editore, 2019), nel quale viene narrata l’intera vicenda che ha portato Yusra dalla Siria a Rio de Janeiro.

La Storia

A Damasco i giovani crescono esattamente come dalle nostre parti: escono, ballano, si divertono, amano la vita, vedono il futuro davanti a loro e muoiono dalla voglia di conquistarlo. Il problema è che a Damasco i giovani muoiono per davvero, sotto le bombe della guerra civile che stronca vite e sogni ogni giorno, costringendo di continuo famiglie a dividersi e spesso non rivedersi più. Yusra e Sarah sono nuotatrici promettenti, allenate da un padre che già le vede alle Olimpiadi, ma sono anche ragazze qualsiasi, con la passione per la musica e la discoteca, che vogliono vivere nella loro Patria e crescere tra la loro gente.

Un giorno, durante una gara di Yusra, una bomba cade sul tetto della piscina e finisce inesplosa nella vasca. I Mardini si convincono che la Siria non potrà più essere la loro terra e mandano le figlie ed il cugino in viaggio verso la Germania, dove poi potranno ricongiungersi in sicurezza grazie alla giovane età di Yusra.
Niente andrà come previsto e, anche se la storia è ben nota a chi segue il nuoto con passione (o a chi ha acquistato “Ritratti di Nuoto”), non mi spingo in ulteriori spoiler.

Non è quindi un film incentrato sul nuoto, ma il nuoto svolge un ruolo di rilievo nel racconto della storia. “The Swimmers” parla del drammatico percorso di due nuotatrici alle quali il nuoto ha letteralmente salvato la vita.

Il nuoto

Il nuoto non è il tema principale del film, ma è un fil rouge potente utilizzato per narrare al meglio le vicende di Yusra e sua sorella. Lo ritroviamo sia nei momenti felici che in quelli più drammatici, è a volte ancora di salvezza altre motivo di scontro tra i personaggi. È un compagno di viaggio che da speranza e la toglie, che fa sognare e disperare, che fa sempre emozionare. Alcune scene di nuoto sono talmente potenti da diventare commoventi, ma non è tutto patetico.

C’era la possibilità di scadere nella retorica più bassa, ma la scelta degli sceneggiatori è stata intelligente: trasformare il nuoto in un personaggio effettivo del film, con grandi poteri comunicativi e presenza costante anche se secondaria lungo tutto l’arco della storia. Yusra lo sogna, Sarah lo odia, Sven lo venera, papà Mardini lo utilizza come veicolo per i suoi scopi. Tutti però rispettando il nuoto e, alla fine, lo amano.

Yusra

Essendo fortemente innamorata del nuoto, Yusra incarna il personaggio di questo film col quale un nuotatore può empatizzare maggiormente.

I suoi pensieri sono fissi sulla vasca, ed anche nei momenti di difficoltà la sua voglia di gareggiare ed allenarsi emerge come peculiarità del suo carattere da sportiva. La vera storia di Yusra è commovente ed incredibile, insegna a tutti noi come gli ostacoli che troviamo lungo il nostro cammino siano prove che la vita ci propone per crescere e migliorare.

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Baba e Sven

Il papà di Yusra e Sarah fa loro da allenatore da sempre ed è un maestro che non va per le leggere. Pretende molto dalle sue figlie e ne è orgoglioso, anche se il nuoto per lui è soprattutto un veicolo per una personale rivalsa sociale: sarà il primo padre con tre figlie alle Olimpiadi (nella previsione, ci finisce dento anche la piccola Shahed, che ancora non sa nuotare), o almeno sogna di esserlo.

Sven, invece, è l’allenatore che Yusra troverà una volta arrivata a Berlino, e la sua figura è differente da quella del padre. Gentile e a modo, Sven venera il nuoto e la sacralità dello sport, crede che si possa arrivare ovunque ma che sia giusto farlo nel rispetto delle regole, cercando di dare priorità alla vita quotidiana e al naturale scorrere degli eventi.

Entrambi danno molto a usar ed entrambi devono molto al nuoto, anche se lo dimostrano in modi diversi tra loro. Mr Mardini chiama le figlie da Damasco a Berlino e si interessa dei loro tempi dei loro allenamenti, Sven invece da loro una sistemazione e un sogno per cui lottare. Entrambi sono naturalmente predisposti all’amore paterno per le due ragazze, solo che lo esprimono in modo diverso, ed il nuoto da loro modo di farlo appieno.

Rio de Janeiro

Quella di Yusra Mardini è una storia che finisce bene in mezzo a centinaia di storie che invece vanno malissimo. La sua nuotata a Rio è per tutti quelli che non hanno potuto nuotare tra Libano e Grecia, o che non hanno avuto soldi per salire su quella barca scassata che aveva a bordo troppa gente per galleggiare, o che non hanno potuto prendere l’aereo che li portava da Damasco a Istanbul. O che una volta arrivati sono stati rimandati al mittente come il meno atteso dei pacchi natalizi.

Il nuoto non è solo lo sport che salva la vita a Yusra, ma anche un’idea di libertà, di opportunità, di voglia di vivere.

The Swimmers è un film che ogni nuotatore dovrebbe guardare, perché ognuno di noi sogna Rio de Janeiro, ma c’è chi è nato dalla parte del mondo sbagliata anche solo per sognarla.

Immagine copertina: Diala Brisly

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