Select Page

Autore: andreaciccone

Training Lab, riflessioni di fisiologia natatoria

Dopo numerose discussioni sui modi di ragionare del nostro organismo in una situazione di esercizio fisico, e sulla grande capacità di eseguire in parallelo questi processi metabolici in svariate situazioni, nulla è scontato sulla possibilità che si verifichino esattamente come li abbiamo descritti. Questo perché ogni organismo ha una sua individualità e può essere stimolato in tanti modi oppure alla stessa maniera, ma in momenti diversi da un punto di vista cronologico. Da una parte il bello di allenare e allenarsi è proprio nella mancanza di una verità assoluta, ma di sicuro una cosa è certa: tutto ha un...

Read More

Training Lab, il debito d’ossigeno e il suo ruolo nell’allenamento

Nell’articolo precedente abbiamo affrontato, messo in evidenza e illustrato meglio – almeno spero! – il ruolo di protagonista che ha il lattato per arrivare alla conclusione di come i meccanismi di produzione dell’energia per una prestazione sportiva si compenetrino e lavorino sempre assieme. L’unica effettiva discriminante è rappresentata dal fatto che in base al momento dello sforzo e alla richiesta di energia danno il loro contributo in maniera differente per la produzione di energia stessa. Un altro aspetto spesso fonte di false informazioni e correlato in parte al precedente, riguarda le presunte modalità di lavoro aerobica/anaerobica dei muscoli utilizzati nel nostro...

Read More

Training Lab, il ruolo del lattato: dalla prestazione all’allenamento

Un altro articolo sul lattato! Ebbene si… I chiarimenti che ho cercato di fornire nell’articolo Il ruolo centrale del coach. Acido lattico e Lattato facciamo chiarezza ritengo non siano ancora sufficienti per inquadrarlo a trecentosessanta gradi, non solo nella prestazione, ma anche in un processo e in un programma di allenamento. Nell’articolo sucitato il mio tentativo è stato di chiarire le idee sul ruolo dell’acido lattico e del lattato stesso per quanto riguarda prettamente i processi che ne regolano la produzione soprattutto in funzione dei substrati energetici utilizzati nelle diverse prestazioni. Di conseguenza è stato inquadrato meglio il suo ruolo nella prestazione...

Read More

Training Lab, l’analisi dell’Assoluto con un occhio di riguardo ai giovani

I Campionati Italiani Assoluti primaverili sono terminati da pochi giorni. Da tradizione sono indicati come il primo giro di boa della stagione, ma questa volta il significato è decisamente più profondo: ora possiamo finalmente dire che il nuovo quadriennio olimpico è davvero cominciato. Il nuoto italiano degli ultimi 16 anni, corrispondenti a 5 rispettive edizioni di giochi olimpici, ha fatto emergere tratti contrastanti. Come ho avuto già modo di affermare diverse volte l’edizione di Sydney 2000, a oggi ancora l’apice storico del nuoto italiano, ha rappresentato una vera e propria linea di demarcazione tra un passato fatto di pochi lustri e un periodo...

Read More

Training Lab, il ruolo centrale del coach. Acido lattico e Lattato facciamo chiarezza

Nel proseguire la mia riflessione su quella che è stata la vera evoluzione del nuoto in epoca moderna, ritengo opportuno questa volta riprendere in mano una definizione basilare dell’allenamento stesso. Nelle puntate precedenti abbiamo illustrato come la fisiologia tradizionale costruita partendo da altre discipline non è sbagliata, ma nel nuoto deve trovare un’applicazione differente, più realista e legata alla situazione reale della competizione; tutto questo in termini di fonti energetiche realmente richieste e modalità d’impiego delle stesse. Ci si è poi concentrati sui messaggi errati che arrivano spesso da molti studi scientifici che indicano la fisiologia come l’unico fattore coinvolto nei gesti tecnici dei veri sport, il nuoto in questo caso. Infine l’importanza degli effetti differenti che una seduta di allenamento proposta a  un gruppo di atleti, anche omogeneo come livelli prestativi, può avere i più svariati effetti sugli atleti stessi, nulla di nuovo in letteratura, noto come carico interno, che va sempre valutato con attenzione e pone l’accento sull’individualizzazione del lavoro da proporre in acqua, ma anche a secco. Sempre in termini di caratteristiche individuali si è parlato di come in virtù di una risposta del singolo all’allenamento, un allenatore non potrà mai presumere che un suo atleta per forza cambi in una direzione piuttosto che in un’altra le sue caratteristiche fisiologiche e condizionali perché quello è stato prescritto in un programma, in una seduta, in una serie...

Read More

Ultimi Tweet