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Cosa resterà dell’era del costume gommato?

Cosa resterà dell’era del costume gommato?

Lentamente, molto lentamente, cadono i record del mondo.

L’Olimpiade brasiliana ha sancito la caduta di sei WR, quattro nell’ambito femminile, solo due in campo maschile. Considerando l’intero anno corrente i record caduti diventano 7: si aggiungono quello dei 100 stile libero di Cate Campbell battuto in un meeting preolimpico a Brisbane.

Ma cosa rimane dei record del mondo nuotati con i costumi in poliuretano? Ancora molto.

Dal 1° gennaio 2010 ad oggi, ovvero dal momento in cui la FINA pose il divieto all’utilizzo dei costumoni gommati, il nuovo primato mondiale è stato nuotato in 16 gare, solo 4 di queste in campo maschile. Il confronto tra generi ci dice infatti che sono soprattutto gli uomini a trovare difficoltà nel ri-nuotare gli stessi tempi di più di un lustro fa. I pochi ad esserci riusciti sono Adam Peaty, Ryan Lochte, Ryan Murphy e Akihiro Yamaguchi.

 

In campo femminile la questione è diversa: nello stile libero resistono soltanto il 23”73 di Britta Steffen nei 50 e il record spaziale  nei 200 di Federica Pellegrini, 1’52”98, entrambi nuotati a Roma. Tutte le altre distanze sono state ribattezzate con nuovi record del mondo, grazie a Ledecky e Campbell. I record della rana femminile non sono stati superati negli ultimi giochi, ma nel 2013 la Meilutytė e la Pedersen avevano già sconfitto la tecnologia. Discorso simile per le due distanze dei misti, i cui record del periodo gommato sono dopo Rio entrambi nelle mani della Lady di Ferro Katinka Hosszú.

Nel delfino ci ha pensato Sarah Sjöström a ritoccare i WR dei 50 e 100, mentre nel dorso soltanto il record del mondo dei 200 è stato abbassato, grazie a Missy Franklin nell’Olimpiade londinese.

Per i maschi, dicevamo, i record del mondo non più abbassati sono ancora molti e dalla fine dell’era gommata, in cui sopravvisse solo quello dei 1500 stile libero di Grant Hackett (poi superato a Londra da Sun Yang), soltanto in pochi sono stati in grado di portare a casa un nuovo primato libero da ausili tecnologici. Il perché di queste differenze di genere così accentuate potrebbe risiedere nella facilità con cui il poliuretano tendeva a facilitare il galleggiamento di corpi più pesanti, quindi quelli maschili, che dopo il 2009 hanno subito maggiormente il ritorno al costume in tessuto. Le ulteriori indicazioni FINA di utilizzo del formato jammer hanno poi accentuato questo aspetto.

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About The Author

Arturo Mugnai

Classe 1990, psicologo. Ex nuotatore, ma ancora dorsista convinto. Si occupa di giornalismo e marketing, ma il primo amore non si scorda mai.

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