Nel fine settimana, si sono svolte alcune gare (in Italia e non) che hanno dato segnali interessanti. Parliamo di segnali veloci, da quattro atleti veloci che, ognuno a loro modo, reclamano attenzione.

E a che cosa serve Fatti di nuoto Weekly se non per dargliela?

Nicolò Martinenghi

A Piacenza, nel Meeting Vittorino da Feltre, il campione olimpico dei 100 rana è tornato a gareggiare. Il suo stato di forma, tra piccoli problemi fisici e un pò di assenza dalla competizione, è un vero punto di domanda. Siamo a metà del ciclo olimpico, e di tempo per arrivare a LA28 ce n’è ancora parecchio. Sembra chiaro che Martinenghi, in un’estate in cui c’è “solo” l’Europeo, non ha nulla da dimostrare, nulla da chiedere se non a sé stesso.

Ed è proprio questo il problema (ma anche la virtù) principale di Martinenghi, che è un agonista incredibile e che della voglia di primeggiare, nonostante tutto e tutti, ha sempre fatto il suo cavallo di battaglia. Il 27.02 nei 50 rana, ottenuto questo weekend, segna un bel punto di svolta: il Settecolli, in questo senso, potrà rivelare ancor di più le sue intenzioni estive.

Silvia Di Pietro

Quando pensi che ormai non ne ha più, eccola che torna a nuotare e stupire. Silvia Di Pietro è alle prese con una coda di carriera che sembra non finire mai, e continua a dare soddisfazioni a sé stessa e a chi la segue.

Nel weekend ha nuotato i 50 stile in 24.84, chiaro segnale di voglia di fare e, soprattutto, di forma ancora ottimale. Non credo al miracolo sportivo: la sua serietà, la continuità fisica e mentale, la maestria di Mirko Nozzolillo che la segue e rilancia, tutto sembra essere parte di un progetto che non è per niente calato dal cielo. E a questo punto, godiamocela ancora.

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Benedetta Pilato

A proposito di Nozzolillo, anche Benedetta Pilato inizia a mandare segnali incoraggianti. I recenti crono parlano di una forma in crescita e, probabilmente, anche di una consolidata sicurezza: nel giro di una settimana, la tarantina ha nuotato 29.93 nei 50 rana, 1.05.80 nei 100 e anche un bel 2.29.28 nei 200 (primato personale).

Mi sembra che possa tornare il sorriso: prima il Settecolli e poi Parigi ce lo confermeranno.

Sara Curtis

Da Sara Curtis non ci si aspettava niente di che, almeno fino a Parigi, e invece eccoci qui, a commentare i crono ottenuti al NCAP Qualifier in Virginia. In due giorni di gare, tre tempi bomba: 28.02 nei 50 dorso, 24.31 nei 50 stile e 53.76 nei 100 stile.

Di base, continuerei a non aspettarmi niente di che fino a Parigi, ma a questo punto al Settecolli terrei gli occhi ben aperti.

See you later!

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Foto: Fabio Cetti | Corsia4