In un limitar d’estate che sembra infinito, come un sogno che non ne vuole sapere di concludersi, lo sport è grande teatro, e Taranto grande protagonista della scena.
Oggi parliamo di Mediterraneo, nella ripresa di Fatti di nuoto Weekly.
Giochi del Mediterraneo: sottovalutati o sopravvalutati?
È una domanda forse un pò sibillina, ma lecita. Le mini-olimpiadi dei Paesi che si affacciano sul Mare Nostrum (e di quelli che, come il Portogallo, ne condividono lo spirito), sono un evento affascinante ma allo stesso tempo malinconico. Partendo dalle cose meno positive, sembra che si tratti sempre di più di un “Italia-contro-tutti”.
È palese che nazioni dal valore elevato come Francia, Spagna e Grecia ci credano il giusto, e siano disposte a mettere in gioco meno atleti di livello alto, per un evento che aggiunge poco al palmarès di campioni già affermati. È una scelta che fa perdere un pò di agonismo, e alcune competizioni sono sembrate abbastanza scarne di valori tecnici. Con questa considerazione non si vuole sminuire il peso delle vittorie e delle medaglie di Taranto, ma riflettere sulla potenzialità di un evento che, e questo è un punto a favore, non sembra così decadente come ad esempio i Giochi del Commonwealth.
Va detto che Taranto ha valorizzato alla grande i Giochi, per tutte le settimane fin dalla bella cerimonia inaugurale. Merito del territorio e degli scenari, quasi tutti perfetti, ma anche dell’organizzazione e del pubblico, caldo come sempre in Italia, soprattutto per sostenere gli atleti di casa. Le piccole Olimpiadi sono state davvero tali, e anche gli atleti sembravano esprimersi al massimo della loro potenzialità, nonostante molti fossero a fine stagione.
Parlando di nuoto, la squadra era numericamente ampia, visto il ruolo di organizzatrice dell’Italia, e di buon livello. Escludendo le punte, Pilato, Razzetti, Angiolini e Cocconcelli su tutti, abbiamo assistito a ottime prestazioni anche di quelle seconde linee che non hanno ottenuto la qualificazione Europea, ma a Taranto hanno dimostrato di meritare la nazionale maggiore. Per citarne un paio, direi Noemi Cesarano, che negli 800 e 1500 si è spinta al personale con due ottime prestazioni, ma anche Simone Spediacci, che nei 200 misti ha nuotato 1.57.70, secondo tempo di sempre in Italia.
In generale, si è trattato di una bella iniezione di fiducia per tutta quella fascia di atleti che spesso si trova chiusa dall’elevata qualità del nuoto italiano, e che quindi non riesce ad emergere tra i grandi come, in precedenza e con ottimi risultati, aveva fatto tra i giovani. In molti sono andati a podio, tutti hanno assaporato l’aria di un evento di grande livello, e di una finale con le tribune piene e rumorose.
La vasca di Taranto, infine, è sembrata veloce e ben strutturata, e la presenza anche della piscina esterna aggiunge valore a quella che, si spera, non diventi presto una cattedrale nel deserto. Il nuoto del sud Italia, e della Puglia in particolare, aveva bisogno di un polo di questo livello: ora il lavoro da fare, impegnativo e stimolante, è quello di riunire gli atleti in un Centro Federale che deve fare da faro per tutta la zona.
Mediterraneo Open Water 2026
Grandi assenti, ai Giochi del Mediterraneo, le acque libere, che però si possono esprimere nel territorio di Taranto grazie alla gara organizzata dalla Mediterraneo Sport Taranto. Nella spettacolare baia del Mon Reve Ecogreen Resort, è prevista una partecipazione numericamente e tecnicamente molto interessante.
Lo certifica la presenza di atleti di livello internazionale come Andrea Filadelli, Giulia Berton, Dario Verani, Ivan Giovannoni, Noemi Cesarano, Antonietta Cesarano, la francese Caroline Jouisse, l’olandese Marcel Schuten, gli ungheresi Hunor Kovacs e Marton Huszti e il messicano Paulo Strelkhe Delgado. Si tratta di una coda d’estate interessante sia per il territorio, che verrà ancor più valorizzato nella sua bellezza e nella sua capacità di accoglienza e organizzazione, ma anche per gli atleti, che possono così iniziare la stagione con un evento già di portata internazionale.
E sarà anche, molto probabilmente, una delle ultime presenze italiane di Fabrizio Antonelli, allenatore del gruppo di fondisti di Ostia che presto si trasferirà in Cina. Al suo posto, la Federeazione ha nominato Germano Proietti.
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Foto: Fabio Cetti | Corsia4
