Vi proproniamo, in ordine rigorosamente di nascita, 22 profili di giovani più o meno noti che vi conviene non perdere di vista nei prossimi appuntamenti internazionali del nuoto.

​Eneli Jefimova (EST) – 27 dicembre 2006
Parlare di declino per una ragazza che è quasi nata nel 2007 è strano, ma i risultati ci dicono che il 2022 di Eneli Jefimova non è stato all’altezza del suo 2021. Proprio per la sua giovanissima età, però, mi sembra naturale darle un pò di tempo per riproporre le sue qualità agonistica che sembravano così limpide nell’estate degli Euro Junior di Roma.

Summer McIntosh (CAN) – 18 agosto 2006
Di tutti questi nomi, quello di Summer McIntosh è per me il più eccitante: quello che abbiamo visto finora fare alla ragazzina canadese è semplicemente incredibile, qualcosa che fa gridare quasi al miracolo sportivo. La sua duttilità, che la fa spaziare dal delfino ai misti allo stile libero, è la dote più evidente di un talento che ha però nell’agonismo la caratteristica più devastante. La abbiamo vista alla ISL, a Budapest e a Melbourne, gareggiare con un’intensità che non è solo figlia della giovanissima età, ma è anche parte integrante del suo talento e della sua nuotata, che a volte tocca ritmi semplicemente inaccettabili per la maggioranza delle avversarie. Potenzialmente è un fenomeno generazionale.

Lana Pudar (BIH) – 19 gennaio 2006
Il 2022 è stato l’anno dell’esplosione internazionale per la bosniaca che, a livello giovanile, è una promessa ben conosciuta già da qualche anno. Vederla nuotare non è il massimo, ma la sua efficacia è indubbia, così come la potenzialità a lungo termine del suo delfino, soprattutto nei 200, una delle distanze che a livello mondiale necessitano di più di un cambio generazionale netto.

Katie Grimes (USA) – 8 gennaio 2006
Che sia la nuova Ledecky è difficile – anzi mi espongo, quasi impossibile – però Katie Grimes è sulla buona strada per essere una delle dominatrici del mezzofondo in vasca da qui a Parigi e oltre. Lo testimoniano i tempi: nel 2022 ha messo a segno 8.21 nel 800 e, sopratutto, 15.44 nei 1500, niente male per una sedicenne.

Leah Hayes (USA) – 21 ottobre 2005
Descrivimi il nuoto americano senza dirmi che stai descrivendo il nuoto americano: a 17 anni sei bronzo mondiale ma non sei sicuro del posto in squadra. Nonostante abbia il world record junior e la quarta prestazione dell’anno, Leah Hayes ha davanti a sé sicuramente Alex Walsh, che nel 2022 ha nuotato 2.07.13, e se la gioca sia con Regan Smith che con Kate Douglass, che dopo l’exploit della corta è attesa da un salto di qualità anche in lunga. Dalla sua ha qualche anno (non molti) in meno e quindi di possibile crescita in più.

Bella Sims (USA) – 25 maggio 2005
Ai Mondiali di Budapest il suo 1.54.50 in ultima frazione della 4×200 è stato determinante per la vittoria dell’oro degli USA sull’Australia. A questa performance in staffetta, però, non si abbinano per ora altri risultati individuali, chiusa com’è dalla durissima concorrenza interna. Difficile però che non sia tra le protagoniste dei 200 stile in futuro.

Benedetta Pilato (ITA) – 28 gennaio 2005
Quello che attende Benedetta Pilato è un biennio di grandi sfide, forse le più grandi che dovrà affrontare nella sua carriera. C’è indubbiamente la questione Olimpica nel mirino, il brutto ricordo di Tokyo da rimpiazzare possibilmente con qualcosa di meglio che una squalifica in batteria. Ma c’è anche la conferma mondiale, visto che a Fukuoka c’è un oro da difendere dagli attacchi di molte ragazze agguerrite e determinate, una su tutte Ruta Meilutyte. Niente male per una diciottenne che, tra le varie cose, detiene anche un record del mondo.

Claire Curzan (USA) – 30 giugno 2004
Claire Curzan è il tipico genere di atleta che nella nazionale statunitense non può mai mancare: veloce, duttile e preziosissima per i giochi di squadra, la giovane del North Carolina ha già contribuito a ben 13 medaglie in staffetta in soli due anni di nazionale maggiore. Servirebbe la consacrazione individuale per elevarla al livello delle grandissime connazionali, vedremo se sarà l’anno buono.

Mollie O’Callaghan (AUS) – 2 aprile 2004
In Australia parlano di lei come della next sensation, l’erede diretta di McKeon e Titmus, ed in un certo senso hanno ragione. Mollie O’Callaghan rappresenta la continuità di un settore, quello del stile libero femminile, che tante gioie sta dando ai Dolphins a livello mondiale. Sembra però che alla ragazza manchi ancora il salto di qualità definitivo, a livello individuale, per essere messa allo stesso livello delle compagne. Il 2023 potrebbe essere l’anno giusto.

Tang Quianting (CHN) – 14 marzo 2004
Oro ad Abu Dhabi 2021, nel 2022 ha collezionato una bella serie di quarti posti, sia in lunga che in corta. Come spesso capita agli atleti cinesi, è una delle nuotatrici meno comprensibili di tutto il panorama mondiale, ma proprio per questo rappresenta una mina vagante da non sottovalutare.

​Anastasia Gorbenko (ISR) – 7 agosto 2003
A 19 anni è già considerata la nuotatrice israeliana più forte di sempre e la sua costante presenza nelle finali che contano ne è testimonianza. A livello europeo è ormai una certezza (due ori consecutivi nei 200 misti), ma a livello mondiale se la deve sempre vedere con americane ed australiane, storiche dominatrici della specialità.

Lara van Niekerk (RSA) – 13 marzo 2003
Due ori ai Giochi del Commonwealth e due podi Mondiali, corta e lunga, solo nel 2022: la sudafricana è indubbiamente uno dei nomi più caldi della rana veloce, una che ha già lottato con King, Meilutyte e Pilato per le medaglie che contano. Forse è meno potente delle rivali, ma sembra avere una freschezza atletica invidiabile, supportata da una rana anche bella da vedere.

L’Italia trionfa alla Coppa Comen – Mediterranean Swimming Cup 2024

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Fatti di nuoto Weekly: cavare il sangue dalle rape

Piccola e impopolare riflessione sul nuoto contemporaneo di Fatti di nuoto Weekly.  Nello scrivere settimanalmente di nuoto, per questa rubrica e non solo, passo due terzi dell’anno a cercare le notizie più nascoste, le curiosità, gli anniversari, le piccole...

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Lorenzo Galossi (ITA) – 25 maggio 2006
Noi lo conosciamo già bene ma nel resto del mondo è ancora una stella nascente che solca la scia dei ben più noti eroi del mezzofondo come Paltrinieri e Detti. Lorenzo Galossi ha già dato dimostrazione di carattere e classe nell’ultimo biennio agonistico: sei medaglie agli Europei giovanili, quattro podi agli Assoluti (e sappiamo bene che genere di rivalità c’è nelle sue gare) ed un debutto tra i grandi di tutto rispetto, con il bronzo negli 800 stile (ed il record del mondo giovanile) e l’argento nella 4×200 agli Europei di Roma 2022. Che abbia già i numeri per ben figurare anche a livello mondiale è palese, ma prima bisogna passare le forche caudine della qualificazione interna.

Ilya Kharun (CAN)- 7 febbraio 2005
Le potenzialità del canadese si sono viste tutte nel finale di 2022, quando ai Mondiali in vasca corta ha messo a segno due record del mondo junior e si è portato a casa l’argento nei 100 farfalla dietro solo a Chad Le Clos. Come per molti suoi coetanei, resta da capire il reale valore in vasca lunga e con medaglie pesanti in palio.

Ksawery Masiuk (POL) – 17 dicembre 2004
Con 10 ori tra Mondiali ed Europei giovanili – e un bronzo Mondiale tra i grandi a Budapest – il dorsista polacco potrebbe tranquillamente essere il 2004 più forte del mondo, se solo non esistesse Popovici. Resta comunque un probabile concorrente di Ceccon in ottica futura, visto anche il suo personale nei 100 di 52.58.

Diogo Ribeiro (POR) – 27 ottobre 2004
Tre ori ai Mondiali junior – con un record del mondo giovanile – e un bronzo agli Europei di Roma sono la fotografia del 2022 del velocista portoghese. Per attitudine alla gara e concentrazione sui particolari mi ricorda Nicholas Santos; vedremo se la carriera sarà all’altezza del mito brasiliano.

David Popovici (ROM) – 15 settembre 2004
Ok questa non è proprio una “hot take”, ma solo una conferma del fatto che il fenomeno in questione ha solamente 19 anni ed è già il punto di riferimento del nuoto mondiale. Dopo il record del mondo nei 100 stile, nel suo mirino ci sono indubbiamente anche i 200, un altro primato che aspetta di essere migliorato, e alla lunga la doppietta Olimpica. Come si dice: sky is the limit.

Chen Juner (CHN) – 17 febbraio 2004
Ogni tanto viene fuori un nuotatore cinese il cui impatto internazionale sembra poter essere potenzialmente devastante, così come successo per Chen Juner. Fino all’estate, per lui si registrava solo qualche partecipazione nelle staffette, ma ad ottobre ha sparato il world record junior nei 200 farfalla in corta, un tempone di 1.49.61. Peccato che poi a Melbourne non si sia nemmeno qualificato per la finale, lasciando l’amaro in bocca a che voleva vederlo in azione in un contesto meno facile rispetto ai campionati nazionali. Sarà l’anno buono?

Isaac Alan Cooper (AUS) – 7 gennaio 2004
Una squalifica per motivi disciplinari (uso di medicinali) che gli è costata la partecipazione ai Giochi del Commonwealth rischia di essere una macchia in una carriera che però sembra promettere bene. Potenzialmente è già il dorsista numero uno d’Australia, considerata anche la poca costanza di risultati di Mitch Larkin.

Mathew Sates (RSA) – 28 luglio 2003
Sates è uno dei moltissimi “nuovi Phelps” che sono apparsi sul panorama internazionale, spesso purtroppo deludendo le aspettative della vigilia (e visto il metro di paragone, mi sembra pure normale). Resta da capire se il suo talento sia solo relegato alla corta – dove è fresco campione del mondo nei 200 misti – ed al circuito NCAA, oppure se per lui ci sarà il grande passo verso la lunga olimpica.

Hwang Sunwoo (KOR) – 21 maggio 2003
La sua nuotata ha qualcosa di irresistibile, quasi onirico, e fa il paio con quella dell’altro grande stileliberista Popovici: vederli gareggiare fianco a fianco è sensazionale, la loro rivalità mi ricorda le sfide tra Thorpe e van den Hoogenband. Dopo l’exploit ai Mondiali in corta, Hwang Sunwoo cercherà di confermarsi anche in lunga: sfida non facile.

Hubert Kos (HUN) – 28 marzo 2003
Averlo visto a Roma 2022 non ha lasciato dubbi: siamo di fronte all’ennesimo erede della lunghissima scuola dei misti ungherese. Come il suo predecessore più illustre, Laszlo Cseh, anche Kos nuota in una generazione di mististi davvero spaventosa, con Marchand, Casas e Foster su tutti, ma proprio come fece Cseh battendosi con Phelps e Lochte, anche Kos deve cercare nella concorrenza lo stimolo per migliorarsi.

Foto: Fabio Cetti | Corsia4