Giorno uno subito ricco di protagonisti, con tanti giovani ma anche parecchie stelle già discretamente affermate. Una di queste è senza dubbio l’ucraino Mykhailo Romanchuk, che dopo l’argento mondiale e il testa a testa con Paltrinieri va a prendersi gloria in solitaria con la cavalcata vincente dei 400 stile, vinti in 3’45’’96, nuovo record delle Universiadi.

Per i colori azzurri restano fuori dalla finale sia Filippo Megli undicesimo che Fabio Lombini tredicesimo, ma una stretta al cuore mi arriva quando leggo il nome di Andrea Mitchell D’Arrigo chiudere in ultima posizione la finale (nuotando quasi dieci secondi in più della qualifica dove aveva chiuso quarto in 3’49’’84!), non tanto per la prestazione ma per la bandierina USA a fianco del suo nome!

Faccio un salto in avanti per andare a vedere invece quanto di bello c’è stato per l’Italia. I sogni di medaglia di questa prima giornata erano affidati ai velocisti della 4×100 stile maschile e i ragazzoni della next generation non hanno steccato. Solo gli Stati Uniti sono più forti di Lorenzo Zazzeri, Ivano Vendrame, Alex Di Giorgio e Alessandro Miressi che strappano l’argento in 3’15’’24.

Tornando indietro troviamo la buona finale conquistata da Elena Di Liddo nei 50 farfalla. La pugliese, vista in ottima forma all’Energy for Swim, trova un piazzamento tra le migliori otto con 26’’74, mentre l’altra azzurra in semi, Aglaia Pezzato, rinuncia a scendere in acqua in vista della finale della 4×100 stile.

Altra semi è quella dei 100 dorso uomini, priva di azzurri in acqua, tutti eliminati in mattinata con Matteo Milli 17° e Matteo Restivo 22° entrambi appena sotto al 56’’. Il primo tempo d’accesso lo ottiene l’americano Justin Ress con 53’’34 mentre tra i big spicca la qualifica di Kosuke Hagino, quinto al momento con 54’’57.

Tocca alla finale dei 400 misti donne, dove Carlotta Toni lotta ma chiude in ottava posizione con 4’47’’35 dopo il buon 4’43’’91 della mattina. Stravince la giapponese Yui Ohashi con il nuovo record Universitario di 4’34’’40.

Si torna alle semifinali con i ragazzi dei 100 rana. Un campione olimpico al via, è il kazako Dmitriy Balandin che si prende il primo posto parziale in 1’00’’27 di due decimi più veloce dell’australiano Wilson. Poca Italia, con Andrea Toniato ultimo e fuori in 1’01’’92, mentre Federico Poggio è rimasto il primo degli esclusi dopo le batterie con 1’01’’83.

Fatti di nuoto Weekly: Atmosfera Olimpica

Finché la sacra fiamma di Olimpia arde in Italia, lo spirito di tutti gli appassionati di nuoto è acceso insieme a lei, caldo come i bracieri di Milano-Cortina.

Ma la domanda è: c’è spazio per il nuoto, e per Fatti di nuoto, in tutto ciò?

Si gareggia?

Partiamo dal nuoto nuotato. Sì, nel weekend si gareggia a Milano, nell’impianto “Daniela Samuele” di Via Trani, dove la Nuotatori Milanesi organizza la seconda edizione del Milano Winter Meeting. Oltre a Nicolò Martinenghi ci sarà anche una nutrita delegazione di atleti della nazionale: D’Ambrosio, Miressi, Ragaini, Lamberti, Lazzari, Mantegazza, De Tullio e Glessi tra i maschi, Tarantino (al rientro dopo la squalifica), Gaetani, Borrelli, Nannucci, D’Innocenzo, Morini e Menicucci tra le donne.

Purtroppo, l’evento si svolgerà a porte chiuse, in quanto il Centro Federale ora diretto da Marco Pedoja, ex coach proprio di Martinenghi, è in attesa di ristrutturazione. Una ristrutturazione necessaria per la piscina e per Milano stessa, che da anni è in cerca di un polo all’altezza del territorio, intorno al quale costruire e alimentare la tradizione natatoria lombarda.

Chissà che il vento Olimpico non porti fortuna.

Si gareggerà?

A Shenzen, dal 19 al 22 marzo, per i China Swimming Open, i campionati cinesi che da quest’anno sono aperti alle star internazionali.

Impressionante la lista dei nuotatori olimpionici non cinesi che, per ora, confermano la loro presenza: Jack Alexy, Kate Douglass, Regan Smith, Alex e Gretchen Walsh per gli USA, Kyle Chalmers, Cameron McEvoy, Lani Pallister e Mollie O’Callaghan per l’Australia, Noè Ponti per la Svizzera e anche Thomas Ceccon.

Un commento? Wow.

In breve

USA e Australia hanno deciso di non partecipare agli Youth Olympics che si terranno a Dakar il prossimo ottobre. Le due potenze del nuoto mondiale hanno deciso di concentrare le forze giovanili dei rispettivi roster per la partecipazione ai Pan-Pacs Junior, che saranno invece a Vancouver in agosto. È un passo indietro per il movimento delle Olimpiadi giovanili, che sta trovando parecchie difficoltà anche in altre discipline.

Siobhan Haughey ha nuotato a Dubai nell’ultimo weekend, mettendo a referto un bel 52.77 nei 100 stile. Sempre sul pezzo, anche lontano dai Giochi.

Il tredicenne australiano Austin Appelbee ha nuotato in mare per quattro ore, coprendo una distanza di circa quattro chilometri, per chiamare i soccorsi per la sua famiglia, dispersa dopo un’uscita in kayak e stand up paddle. L’incredibile sforzo del ragazzo ha permesso alla guardia costiera di salvare il gruppo di famigliari, trovato diverse ore dopo a circa 14 chilometri dalla costa. Eroe olimpico.

C’è un pò di nuoto alle Olimpiadi invernali

Intanto ci sarà un (ex) nuotatore. Si tratta di Carsten Vissering, ex ranista veloce che ha nuotato – ed è stato campione NCAA – per USC, fino a quando, nel 2019, ha appeso il costume al chiodo. Già in possesso di un fisico eccellente, Vissering ha continuato a perseguire il suo sogno olimpico facendo valere la sua potenza muscolare, elemento che nel bob serve eccome. Lo vedremo all’opera dal 16 febbraio in poi sulla pista di Cortina dove, come dice lui stesso, potrà mettere in campo la grande maturità mentale acquisita proprio nei suoi anni come nuotatore.

Poi di nuoto se ne trova sempre: oltre al francese Perrot, argento nel biathlon, che si è allenato in piscina per controllare al meglio la respirazione, abbiamo visto Pellegrini e Cagnotto tedofore e Ceccon sugli spalti a guardare il pattinaggio. Chissà se il direttore di Rai Sport li avrebbe riconosciuti.

See you later!

Iscriviti alla newsletter

Foto: Fabio Cetti | Corsia4

Fatti di nuoto Weekly: Milano-Cortina, dolce-amaro

Con la cerimonia d’apertura a sole 24 ore di distanza, gli occhi di tutto il mondo sportivo sono rivolti verso l’Italia, che vent’anni dopo Torino 2006 torna a ospitare le Olimpiadi invernali sul proprio territorio.

Ma che c’entra, voi direte, Milano-Cortina 2026 con il nuoto?

Una riflessione va fatta, sulle opportunità e sulle strade da intraprendere. Fatti di nuoto Weekly è qui anche per questo (c’è anche del nuoto, comunque).

Di tedofori, ritardi ed altre polemiche

Come spesso accade, e non solo in Italia, le Olimpiadi provocano un misto di sentimenti alquanto indecifrabile. C’è chi le vuole fortemente e chi le eviterebbe come la peste; chi cavalca l’onda in maniera anche esagerata e chi invece non fa altro che sottolineare prima i ritardi e poi gli sprechi; chi antepone i propri interessi economici o politici e chi invece cerca di focalizzarsi sullo spirito sportivo.

Milano-Cortina, da questo punto di vista, nasce esattamente come tutte le altre Olimpiadi, carica di mille aspettative e appesantita da mille polemiche (non ultima, quella sui tedofori che ha fatto indignare anche diversi ex nuotatori). Ed è con questo spirito entusiasta ma preoccupato, classico di ogni grande evento nel nostro Paese, che i Giochi Invernali stanno per partire, tra ritardi di costruzioni, neve che manca e grandi aspettative. A proposito: a quando l’inserimento del nuoto in acque gelide come sport a cinque cerchi?

Tornando alle Olimpiadi, facciamo un ragionamento che vale anche per (ad esempio) i Mondiali di nuoto, per i quali circola la suggestione “Roma 2031”: ogni lasciata è persa, diceva il proverbio, e quindi perchè non provare a tenersi ciò che di buono ci sarà e spremere queste esperienze fino all’ultima goccia?

Torniamo al nuoto.

Resistenza

Che non si dica che l’Italia non sia un popolo di resistenti. Non solo per questioni storico-politiche, ma anche per la predisposizione dei nostri atleti al fondo, quello originale. Non sarebbe possibile, altrimenti, osservare imprese come quella di Alessio Occhipinti, che per il secondo anno consecutivo ha vinto la Santa Fe-Coronda, una nuotata di 57 km (8 ore e 42 minuti) nelle acque del Rio Paranà, davanti a Giuseppe Ilario e Niccolò Ricciardi. Tra le donne, seconda posizione per Veronica Santoni, che ha impiegato 9 ore e 46 minuti.

Ora toccherà a Gregorio Paltrinieri, Barbara Pozzobon e Andrea Filadelli, che il 21 febbraio saranno in Australia per la Rottnest Channel Swim, 17 km nel canale che collega Perth all’isola di Rottnest. C’è molto di cui essere contenti, nel fondo azzurro, che ha intrapreso tempo fa un percorso di investimenti tecnici e umani di gran livello, uniti a una esposizione mediatica sempre più ampia, sia tra i dilettati che tra i professionisti. Il bacino è aumentato esponenzialmente, insieme ai risultati, e l’Italia rimane la nazione leader del settore a livello internazionale.

E la Pallanuoto…

Sia il Settebello che il Setterosa, agli Europei di pallanuoto, ci hanno provato fermandosi entrambi alle semifinali. I maschi sono stati sconfitti dalla Serbia, che in casa ha dimostrato una superiorità che va oltre il 17-13 del punteggio; le donne hanno perso con l’Olanda 8-4, non riuscendo quasi mai a capitalizzare in attacco quanto di buono fatto in difesa. Entrambi chiudono al quarto posto perdendo la finalina contro la Grecia.

Per il settore pallanuoto, quindi, due risultati simili che confermano sia il livello sempre alto degli nostri (essere tra le prime quattro d’Europa), che l’amarezza per un titolo che manca tra le donne dal 2012 e tra i maschi addirittura dal 1995. Con un Campionato di così alto livello, riconosciuto all’unanimità come tra i migliori al mondo, una Pro-Recco che continua a dominare anche in Europa, è un peccato che le nazionali non riescano a capitalizzare.

See you later!

Iscriviti alla newsletter

Foto: Fabio Cetti | Corsia4

Euro Meet 2026, Italia pigliatutto in Lussemburgo

Dopo gli States, anche in Europa si riprende con i grandi appuntamenti del nuoto in vasca lunga in vista della nuova stagione. Evento clou del periodo è senza dubbio l’Euro Meet di Lussemburgo, che in passato ha ospitato big internazionali e da sempre è tappa gradita agli azzurri.

Non è stata da meno neppure questa edizione: vediamo i miglior risultati!

Italia pigliattutto!

Successone per il gruppo azzurro, che torna dall’Euro Meet con una scorpacciata di successi: ragazzi in pompa magna, soprattutto grazie ai giovani.

Carlos D’Ambrosio per esempio vince la gara regina in 48’’36 (quarto Francesco Lazzari in 49’’67) e chiude secondo i 200 in 1’48’’03 davanti ad Alessandro Ragaini, bronzo in 1’48’’85. Ragaini vince poi i 400 stile in 3’50’’66 e chiude con il successo nei 200 farfalla in 1’58’’23.

Restando in campo maschile vittoria anche di Michele Lamberti, oro nei 50 dorso in 25’’33 mentre sul podio sale anche Federico Poggio nei 50 rana chiusi al secondo posto in 27’’22. Argento anche per Christian Mantegazza nei 400 misti con 4’21’’91.

Tra le ragazze spicca la doppietta di Giorgia Tononi, dominatrice di 800 e 1500 stile in 8’45’’45 e 16’45’’68.

Record e vittorie

Cadono due primati della manifestazione, non scontato visto l’albo dei detentori fin qui. Uno lo timbra l’irlandese Jonh Shortt nei 200 dorso, vinti in 1’57’’84 con il quale cancella l’1’58’’03 di Yohann Ndoye-Brouard del 2024. Al francese resta quello dei 100, che Shortt vince senza primato in 54’’48.

Dal femminile il secondo record: Helena Bach vince i 200 farfalla in 2’08’’03 strappandolo a Franziska Hentke che nel 2018 nuotava 2’08’’18.

Veniamo ai nomi grossi: su tutti Matthew Richards, oro nei 200 stile in 1’47’’23 e Caspar Corbeau, vincitore dei 200 rana in 2’09’’29 oltre allo squillo di Max Lichfield nei 400 misti con 4’21’’04. Doppietta poi per Freya Colbert nei 200 e 400 stile, chiusi in 1’57’’12 e 4’10’’59.

Doppi successi anche per Martine Damborg nei 50 e 100 farfalla donne e Melvin Imoudu nei 50 e 100 rana uomini, mentre sempre al maschile Velly Sascha domina il mezzofondo vincendo 800 e 1500 stile.

Foto: Fabio Cetti | Corsia4

Fatti di nuoto Weekly: Scoprire le carte

Forse è un pò presto, visto che gennaio non è ancora finito, ma nel nuoto mondiale si incominciano a scoprire alcune carte importanti.

Forse non è ancora il momento dei temponi, ma a scuotere le acque c’è altro.

Fatti di nuoto Weekly ve lo riporta, come sempre puntuale e sorridente.

Bob & Summer

Il primo a scoprire le carte è stato Bob Bowman, che ha dichiarato che il paragone tra Summer McIntosh e Michael Phelps non è poi così campato in aria.

Il più influente e vincente degli allenatori contemporanei, dopo aver iniziato il lavoro in allenamento con la campionessa canadese, è rimasto folgorato dalla forza e determinazione dell’atleta, confermando che l’obiettivo dei 5 ori a Los Angeles 2028, per quanto complicato anche dal programma gare, è possibile. Grazie Bob, di hype ne avevamo già abbastanza.

Dal Canada agli USA

Ilya Kharun, forte delfinista due volte bronzo Olimpico a Parigi, ha deciso che gareggerà per gli Stati Uniti. Dopo aver rappresentato il Canada, sua nazione di nascita, Kharun ha dichiarato che è solo negli USA che si sente veramente a casa, essendo lui cresciuto a Las Vegas.

Kharun, che compirà 21 anni il prossimo 7 febbraio, aveva esordito per il Canada nel 2022, ma nel 2024 è diventato ufficialmente cittadino statunitense. Oltre alla rispettabile e comprensibile scelta umana, il suo passaggio a USA Swimming sembra riempire perfettamente il vuoto lasciato da Caeleb Dressel nel delfino. Tradotto: per LA 2028 lo slot della farfalla è ben coperto. La sua prima volta come statunitense sarà a ottobre, quando dal 28 al 31 ci saranno le neonate qualificazioni per i Mondiali in vasca corta.

La nuova ISL? Intanto chiudiamo la vecchia

Il contenzioso tra ISL e World Aquatics si è risolto con l’ex FINA che dovrà pagare 1 dollaro di penale alla International Swimming League. Ovvia la soddisfazione di WA, che invita ufficialmente la ISL a pagare il debito di 7 milioni di dollari che ha verso i nuotatori prima di intraprendere, come dichiarato qualche settimana fa, una nuova avventura.

Di certo quel dollaro simbolico non aiuterà né economicamente né moralmente il rilancio del nuoto professionistico, che resta ancora legato a risorse ed investimenti più seri di quelli arrivati nel recente passato.

Primi piccoli passi

Anita Gastaldi e Lisa Angiolini hanno ravvivato il Meeting di Ginevra. La ranista toscana ha quasi nuotato il personale nei 200 (2.24.86), e ha vinto i 100 in 1.07.14 e i 50 in 30.95 (30.81 in batteria). Gastaldi, una delle migliori sorprese degli Europei di Lublino, ha vinto i 200 misti in 2.12.19 e i 100 farfalla in 59.03. Da segnare anche le prestazioni di Alessandro Acampora, giovane del 2009, che nei 200 misti ha vinto col personale di 2.03.88.

Segnali incoraggianti anche per Benedetta Pilato, che al rientro dalla squalifica per i noti fatti di Singapore, ha nuotato 29.26 nei 50 e 1.04.80 nei 100 rana.

Brema

Nel giorno del 60° anniversario della tragedia di Brema, vanno assolutamente ricordate le vittime di una strage che ha, di fatto, distrutto la promettente nazionale di nuoto di quegli anni. Qui il ricordo di Cristiana Scaramel, nel quale si cita un estratto dalla penna di Dino Buzzati: “Non erano né ricchi né famosi. A guardare le loro foto fanno tenerezza e pietà. E poi l’Italia era a seguire Sanremo, una gara di nuoto in un paese che non sa stare a galla, non era così interessante”.

Parole che suonano paurosamente attuali, e che fanno ancora più tristezza se si pensa che, nel frattempo, la Coppa Brema è passata nettamente in secondo piano, mantenendo quello spirito originale di grande festa e unione di squadra solo per le, a volte sottovalutate, fasi regionali. Ha ancora senso o forse è arrivato il momento di scoprire le carte e rilanciarla?

See you later!

Iscriviti alla newsletter

Foto: Fabio Cetti | Corsia4

Fatti di nuoto Weekly: Blue Wednesday

Lunedì era il Blue Monday, il lunedì più triste dell’anno, la giornata(dicono gli esperti) più malinconica dell’anno. Il freddo, la fine delle festività e la lontananza dei prossimi ponti ci fanno pensare in negativo.

Se siamo nuotatori, mettiamola così: le gare invernali sono andate, quelle primaverili sono lontane e quelle estive sono un sogno. Quindi, per Fatti di nuoto Weekly è il Blue Wednesday? Forse no.

Blue Ledecky

Nessuna traccia di “blue day” per Katie Ledecky, che reagisce alla tristezza stampando un 15.23.21 che ha del sensazionale. La regina delle vasche ha ben pensato di smaltire i panettoni nel miglior modo che conosce, cioè nuotando la seconda prestazione di sempre nei 1500 stile. E se qualcuno ha per caso creduto, guardando il crono, che si trattasse di un meeting in vasca corta (o addirittura in yards) si può ridestare scoprendo che si tratta di vasca da 50, di USA Pro Swim series e di di nuoto professionistico.

È una prestazione che somiglia molto al 15.24.51 dell’aprile 2025, ottenuto in un periodo di transizione simile a questo, e non è nemmeno così lontana dal 15.20.48 del suo world record. Ledecky è una nuotatrice per tutte le stagioni, che sembra aver addirittura appiattito la sua curva di crono con l’avanzare dell’età. Aggiorniamo le statistiche: sono sue le 12 migliori prestazioni nei 1500, dieci delle quali sono sotto i 15.30. Non c’è dubbio che stia preparando un bel colpo finale.

Ma c’è anche la gioventù

E in particolare la 16enne Rylee Erismann, già citata tra le 20 giovani da tenere d’occhio del 2026, che a Austin ha iniziato la stagione mettendo a segno un meeting coi fiocchi.

Al cospetto delle big McIntosh e Smith, Erismann ha vinto i 100 stile in 53.34, è arrivata terza nei 200 in 1.57.19 e ha nuotato 59.25 nei 100 dorso e 4.11.02 nei 400 stile, entrambi col personale. Mica male per un blue weekend.

Nel frattempo…

Yannick Agnel verrà processato per l’accusa di molestie ai danni di una minorenne, la figlia del suo ex allenatore francese. Dopo che il ricorso da lui presentato è stato respinto, l’ex olimpionico, che ha sempre sostenuto che la relazione fosse consensuale, potrà ancora ricorrere alla cassazione.

European Aquatics ha reso noti i nomi dei vincitori del premio “Atleta dell’anno2025. Si tratta di David Popovici e Merrit Steenbergen per il nuoto in vasca, Bettina Fabian e Florian Wellbrock per le acque libere. Niente sorprese, come è giusto che sia, in attesa degli Europei in vasca lunga di questa estate, vero appuntamento clou per il nuoto continentale nell’anno non Olimpico.

Roma 2031

Sarebbe un bel sogno. I Mondiali a Roma mancano dal 2009, edizione che tutti ci ricordiamo per i record dei costumoni, e ancora prima dal 1994, l’edizione magica di Popov e van Almsick.

Gli Europei 2022 hanno confermato che l’atmosfera romana è difficilmente replicabile in altre parti del mondo, ma per vincere la concorrenza di Mosca, Madrid e Brisbane ci vorrà molto di più che qualche (pur fondamentale) suggestiva emozione. Ci vorrà programmazione, visione e probabilmente anche qualche miglioria impiantistica, e questo fa pensare che il sogno potrebbe rimanere tale.

See you later!

Iscriviti alla newsletter

Foto: Fabio Cetti | Corsia4

2026 USA Pro Swim Series, si parte da Austin

Anno nuovo e nuovo inizio! Il grande nuoto riparte da Austin e precisamente dalla prima tappa della Pro Swim Series!

Statunitensi in rampa di lancio, ma occhio alla solita McIntosh e ad una nutrita truppa francese guidata da sua maestà Marchand!

La solita Katie…

Passano gli anni ma Katie Ledecky è sempre la solita. Un metronomo nelle distanze lunghe, e lo dimostra già nei 1500 dove firma un pazzesco 15’23’’21 a meno di tre secondi dal suo primato mondiale!

Si prende anche il primo posto del ranking stagionale degli 800, con un notevole 8’10’’16 mentre i 400 li chiude appena sopra i 4 minuti.

….e anche Summer!

Discorso simile per Summer McIntosh. Non domina da anni come la collega a stella e strisce solo per questioni anagrafiche, ma il futuro, oltre al presente, è già suo.

Ad Austin sfoglia dal mazzo e sceglie i misti: 200 vinti in 2’08’’48 e 400 in 4’28’’13. Se nella distanza lunga è regina incontrastata anche a livello di classifiche mondiali, nei 200 al momento è quarta, alle spalle Yu Zidi, Kate Douglass e Yu Yiting.

Uragano Smith

Da anni ormai è un po’ la spina nel fianco o di McIntosh, specialmente nei 200 farfalla o di McKeown nel dorso, la maggior parte delle volte rimando a bocca asciutta.

Le Pro Swim le regalano quattro successi: 50 e 100 dorso, vinti in 27’’67 e 57’’98 (primo crono mondiale stagionale) e 100 e 200 farfalla, chiusi in 56’’18 (mezzo secondo meglio della McIntosh) e 2’05’’29 (seconda nel ranking mondiale in stagione).

Dominio transalpino!

Come citato era numerosa la compagine francese al via. La stella senza ombra di dubbio è Léon Marchand che però trascina il gruppo a un livello più alto. Il campione olimpico vince senza clamori i 200 misti in 1’57’’65 e i 400 misti in 4’13’’21 oltre ai 200 rana in 2’09’’72.

C’è qualcuno che gli mette la mano davanti: è il connazionale Yohann Ndoye-Brouard che vince i 200 dorso in 1’56’’68, più di un secondo meglio di Marchand oltre a imporsi nei 50 in 24’’94 e soprattutto nei 100 con 53’’67, quarto crono mondiale stagionale.

Infine super Maxime Grousset: prima vince i 100 farfalla in 50’’95 regolando un buon Caeleb Dressel argento in 51’’62 e poi timbra l’unico record di questi tre giorni, quello US nei 50 farfalla vinti in 22’’80. Qui lima il 21’’81 nuotato in semifinale, che migliorava a sua volta il 21’’84 di Dressel del 2022!

Foto: Fabio Cetti | Corsia4

Notizie migliori arrivano dai 200 dorso donne, dove Margherita Panziera spalleggia con le migliori ed entra in finale con il terzo tempo. 2’10’’50 è un buon crono, ma per la medaglia servirà almeno quanto nuotato a Budapest (2’09’’43) perché la concorrenza è alta.

L’ultima semifinale di giornata sono i 50 farfalla uomini, con il dominio del bronzo di mondiale Andrii Govorov, primo senza affanni in 23’’17. A spessore internazionale solo Konrad Czerniak può infastidirlo, ma il polacco non sembra al meglio ed è dentro solo con l’ottavo crono in 23’’76. Per l’Italia out Carini in batteria, fuori anche Andrea Vergani, che trova la semi chiusa al 14° posto in 24’’20.

Chiudono le ragazze della 4×100 stile: il Canada con Katerine Savard in apertura vince in 3’39’’21, due decimi meno della Russia e poco meno di un secondo più veloce degli USA. L’Italia con Aglaia Pezzato, Paola Biagioli, Rachele Ceracchi e capitan Laura Letrari chiude settimana in 3’42’’71.

Oggi la seconda giornata con le finali a partire dalle 13.02 italiane!!

(foto copertina: Federnuoto.it)