Giorno uno subito ricco di protagonisti, con tanti giovani ma anche parecchie stelle già discretamente affermate. Una di queste è senza dubbio l’ucraino Mykhailo Romanchuk, che dopo l’argento mondiale e il testa a testa con Paltrinieri va a prendersi gloria in solitaria con la cavalcata vincente dei 400 stile, vinti in 3’45’’96, nuovo record delle Universiadi.
Per i colori azzurri restano fuori dalla finale sia Filippo Megli undicesimo che Fabio Lombini tredicesimo, ma una stretta al cuore mi arriva quando leggo il nome di Andrea Mitchell D’Arrigo chiudere in ultima posizione la finale (nuotando quasi dieci secondi in più della qualifica dove aveva chiuso quarto in 3’49’’84!), non tanto per la prestazione ma per la bandierina USA a fianco del suo nome!
Faccio un salto in avanti per andare a vedere invece quanto di bello c’è stato per l’Italia. I sogni di medaglia di questa prima giornata erano affidati ai velocisti della 4×100 stile maschile e i ragazzoni della next generation non hanno steccato. Solo gli Stati Uniti sono più forti di Lorenzo Zazzeri, Ivano Vendrame, Alex Di Giorgio e Alessandro Miressi che strappano l’argento in 3’15’’24.
Tornando indietro troviamo la buona finale conquistata da Elena Di Liddo nei 50 farfalla. La pugliese, vista in ottima forma all’Energy for Swim, trova un piazzamento tra le migliori otto con 26’’74, mentre l’altra azzurra in semi, Aglaia Pezzato, rinuncia a scendere in acqua in vista della finale della 4×100 stile.
Altra semi è quella dei 100 dorso uomini, priva di azzurri in acqua, tutti eliminati in mattinata con Matteo Milli 17° e Matteo Restivo 22° entrambi appena sotto al 56’’. Il primo tempo d’accesso lo ottiene l’americano Justin Ress con 53’’34 mentre tra i big spicca la qualifica di Kosuke Hagino, quinto al momento con 54’’57.
Tocca alla finale dei 400 misti donne, dove Carlotta Toni lotta ma chiude in ottava posizione con 4’47’’35 dopo il buon 4’43’’91 della mattina. Stravince la giapponese Yui Ohashi con il nuovo record Universitario di 4’34’’40.
Si torna alle semifinali con i ragazzi dei 100 rana. Un campione olimpico al via, è il kazako Dmitriy Balandin che si prende il primo posto parziale in 1’00’’27 di due decimi più veloce dell’australiano Wilson. Poca Italia, con Andrea Toniato ultimo e fuori in 1’01’’92, mentre Federico Poggio è rimasto il primo degli esclusi dopo le batterie con 1’01’’83.
Speciale Master, ai Regionali Emilia Romagna 2026 vince la Coopernuoto
Archiviati i Campionati Regionali Emilia Romagna che si sono svolti sabato 21 e domenica 22 febbraio 2026 presso lo Stadio del Nuoto di Riccione che si conferma uno dei migliori impianti natatori a livello di ospitalità e logistica per le manifestazioni natatorie.
Sei i record stabiliti durante la manifestazione: un mondiale nuotato da Franca Bosisio nei 200 farfalla M55 e sfiorato nei 200 stile, un europeo per Giuseppe Bilotta nei 1500 stile libero M90 a cui aggiunge il primato nazionale negli 800 stile libero, un altro europeo ottenuto da Silvia Parocchi nei 100 dorso M60. Altri due record arrivano nelle staffette della Olympia Bibbiano nella 4×50 stile M100 sia maschile che mista.
Iniziamo dal record mondiale di Franca Bosisio (Team Trezzo) nei 200 farfalla M55 che con 2.32.70 totalizza 1019.51 punti, obiettivo sfiorato nei 200 stile chiusi in 2.17.50 (991.27 p). Doppio centro nel mezzofondo per il veterano Giuseppe Bilotta (Pol. garden Rimini) che nei 1500 stile libero M90 chiude con il crono europeo di 35.04.81 (1017.31), mentre negli 800 stile libero silga il primato nazionale in 18.57.13 (987.21 p).
Nei 100 dorso M60 cade un altro record europeo grazie a Silvia Parocchi (Molinella nuoto) che chiude la prova in 1.12.26 (1031.82 p), secondo oro per lei nei 100 farfalla vinti in 1.11.31 (1026.92 p).
Altri due record nazionali arrivano nelle staffette della Olympia Bibbiano nella 4×50 stile M100 maschile – Alberto Delmonte, Riccardo Curti, Fabio Coppola, Alessandro Ibatici – con 1.33.26 valgono 1001.17 punti, mentre nella mista – Alberto Delmonte, Riccardo Curti, Mariavittoria Ferraro, Francesca Mariani – chiudono in 1.41.27 (1007.30 p).
Segnaliamo inoltre le prestazioni over-mille degli M60 Gian Luca Sondali (CC Aniene) nei 400 misti con 5.10.94 e nei 400 stile (1014.27 e 1006.67 punti) e di Daniela Deponti (Acqua1village) nei 100 misti con 1.14.15 (1014.29 p) che sfiora le quattro cifre anche nei 100 farfalla chiusi con l’argento in 1.13.48 (996.59 p).
Classifica di Società
La classifica per Società – stilata sommando il punteggio dei primi 8 atleti classificati per ogni gara femminile e maschile comprese le staffette – ha registrato la vittoria della Coopernuoto per distacco su So.Ge.Se e San Marino Master:
- Coopernuoto
- So.Ge.Se
- San Marino Master
- Villa Bonelli
- Aquatic Team Ravenna
- Olympia Bibbiano
Foto: CR Emilia Romagna
Foto copertina: Fabio Cetti | Corsia4
Fatti di nuoto Weekly: Phelps o Klæbo
Phelps o Klæbo: una delle domande più stuzzicanti che ci ha lasciato in eredità Milano-Cortina.
E chi siamo noi di Fatti di nuoto per esimerci dal dare una risposta tanto definitiva quanto aleatoria?
Con le sei medaglie d’oro vinte su sei competizioni disputate ai Giochi Invernali di Milano-Cortina, il fondista norvegese Johannes Klæbo è diventato l’atleta Olimpico invernale più medagliato di sempre. Contemporaneamente, Klæbo ha scalato in maniera netta anche la classifica generale, salendo al secondo posto del medagliere all-time/all-sports, alle spalle del solo Michael Phelps.
Posto che Phelps è ancora inarrivabile per numero di ori e medaglie, in questi giorni si sono sprecati i paragoni tra i due, tanto da far sembrare naturale la domanda su chi sia, attualmente e potenzialmente, l’atleta olimpico più dominante di sempre. Proviamoci.
Medagliere
Johannes Klæbo è nato il 22 ottobre 1996 a Oslo, e si dice che vada sugli sci da fondo fin dall’età di due anni. Attualmente, alla soglia dei 30, è l’unico atleta in attività che vanta la doppia cifra di ori Olimpici, diventati 11 dopo i 6 di Milano-Cortina.
Nel medagliere, Klæbo ha superato un sestetto di olimpionici estivi che resta fermo a quota nove. Di questi, solo due sono ancora in attività, e sono entrambi nuotatori americani: Katie Ledecky e Caeleb Dressel. Nati rispettivamente nel 1997 e nel 1996, Ledecky e Dressel sono praticamente coetanei di Klæbo, e sembra che Los Angeles 2028 possa essere per loro l’ultima chiamata Olimpica. Dei due solo la regina del mezzofondo sembra poter essere in grado di vincere, nella migliore delle ipotesi, 2 o più medaglie d’oro e, quindi, pareggiare o superare Klaebo.
Sarebbe comunque un sorpasso momentaneo, perchè il norvegese ha sicuramente nelle gambe almeno un’altra Olimpiade da protagonista (e visto il dominio da lui esercitato sul suo sport, non ne escluderei un’altra ancora).
Ipotizzando un 2030 da 6 ori, Klæbo si porterebbe a un totale di 17, “solo” 6 in meno di Phelps.
Anticipo le obiezioni e dico che:
A) è molto difficile prevedere un dominio così lungo in uno sport che ha sempre un bel ricambio generazionale, soprattutto nella Norvegia di cui Klæbo è massimo esponente,
B) è ancor più difficile è prevedere che lui stesso mantenga questi ritmi, così forsennati e inarrivabili, per altri due quadrienni.
Detto ciò, raggiungere quota 23, per Klæbo rimane uno scenario fantasioso, quasi fantastico, ma comunque possibile. E forse il primo a pensarci, quando sarà il momento, sarà proprio lui.
Prime e legacy
Se questa ultima ipotesi dovesse avverarsi, allora si potrebbe discutere anche su chi tra i due avrà la legacy più imponente, il lascito più ingombrante della storia dello sport. Per ora, possiamo provare a mettere a confronto i rispettivi prime sportivi, i picchi di prestazione raggiunti da Phelps a Pechino 2008 e da Klæbo a Milano-Cortina 2026.
Nelle Olimpiadi cinesi, Phelps era alla caccia del record di Mark Spitz: la sua settimana era stata quindi programmata scientemente, insieme a Bob Bowman, per il raggiungimento di quella che poi abbiamo scoperto essere la perfezione agonistica. Uno sforzo immane, fatto di batterie, semifinali e finali, di staffette e di arrivi al cardiopalma, che ha contribuito a scrivere una storia incredibile, della quale probabilmente si parlerà per altri cento anni. È vero che gli 8 ori di Phelps a Pechino sono anche figli della possibilità che il nuoto fornisce di vincere più medaglie (cosa che non dà, per esempio, il salto con l’asta), ma è altrettanto vero che le distanze in cui Phelps ha dominato, dalla velocità pura dei 100 farfalla ai 400 misti, sono molto diverse tra loro e richiedono una specializzazione spesso super selettiva.
In sintesi, se Phelps è l’icona dell’atleta moderno, anche più di Bolt o di Carl Lewis, un motivo ci sarà.
A Milano-Cortina, Johannes Klæbo ha vinto nell’ordine: Skiathlon (10 km tecnica classica + 10 km in tecnica libera), sprint individuale in tecnica classica, 10 km con partenza a intervalli in tecnica libera, staffetta e team sprint in tecnica libera e, infine, 50 km a tecnica classica. Anche a un occhio non esperto, l’impresa appare subito titanica. E infatti nessuno prima di lui l’aveva mai compiuta, sia per la differenza sostanziale tra tecniche di sciata, sia per lo sforzo fisico che ognuna di queste gare richiede.
In questo senso, l’impatto di Klæbo sullo sci di fondo è paragonabile a quello di Phelps sul nuoto: abbiamo tutti in mente le immagini del norvegese che scatta in salita al doppio della velocità dei rivali, o che arriva da solo al traguardo apparentemente sereno e sciolto, come se facesse meno fatica degli altri. Sappiamo bene quanta preparazione ci sia dietro prestazioni di questo genere, e i racconti di quanto maniacale sia Klæbo nella preparazione e nella cura dei dettagli sono già leggenda.
In questo senso, parliamo di atleti generazionali, che ispirano e ispireranno gli sportivi a venire, che saranno a lungo metro e miraggio di paragone per i loro eredi. Inoltre, allargando il discorso anche allo sport in generale, il modo in cui Klæbo sta permettendo al fondo di uscire dalla propria nicchia è simile a quello in cui Phelps ha fatto emergere il nuoto ai suoi tempi. L’ardua impresa di far diventare lo sci di fondo uno sport globale, da vedersi e magari praticarsi anche dove la neve è soltanto un miraggio, potrebbe non essere così lontana.
Analizzati i numeri e messe in fila le sensazioni, rimane comunque molto difficile stabilire chi sia il migliore. I gusti sono gusti: quali sono i vostri?
See you later!
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Olimpic Race Napoli 2026, dal 12 al 14 giugno alla piscina Scandone
La piscina Felice Scandone ospiterà, dal 12 al 14 giugno, la terza edizione dell’Olimpic Race Napoli, una gara di nuoto di carattere nazionale riservata alle categorie Ragazzi, Juniores e Assoluti organizzata dalla società sportiva Olimpic Nuoto Napoli in collaborazione con la società Sport Solution.
Impianto e programma gare
La manifestazione si svolgerà come anticipato presso la piscina Felice Scandone – Viale Giochi del Mediterraneo, Napoli – in vasca da 50 metri a 8 corsie con il cronometraggio automatico doppie piastre a cura della Federazione Italiana Cronometristi. Inoltre, durante la manifestazione, sarà a disposizione la vasca 50 metri a 8 corsie per le fasi di riscaldamento e defaticamento.
Le gare dei 100 metri di tutte le specialità ed il 50 e 200 stile libero sono gare ad eliminatoria, è prevista una finale tenendo presente la seguente suddivisione per categorie, mentre le gare dei 50 e 200 di tutte le specialità (escluso il 200 stile libero), 400 misti e gare a staffetta si disputeranno a serie. I 400 stile libero sono a numero chiuso (vedi Regolamento completo).
Ogni atleta potrà partecipare a 6 gare tra quelle in programma oltre le staffette.
Venerdì 12 giugno
14.45 – 15.15: riscaldamento vasca interna
15.30 inizio gare: batterie 200 sl / serie 200 ra, 50 fa, 200 do
Sabato 13 giugno
7.45 – 8.15: riscaldamento vasca interna
8.00: riscaldamento vasca esterna
8.30 inizio gare: batterie 100 do, 50 sl / serie 50 ra, 400 sl
14.45 – 15.15: riscaldamento vasca interna
14.45: riscaldamento vasca esterna
15.30 inizio gare: serie 200 fa, 400 mi / finali 50 sl, 100 do, 200 sl / 4×50 sl mixed
Domenica 14 giugno
7.45 – 8.15: riscaldamento vasca interna
8.00: riscaldamento vasca esterna
8.30 inizio gare: batterie 100 sl, 100 ra / serie 50 do
14.45 – 15.15: riscaldamento vasca interna
14.45: riscaldamento vasca esterna
15.30 inizio gare: serie 200 mi / finali 100 fa, 100 sl / 4×50 mi mixed
Classifiche
Saranno attribuiti punteggi ai primi otto classificati di ogni gara individuale per ognuna delle categorie R14, Ragazzi, Juniores e Assoluti (9 punti al primo, 7 al secondo, 6 al terzo, 5 al quarto, 4 al quinto, 3 al sesto, 2 al settimo, 1 all’ottavo).
Saranno attribuiti punteggi doppi ai primi otto classificati delle staffette di ognuna delle 2 categorie previste Ragazzi e Assoluti.
Verranno premiati i primi tre atleti classificati per ogni gara per le categorie indicate nel regolamento.
Verranno premiati i migliori tempi delle finali in assoluto femminile e maschile con € 50,00.
Verranno premiati con 150€ gli atleti assoluti del settore femminile e maschile che totalizzeranno il maggior numero di punti, sommando i punti di 5 gare in base all’ordine di arrivo delle rispettive gare.
Verranno inoltre premiate le prime società classificate assolute con:
1° – Coppa e € 500,00 premio
2° – Coppa e € 300,00 premio
3° – Coppa e € 100,00 premio
Foto: Fabio Cetti | Corsia4
Fatti di nuoto Weekly: Risultati sparsi di un weekend sparso
Se siete sommersi dalle notizie Olimpiche, dalla pioggia di medaglie che l’Italia sta portando a casa da Milano-Cortina, forse avete perso di vista i risultati del weekend di gare di nuoto.
Nessun problema: Fatti di nuoto Weekly vi viene in aiuto, con un bel listone dei migliori tempi sparsi per il mondo.
A posto? Via!
A Milano, piscina D.Samuele, la seconda edizione del Milano Winter Meeting
Simone Cerasuolo, 26.78 in batteria nei 50 rana
Carlos D’Ambrosio, 48.80 nei 100 stile
Filippo Bertoni, 3.50.47 nei 400 stile (poi De Tullio 3.51.25 e Ragaini 3.51.83)
Francesca Pasquino, 28.49 nei 50 dorso (poi Chiara Lamanna, 28.72)
Emma Virgina Menicucci, 55.17 nei 100 stile
Emma Vittoria Giannelli, 8.40.02 negli 800 stile
Paola Borrelli, 2.10.90 nei 200 farfalla
A Melbourne i Victorian Champs
Sam Williamson, 27.08 nei 50 e 1.00.68 nei 100 rana
Erika Fairweather 4.02.52 nei 400, 8.25.39 negli 800 e 16.06.97 nei 1500 stile
Matthew Temple, 51.38 nei 100 farfalla
Brittany Castelluzzo, 2.07.89 nei 200 farfalla e 1.57.64 nei 200 stile libero
A Sheffield i BUCS Champs
Angharad Evans, 30.81 nei 50, 1.06.06 nei 100 e 2.24.72 nei 200 rana
Freya Colbert, 2.11.10 nei 200 misti e 1.57.08 nei 200 stile libero
Ciara Schlosshan, 2.08.60 nei 200 farfalla
A Lisbona, il Lisbon International 2026
Silvia Di Pietro, 24.92 nei 50 stile e 26.08 nei 50 farfalla
Benedetta Pilato, 30.72 nei 50 e 1.07.05 nei 100 rana
A Tokyo il Konami Open
Ikee Rikako, 25.70 nei 50 farfalla
Yū Hanaguruma, 59.82 nei 100 rana
Satomi Suzuki, 1.06.92 nei 100 rana
Mio Narita, 2.10.87 nei 200 e 4.0’9.83 nei 400 misti
Yumeki Kojima, 1.58.67 nei 200 misti
E ora, i velocisti tutti in collegiale
I maschi a Lanzarote, dal 22 febbraio al 7 marzo: Giovanni Caserta (Esercito/In Sport Rane Rosse), Mirko Chiaversoli (Aurelia Nuoto), Paolo Conte Bonin (Fiamme Oro/Team Veneto), Carlos D’Ambrosio (Fiamme Gialle/IC Bentegodi), Davide Dalla Costa (Fiamme Gialle/Team Veneto), Manuel Frigo (Fiamme Oro/Team Veneto), Filippo Megli (Carabinieri/Florentia), Daniele Momoni (Fiamme Oro/Aurelia Nuoto), Alessandro Ragaini (Carabinieri/Team Marche), Luca Serio (Fiamme Gialle/Canottieri Tevere Remo), Gabriele Valente (In Sport Rane Rosse).
Le donne a Ostia, dal 24 al 27 febbraio: Matilde Biagiotti (Fiamme Oro/RN Florentia), Lucrezia Domina (H. Sport Firenze), Alessandra Leoni (Virtus Buonconvento), Alessandra Mao (Team Veneto), Anna Chiara Mascolo (Carabinieri/H. Sport Firenze), Emma Virginia Menicucci (Esercito/CC Aniene), Sofia Morini (Fiamme Oro/NC Azzurra 91), Bianca Nannucci (Fiamme Oro/RN Florentia), Chiara Sama (Rinascita Team Romagna), Chiara Tarantino (Fiamme Gialle/In Sport Rane Rosse).
Piano piano, gli Assoluti si avvicinano.
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Foto: Fabio Cetti | Corsia4
Fatti di nuoto Weekly: Atmosfera Olimpica
Finché la sacra fiamma di Olimpia arde in Italia, lo spirito di tutti gli appassionati di nuoto è acceso insieme a lei, caldo come i bracieri di Milano-Cortina.
Ma la domanda è: c’è spazio per il nuoto, e per Fatti di nuoto, in tutto ciò?
Si gareggia?
Partiamo dal nuoto nuotato. Sì, nel weekend si gareggia a Milano, nell’impianto “Daniela Samuele” di Via Trani, dove la Nuotatori Milanesi organizza la seconda edizione del Milano Winter Meeting. Oltre a Nicolò Martinenghi ci sarà anche una nutrita delegazione di atleti della nazionale: D’Ambrosio, Miressi, Ragaini, Lamberti, Lazzari, Mantegazza, De Tullio e Glessi tra i maschi, Tarantino (al rientro dopo la squalifica), Gaetani, Borrelli, Nannucci, D’Innocenzo, Morini e Menicucci tra le donne.
Purtroppo, l’evento si svolgerà a porte chiuse, in quanto il Centro Federale ora diretto da Marco Pedoja, ex coach proprio di Martinenghi, è in attesa di ristrutturazione. Una ristrutturazione necessaria per la piscina e per Milano stessa, che da anni è in cerca di un polo all’altezza del territorio, intorno al quale costruire e alimentare la tradizione natatoria lombarda.
Chissà che il vento Olimpico non porti fortuna.
Si gareggerà?
A Shenzen, dal 19 al 22 marzo, per i China Swimming Open, i campionati cinesi che da quest’anno sono aperti alle star internazionali.
Impressionante la lista dei nuotatori olimpionici non cinesi che, per ora, confermano la loro presenza: Jack Alexy, Kate Douglass, Regan Smith, Alex e Gretchen Walsh per gli USA, Kyle Chalmers, Cameron McEvoy, Lani Pallister e Mollie O’Callaghan per l’Australia, Noè Ponti per la Svizzera e anche Thomas Ceccon.
Un commento? Wow.
In breve
USA e Australia hanno deciso di non partecipare agli Youth Olympics che si terranno a Dakar il prossimo ottobre. Le due potenze del nuoto mondiale hanno deciso di concentrare le forze giovanili dei rispettivi roster per la partecipazione ai Pan-Pacs Junior, che saranno invece a Vancouver in agosto. È un passo indietro per il movimento delle Olimpiadi giovanili, che sta trovando parecchie difficoltà anche in altre discipline.
Siobhan Haughey ha nuotato a Dubai nell’ultimo weekend, mettendo a referto un bel 52.77 nei 100 stile. Sempre sul pezzo, anche lontano dai Giochi.
Il tredicenne australiano Austin Appelbee ha nuotato in mare per quattro ore, coprendo una distanza di circa quattro chilometri, per chiamare i soccorsi per la sua famiglia, dispersa dopo un’uscita in kayak e stand up paddle. L’incredibile sforzo del ragazzo ha permesso alla guardia costiera di salvare il gruppo di famigliari, trovato diverse ore dopo a circa 14 chilometri dalla costa. Eroe olimpico.
C’è un pò di nuoto alle Olimpiadi invernali
Intanto ci sarà un (ex) nuotatore. Si tratta di Carsten Vissering, ex ranista veloce che ha nuotato – ed è stato campione NCAA – per USC, fino a quando, nel 2019, ha appeso il costume al chiodo. Già in possesso di un fisico eccellente, Vissering ha continuato a perseguire il suo sogno olimpico facendo valere la sua potenza muscolare, elemento che nel bob serve eccome. Lo vedremo all’opera dal 16 febbraio in poi sulla pista di Cortina dove, come dice lui stesso, potrà mettere in campo la grande maturità mentale acquisita proprio nei suoi anni come nuotatore.
Poi di nuoto se ne trova sempre: oltre al francese Perrot, argento nel biathlon, che si è allenato in piscina per controllare al meglio la respirazione, abbiamo visto Pellegrini e Cagnotto tedofore e Ceccon sugli spalti a guardare il pattinaggio. Chissà se il direttore di Rai Sport li avrebbe riconosciuti.
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Foto: Fabio Cetti | Corsia4
Fatti di nuoto Weekly: Milano-Cortina, dolce-amaro
Con la cerimonia d’apertura a sole 24 ore di distanza, gli occhi di tutto il mondo sportivo sono rivolti verso l’Italia, che vent’anni dopo Torino 2006 torna a ospitare le Olimpiadi invernali sul proprio territorio.
Ma che c’entra, voi direte, Milano-Cortina 2026 con il nuoto?
Una riflessione va fatta, sulle opportunità e sulle strade da intraprendere. Fatti di nuoto Weekly è qui anche per questo (c’è anche del nuoto, comunque).
Di tedofori, ritardi ed altre polemiche
Come spesso accade, e non solo in Italia, le Olimpiadi provocano un misto di sentimenti alquanto indecifrabile. C’è chi le vuole fortemente e chi le eviterebbe come la peste; chi cavalca l’onda in maniera anche esagerata e chi invece non fa altro che sottolineare prima i ritardi e poi gli sprechi; chi antepone i propri interessi economici o politici e chi invece cerca di focalizzarsi sullo spirito sportivo.
Milano-Cortina, da questo punto di vista, nasce esattamente come tutte le altre Olimpiadi, carica di mille aspettative e appesantita da mille polemiche (non ultima, quella sui tedofori che ha fatto indignare anche diversi ex nuotatori). Ed è con questo spirito entusiasta ma preoccupato, classico di ogni grande evento nel nostro Paese, che i Giochi Invernali stanno per partire, tra ritardi di costruzioni, neve che manca e grandi aspettative. A proposito: a quando l’inserimento del nuoto in acque gelide come sport a cinque cerchi?
Tornando alle Olimpiadi, facciamo un ragionamento che vale anche per (ad esempio) i Mondiali di nuoto, per i quali circola la suggestione “Roma 2031”: ogni lasciata è persa, diceva il proverbio, e quindi perchè non provare a tenersi ciò che di buono ci sarà e spremere queste esperienze fino all’ultima goccia?
Torniamo al nuoto.
Resistenza
Che non si dica che l’Italia non sia un popolo di resistenti. Non solo per questioni storico-politiche, ma anche per la predisposizione dei nostri atleti al fondo, quello originale. Non sarebbe possibile, altrimenti, osservare imprese come quella di Alessio Occhipinti, che per il secondo anno consecutivo ha vinto la Santa Fe-Coronda, una nuotata di 57 km (8 ore e 42 minuti) nelle acque del Rio Paranà, davanti a Giuseppe Ilario e Niccolò Ricciardi. Tra le donne, seconda posizione per Veronica Santoni, che ha impiegato 9 ore e 46 minuti.
Ora toccherà a Gregorio Paltrinieri, Barbara Pozzobon e Andrea Filadelli, che il 21 febbraio saranno in Australia per la Rottnest Channel Swim, 17 km nel canale che collega Perth all’isola di Rottnest. C’è molto di cui essere contenti, nel fondo azzurro, che ha intrapreso tempo fa un percorso di investimenti tecnici e umani di gran livello, uniti a una esposizione mediatica sempre più ampia, sia tra i dilettati che tra i professionisti. Il bacino è aumentato esponenzialmente, insieme ai risultati, e l’Italia rimane la nazione leader del settore a livello internazionale.
E la Pallanuoto…
Sia il Settebello che il Setterosa, agli Europei di pallanuoto, ci hanno provato fermandosi entrambi alle semifinali. I maschi sono stati sconfitti dalla Serbia, che in casa ha dimostrato una superiorità che va oltre il 17-13 del punteggio; le donne hanno perso con l’Olanda 8-4, non riuscendo quasi mai a capitalizzare in attacco quanto di buono fatto in difesa. Entrambi chiudono al quarto posto perdendo la finalina contro la Grecia.
Per il settore pallanuoto, quindi, due risultati simili che confermano sia il livello sempre alto degli nostri (essere tra le prime quattro d’Europa), che l’amarezza per un titolo che manca tra le donne dal 2012 e tra i maschi addirittura dal 1995. Con un Campionato di così alto livello, riconosciuto all’unanimità come tra i migliori al mondo, una Pro-Recco che continua a dominare anche in Europa, è un peccato che le nazionali non riescano a capitalizzare.
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Foto: Fabio Cetti | Corsia4
Notizie migliori arrivano dai 200 dorso donne, dove Margherita Panziera spalleggia con le migliori ed entra in finale con il terzo tempo. 2’10’’50 è un buon crono, ma per la medaglia servirà almeno quanto nuotato a Budapest (2’09’’43) perché la concorrenza è alta.
L’ultima semifinale di giornata sono i 50 farfalla uomini, con il dominio del bronzo di mondiale Andrii Govorov, primo senza affanni in 23’’17. A spessore internazionale solo Konrad Czerniak può infastidirlo, ma il polacco non sembra al meglio ed è dentro solo con l’ottavo crono in 23’’76. Per l’Italia out Carini in batteria, fuori anche Andrea Vergani, che trova la semi chiusa al 14° posto in 24’’20.
Chiudono le ragazze della 4×100 stile: il Canada con Katerine Savard in apertura vince in 3’39’’21, due decimi meno della Russia e poco meno di un secondo più veloce degli USA. L’Italia con Aglaia Pezzato, Paola Biagioli, Rachele Ceracchi e capitan Laura Letrari chiude settimana in 3’42’’71.
Oggi la seconda giornata con le finali a partire dalle 13.02 italiane!!
(foto copertina: Federnuoto.it)
