Giorno uno subito ricco di protagonisti, con tanti giovani ma anche parecchie stelle già discretamente affermate. Una di queste è senza dubbio l’ucraino Mykhailo Romanchuk, che dopo l’argento mondiale e il testa a testa con Paltrinieri va a prendersi gloria in solitaria con la cavalcata vincente dei 400 stile, vinti in 3’45’’96, nuovo record delle Universiadi.

Per i colori azzurri restano fuori dalla finale sia Filippo Megli undicesimo che Fabio Lombini tredicesimo, ma una stretta al cuore mi arriva quando leggo il nome di Andrea Mitchell D’Arrigo chiudere in ultima posizione la finale (nuotando quasi dieci secondi in più della qualifica dove aveva chiuso quarto in 3’49’’84!), non tanto per la prestazione ma per la bandierina USA a fianco del suo nome!

Faccio un salto in avanti per andare a vedere invece quanto di bello c’è stato per l’Italia. I sogni di medaglia di questa prima giornata erano affidati ai velocisti della 4×100 stile maschile e i ragazzoni della next generation non hanno steccato. Solo gli Stati Uniti sono più forti di Lorenzo Zazzeri, Ivano Vendrame, Alex Di Giorgio e Alessandro Miressi che strappano l’argento in 3’15’’24.

Tornando indietro troviamo la buona finale conquistata da Elena Di Liddo nei 50 farfalla. La pugliese, vista in ottima forma all’Energy for Swim, trova un piazzamento tra le migliori otto con 26’’74, mentre l’altra azzurra in semi, Aglaia Pezzato, rinuncia a scendere in acqua in vista della finale della 4×100 stile.

Altra semi è quella dei 100 dorso uomini, priva di azzurri in acqua, tutti eliminati in mattinata con Matteo Milli 17° e Matteo Restivo 22° entrambi appena sotto al 56’’. Il primo tempo d’accesso lo ottiene l’americano Justin Ress con 53’’34 mentre tra i big spicca la qualifica di Kosuke Hagino, quinto al momento con 54’’57.

Tocca alla finale dei 400 misti donne, dove Carlotta Toni lotta ma chiude in ottava posizione con 4’47’’35 dopo il buon 4’43’’91 della mattina. Stravince la giapponese Yui Ohashi con il nuovo record Universitario di 4’34’’40.

Si torna alle semifinali con i ragazzi dei 100 rana. Un campione olimpico al via, è il kazako Dmitriy Balandin che si prende il primo posto parziale in 1’00’’27 di due decimi più veloce dell’australiano Wilson. Poca Italia, con Andrea Toniato ultimo e fuori in 1’01’’92, mentre Federico Poggio è rimasto il primo degli esclusi dopo le batterie con 1’01’’83.

Fatti di nuoto Weekly: Elogio primaverile a Summer McIntosh

La primavera è una stagione straordinaria, forse la più bella. Più dell’inverno, che sa essere romantico ma anche rigido; più dell’autunno, che con i suoi colori è affascinante ma malinconico; più dell’estate, eccitante ma insopportabile nei suoi eccessi.

Oggi, in Fatti di nuoto Weekly, parliamo della stagione preferita di Summer McIntosh, una stagione che per certi versi non esiste più: la primavera.

La primavera è la stagione dei fiori e dei colori, la stagione in cui la speranza nel futuro è finalmente ritrovata, così come le belle giornate di sole tiepido e avvolgente, di profumi e sapori nuovi e antichi. Il vigore che ci da la primavera è insostituibile.

Sembra proprio che la stagione preferita di Summer McIntosh sia la primavera, un momento in cui tutto è possibile ma in cui tutto può anche cambiare repentinamente per trasformarsi in altro, compresi i risultati in vasca.

L’anno scorso, ai campionati canadesi, Summer aveva stabilito due record del mondo e tre record junior, chiudendo la settimana con un ruolino di marcia di questo tipo: 3:56.08 nei 400 stile (WR), 2:06.89 nei 200 misti (WRJ), 2:04.07 nei 200 farfalla (WRJ), 4:25.87 nei 400 misti (WR), 1.53.91 nei 200 stile (WRJ). Aveva già fatto una finale Olimpica e vinto due ori mondiali, ma leggere quei risultati è stato qualcosa di francamente impressionante.

Talmente impressionante da portare l’opinione generale verso l’idea che a Fukuoka, ai Mondiali 2023, avrebbe fatto qualcosa di ancor più eclatante, qualcosa di Phelphsiano. Non è andata così.

A livello di medagliere, a Fukuoka 2023 (2 ori e 2 bronzi) McInotosh è andata leggermente peggio del Mondiale che l’ha messa sulla cartina del nuoto internazionale, Budapest 2022 (2 ori, 1 argento e 1 bronzo), e i tempi che la canadese ha messo in vasca in Giappone sono stati meno impressionanti di quelli della settimana primaverile in patria.

Nei 400 misti, sua gara di punta che ha comunque vinto, ha nuotato 4.27.11 (4.25.87 ai nazionali), mentre nei 400 stile è finita quarta in 3.59.94, vedendosi migliorare il WR da Ariarne Titmus. Nei 200 farfalla, altro oro iridato, ha nuotato 2.04.06, 1 centesimo meglio che in patria, e ha migliorato anche nei 200 stile, dove è giunta terza in 1.54.65, dietro però a Mollie O’Callaghan e Ariarne Titmus, entrambe sotto quel record del mondo che ad aprile sembrava alla sua portata. Nessun fraintendimento: Mondiale ottimo, ma con qualcosa da migliorare.

Primavera più bella dell’estate.

Veniamo quindi ai trials Olimpici di pochi giorni fa, palcoscenico perfetto per sbocciare di nuovo sotto il sole della primavera. Nel day 1, Summer McIntosh si è buttata in vasca nei 400 stile, gara che è un suo pallino anche (e probabilmente soprattutto) per la potenziale sfida con Ledecky e Titmus, una sorta di livello finale da videogioco, e ha nuotato “solo” 3.59.06, dicendosi delusa per il risultato ottenuto. E qui va fatta una premessa: non è affatto detto che McIntosh abbia scaricato per i trials, non essendo per nulla a rischio una sua qualificazione in tutte le gare – considerato lo standard delle sue prestazioni – ma è possibile che la preparazione sia stata almeno un pochino finalizzata per competere ad alti livelli, perlomeno per avere un riscontro significativo a circa due mesi da Parigi. Dovessi dare una percentuale, direi 75-80%.

Qualche indizio in più ce lo dà il tempo messo a segno il giorno dopo nei 200 stile, 1.53.69, a 4 centesimi dal personale di Fukuoka e pochi decimi dal crono di un anno fa ai nazionali, condito da un’espressione a metà tra il disappunto e la noncuranza, molto adolescenziale, molto Summer McIntosh. Essendo i 200 stile gara significativa sia in chiave staffetta (il Canada è in profumo di medaglia), sia per un’eventuale anche se meno probabile ennesima sfida con Ledeky e Titmus (più O’Callaghan), si può dedurre che McIntosh abbia preparato i trials per benino, e che forse il vero colpo ce l’avesse ancora in canna. E infatti, due giorni dopo, arrivano i 400 misti, la riviera ligure della primavera di Summer McIntosh.

4.24.38, record del mondo migliorato di un secondo e mezzo, gara spaziale – così suddivisa: 59.18 a delfino, 1.07.12 a dorso, 1.17.13 a rana (quasi 2 secondi meglio del tempo dell’anno scorso), 1.00.95 a stile – e finalmente un bel “It was awesome!” pronunciato col sorriso stampato sul giovane e ancora acerbo viso. Primavera finalmente arrivata.

Nei giorni successivi, la fioritura di Summer è stata bella ma meno esplosiva di un anno fa, quasi a ricalcare la primavera che stiamo vivendo dalle nostre parti, così inoltrata da essere troppo vicina all’estate. Nei 200 farfalla ha nuotato un ottimo 2.04.33, tempo secondo solo a quello di Fukuoka è comunque migliore dei trials 2023, mentre nei 200 misti ha chiuso in 2.07.06, messa in seria difficoltà da Sydney Pickrem e, forse, dalla stanchezza.

A Parigi avrà una settimana intensa e affascinante, nella quale proverà a confermare i due ori cardine del suo programma, 400 misti e 200 farfalla, tentando di venire a capo dei 200 misti, gara che sembra non imbroccare ancora alla perfezione, e provando un nuovo assalto ai complicati 400 stile (senza trascurare le staffette).

Il tentativo di trasformare l’estate in una bella primavera, per Summer McIntosh, è partito.

See you later!

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Foto: Fabio Cetti | Corsia4

60° Sette Colli | A Roma si comopleta la squadra Olimpica per Parigi 2024

Ci saranno tanti azzurri al via per il 60° Trofeo Sette Colli – Internazionali di nuoto, che si disputerà allo Stadio del Nuoto del Foro Italico di Roma, da venerdì 21 a domenica 23 giugno.

Oltre ai prestigiosi titoli della manifestazione, in palio anche gli ultimi pass olimpici per completare la Nazionale che volerà a Parigi dal 27 luglio al 4 agosto 2024.

Le batterie, e le serie più lente per 800 e 1500,  saranno trasmesse in streaming la mattina a partire dalle 10.00, mentre al pomeriggio a partire dalle 18.00 si disputeranno el Finali A e B e le serie più veloci in diretta su Rai Sport HD.

I Convocati Azzurri – Nazionale A

Lisa Angiolini (Carabinieri / Virtus Buonconvento), Anita Bottazzo (Fiamme Gialle / Imolanuoto),  Martina Carraro (Fiamme Azzurre), Arianna Castiglioni (Fiamme Gialle / Team Insubrika), Costanza Cocconcelli (Fiamme Gialle / NC Azzurra 91), Sara Curtis (CS Boero), Giulia D’Innocenzo (Carabinieri / CC Aniene), Francesca Fangio (Esercito / In Sport Rane Rosse), Sara Franceschi (Fiamme Gialle/Livorno Aquatics), Sonia Laquintana (Azzurra 91), Emma Virginia Menicucci (Esercito / CC Aniene), Sofia Morini (Esercito / Azzurra 91), Margherita Panziera (Fiamme Oro/CC Aniene), Francesca Pasquino (In Sport Rane Rosse), Benedetta Pilato (Fiamme Oro/CC Aniene), Simona Quadarella (CC Aniene), Giulia Ramatelli (Esercito / Aurelia Nuoto), Chiara Tarantino (Fiamme Gialle / In Sport Rane Rosse)

Domenico Acerenza (Fiamme Oro / CC Napoli), Federico Burdisso (Esercito/Aurelia Nuoto), Giacomo Carini (Fiamme Gialle / Can. Vittorino da Feltre), Thomas Ceccon (Fiamme Oro/Leosport), Simone Cerasuolo (Fiamme Oro / Imolanuoto), Matteo Ciampi (Esercito/Livorno Aquatics), Paolo Conte Bonin (Team Veneto), Luca De Tullio (Fiamme Oro / CC Aniene), Leonardo Deplano (Carabinieri/CC Aniene), Stefano Di Cola (Marina Militare/CC Aniene), Manuel Frigo (Fiamme Oro/Team Veneto), Michele Lamberti (Fiamme Gialle / GAM Brescia), Nicolò Martinenghi (CC Aniene), Filippo Megli (Carabinieri / RN Florentia),  Alessandro Miressi (Fiamme Oro/CN Torino), Lorenzo Mora (Fiamme Rosse / Amici del Nuoto dei Vigili del Fuoco Modena), Gregorio Paltrinieri (Fiamme Oro / Coopernuoto), Federico Poggio (Fiamme Azzurre/Imolanuoto), Alessandro Ragaini (Carabinieri / Team Marche),  Alberto Razzetti (Fiamme Gialle / Genova Nuoto My Sport), Matteo Restivo (Carabinieri/RN Florentia), Gianmarco Sansone (Emmeci), Ludovico Viberti (CN Torino) e Lorenzo Zazzeri (Esercito/RN Florentia).

I Convocati Azzurri – Nazionale Under 23

Matilde Biagiotti (Fiamme Oro / RN Florentia), Paola Borrelli (Team Veneto), Antonietta Cesarano (Fiamme Oro / Time Limit), Noemi Cesarano (Time Limit), Chiara Della Corte (Campania Sport), Claudia Di Passio (CC Aniene), Francesca Fresia (Carabinieri / Aquatica Torino), Erika Gaetani (Carabinieri / In Sport Rane Rosse), Sara Gailli (Marina Militare / CC Aniene), Anita Gastaldi (Carabinieri / VO2 Torino), Giada Gorlier (Aquatica Torino), Anna Chiara Mascolo (Carabinieri / Hidron Sport), Viola Scotto di Carlo (Napoli Nuoto), Federica Toma (Carabinieri / In Sport Rane Rosse), Francesca Zucca (Esperia Cagliari)

Christian Bacico (Como Nuoto), Michele Busa (Imolanuoto), Andrea Camozzi (Trezzo Nuoto), Giovanni Caserta (Esercito / In Sport Rane Rosse), Davide Dalla Costa (Fiamme Gialle / Team Veneto), Matteo Diodato (Livorno Aquatics), Ivan Giovannoni (Esercito / Aurelia Nuoto), Gabriele Mancini (Marina Militare / CN Torino), Christian Mantegazza (Trezzo Nuoto), Davide Marchello (Esercito / Aurelia Nuoto), Simone Martelli (Hidron Sport), Alessandro Tredici (Hidron Sport).

Foto: Fabio Cetti | Corsia4

Road to Parigi, il Recap dei Trials Canadesi

In Canada sono tutti pronti!

Dopo un’intensa settimana di Trials, il team della foglia d’acero ha tirato fuori i suoi alfieri che voleranno a Parigi a caccia di medaglie. Saranno in 29 a difendere i colori canadesi in quel dei Giochi, e le ambizioni sono tutt’altro che velleitarie per buona parte dei convocati!

Solita McIntosh!

Finiti gli aggettivi per Summer McIntosh. Il talento classe 2006 si candida sempre di più a volto dei Giochi e lo fa anche grazie all’ennesimo record del mondo! Nei 400 misti migliora il 4’25’’87 nuotato lo scorso anno abbassandolo a 4’24’’38, scavando un distacco sempre più grande con le principali avversarie (Kaylen McKeown al momento la più vicina con 4’28’’22).

McIntosh che a Parigi porterà da prima della classe anche i 200 farfalla, dove ha avvicinato il suo primato mondiale Junior e record nazionale nuotando in 2’’04’’33 mentre nei 200 misti timbra 2’07’’06, suo migliore stagionale e terzo al mondo, ad una manciata di centesimi da McKeown e Douglass. Dodici sono anche i centesimi che la separano in stagione dalla migliore nei 200 stile: con 1’53’’69 sfiora il suo personale prendendosi l’ennesima qualifica e la palma di sfidante momentanea di Mollie O’Callaghan.

Solo una delusione per la McIntosh, come da lei stesso dichiarato: i 400 stile, vinti comunque con pass olimpico in 3’59’’06 ma effettivamente lontano ben tre secondi dalla sua migliore versione! 

A Parigi potremmo dunque vederla in acqua parecchio, con la caccia potenziale a ben sei ori contando anche la 4×200 dove, come vedremo però al momento le ragazze non sembrano avvantaggiate per la vittoria finale!

​Le due facce dei velocisti

C’è ride, c’è chi piange: se andiamo a vedere il livello di salute dello sprint canadese troviamo diversi stati d’animo. Quello più positivo è senza dubbio di Joshua Liendo!

Il talento di Toronto è in stato di forma pazzesco e lo dimostra con due nuovi record nazionali e tre pass per i Giochi. Parte forte con i 100 farfalla, vinti in 50’’06, nuovo record nazionale migliorato: in batteria, con 50’’33 aveva già limato di un centesimo il suo primato, frantumato poi in finale con questo crono che lo issa in testa al ranking mondiale stagionale e al quinto all-time! Mica male!

Nello stile poi si ripete: manca il primato nazionale nei 100, ancora in mano all’eterno Brent Hayden, ma firma comunque un 47’’55 di tutto rispetto che lo manda al terzo posto mondiale stagionale, mentre nei 50 cancella di quasi due decimi il suo record canadese del 2022 nuotando in 21’’48!

Dalle stelle alle stalle: se Liendo è il volto felice dello stile, e non solo, canadese, la delusione è tutta in Penny Oleksiak. La campionessa olimpica di Rio 2016 non scenderà infatti in acqua a Parigi in gare individuali, ma lo farà solo nelle staffette: malissimo infatti la Oleksiak nei 200 stile, dove chiude lontana dal tempo limite e dalle prime nuotando sopra i 2 minuti. Meglio nei 100, dove vince in 53’’66 riscattandosi in parte ma mancando il tempo limite di appena 5 centesimi, mentre nei 50 bissa il successo in 25’’06 restando sempre lontana tre decimi dal limite imposto.

Ragazze, una certezza… e ragazzi da record!

Non solo McIntosh e questo già lo sappiamo. Il team canadese ha una generazione prospera di talento soprattutto al femminile. Oltre a Oleksiak, anche Taylor Ruck non è quella di una volta e il biglietto olimpico se lo assicura solo con la staffetta, ma c’è chi non fa rimpiangere le due “vecchie” leonesse.

Due su tutti: Margaret MacNeil, in palla nei 100 farfalla con un ottimo 56’’61 e Kyle Masse, che torna su tempi nuotati ormai diversi anni fa. Lo fa nei 100 dorso chiusi in 57’’94 e nei 200, vinti in 2’06’’24 rispettivamente terzo e quarto crono mondiale stagionale. Brave!

Oltre a Liendo, cadono altri due primati nazionali conditi da pass olimpico: ci riescono Finlay Knox nei 200 misti, vinti in 1’56’’07 meglio del suo 1’56’’64 nuotato a febbraio, e Black Tierney che con 1’56’’74 nei 200 dorso cancella di circa due decimi il Markus Thormeyer del 2019.

Capitolo staffette

Occhio che in quattro si sta meglio! Le staffette sono un bagaglio importante per il Canada che a Tokyo han portato due medaglie, entrambe al femminile. Anche per quest’anno la sezione forte sembra la loro, anche se in leggero calo rispetto al 2021.

La 4×200 è solida e oltre alla McIntosh offre Mary Sophie Harvey a 1’55’’44, tempo che le vale anche il pass individuale. Manca qualcosa nelle altre due frazioni, tanto per non considerare le canadesi per il podio. Meglio la veloce, con Harvey, Oleksiak e Ruck tutte intorno ai 54’’ oltre alla classe 2003 Brooklyn Douthwright. C’è da difendere un difficile argento olimpico. La mista viene del bronzo di Tokyo e sulla carta è la migliore delle tre: il dorso della Masse, che ha le spalle coperte anche dalla Wilm, la farfalla di MacNeil e lo stile di Oleksiak sono garanzie, mentre la rana è affidata a Sophie Angus che sfiora anche il pass individuale con 1’06’’96 (pass raggiunto invece nella doppia distanza da Pickrem e Wog).

Uomini, note dolente: le zero medaglie di Tokyo molto probabilmente si ripeteranno. Nella 4×100 tolto Liendo la media è di 48’’ basso, mentre nella 4×200 nuotano tutti sopra l’ 1’47’’ e mezzo (occhio ai giovani con un 2003 e un 2005 convocati).

La mista sarebbe la migliore, con il dorso di Tierney e Acevedo, entrambi al pass olimpico con 53’’48 e 53’’55, la farfalla e lo stile in mano a Liendo e ai suoi gregari, Kisil a stile o Kharun a farfalla (51’’09 nei 100 e soprattutto 1’54’’41 nei 200). Peccato per la rana, che non trova atleti sotto al minuto e taglia fuori ogni speranza di medaglia.

Rana tallone d’Achille canadese, a meno di sorprese anche nella mistaffetta mista che trova anche un livello mondiale decisamente elevato.

I qualificati per Parigi 2024

Javier Acevedo
Sophie Angus
Alex Axon
Jeremy Bagshaw
Julie Brousseau
Brooklyn Douthwright
Emma Finlin
Mary-Sophie Harvey
Apollo Hess
Patrick Hussey
Tristan Jankovics
Ella Jansen
Ilya Kharun
Yuri Kisil
Finlay Knox
Josh Liendo
Kylie Masse
Summer McIntosh
Margaret (Maggie) MacNeil
Emma O’Croinin
Penny Oleksiak
Sydney Pickrem
Regan Rathwell
Taylor Ruck
Rebecca Smith
Blake Tierney
Lorne Wigginton
Ingrid Wilm
Kelsey Wog

Foto: Fabio Cetti | Corsia4

Il Nuoto alle Olimpiadi di Parigi 2024: i 200 farfalla

I 200 farfalla, una delle gare più dure del programma natatorio in vasca, hanno una storia olimpica abbastanza recente: i maschi si sfidano sulla distanza da Melbourne 1956 (per un totale di 17 campioni), mentre le donne da Città del Messico 1968 (14 campionesse).

Il dominio statunitense in questa gara è assoluto ed è composto da un totale di 29 medaglie conquistate – delle quali 14 d’oro – su 74 totali.

Al maschile, gli USA hanno quasi monopolizzato la distanza, vincendo 10 dei 17 ori disponibili e rendendo la sconfitta in questa gara quasi un’eccezione, verificatasi proprio nell’ultima edizione di Tokyo 2020ne. Al femminile la situazione è meno sbilanciata, con gli States hanno 4 ori e sono seguiti dalla dalla Cina e dalla DDR, appaiate a quota 3.

Sono sei gli atleti in grado di battere il record del mondo nella finale olimpica dei 200 farfalla, e tra questi ci sono Mark Spitz e Michael Phelps nelle rispettive Olimpiadi dei record.

Jon Sieben, l’australiano vincitore nel 1984, migliorò il world record di un solo centesimo – nuotando però 4 secondi meglio del proprio personale – mettendo a segno una inaspettata vittoria ai danni dei ben più accreditati Michael Gross e Pablo Morales. Tra i campioni c’è anche il russo Denis Pankratov, che ad Atalanta nuotava le apnee della prima vasca oltre i 25 metri di lunghezza: è anche grazie a lui se oggi il regolamento le limita a 15 metri.

L’Italia è andata vicino alla medaglia con Fritz Dennerlein, che si piazzò quarto nell’Olimpiade di casa, quella di Roma 1960, ed è finalmente salita sul podio a Tokyo 202one, con Federico Burdisso splendido bronzo.

Ci sono due atlete che, vincendo i 200 farfalla, hanno regalato la prima medaglia d’oro femminile nel nuoto alle loro nazioni e sono Otylia Jędrzejczak, polacca campionessa ad Atene 2004, e Mireia Belmonte Garcia, vincitrice a Rio de Janeiro 2016. Proprio la spagnola ha interrotto la striscia di due vittorie cinesi che durava dal 2008, quando Liu Zige ha per la prima volta infranto il record del mondo, limite che ha successivamente portato fino all’incredibile tempo di 2’01”81.

A Tokyo, l’oro è tornato alla Cina grazie a Zhang Yufei, che ha preceduto la coppia americana composta da Regan Smith e Hali Flickinger. Sono due le italiane in finale ai Giochi nei 200 farfalla: Ilaria Tocchini, ottava a Barcellona 1992, e Paola Cavallino, settima ad Atene 2004.

La Curiosità

Per diventare la leggenda del nuoto che tutti abbiamo conosciuto, Michael Phelps ha dovuto ampliare il suo programma gare fino ai limiti di quanto un atleta possa umanamente preparare. Non a caso, nessuno nella storia del nuoto è mai riuscito a gareggiare in maniera competitiva in ben 5 distanze individuali – e tre staffette – così diverse tra loro. Ma la storia internazionale del Michael Phelps atleta è partita dai 200 farfalla, distanza che per prima ha dato soddisfazioni al ragazzo di Baltimora, regalandogli il primo world record (30 marzo del 2001) e la prima medaglia d’oro internazionale (Fukuoka 2001).

Proprio per questi motivi, Phelps era particolarmente affezionato a questa gara che, a Londra 2012, si apprestava a vincere per la terza volta consecutiva. Ma tra lui ed il tris d’oro c’era un ragazzo sudafricano di vent’anni di nome Chad le Clos, cresciuto nel mito di Michael Phelps, che turno dopo turno ha preso fiducia nei suoi mezzi e si è trovato, nella finale, a poter approfittare di uno dei rari momenti di difficoltà nell’intera carriera del più forte nuotatore di sempre. Le braccia del campione americano non rispondevano come al solito e l’ultima vasca dei 200 farfalla è diventata per lui un’agonia. Le Clos è riuscito a risalire fino a vincere per soli 5 centesimi il suo primo ed incredibile oro Olimpico, negando al suo rivale la striscia di imbattibilità nella sua gara più rappresentativa.

Quattro anni più tardi, a Rio de Janeiro, Phelps si prenderà la rivincita, mettendosi dietro tutti – le Clos compreso – e riprendendosi l’oro dei suoi 200 farfalla.

Parigi 2024

Si sta parlando molto, ultimamente, delle condizioni fisiche e mentali di Kristóf Milák, il campione in carica della distanza, che è riuscito nel 2019 a portare il record del mondo ad un apparentemente inarrivabile 1.50.73. Anche nel 2024, un Milák mediamente in forma non avrebbe rivali, ma sul suo effettivo rientro alle competizioni ci sono ancora diversi dubbi. Ecco quindi che subentrano le alternative, da Tomoru Honda a Krzysztof Chmielewski, passando senza dubbi da Leon Marchand, che per disputare l’Olimpiade perfetta deve necessariamente puntare anche i 200 delfino. L’Italia ha in Alberto Razzetti, che a Doha ha vinto la medaglia d’argento, un outsider di lusso, pronto a sfruttare l’occasione della finale, mentre è ancora in forse la qualificazione del bronzo uscente Burdisso.

Tra le donne la favorita d’obbligo è Summer McIntosh, che nel suo programma monstre darà sicuramente centralità a questa gara e ai misti, senza tuttavia disdegnare lo stile libero. A impensierirla potrebbe essere proprio Regan Smith, chiusa a dorso da McKeown e in cerca del suo primo oro ai Giochi, ma ci sarà anche la campionessa uscente Zhang Yufei, che rimane comunque detentrice anche del record Olimpico (2.03.86).

Foto: Fabio Cetti | Corsia4

Fatti di nuoto Weekly: semplici problemi, semplici soluzioni

Con i Trials brasiliani alle spalle e quelli canadesi in corso (#hype McIntosh), Fatti di nuoto Weekly torna nelle vostre bacheche per tessere un filo che parte da Lia Thomas, passa da Ahmed Hafnaoui, Kristóf Milák e Michael Phelps per concludersi con Nicolò Martinenghi.

Eccoci!

Ancora sulla questione trans

Uno studio recente riportato dal New York Times e, in Italia, da Lo Slalom, afferma che le atlete trans perdono, nella transizione uomo donna, molte delle loro potenzialità fisiche di provenienza, smentendo la teoria che finora è andata per la maggiore. Se questo fosse vero andrebbero rivisti i regolamenti che finora hanno di fatto impedito ai trans di gareggiare con le donne, scoperchiando una problematiche che non è solo sportiva, ma anche politica e sociale, potenzialmente uno dei punti di rottura più importanti della nostra epoca.

È presto per capire se ci sarà o meno un cambio di direzione, ma l’argomento potrebbe tornare ad essere in primo piano, specialmente dopo i Giochi Olimpici, e c’è da scommettere che sentiremo ancora parlare di Lia Thomas.

Problemi in Tunisia

Prima di tutto, la notizia su Ahmned Hafnaoui, la cui partecipazione ai Giochi sembra a rischio a causa di un per ora non specificato infortunio. Sarebbe un bel dramma per la Tunisia, che ha scoperto nel mezzofondista il volto di una Nazione intera, e anche per il nuoto in generale, che perde uno dei protagonisti annunciati, tra i dominatori dell’ultimo triennio.

Ma la Tunisia è scossa anche dalla disputa con la WADA, una situazione che ha portato allo scioglimento dei vertici della Federazione nuoto voluto dal primo ministro in persona. Se le cose non cambieranno, la Tunisia non potrà issare la propria bandiera ai Giochi Olimpici, a causa di alcune sanzioni che la WADA le ha inflitto dovute al non adempimento di obblighi sul sistema antidoping. Ci sono stati anche degli arresti, e la situazione non sembra finita qui.

Problemi in Ungheria

Sembra che non siano finiti nemmeno i problemi di Kristóf Milák, rientrato alle competizioni e agli allenamenti qualche settimana fa dopo un lungo stop. Diverse fonti riportano infatti che il campione Olimpico dei 200 farfalla abbia saltato nuovamente molti allenamenti e non sia ancora in linea con ciò che i tecnici vorrebbero da lui. In Ungheria sta salendo l’ansia per l’avvicinarsi inesorabile dei Giochi e la possibile perdita di medaglie che un suo eventuale flop potrebbe significare.

Dovremmo vederlo presto all’opera, al Mare Nostrum e poi agli Europei, e allora sarà più semplice verificarne le condizioni. Nel frattempo, mi oppongo categoricamente alla teoria dell’atleta che deve andare oltre ogni umana sopportazione del dolore fisico e soprattutto mentale per raggiungere l’obiettivo imposto da altri: rovinarsi la vita non vale mai la pena.

Phelps sereno

Lo dice anche Michael Phelps, che continua la sua personale battaglia per la sensibilizzazione sulle problematiche mentali nello sport, portando in giro per il mondo la sua personale esperienza (che poi si avvicina a quella di molti di noi). Se il più titolato di sempre alle Olimpiadi è il primo a dire che di salute mentale si può anche morire, dovremmo forse ascoltarlo, o almeno provarci.

Intanto lui sembra sereno e finalmente in pace, e si illumina quando parla del figlio che ha appena esordito ad una piccola gara scolastica “distruggendo” gli altri bambini (cuore di papà). A proposito: che differenza enorme tra una comparsata di Phelps e una di un nostro qualsiasi nuotatore in TV. Sarà solo un problema di autori?

Piccola chiosa personale

Senza il bisogno di autori ma con la sola presenza di amici e affetti, Nicolò Martinenghi è riuscito ad emozionare con le sue parole al Trofeo Città di Gorla, intitolato alla memoria del suo primo allenatore Franco De Franco. Va detto che stiamo parlando di un atleta dalla grande sensibilità, dimostrata in diverse occasioni pubbliche e non, ma la verità è che le cose semplici sono anche quelle che, spesso, restano più vive in noi.

See you later!

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Foto: Fabio Cetti | Corsia4

Raduni nazionali: velocisti a Ostia, Mezzofondisti e mististi al CPO di Livigno

Continuano i raduni per gli atleti di interesse nazionale in avvicinamento al Sette Colli: un gruppo di velocisti parteciperà a tre giorni di monitoraggio presso il Centro Federale di Ostia, mentre il Centro di Preparazione Olimpica di Livigno opsiterà una selezione di mezzofondisti e mististi.

Vediamo i convocati per i collegiali.

Nuoto – Ostia, Centro Federale – Polo Acquatico Frecciarossa dal 13 al 15 maggio

Atleti: Antonietta Cesarano (Fiamme Oro/Time Limit), Noemi Cesarano (Time Limit), Costanza Cocconcelli (Fiamme Gialle/Azzurra 91), Giulia D’Innocenzo (Carabinieri/Aniene), Erika Gaetani (Carabinieri/In Sport Rane Rosse), Sara Gailli (Marina Militare/Aniene), Anna Chiara Mascolo (Carabinieri/H Sport Firenze), Emma Virginia Menicucci (Esercito/Aniene), Sofia Morini (Esercito/Azzurra 91), Viola Scotto di Carlo (Napoli Nuoto), Chiara Tarantino (Fiamme Gialle/In Sport), Federica Toma (Carabinieri/In Sport), Christian Bacico (Como Nuoto), Alessandro Ragaini (Team Marche).

Staff: direttore tecnico della Nazionale Cesare Butini, responsabile tecnico della Nazionale giovanile Marco Menchinelli, tecnico Stefano Franceschi, tecnico per la video analisi Ivo Ferretti e il preparaztore atletico Marco Lancissi.

Tecnici invitati: Andrea Cavalletti, Andrea Sabino, Daniele Di Nizio, Marco Marsili, Mauro Borgia e Fabrizio Fusco.

news Federnuoto

Nuoto – CPO Livigno, dal 18 maggio all’8 giugno

Atleti: Matilde Biagiotti (Fiamme Oro/RN Florentia), Francesca Fangio (Esercito/In Sport Rane Rosse), Sara Franceschi (Fiamme Gialle/Livorno Aquatics), Sofia Morini (Esercito/NC Azzurra 91), Simona Quadarella (CC Aniene), Filippo Bertoni (CC Aniene), Matteo Ciampi (Esercito/Livorno Aquatics), Gabriele Detti (Esercito/In Sport Rane Rosse), Luca De Tullio (Fiamme Oro/CC Aniene), Matteo Lamberti (Carabinieri/GAM Team), Alberto Razzetti (Fiamme Gialle/Genova Nuoto My Sport).

Staff: tecnici Stefano Franceschi, Christian Minotti e Maurizio Divano, il medico federale Lorenzo Marugo, il fisioterapista Stefano Amirante e il preparatore atletico Alessandro Conforto.

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Foto: Fabio Cetti | Corsia4

Notizie migliori arrivano dai 200 dorso donne, dove Margherita Panziera spalleggia con le migliori ed entra in finale con il terzo tempo. 2’10’’50 è un buon crono, ma per la medaglia servirà almeno quanto nuotato a Budapest (2’09’’43) perché la concorrenza è alta.

L’ultima semifinale di giornata sono i 50 farfalla uomini, con il dominio del bronzo di mondiale Andrii Govorov, primo senza affanni in 23’’17. A spessore internazionale solo Konrad Czerniak può infastidirlo, ma il polacco non sembra al meglio ed è dentro solo con l’ottavo crono in 23’’76. Per l’Italia out Carini in batteria, fuori anche Andrea Vergani, che trova la semi chiusa al 14° posto in 24’’20.

Chiudono le ragazze della 4×100 stile: il Canada con Katerine Savard in apertura vince in 3’39’’21, due decimi meno della Russia e poco meno di un secondo più veloce degli USA. L’Italia con Aglaia Pezzato, Paola Biagioli, Rachele Ceracchi e capitan Laura Letrari chiude settimana in 3’42’’71.

Oggi la seconda giornata con le finali a partire dalle 13.02 italiane!!

(foto copertina: Federnuoto.it)