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Universiadi, Taipei, day 1: l’Italia è d’argento con la 4×100 stile uomini!

Universiadi, Taipei, day 1: l’Italia è d’argento con la 4×100 stile uomini!

Giorno uno subito ricco di protagonisti, con tanti giovani ma anche parecchie stelle già discretamente affermate. Una di queste è senza dubbio l’ucraino Mykhailo Romanchuk, che dopo l’argento mondiale e il testa a testa con Paltrinieri va a prendersi gloria in solitaria con la cavalcata vincente dei 400 stile, vinti in 3’45’’96, nuovo record delle Universiadi.

Per i colori azzurri restano fuori dalla finale sia Filippo Megli undicesimo che Fabio Lombini tredicesimo, ma una stretta al cuore mi arriva quando leggo il nome di Andrea Mitchell D’Arrigo chiudere in ultima posizione la finale (nuotando quasi dieci secondi in più della qualifica dove aveva chiuso quarto in 3’49’’84!), non tanto per la prestazione ma per la bandierina USA a fianco del suo nome!

Faccio un salto in avanti per andare a vedere invece quanto di bello c’è stato per l’Italia. I sogni di medaglia di questa prima giornata erano affidati ai velocisti della 4x100 stile maschile e i ragazzoni della next generation non hanno steccato. Solo gli Stati Uniti sono più forti di Lorenzo Zazzeri, Ivano Vendrame, Alex Di Giorgio e Alessandro Miressi che strappano l’argento in 3’15’’24.

Tornando indietro troviamo la buona finale conquistata da Elena Di Liddo nei 50 farfalla. La pugliese, vista in ottima forma all’Energy for Swim, trova un piazzamento tra le migliori otto con 26’’74, mentre l’altra azzurra in semi, Aglaia Pezzato, rinuncia a scendere in acqua in vista della finale della 4x100 stile.

Altra semi è quella dei 100 dorso uomini, priva di azzurri in acqua, tutti eliminati in mattinata con Matteo Milli 17° e Matteo Restivo 22° entrambi appena sotto al 56’’. Il primo tempo d’accesso lo ottiene l’americano Justin Ress con 53’’34 mentre tra i big spicca la qualifica di Kosuke Hagino, quinto al momento con 54’’57.

Tocca alla finale dei 400 misti donne, dove Carlotta Toni lotta ma chiude in ottava posizione con 4’47’’35 dopo il buon 4’43’’91 della mattina. Stravince la giapponese Yui Ohashi con il nuovo record Universitario di 4’34’’40.

Si torna alle semifinali con i ragazzi dei 100 rana. Un campione olimpico al via, è il kazako Dmitriy Balandin che si prende il primo posto parziale in 1’00’’27 di due decimi più veloce dell’australiano Wilson. Poca Italia, con Andrea Toniato ultimo e fuori in 1’01’’92, mentre Federico Poggio è rimasto il primo degli esclusi dopo le batterie con 1’01’’83.

Speciale MasterS, 10° Trofeo Città di Saronno: 2 record e vittoria per la B.Fit Legnano

Trofeo Città di Saronno

 

Data: 10/11 novembre 2018
Sede: Saronno – piscina comunale
Vasca: 25 metri – 8 corsie
Organizzazione: Rari Nantes Saronno

Atleti

Società

Record Totali

Classifica di Società

B.Fit Legnano Nuoto LOM 58.876,70
Team LombardiaNuoto LOM 55.752,93
Nuotatori Del Carroccio LOM 52.028,33

 

Metodo: somma dei punteggi tabellari ottenuti dai primi 10 classificati di ogni categoria e gara, maschi e femmine comprensive anche dei risultati delle staffette.

La società organizzatrice – Rari Nantes Saronno – per fair play si esclude dalla premiazione (65.745,70).

La prima tappa del Circuito Nord Ovest è stata archiviata, nonostante le difficoltà di questo avvio di stagione dovute alla nuova piattaforma gestionale FIN, il 10° Trofeo Città di Saronno ha visto un numero di partecipanti molto vicino a quello record della scorsa edizione registrando un calo di poco più del 5%.

Due i record italiani stabiliti durante la manifestazione: Giorgio Perondini nei 100 dorso M80 con 1.42.70 (870.59) batte il precedente 1.45.02 di Michele Maresca del 2015; mentre la formazione del Forum Assago M120 (vedi foto di R. consilvio) composta da Francesca Romeo, Enrico Carnemolla, Andrea Tramelli e Viviana Viscardi nella MiStaffetta 4x100 mista con 4.16.92 cancella il 4.17.36 nuotato la scorsa settimana dalla Roma Nuoto Master (Filosi, Piccardo, Viola, Evangelisti).

Le migliori prestazioni assolute arrivano entrambe nello stile libero veloce: Carlo Travaini nei 100 M55 con 56.82 nuota a 7 decimi dal suo primato italiano M55 e raccoglie 985.57 punti e Daniela De Ponti nei 50 M50 grazie al crono di 29.17 totalizza 947.89 punti.

Il premio in palio messo da Boneswimmer per la tappe del Circuito Nord Ovest “8DI8” è stato vinto da Luisa Lancia.

Siamo molto soddisfatti e orgogliosi di aver realizzato per la prima volta un trofeo con edizione serale.

Abbiamo ricevuto molti complimenti per l’organizzazione e siamo felici che le squadre si siano trovate bene.

I disguidi per la nuova gestione informatica sono stati risolti, anche se la presenza di numerosi ST [senza tempo NdR] ha causato qualche batteria poco omogenea.

Chiara Cantù – Presidente del RN Saronno

50 dorso
Unico punteggio over-900 per Laura Bozzato prima M25 in 29.97 (908.91), limite sfiorato invece per Daniele Forlani che con 27.93 negli M40 fa 899.39 punti; crono più veloce per Iaroslav Anfossi oro M25 in 26.62 (895.94).

100 farfalla
Prova eccellente per Andrea Toja che negli M50 grazie al suo 1.00.95 realizza 966.86 punti, over-900 anche Raffaele Notte oro M45 in 1.03.05 (910.55), mentre sfiora la quota Daniele Forlani primo M$0 in 1.02.70.
Chiara Pulvirenti è la miglior performer il suo 1.09.29 vale la vittoria M35 e 916.73 punti, più veloce di lei solo la M25 Laura Bozzato con 1.08.82 (884.77).

400 stile libero
Si chiude la serata con la prova più lunga: Igor Piovesan negli M45 con 4.14.12 realizza il miglior pnteggio di 981.70 punti, seguono Marco Conti primo M55 in 4.50.86 (927.25) e Andrea Toja M50 con 4.41.23 (909.65). Quota 900 raggiunta anche per l’argento M45 Paolo Piscaglia con 4.37.05 (900.45).
La categoria M40 donne porta la migliori prove: Patrizia Borio vince in 4.55.13 (907.46), alle sue spalle Annamaria Posca in 5.17.79 (842.76).

100 misti
La domenica si riapre con la migliore prestazione di Giada Canavesi che si aggiudica le M25 in 1.08.84 e 931.14 punti davanti a Noemi Zaffaroni con 1.11.31, il secondo tabellare è di Jane Hoag oro M50 con 1.15.23 (928.49).
Miglior perfomer al maschile Giannantonio Scaramel vincente negli M65 con 1.20.35 (881.52), mentre il più veloce è l’M25 Fabrizio De Laurentis con 1.03.30 (872.20).

100 stile libero
Carlo Travaini con 56.82 nuota a 7 decimi dal suo primato italiano M55 e raccoglie 985.57 punti, il più veloce è invece l’M30 Davide Carugati con 54.90 (899.64) seguito da Davide Ceriani con 55.35 (892.32). L’M25 Isabella Gamucci realizza miglior crono e punteggio con 1.03.15 e 880.44 punti.

50 farfalla
Unico punteggio over-900 per Laura Bozzato prima M25 in 29.97 (908.91), limite sfiorato invece per Daniele Forlani che con 27.93 negli M40 fa 899.39 punti; crono più veloce per Iaroslav Anfossi oro M25 in 26.62 (895.94).

200 rana
La primatista italiana M30 Carla Venice realizza il miglior punteggio di 945 punti grazie al suo 2.43.27, secondo tabellare per Jane Hoag oro M50 in 3.02.78 (938.29). Fra gli uomini miglior crono e punteggio per Giacomo Borroni con 2.33.37 e (879.57).

MiStaffetta 4x50 mista
Miglior quartetto per la B.Fit Legnano nuoto M100 con Giacomo Borroni, Carla Venice, Laura Bozzato e Riccardo Monti in 2.00.18 e 925.78 punti.

200 stile libero
Sfiora il muro dei 2 minuti Igor Piovesan che negli M40 con 2.00.09 totalizza 968.94 punti, alle sue spalle Francesco Nicolardi con 2.03.34 (890.55) e Andrea Galluzzo M35 con 2.04.83 (906.11). Al femminile miglior crono e punteggio per Noemi Zaffaroni prima M25 in 2.15.11 (910.37) davanti a Dalila Ronca con 2.17.01 (897.74), bene anche Lucilla Corio oro M50 in 2.28.28 (897.68).

50 stile libero
Ritroviamo al top della classifica Daniela Deponti con la vittoria M50 in 29.17 (947.89), secondo tabellare femminile per Carola Castelli M55 con 31.12 (919.99) e terzo per Grazia Gavoglio M65 con 35.82 (886.93).
Andrea Alberti negli M50 con 26.50 realizza il punteggio più alto di 920.38 punti precedendo Mauro Trucchia argento con 27.43 (889.17), segue la vittoria M45 di Daniele Guidi con 25.90 (916.22) mentre il più veloce è l’M25 Francesco Ferri con 25.02 (888.49).

100 dorso
In chiusura di manifestazione arriva il record italiano M80 di Giorgio Perondini che con 1.42.70 (870.59), il punteggio più alto lo realizza Carlo Travaini che sigla la sua vittoria M55 in 1.07.77 (938.76), miglior crono ex aequo con 1.03.99 per Marco Colombo M35 e Michele Scarciolla (888.11 e 857.01). Al femminile segnaliamo la prova di Clizia Borrello prima M40 in 1.14.25 (883.37).

4x50 stile libero
B.Fit Legnano nuoto protagonista al femminile con il quartetto M100 composta da Isabella Gamucci, Noemi Zaffaroni, Federica Casarotto e Laura Bozzato che con 1.54.74 realizzano 968.45 punti.
Fra gli uomini è la formazione di casa del Rari Nantes Saronno M160 a realizzare il tabellare più alto: Luca Landoni, Leonardo Sanesi, Stefano Borghi e Daniele Buzzetti con 1.46.49 totalizzano 904.50 punti.

Foto: RN Saronno

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45° Trofeo Nico Sapio, Detti e Musso pass mondiale. Pellegrini torna ai suoi 200

Edizione memorabile la quarantacinquesima del Trofeo Nico Sapio di Genova. Se allo Swimmeeting di Bolzano – leggi l’articolo dedicato – abbiamo visto i primi squilli, alla piscina Sciorba arrivano veri e propri fuochi d’artificio.

Direttamente dal Trentino arrivano le americane, che continuano la loro campagna d’Italia regalando spettacolo anche in Liguria. Occhi puntati poi su due rientri eccellenti: quello di Gabriele Detti dopo una stagione travagliata e quello di Federica Pellegrini nei suoi 200 stile, dopo una stagione di astinenza.

E se loro erano le certezze non sono mancate poi le novità e le piacevoli sorprese. Pronti per scoprirle tutte?

Un bel respiro che si parte!

Scelta difficile quello dell’uomo copertina di questa due giorni al Nico Sapio. Scelgo Gabriele Detti, perché rivederlo al top è un piacere per gli occhi. Soprattutto perché il due volte bronzo olimpico con la vasca corta ha un rapporto di amore-odio, avendo raccolto a livello internazionale solo due terzi posti agli Europei, steccando nel mondiale canadese post olimpico.

Bisogna qualificarsi, e lui ci riesce, dopo mesi di problemi alla spalla che l’avevano tenuto lontano anche dall’Europeo di lunga di Glasgow. Gabriele non sbaglia, stampando il nuovo record della manifestazione di 3’39″09, cancellando il vecchio record di Federico Colbertaldo fermo a 3’40″56. Crono che avvicina anche un ottimo Matteo Ciampi, argento in 3’40″69.

Continuiamo con i gran rientranti: non era proprio una prima volta ma quasi per Silvia Di Pietro, che si toglie lo sfizio di salire sul podio dei 50 farfalla nuotati in 26″46. Veloce anche nei 50 stile dove trova la finale con 24″91 e nei 100, dove nuota nuovamente sul 54″ alto. Tempi ancora lontani dal pass mondiale, che però la romana ha dichiarato non essere attualmente alla sua portata.

Chiudiamo la parentesi rientranti con Nicolò Martinenghi, allargando il discorso a tutta la rana in generale. Il buon Nic, dopo una stagione difficile per infortunio, sembra già quello del 2017. Nei 50 rana nuota vicinissimo a Fabio Scozzoli, con soli due decimi che separano i due fenomeni della rana azzurra (26″06 Fabio, 26″29 Nicolò), mentre nei 100 rana avvicina il suo personale con 57″33, restando alle spalle di Scozzoli, mattatore con il record della manifestazione di 57″17.

Rimanendo nella rana da sottolineare il bel duello dei 200 fra vecchia e nuova generazione: Luca Pizzini, con un 50 finale in progressione, mette la mano davanti al classe 2000 Alessandro Fusco, stampando il nuovo primato del Nico Sapio in 2’06″84, con l’alessandrino che chiude a 2’07″73.

Gli occhi di tanti erano però rivolti a Federica Pellegrini: la Divina torna dopo un lungo periodo d’assenza nei suoi amati 200 stile e il ritorno è decisamente piacevole. Vittoria con tanto di record della manifestazione che già le apparteneva di 1’54″30, lontana dai tempi migliori ma comunque in linea con l’inizio della stagione. Anche perché Federica ben figura anche nella gara regina, dove solo Kelsi Dahlia le resta davanti, nuotando in 52″56 contro il 52″70 dell’atleta di Matteo Giunta.

Ed eccoci alle protagoniste a stelle e strisce: la Dahlia riscrive i primati della manifestazione di 50 stile e 50 farfalla (24″02 e 25″07), per non parlare del crono clamoroso dei 100 farfalla, terzo miglior crono mondiale stagionale nella distanza (in testa c’è proprio lei con 54″84): 55″00, cancellata di due secondi Ilaria Bianchi qui terza in 57″64.
La Dahlia non è la sola stella USA a brillare: presente anche Kathleen Baker, che vince 50 dorso con 26″47, primato del Sapio, e 100 dorso in 57″34.

Finita qua? No di certo. I motivi per seguire questo Nico Sapio erano molteplici e non poteva mancare la curiosità della prima volta di Santo Condorelli tutto italiano. L’ex canadese ha nuotato nei 50 stile chiusi al terzo posto in 21″68 e nei 100 dove ha toccato 4° in 48″23. Il rinforzo azzurro dovrà però sudare le proverbiali sette camicie per inserirsi nel gruppo nazionale, dato che prima Federico Bocchia nei 50 stile (21″43 con tanto di show annesso) e poi Davide Nardini secondo nei 100 stile in 47″73 gli hanno messo la mano davanti.

Velocità un po’ ridimensionata a Genova data l’assenza del campione europeo Alessandro Miressi che deve recuperare da un infortunio alla caviglia, al forfait delle finali del 100 di Luca Dotto dovuto a uno stato influenzale.

A suggellare un’edizione da record sono proprio i primati stessi: sono ben 25 i crono caduti rispetto alle vecchie edizioni, alcuni dei quali migliorati dal mattino al pomeriggio. Oltre a quelli già citati da sottolineare quello dei Silvia Scalia nei 50 dorso (26″79) poi limato dalla Baker in finale, ma anche quello di Martina Carraro nei 50 rana (30″59) a cui tocca la stessa sorte ma per mano di Sara Morotti, che beffa la ligure di un centesimo registrando il nuovo record in 30″53.

Storico il record abbattuto da Ilaria Bianchi nelle batterie dei 200 farfalla (rinuncia alla finale in quanto già qualificata in questa prova): 2’06″85 cancella il nome di Francesca Segat, mentre la Cusinato fa follie nei 200 e 400 misti con 2’07″28 e 4’29″41.

Se di storia parliamo occhio a Michael Chadwick, che ritocca il primato dei 100 stile in 46″90, lasciando ad un decimo il crono nuotato da un certo Cesar Cielo. Anche Matteo Ciampi cancella un pezzettino di storia azzurra, con l’1’44″20 nei 200 stile che mette nel “dimenticatoio” il crono da record di Filippo Magnini.

A primato anche Sabbioni nei 50 dorso, e Marco Orsi, che prima stampa 23″00 nei 50 farfalla ma gli viene cancellato al pomeriggio da Kusch, mentre poi si prende definitivamente quello dei 100 misti, nuotati e vinti in 52″65.

Non è record ma vale come se lo fosse il 4’00″44 di Erica Musso, a un secondo dal primato della Muffat ma soprattutto sotto il limite per i mondiali di Hangzhou.

Dal Nico Sapio è tutto, la palla passa a Livorno, al Mussi-Lombardi-Femiano.

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Sportiva Sturla: servono aiuti concreti per la ristrutturazione degli impianti

Pubblichiamo il Comunicato Stampa diramato dalla ASD Sportiva Sturla in merito alla mareggiata del 29/30 ottobre 2018 che ha causato ingenti danni alla struttura dove la Società sportiva opera.

Buongiorno a tutti,

il parziale silenzio di questi giorni da parte nostra di fronte alla devastazione del nostro impianto della Sportiva Sturla non è stato né indifferenza, né tanto meno assenza.

Abbiamo sin da subito ricevuto messaggi di solidarietà, sostegno da parte delle istituzioni, proposte di aiuto sia materiali che economiche e di questo abbiamo ringraziato tutti indistintamente, direttamente o tramite i nostri collaboratori. Noi, però, con la difficoltà del momento, dobbiamo per prima cosa ottenere nel più breve tempo possibile l’agibilità dell’impianto, capire i danni subiti, valutare la quantificazione economica degli stessi e i tempi per poter tornare all’attività. Tutto questo per non creare illusioni in primis a chi lavora con passione alla Sportiva Sturla e secondariamente a tutti i nostri affezionati utenti.

La Sportiva Sturla offre lavoro a 40 persone ( 7 dipendenti i restanti con contratti sportivi) e ospita circa 700 bambini dei corsi nuoto, 300 agonisti dei settori ,nuoto, pallanuoto e salvamento ( con risultati a livello nazionale ed europeo) che dedicano la loro vita allo sport tenendoli impegnati ed instradandoli verso regole costruttive di vita. Migliaia di persone svolgono attività sportiva giornalmente.

La Sportiva Sturla svolge un’attività sociale da quasi un secolo, è un nome conosciuto, stimato ed amato e non potrà più esistere se non troveremo un aiuto importante da parte delle istituzioni o da chi per amore della comunità potrà offrire un importante contributo.

La mareggiata ha spaccato in 2 la piscina piccola facendola sprofondare in spiaggia e distruggendo tutta la parte muraria e portante. Sono andati distrutti gli spogliatoi, si sono allagate le caldaie e tutte le pompe di ricircolo delle acque e del sistema di areazione.
Nella vasca grande sono andati distrutti tutti i serramenti e si è venata tutta la pavimentazione. La piscina si è riempita di detriti e acqua di mare e senza impianto funzionante non è bonificabile.

Nei fondi è esplosa la tubazione di recupero delle acque piovane del Gaslini e ha allagato ed infangato tutto fino alla soletta (2 mt di altezza) causando la distruzione di tutti gli impianti e sfondando parte della pavimentazione della piscina stessa.
Non esistono più serramenti da nessuna parte, i controsoffitti sono crollati e tutte le paratie interne si sono sfondate, arredi ed attrezzature sportive… tutto distrutto.

Ora dopo soli 7 giorni dal disastro della mareggiata del 29 ottobre possiamo solo dire che proveremo a ritornare, non sappiamo se più forti di prima e quando, ma ci proveremo. La Sportiva Sturla non molla ma abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti.

L’impresa è ardua, comporterà sacrifici ma anche e soprattutto con l’aiuto di tutti voi siamo convinti di farcela.

Abbiamo già sistemato i tre nostri settori agonistici che grazie alla solidarietà e disponibilità degli impianti delle società liguri avranno gli spazi per proseguire gli allenamenti durante la stagione.
Daremo la possibilità a tutti i nostri corsisti nuoto e fitness di recuperare tutte le lezioni perse e non appena possibile é nostra intenzione fare una riunione con tutti loro per spiegarne le modalità.

Però come ben saprete lo sforzo economico necessario sarà enorme e pertanto impensabile senza l’aiuto di tutti voi: a partire dai nostri soci in primis, passando dagli sponsor, dal mondo sportivo che ci circonda fino ad arrivare a tutti i simpatizzanti la nostra società che con orgoglio é arrivata a quasi i 100 anni di storia e che nel 2020 vorremmo davvero celebrare insieme.

Per sostenere la ristrutturazione della Sportiva Sturla organizzeremo eventi per supportare economicamente questa “nuova avventura” e accoglieremo con entusiasmo ogni iniziativa con cui vorrete sostenerci.

Abbiamo dedicato anche un conto corrente per raccogliere i vostri contributi presso il Credite Agricole – IBAN IT40E0603001488000064035682 – e fin d’ora Vi ringraziamo per la grande generosità che dimostrerete.

In alternativa al conto corrente potrete provvedere direttamente presso la nostra segreteria negli orari di apertura.

Un ultimo pensiero vorremmo rivolgerlo alle istituzioni che con i loro rappresentanti si sono susseguiti per constatare la devastazione che abbiamo subito.

Abbiamo già detto grazie di cuore per le belle parole ma di pacche sulle spalle e “dai che ce la farete” siamo abbastanza ricchi, ora servono fatti concreti, veloci e molto ben tangibili a cui questa volta non possiamo prescindere.

Seguiteci per gli aggiornamenti dei prossimi giorni.
Grazie a tutti
Il Presidente e tutto il Consiglio Direttivo

Foto: Sportiva Sturla

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Quadarella-Minotti un binomio vincente

Christian Minotti l’aveva avvertita:

O credi in me e in quello che ti propongo, oppure il treno passerà

Era il 2014, all’indomani degli Europei giovanili di Dodrecht, e per Simona Quadarella erano già passati 4 anni con il tecnico romano. Ma ci voleva un punto di svolta, un cambio di passo, un obiettivo più grande e lungimirante.

Quattro anni dopo, 1 bronzo mondiale e 3 ori europei dopo, Simona e Christian guardano ancora avanti. Un obiettivo alla volta.

Lui reduce dall’incoronazione come “miglior allenatore dell’anno“, dopo l’era Morini. Lei, in attesa di iniziare una nuova stagione tutta da scoprire (e che parte subito alla grande con il nuovo Record Italiano assoluto dei 1500 stile libero, fatto dopo questa intervista).

Li abbiamo incontrati a Livigno, al termine di un lungo collegiale in altura durato 3 settimane. È stata un’intervista veloce, rubata in pochi minuti, e non del tutto preparata: fino all’ultimo la discesa da Bormio tramite il passo del Foscagno è stata incerta, visto che ha nevicato per tutta la mattina ma poi è uscito il sole.

Seduti nella hall dell’albergo ci siamo fatti raccontare un po’ di emozioni e di futuri obiettivi dalla “coppia” del momento.

Christian Minotti, allenatore dell’anno, vincitore del premio “Alberto Castagnetti”. Cosa significa per te?

È una soddisfazione grandissima. Il primo dopo l’era Morini, ma soprattutto ripaga per tutto l’impegno e i sacrifici che noi allenatore mettiamo nel crescere questi ragazzi e che spesso non vengono recepiti. Penso che sia anche un grande stimolo per continuare, per prossimi obiettivi di questa stagione e oltre.

Hai preso Simona che ancora era una ragazzina. Sapevi dove poteva arrivare?

Alleno Simona da quando ha 12 anni. È  stato impegnativo e lo è tutt’ora perché per loro è un’età particolare. Bisogna formarli e gestirli completamente, insegnare loro le regole e far emergere il carattere, stimolarli e farli sentire importanti, dare loro attenzioni. Bisogna aiutarli a credere in sè stessi e spingerli a impegnarsi con dedizione. Sapevo che lei poteva arrivare in alto. Ha sempre avuto abbastanza caparbietà e determinazione, e questo conta molto. Certo, ero e sono consapevole che esistono avversarie grandissime, ed è proprio per questo che dopo gli Europei giovanili le ho imposto un cambio di passo. Se voleva qualcosa di più doveva dare qualcosa di più.

Da atleta qualche soddisfazione te la sei tolta, e ora sei un grande allenatore. Che differenza trovi tra i due vissuti e quanto porti tra i tuoi atleti la tua esperienza da ex nuotatore.

Fare l’allenatore è certamente più divertente, e stimolante. Riconosco di essere un rompiscatole, ma un difetto bisogna pur averlo.

Tutto quello che io ho vissuto da atleta e che mi hanno aiutato cerco di portarli sul bordo vasca per loro. Sono pezzi della mia storia e del mio vissuto che cerco di tramandare e insegnare a loro. E cerco di farlo anche con quanto io magari non ho avuto, quel sostegno e aspetto psicologico che oggigiorno è indispensabile.

Non riconoscere un momento no, una giornata storta, una delusione può annullare qualsiasi beneficio, qualsiasi lavoro di giorni fatto con impegno. Da atleta mi è mancato partecipare ai mondiali di Roma 2009, un Campionato del mondo a casa è un’esperienza unica. Li ho vissuti da neo allenatore.

E allora sentiamo direttamente da Simona com’è davvero questo “allenatore dell’anno”. Quale è l’aspetto più negativo e quello più positivo?

Ha già detto lui di essere un rompiscatole, e lo è davvero. Mi controlla anche quanta cioccolata mangio – scherza Simona – Però questo suo “marcarmi stretta” è anche positivo. È sempre lì dietro a sostenermi ma anche a pungolarmi soprattutto quando sono più stanca e vorrei lasciarmi andare.

La Simona Quadarella di 4 anni fa, quando le è stato chiesto un cambio di passo, sapeva di poter arrivare dove è ora?

Sapevo che il talento non bastava. Sapevo che ci voleva qualcosa di più, ci volevano più impegno, più lavoro e più sacrifici. Ci speravo ma ancora non ho ben realizzato. Mi sembra tutto così inaspettato e mi sembra che la gente mi veda un po’ come una marziana scesa sulla terra. Non lo sono. Sono una ragazza normale come tutte le altre, è solo la mia vita che è un po’ diversa e con altre aspettative.

Spesso noi all’esterno ci dimentichiamo che siete giovani e adolescenti che vivono diversamente dai loro coetanei, non meglio o peggio, ma diversamente. Quanto ti manca della classica vita da adolescente?

Sinceramente non lo so neanche. So che ci sono delle differenze ma non so cosa potrebbe mancarmi. Forse perché non ci faccio nemmeno caso, quello che faccio mi rende felice. Anche io ho dei sogni come tutti gli altri.

E questi sogni quali sono?

Mi piace rimanere con la testa sulle spalle. Per ora sogno i Mondiali. Guardo a breve termine. Mi pongo un obiettivo nuovo alla volta. Sono consapevole delle mie forze e delle mie capacità e anche di quelle delle mie avversarie. Lo so che darò tutta me stessa come sempre.

E due giorni dopo quest’intervista Simona Quadarella stabilisce il nuovo Record italiano in vasca corta dei 1500 stile libero.

Un record baciato dalla neve di Livigno e che, in questo avvio di stagione, la riporta là dove l’avevamo lasciata qualche mese fa: tra le migliori di sempre.

Foto: Laura Binda | Corsia4

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Training Lab, periodizzazione moderna dell’allenamento del nuoto

Ogni volta che ci troviamo a trattare di tematiche tecniche relative allo sport moderno, o semplicemente al nuoto moderno e al suo allenamento, può sembrare ripetitivo e tediante partire sempre dallo stesso concetto di base, semplice e scontato, ma che nella sua applicazione non lo è affatto: oggigiorno è fondamentale un allenamento chirurgico, ottimizzato, quindi basato su evidenze scientifiche.

Alle soglie del 2020 ci troviamo in una situazione in cui ormai risulta imprescindibile la necessità di fare le cose sempre più in maniera precisa e dettagliata. Non è più pensabile lasciare un minimo dettaglio nelle mani della casualità, perché molto spesso sono proprio loro che fanno alla fine una differenza macroscopica.

La teoria dell’allenamento è infatti ben identificata in un vero e proprio ramo della ricerca scientifica, e offre sempre più studi basati su dati reali e oggettivi, non opinioni!

Si è passati negli ultimi 50 anni da una concezione basata sull’intuito e l’esperienza sul campo a una nuova forma di allenamento che utilizza al meglio tutti i mezzi della scienza e della sperimentazione, svolge misure accurate, e fornisce modelli di lavoro affidabili.

In realtà non si tratta di un conflitto tra i due approcci dal momento che in tutti i campi della ricerca si è sempre partiti da sperimentazioni e tentativi sul campo, a volte anche grossolani, ma se si vuole apprezzarne e sfruttarne in maniera positiva il risultato, il tutto va valutato, verificato e validato, come insegna il metodo scientifico appunto.

Per quanto riguarda il nuoto di prestazione in termini di ricerche scientifiche, l’apporto maggiore, almeno all’inizio, è stato quello dato dalla fisiologia; ovvero dallo studio via via più approfondito della giusta risposta e del corretto adattamento del fisico alla somministrazione di stress dovuto a carichi di lavoro di diversa entità. Parallelamente, si è arrivati a comprendere sempre meglio il funzionamento ottimale della “macchina atleta” intesa come ciclo di funzionamento del suo motore, in modo da delineare i seguenti aspetti:

  • Sistemi di produzione dell’energia
  • Interazione dei sistemi energetici con i prodotti di scarto derivanti dagli stessi (metaboliti)
  • Ruolo dei sistemi energetici in relazione alla biomeccanica delle nuotate
  • Ruolo dei sistemi energetici all’interno delle varie prestazioni agonistiche

La conseguenza di questa evoluzione si è tradotta in una complicazione dell’allenamento rispetto al passato e in una moltiplicazione notevole di variabili da considerare, sia nella stesura pratica di un programma, che nella valutazione della risposta dell’atleta allo stesso. Risulterebbe così vano ogni tentativo di tenere ben sotto controllo tutte queste variabili e di allenare in maniera corretta i numerosi aspetti che sono emersi, se non si avessero le idee ben chiare sulla somministrazione degli stimoli allenanti del tempo. Per farli interagire costruttivamente in modo che abbiano un effetto sempre positivo sull’atleta, diventa fondamentale la comprensione della cronobiologia dei diversi tipi di stimolo.

Solo somministrazioni di allenamento efficaci e collocate opportunamente nel tempo consentiranno al nuotatore di essere al top della forma nella manifestazione obiettivo, in modo che venga messo nella condizione di esprimere il massimo del suo potenziale. Ecco quindi che è indispensabile trovare un metodo che permetta di organizzare al meglio tutto il sistema allenamento, in modo che sia sempre condizionante in termini positivi. L’obiettivo da perseguire a questo punto non è altro che riuscire a rendere operativi tutti questi nuovi strumenti che si hanno a disposizione.

Il modello operativo che ha il compito di inglobare, processare e finalizzare al meglio tutte le variabili descritte in precedenza si chiama PERIODIZZAZIONE!

Con questo termine si entra sempre di più nel vivo della stesura del programma di allenamento. Infatti, in questa fase si definiscono i contenuti del lavoro da affrontare da un punto di vista cronologico e temporale. Facendo ciò, si deve tradurre quelle che sono le caratteristiche di un progetto di lavoro complesso finalizzato all’ottenimento di un risultato in un dato momento.

I primi studi generali su questo aspetto sono stati affrontati sin dagli anni 50 e hanno portato all’implementazione della curva di super compensazione da parte dello scienziato russo Yakovlev. Ciò che possiamo osservare nella figura sottostante è diventato un vero e proprio postulato e permette di caratterizzare la risposta dell’organismo a un dato periodo di lavoro.

La figura successiva mostra una sovrapposizione successiva delle curve medesime.

Risulta evidente come un’opportuna distribuzione di un carico nel tempo e un opportuno equilibrio tra stimolo allenante e recupero generano un adattamento positivo dell’organismo e lo proiettano a livelli di potenziale biologico sempre superiori.

A questo punto l’argomento di studio negli anni successivi si è focalizzato sui contenuti specifici da collocare e somministrare nei diversi periodi, con le conseguenti definizioni temporali dell’allenamento:

  • Macrociclo: indica i blocchi più grossi che compongono il piano di lavoro stagionale o annuale. Questi periodi hanno una durata che va generalmente dalle dodici alle diciotto settimane.
  • Mesociclo: rappresenta il mattone che costituisce il macrociclo. Per mesociclo intendiamo un intervallo di tempo variabile che dura solitamente dalle quattro alle sei settimane, che può essere caratterizzato da un obiettivo a breve termine, agonistico o anche solo di sviluppo di una qualità specifica.
  • Microciclo: è invece la struttura temporale più semplice. Questo termine viene utilizzato per identificare una singola settimana di allenamento.

Il primo modello proposto porta anch’esso il nome di uno scienziato sovietico. Si tratta del modello di Matveev, che verrà definito “tradizionale” o “classico”. Il nuoto ha seguito per anni questo schema, in quanto la tradizione vuole che negli sport di resistenza, quindi anche nel caso del nuoto stesso, tutti i programmi di allenamento pongano le loro fondamenta su un blocco consistente di lavoro aerobico ad alto volume.

In un percorso stagionale ciò si traduce nel progredire da una tipologia di lavoro più generale a un approccio sempre più simile alla situazione agonistica che la gara richiede. In questa tipologia di modello proposto, l’andamento del carico all’interno del macrociclo rivela un passaggio graduale da un alto volume di allenamento, ad una alta intensità e basso volume man mano che ci si avvicina al periodo agonistico. Anche l’andamento del carico all’interno di ciascun mesociclo evidenzia una graduale riduzione del volume a favore dell’intensità dell’allenamento.

Nella periodizzazione tradizionale si perseguono obiettivi diversi in successione nel corso del medesimo mesociclo e molteplici obiettivi nel corso dello stesso. La scarsa divisione dei contenuti dell’allenamento e la presenza contemporanea di esercitazioni a carattere differente nel programma, realizzano uno dei principi fondamentali del modello di Matveev ovvero l’unità fra carico speciale e generale. Questo principio, pur identificando l’importanza dei contenuti di allenamento sport specifici (detti speciali), tende a sovrapporli con quelli di preparazione generale. Per questo motivo, tale visione è stata criticata aspramente da alcuni studiosi dei decenni successivi, fra tutti l’israeliano Vladimir Issurin nel primo decennio degli anni 2000.

A questo scienziato si deve l’aver formulato la periodizzazione applicata nell’allenamento moderno di diversi sport di prestazione e non, tra cui il nostro amato nuoto. Si tratta di un modello che si identifica come PERIODIZZAZIONE A BLOCCHI!

Il vero cambiamento che ha portato a questo approccio è stato dovuto a diversi fattori, prima di tutto una serie di criticità fisiologiche che sono emerse con l’approccio tradizionale:

  • Lo sviluppo complesso di molte capacità condizionali allo stesso tempo comportava il rischio di ottenere un prodotto scarsamente funzionale (Issurin, 2010)
  • Per via dei troppi task con obiettivi differenti, ma eseguiti nel medesimo periodo producevano conflitti tra processi di adattamento fisiologico scarsamente conciliabili (Issurin, 2010)
  • Non coincidenza degli effetti di allenamento nello sviluppo delle diverse capacità condizionali (Issurin, 2010)
  • Dai punti precedenti ne consegue un alto rischio di overtraining, o anche solo di incapacità di finalizzare le capacità condizionali all’interno della prestazione (allenamento per l’allenamento!)
  • Impossibilità di allenare in maniera profonda un determinato prerequisito di allenamento o di gara per via dei troppi target nello stesso periodo. Tale aspetto risulta limitante specialmente per gli atleti evoluti, che già dispongono di un basso potenziale allenante dato il livello di adattamento già molto elevato in partenza
  • Il rischio di allenamenti dai contenuti misti è di produrre risultati misti (Stegeman, 1981)

Oltre a queste considerazioni non vanno dimenticate delle variabili apparentemente esogene rispetto alla teoria dell’allenamento in senso strettamente fisiologico e biomeccanico, ma che condizionano la periodizzazione: il rinnovamento dei calendari agonistici. Infatti, la richiesta di conseguire diversi picchi di forma anche nell’arco di una sola stagione pone l’accento su un’esigenza di ottimizzare l’allenamento in modo da non avere dei periodi troppo lunghi senza possibilità di partecipare alle competizioni in uno stato di forma adeguato.

Con l’obiettivo di risolvere le problematiche appena descritte ad un rinnovato approccio all’allenamento, che è stato denominato periodizzazione a blocchi.

La sua idea generale suggerisce l’uso e la messa in sequenza di mesocicli (blocchi) specializzati, dove carichi di allenamento altamente concentrati sono orientati su un numero ridotto di capacità condizionali ed abilità tecniche. A differenza della periodizzazione tradizionale, che solitamente tenta di incrementare diverse capacità contemporaneamente, il concetto dei blocchi propone stimoli consecutivi di allenamento di componenti di fitness selezionate accuratamente.

La messa in sequenza razionale di blocchi specializzati presuppone l’esplorazione e la sovrapposizione degli effetti residui di allenamento, un’idea che è stata concettualizzata e studiata recentemente. Concetto già evidenziato da Counsilman negli anni 80.

Si tratta di quel fenomeno per cui, dopo l’interruzione di un carico concentrato di allenamento, il suo effetto si conserva per un certo periodo, per poi scomparire ed il livello della capacità che è stata così sviluppata ritorna gradualmente a quello iniziale. Le diverse capacità condizionali conservano una capacità più elevata, ma a livelli diversi che esprimono la specificità della loro natura funzionale (Issurin, 2010).

Data l’elevata concentrazione di pochi stimoli in ciascun blocco, l’effetto residuo sarà più stabile per essere sfruttato al meglio nel ciclo successivo.

Il modello della periodizzazione a blocchi è un modello a sequenza coniugata e prevede cicli variabili tra 2 – 6 settimane sequenziati nel modo seguente:

  1. Blocco (mesociclo) di accumulo: serve allo sviluppo delle capacità di base, dei prerequisiti generali e delle componenti fondamentali della tecnica.
  2. Blocco (mesociclo) di trasformazione: serve allo sviluppo di capacità più specifiche ed alla trasformazione dell’aumentato potenziale di prestazione. Per funzionare correttamente il tutto deve basarsi sugli effetti residui della fase di accumulo.
  3. Blocco (mesociclo) di realizzazione: serve alla preparazione immediata alla gara per le competizioni principali. Contiene un livello elevato di esercizi che “modellano” l’attività di gara. In questo mesociclo, sfruttando sempre gli effetti residui e ritardati delle fasi precedenti vengono migliorate soprattutto le espressioni dinamiche e sport-specifiche conducendo l’atleta al picco di forma.

Fermo restando che la formulazione tradizionale è stata fondamentale per tutto il seguito che c’è stato nei periodi successivi, l’obiettivo della periodizzazione a blocchi non è quello di smontare e demolire una teoria precedente, ma di apportare alcune revisioni e di suggerire una redistribuzione dei “mattoni” componenti la struttura originaria già ben definiti in precedenza. In altre parole, questo modello alternativo di periodizzazione proposto negli ultimi anni non fa altro che effettuare solo una revisione di quanto già formulato in precedenza, nel senso che le capacità condizionali e le loro modalità di sviluppo non vengono mai discusse, viene solo cambiata la loro sequenzialità e distribuzione nel tempo.

Il modello tradizionale rimane sempre valido per un percorso di allenamento giovanile, proprio perché si sposa su un concetto di sviluppo (si spera) a lungo termine del giovane atleta, e se fatto in modo corretto non comporta le criticità che sono state evidenziate in precedenza, in quanto gli stimoli condizionali non devono essere applicati in modo marcato in un’attività giovanile.

In conclusione, il vero punto di forza della conoscenza di questi aspetti è che dovrebbero essere sempre i veri strumenti che permettono di tracciare la vera strada da seguire nel percorso di preparazione di un atleta, aumentandone sempre più la probabilità di successo e la vera tabella di allenamento deve essere solo il punto di arrivo e mai il punto di partenza. Se accade quest’ultima situazione non si può parlare di programma di allenamento, ma di ricette precompilate, magari in modo corretto, ma per altri atleti e su considerazioni completamente diverse. Con conoscenze approssimative e con basi scientifiche carenti o totalmente assenti è inevitabile ottenere si risultati, ma che avranno sempre una forte casualità.

Infine voglio concludere con degli spunti di riflessione proprio sulla periodizzazione dell’allenamento del nuoto:

  1. le andature codificate come “C1” e “B2” (sempre che siano andature…), dove vanno collocate in una periodizzazione a blocchi?
  2. Ha senso parlare di “B3” come si è sentito ultimamente?
Riferimenti
  1. Issurin V., Block periodization versus traditional training theory: a review. J Sports Med Phys Fitness.2008 Mar;48(1):65-75.
  2. Issurin V., La struttura a blocchi dell’allenamento La concezione della struttura a blocchi dell’allenamento degli atleti di alto livello. Scuola dello sport 56:6-9

Foto copertina: Fabio Cetti | Corsia4

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Corsia Master, il Regolamento del Nuoto per la stagione 2018-19: le novità

Il nuovo Regolamento specifico per il settore Nuoto Master è finalmente online.

Scopriamo quindi se ci sono novità per il circuito Supermaster e per il Campionato italiano Master di Società che negli ultimi anni hanno movimentato gli avvii di stagione… e non solo!

Come di consueto le variazioni del Regolamento rispetto alla precedente stagione sono messe in evidenza in colore rosso: tralasciando gli aggiornamenti delle scadenze e una piccola variazione sul tema riguardante la presentazione del cartellino degli U25 alle manifestazioni che deve essere in originale o in copia rilasciata dal Presidente della società di appartenenza su cui dichiara che la copia del certificato è conforme all’originale in possesso della società; vediamo le modfiche al metodo di assegnazione del Campionato Italiano Master di Società.

I contributi utilizzati nella scorsa stagione sono confermati, si aggiungono alcune note (in rosso):
– i tre migliori punteggi, ottenuti da ogni atleta in tre gare individuali diverse nelle manifestazioni del Circuito Supermaster e nei Campionati Italiani Estivi (ogni distanza gara conta una volta sola indipendentemente dalla lunghezza della vasca);
– il miglior punteggio di ogni categoria e specialità delle staffette 4x50 invernali, in un numero massimo di punteggi dipendente dalla fascia di appartenenza della società;
– il miglior punteggio di ogni categoria e specialità delle staffette 4x50 estive, in un numero massimo di punteggi dipendente dalla fascia di appartenenza della società;
– il miglior punteggio conseguito da ciascun atleta nel corso dei Campionati Italiani, in un numero massimo di punteggi dipendente dalla fascia di appartenenza della società.

Andiamo a vedere i dettagli della fascia di appartenenza.

Le fasce di appartenenza rimangono invariate, fra parentesi il numero di atleti con almeno 3 punteggi validi:

  • Fascia A – oltre 125 (oltre 140 atleti)
  • Fascia B – 125 (da 111 a 140 atleti)
  • Fascia C – 100 (da 86 a 110 atleti)
  • Fascia D – 75 (da 56 a 85 atleti)
  • Fascia E – 50 (da 31 a 55 atleti)
  • Fascia F – 25 (da 1 a 30 atleti)

Riguardo ai punteggi individuali, sia per la somma dei 3 ottenuti durante il circuito Supermaster che per i Campionati Italiani valgono solo i migliori punteggi pari al numero indicato nella fascia: ad esempio per la Fascia F saranno i migliori 25, per la E i migliori 50 e così via, tranne per la Fascia A dove tutti i punteggi saranno conteggiati.

In relazione alle staffette invece: per ogni categoria e specialità delle staffette 4x50, si prende in considerazione il miglior punteggio e si sommano:

  • Fascia A – tutti i punteggi
  • Fascia B – tutti i punteggi
  • Fascia C – i migliori 32 punteggi
  • Fascia D – i migliori 26 punteggi
  • Fascia E – i migliori 20 punteggi
  • Fascia F – i migliori 14 punteggi

In sostanza oltre alla partecipazione alle staffette prima estive e poi “regionali”, fortemente incoraggiata nelle ultime stagioni, rimane importante se non fondamentale la partecipazione individuale agli Italiani per potersi aggiudicare la Classifica finale di Società di fascia.

Passiamo quindi alle altre modifiche, riguardo alla possibilità di inverire l’ordine di partenza per le gare degli 800 e 1500 stile libero, partendo quindi dai tempi migliori, si puntualizza che: l’ordine di partenza adottato deve essere specificato nel programma della manifestazione e non può essere modificato prima e durante la manifestazione e deve esere lo sempre lo stesso per tutte le batterie.

Riguardo alle disposizioni organizzative della manifestazione, il Giudice Arbitro della manifestazione avrà il compito di redigere un verbale – da trasmettere al settore Master della FIN – per valutare la parte inerente agli aspetti organizzativi e tecnici.

Viene specificato che le  manifestazioni del circuito 2019/2020 potranno essere programmate nel periodo dal 19 ottobre 2019 al 14 giugno 2020, con l’esclusione del mese di febbraio che viene riservato allo svolgimento dei Campionati Regionali.
In realtà la scadenza del 14 giugno 2020 potrà essere posticipata, ferma restando la osservanza di un intervallo di 15 giorni tra la conclusione del circuito supermaster e l’inizio dei Campionati Italiani.

Infine per le società organizzatrici sarà possibile nel documento preliminare relativo alla manifestazione – inviato a FIN settore Master, Comitato Regionale di competenza e diffusso poi in rete – specificare il numero minimo di iscritti al di sotto del quale l’Organizzazione non garantisce lo svolgimento della manifestazione.

In parallelo al Regolamento sono state inoltre rese note le linee guida per le modalità di trasmissione sia delle iscrizioni che dei risultati delle gare di nuoto nel tentivo di uniformare i dati relativi agli eventi di atleti Master, Propaganda e Agonisti.

Un passo avanti reso possibile dalla nuova piattaforma informatica che sta faticando a decollare – leggi l’articolo dedicato – ma che nel lungo periodo speriamo porterà i benefici per cui è stata introdotta.

Foto copertina: Fabio Cetti | Corsia4

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Notizie migliori arrivano dai 200 dorso donne, dove Margherita Panziera spalleggia con le migliori ed entra in finale con il terzo tempo. 2’10’’50 è un buon crono, ma per la medaglia servirà almeno quanto nuotato a Budapest (2’09’’43) perché la concorrenza è alta.

L’ultima semifinale di giornata sono i 50 farfalla uomini, con il dominio del bronzo di mondiale Andrii Govorov, primo senza affanni in 23’’17. A spessore internazionale solo Konrad Czerniak può infastidirlo, ma il polacco non sembra al meglio ed è dentro solo con l’ottavo crono in 23’’76. Per l’Italia out Carini in batteria, fuori anche Andrea Vergani, che trova la semi chiusa al 14° posto in 24’’20.

Chiudono le ragazze della 4x100 stile: il Canada con Katerine Savard in apertura vince in 3’39’’21, due decimi meno della Russia e poco meno di un secondo più veloce degli USA. L’Italia con Aglaia Pezzato, Paola Biagioli, Rachele Ceracchi e capitan Laura Letrari chiude settimana in 3’42’’71.

Oggi la seconda giornata con le finali a partire dalle 13.02 italiane!!

(foto copertina: Federnuoto.it)

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Alessandro Foglio

Istruttore e nuotatore, segue il mondo del nuoto assoluto e tutti i suoi appuntamenti!

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