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Universiadi, Taipei, day 1: l’Italia è d’argento con la 4×100 stile uomini!

Universiadi, Taipei, day 1: l’Italia è d’argento con la 4×100 stile uomini!

Giorno uno subito ricco di protagonisti, con tanti giovani ma anche parecchie stelle già discretamente affermate. Una di queste è senza dubbio l’ucraino Mykhailo Romanchuk, che dopo l’argento mondiale e il testa a testa con Paltrinieri va a prendersi gloria in solitaria con la cavalcata vincente dei 400 stile, vinti in 3’45’’96, nuovo record delle Universiadi.

Per i colori azzurri restano fuori dalla finale sia Filippo Megli undicesimo che Fabio Lombini tredicesimo, ma una stretta al cuore mi arriva quando leggo il nome di Andrea Mitchell D’Arrigo chiudere in ultima posizione la finale (nuotando quasi dieci secondi in più della qualifica dove aveva chiuso quarto in 3’49’’84!), non tanto per la prestazione ma per la bandierina USA a fianco del suo nome!

Faccio un salto in avanti per andare a vedere invece quanto di bello c’è stato per l’Italia. I sogni di medaglia di questa prima giornata erano affidati ai velocisti della 4x100 stile maschile e i ragazzoni della next generation non hanno steccato. Solo gli Stati Uniti sono più forti di Lorenzo Zazzeri, Ivano Vendrame, Alex Di Giorgio e Alessandro Miressi che strappano l’argento in 3’15’’24.

Tornando indietro troviamo la buona finale conquistata da Elena Di Liddo nei 50 farfalla. La pugliese, vista in ottima forma all’Energy for Swim, trova un piazzamento tra le migliori otto con 26’’74, mentre l’altra azzurra in semi, Aglaia Pezzato, rinuncia a scendere in acqua in vista della finale della 4x100 stile.

Altra semi è quella dei 100 dorso uomini, priva di azzurri in acqua, tutti eliminati in mattinata con Matteo Milli 17° e Matteo Restivo 22° entrambi appena sotto al 56’’. Il primo tempo d’accesso lo ottiene l’americano Justin Ress con 53’’34 mentre tra i big spicca la qualifica di Kosuke Hagino, quinto al momento con 54’’57.

Tocca alla finale dei 400 misti donne, dove Carlotta Toni lotta ma chiude in ottava posizione con 4’47’’35 dopo il buon 4’43’’91 della mattina. Stravince la giapponese Yui Ohashi con il nuovo record Universitario di 4’34’’40.

Si torna alle semifinali con i ragazzi dei 100 rana. Un campione olimpico al via, è il kazako Dmitriy Balandin che si prende il primo posto parziale in 1’00’’27 di due decimi più veloce dell’australiano Wilson. Poca Italia, con Andrea Toniato ultimo e fuori in 1’01’’92, mentre Federico Poggio è rimasto il primo degli esclusi dopo le batterie con 1’01’’83.

Nuotare come meditazione

“Il tuo corpo è energia, la tua mente è energia, la tua anima è energia. Se queste tre energie funzionano in armonia, tu sei sano e integro”.

Cosi che il tuo corpo, la tua mente e la tua consapevolezza, possano danzare in te allo stesso ritmo, all’unisono, in un’armonia profonda, per niente in conflitto, anzi cooperando tra loro.

Voi non sperimentate il corpo in una danza ritmica con voi stessi.

Ecco perché insisto affinché danziate, corriate, nuotiate e usiate la musica, perché solo così riuscirete a sentire che il vostro corpo, la vostra mente e voi stessi state funzionando all’unisono. E quando tutte queste parti operano in sintonia, la gioia è infinita; la ricchezza che ne consegue è immensa.

Molte volte accade che i corridori e ai nuotatori… Non penseresti mai che la corsa o il nuoto possano essere una meditazione, ma a volte essi hanno avuto delle incredibili esperienze di meditazione. Ne sono rimasti sorpresi, perché non le stavano cercando. Ma è accaduto e ora correre e nuotare stanno diventando sempre di più un nuovo tipo di meditazione.

Può accadere mentre corri o nuoti. Magari nelle prime ore del mattino l’aria è fresca, il silenzio della piscina o la vastità del mare, quando tutto il mondo sta riemergendo dal sonno notturno e si sveglia; e tu sentendo il tuo corpo che rispondeva a meraviglia, riemerso dalle tenebre notturne, intorno a te ogni cosa era un canto e tu ti sentivi così colmo di vitalità…

Arriva il momento in cui tu scompari, e rimane solo l’azione. Il corpo, la mente e l’anima iniziano a funzionare all’unisono, all’improvviso si scatena un orgasmo interiore.

Ho osservato che un corridore o un nuotatore possono avvicinarsi alla meditazione più facilmente di chiunque altro. Tutte queste attività devono essere trasformate in meditazione.

Abbandona le vecchie idee sulla meditazione, ovvero che essa consista solo nello stare seduto sotto un albero in una postura yoga. Questo è solo un tipo di meditazione, e potrebbe essere adatto solo a poche persone, ma non per tutti.

Per un bambino non è meditazione, è una tortura. Per un giovane vivo e vibrante è una repressione, non è meditazione. Forse può essere meditazione per un vecchio che ha vissuto e sente ormai la sua energia in declino.

Le persone sono diverse tra loro, ci sono molti tipi di persone.

Correre può essere meditazione, danzare, nuotare, qualsiasi cosa può essere una meditazione.

La mia definizione della meditazione è questa: ogni volta che il tuo corpo, la tua mente e la tua anima operano insieme in armonia, quella è meditazione.

Alessandro Nardomarino

Istruttore di Mindfulness che da sportivo e nuotatore ama seguire atleti di ogni età e livello.

Sessioni di Mindfulness nello sport presso il suo Studio e Online, dove mi piace che i miei clienti, spesso atleti, possano esplorare e conoscere meglio la psicologia ed il carattere del proprio corpo

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Testo estratto da: Osho – Il libro della Saggezza
Supervisione di Alessandro Nardomarino

Foto: Fabio Cetti | Corsia4

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Gare in acque libere FIN: “istruzioni per l’uso”

Nonostante i nuovi regolamenti del nuoto di fondo siano stati pubblicati ormai da diversi mesi, solo ora con l’avvicendarsi delle prime settimane di gare in acque libere ci si rende conto di come una buona parte degli atleti, dei tecnici e dei responsabili di società siano ancora del tutto impreparati di fronte ciò che ormai è a tutti gli effetti il vero anno “zero” del nuoto di fondo italiano.

Una vera e propria rivoluzione delle consuetudini, buone o cattive che fosserò che hanno scandito il settore fino alla scorsa stagione.

Da quest’anno si cambia e lo si fa in modo profondo.

Senza addentrarsi nei meandri di regolamenti e circolari per l’analisi delle molteplici novità è bene ribadire alcuni punti salienti ai quali i nuotatori dovranno sin da subito abituarsi per poter d’ora in poi partecipare a qualsiasi gara FIN del settore Fondo.

di Paolo Zanoccoli
Responsabile Grand Prix Sicilia open water

1. Atleti tesserati “Propoganda”

Gli atleti in possesso del tesseramento “Propagandanon possono più partecipare ad alcuna gara di fondo. Per farlo, laddove consentito dovranno richiedere alla società di appartenenza la conversione del proprio tesseramento.

2. Tesseramento atleti settore Nuoto di Fondo

Ogni atleta, pur in possesso del tesseramento “Master” o “Agonisti” per il Settore “Nuoto” – Sigla: N, esempio M45 (N) – non potrà più partecipare ad alcuna gara di Fondo senza essere in possesso anche del tesseramento specifico per il Settore “Fondo” – Sigla: FO, esempio M45 (FO).

Tale tesseramento è quindi “aggiuntivo” rispetto ad uno dei precedenti ed è del tutto gratuito. Ogni società può effettuarlo tramite il proprio portale ripetendo la procedura seguita per il tesseramento di base.

3. Affiliazione Società settore Nuoto di Fondo

Possono richiedere il nuovo tipo di tesseramento esclusivamente gli atleti appartenenti a società affiliate al settore “Nuoto di fondo”. Procedura che ogni società gia affiliata ad altri settori (es. Nuoto) può fare tramite il proprio portale e rivolgendosi succcessivamente al proprio Comitato Regionale per approvazione. Anche questa è una procedura del tutto gratuita per la società ma dovendo passare per l’approvazione del proprio Comitato può non essere un’operazione rapida, specialmente con l’addentrasi nel periodo estivo.

4. Iscrizione tramite portale FIN

L’ultimo grande cambiamento, che allinea il settore acque libere al Nuoto e al Settore Master è l’accentramento delle iscrizioni sul nuovo portale FIN. Non sarà quindi più possibile effettuare le iscrizioni via e-mail da parte dei singoli atleti che dovranno obbligatoriamente rivolgersi al proprio responsabile di società per iscriversi a qualsiasi gara ufficiale.

Il nuoto di fondo in acque libere, in Italia, a parte alcune regioni che hanno svolto un lavoro specifico sul settore agonistico è purtroppo ancora un settore ad alta prevalenza master, con tutto ciò che questo comporta dal punto di vista dell’applicazione delle nuove regole.

Nel periodo estivo, durante il quale la maggior parte dei responsabili e dei tecnici si rifugia nel meritato periodo di riposo, fino ad oggi gli atleti potevano comunque gestire del tutto in autonomia la propria partecipazione al circuito open water.

Da quest’anno non sarà più possibile e chi non riuscirà ad adeguarsi per tempo rimarrà escluso.

Foto: archivio (Rapallo Nuoto)

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Training Lab, il bilancio tra contributi biomeccanici e fisiologici nella performance natatoria

Il nuoto è un’attività piuttosto singolare svolta in un ambiente unico, e rispetto alle attività terrestri risulta molto più interessante sia dal punto di vista fisiologico e soprattutto dal punto di vista biomeccanico.

Inoltre sia la fisica del nuoto che l’ambiente della piscina rendono veramente complesso il voler misurare e quantificare tutti i parametri caratterizzanti la performance natatoria.

La prestazione nel nuoto dipende dall’interazione tra aspetti biomeccanici – frequenza, ampiezza, lavoro meccanico ed efficienza – e bioenergetici: energia derivata dalle scorte anaerobiche, potenza aerobica e la costante di tempo di raggiungimento del VO2max durante l’esercizio. Perciò se riusciamo a capire gli aspetti biomeccanici e fisiologici del nuoto intesi come l’interazione degli stessi, in funzione della velocità, allora possiamo comprendere meglio la biofisica del nuoto.

Se tali concetti sono utilizzati nell’allenamento dei nuotatori, allora le prestazioni possono essere migliorate, anche nei nuotatori di élite dove gli attuali miglioramenti sono minori con l’allenamento tradizionale (Costill, 1992) e maggiori quando si utilizzano considerazioni biomeccaniche e fisiologiche (Termin e Pendergast, 2001).

Biomeccanica

La tecnica di nuoto si traduce in un’applicazione intermittente della forza propulsiva (la spinta) per contrastare la resistenza dell’acqua dipendente dalla velocità (nota come Drag, D). La relazione tra queste due grandezze è molto individuale a seconda dello stile e del soggetto in questione. Pertanto le variazioni individuali della frequenza di bracciata in relazione alle fluttuazioni della spinta e quindi della velocità contribuiscono a rendere altamente variabile la performance in uno sport come il nuoto.

Dal momento che la velocità di nuotata è fornita dl prodotto tra la frequenza di bracciata e l’ampiezza (pari ai metri percorsi in un ciclo di bracciata), sono state ricavate delle curve che mettono in relazione la frequenza con la velocità e si è osservato che lo stile libero presenta la maggior frequenza e la maggior ampiezza. Il dorso ha un comportamento simile. Nel delfino l’aumento di velocità è legato soprattutto al crescere della frequenza tranne che alla velocità più elevata. Infine nella rana l’incremento di velocità è anch’esso legato a quello della frequenza, ma con un decremento molto maggiore dell’ampiezza rispetto alle altre nuotate (sempre al crescere della velocità).

È stato anche sottolineato che i nuotatori di livello più alto presentano una migliore ampiezza di bracciata massimale e soprattutto continuano a mantenere un’ampiezza elevata alle alte frequenze quindi a velocità elevate. Da questi dati pongono quindi l’attenzione sul fatto che i nuotatori devono scegliere la loro frequenza e ampiezza individuale basata sulla loro tecnica e sulla fisiologia in modo da perseguire e sostenere quella velocità specifica. Infine è stato osservato che i nuotatori con minori variazioni di velocità all’interno di un ciclo di bracciata hanno una velocità effettiva decisamente maggiore. Così come il costo energetico cresce esponenzialmente con la velocità, le accelerazioni sprecano solo energia e vanno quindi minimizzate.

Drag

Il termine Drag, noto come resistenza all’avanzamento, non è altro che la potenza meccanica richiesta per riuscire a contrastare la resistenza idrodinamica. La grossa componente è rappresentata dal drag attivo che è dipendente dalla velocità di avanzamento del corpo del nuotatore. Oltre a tale aspetto vanno tenuti in considerazione altri tre elementi dipendenti dalla velocità e sono la frizione (data dal contatto della pelle del nuotatore con l’acqua, di cui il drag di frizione), la pressione (dovuta alla distribuzione di pressione che si crea sul corpo del nuotatore ognuno con una forma diversa, di cui il drag di forma) e l’onda che si crea durante la fase nuotata vera e propria (drag d’onda o Wave-Drag).

Propulsione

Un nuotatore che riesce a mantenere la velocità constante (quindi senza accelerazioni) presenterà una forza propulsiva esattamente pari al valore del drag attivo descritto in precedenza; pertanto la velocità massimale corrisponderà alla massima spinta. Tale spinta non è determinata dalla massima forza muscolare del nuotatore, ma dalla forza che egli riesce effettivamente ad applicare in acqua (Payton e Barrett, 1995). Questo porta alla conclusione che la forza muscolare in se non è il fattore chiave per nuotare veloce, ma che ciò dipende piuttosto dall’efficienza propulsiva.

Efficienza

Il rendimento meccanico può essere espresso come il rapporto tra il lavoro meccanico totale compiuto e il costo energetico della nuotata. Nel nuoto il lavoro totale è dato dalla somma del lavoro necessario per accelerare gli arti del nuotatore intorno al centro di massa, del lavoro per contrastare le forze esterne (il drag), e del lavoro richiesta per accelerare lontano dal corpo le masse d’acqua inutili alla propulsione. È facile concludere che al massimo il 10% della potenza metabolica totale disponibile al nuotatore risulta produttiva per l’avanzamento in acqua effettivo.

Fisiologia

Nuotare a una velocità specifica richiede come output una certa potenza metabolica che è dipendente dalla velocità. È determinata dalla potenza meccanica e dal rendimento complessivo descritto in precedenza. Alla massima velocità la potenza metabolica è data dalla seguente espressione:

Mettendo in relazione la velocità come vmax = E’totmax/Cs si ottiene la formula finale:

vmax  = (SF*d/S)max = {AnS/tp+MAP-MAP * τ * [1-e^(-tp/τ)]/tp} * (Wtotmax/η)

dove AnS è l’energia derivata dalle scorte anaerobiche, MAP la massima potenza aerobica, tp la durata della prestazione e τ la costante di tempo di raggiungimento del massimo consumo di ossigeno.

In questo modo è possibile osservare che la performance natatoria è dipendente da una precisa interazione tra fattori biomeccanici (SF, d/S, Wtotmax, η) e fattori bioenergetici (AnS, MAP, τ).

Pertanto la velocità di nuotata è determinata dal costo energetico della nuotata stessa e dalla potenza metabolica (aerobica e anaerobica) che il nuotatore può generare. Le velocità di nuotata relative alla gara corrispondono a delle intensità al di sopra di quella del VO2max e richiedono un significativo contributo della glicolisi anaerobica. La spesa energetica dello stile dorso è maggiore di poco allo stile libero, ma solo a velocità elevate. Mentre per tutte le velocità la spesa energetica della rana e del delfino è significativamente più alta rispetto a quella del dorso e dello stile libero.

Applicazione dei Principi biofisici alle performance

L’applicazione di tali principi ha un notevole impatto sulla prestazione finale. Storicamente l’allenamento del nuoto è stato caratterizzato da un approccio overdistance sempre a velocità moderate. Tale approccio molto spesso ha portato a produrre solo affaticamento anzi che un vero adattamento.

La domanda più ricorrente nella comunità dei nuotatori è sempre la stessa: qual è il programma di allenamento ottimale? Un processo ottimale di allenamento dovrebbe sempre includere l’integrazione di principi biomeccanici e fisiologici che risultino effettivi.

Meccanica di nuotata

Diversi studi hanno dimostrato che un nuotatore per riuscire a migliorare la velocità deve partire nel migliorare prima l’ampiezza (d/S), e deve fare ciò riducendo quindi la frequenza di bracciata a una certa velocità. Quindi per perseguire tale obiettivo deve per forza lavorare a velocità più basse. Una volta migliorata la biomeccanica complessiva allora può aumentare la velocità tramite la frequenza, ma solo se riesce a mantenere costante l’ampiezza migliorata in precedenza.

Sono proposti tre ausili per l’allenamento dei nuotatori: prima di tutto una curva frequenza/velocità personalizzata, poi una velocità di percorrenza prefissata in relazione agli intervalli di riposo, e infine una regolazione dell’andatura di allenamento (in base alla frequenza).

In un programma di allenamento di diverse settimane, le sedute di allenamento vedranno aumentare la velocità di nuotata (quindi la frequenza), ma sempre mantenendo l’ampiezza costante.

Metabolismo

Spesso ricorre il pensiero che velocità di nuotata elevate, quindi alte frequenze, non siano sostenibili nelle distanze di gara più lunghe. Questo può essere vero se i nuotatori continuano ad allenarsi in maniera tradizionale. È stato mostrato in precedenza, come il focalizzarsi sul miglioramento dell’ampiezza, quindi a basse velocità, utilizzi in prevalenza il metabolismo aerobico. Mentre l’aumentare la velocità (quindi la frequenza) richiami maggiormente il metabolismo anaerobico sia alattacido che lattacido.

Per massimizzare il VO2max e facilitare la riduzione del lattato per via ossidativa risulta efficace un allenamento a velocità pari al 110% del VO2max stesso, che può essere sostenuto dagli 8 ai 10 minuti prima di raggiungere la massima quantità di lattato tollerabile (Termin e Pendergast, 2002). Un allenamento spostato nella parte più alta della curva frequenza/velocità porta a una riduzione della richiesta energetica alle alte velocità peri al 48% con un aumento della potenza metabolica totale del 21% e un incremento della velocità massimale del 22% (Termin e Pendergast, 2002).

Ciò è riportato nella figura sottostante.

 

In conclusione l’allenamento combinato volto all’incremento prima degli aspetti biomeccanici e poi di quelli metabolici secondo la procedura qui descritta ha portato a un miglioramento delle prestazioni di un gruppo di atleti oggetto dello studio pari al 5-10%, contro il loro precedente miglioramento che era stato al massimo dall’1% al 3% seguendo un approccio di allenamento tradizionale (Costill, 1992).

Foto copertina: Fabio Cetti | Corsia4

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Swim Stats, Trials 2019 a confronto

A poco più di un mese di distanza dall’appuntamento più importante del 2019 – i Mondiali di Gwangju, dal 21 al 28 luglio – quasi tutte le nazioni del mondo hanno disputato le rispettive selezioni interne per decidere le squadre che voleranno in Corea.

Ad esclusione degli USA, che hanno annunciato il team mondiale lo scorso settembre in seguito ai giochi Pan Pacifici, le maggiori rappresentative si sono formate negli ultimi mesi, quando ogni nazione ha applicato il proprio metodo di selezione, dall’istituzione di un vero e proprio trial (come nel caso dell’Australia ed, in parte, anche dell’Italia) al più aperto metodo di scelta del direttore tecnico.

In ogni caso, il campionato nazionale rimane l’evento clou per ogni stato, l’occasione che gli atleti hanno per misurarsi con i connazionali e spesso tirare le somme della preparazione effettuata.

In questa sede prendiamo in esame undici competizioni valevoli come prova di selezione mondiale, più precisamente, in ordine alfabetico (e con link a rispettive pagine risultati) i campionati nazionali di:

Australia (i Trials saranno dal 9 al 14 giugno
Brasile
Canada
Cina
Francia
Giappone
Gran Bretagna
Italia
Russia
Spagna
Ungheria

L’età media dei vincitori dei campionati nazionali maschi è di circa 22 anni, quella delle femmine intorno ai 21.

L’Italia si piazza a centro gruppo, con le femmine a quota 21,6 e i maschi a 22,3, di poco sopra alla media generale.

In questo senso, le nazioni che sembrano avere un movimento più giovane sono Canada, Russia ed Australia, mentre i campioni più vecchi vengono dal Brasile, che ha anche il primato del meno giovane in assoluto, Nicholas Santos, campione dei 50 farfalla a 39 anni compiuti.

Il caso più strano riguarda la Spagna, che ha la media più altra tra le donne (23,8) ed una delle più basse tra gli uomini (21,1), anche se, ad onor del vero, il livello dei campioni assoluti spagnoli è decisamente meno interessante delle colleghe connazionali.

Si conferma la tendenza che vede le distanze più lunghe avere un ricambio generazionale sempre maggiore, con diversi atleti nati negli anni 2000 che si impongono nel mezzofondo e nei 200 metri. L’altra faccia della medaglia è, ovviamente, la propensione degli atleti meno giovani ad allungare le proprie carriere al vertice proprio nei 50 e 100 metri.

Esistono anche le eccezioni a questa regola, come la nostra Federica Pellegrini (31 anni da compiere) che si impone nei suoi 200 stile o le eterne Hosszú e Belmonte, protagoniste nei misti e negli 800-1500.

Nelle medie età dei vincitori suddivisi per gara ci sono anche dei casi interessanti, come quello dei 50 rana, che sembrano essere la gara che vanta la maggior longevità tra i vincitori dei campionati nazionali sia maschi che femmine. O quello dei 200 farfalla, gara che ha vincitori nettamente più giovani al maschile (21,9) che al femminile (23,3).

Età media vincitori Maschi per specialità - CLICK per aprire

Età media vincitori Femmine per specialità - CLICK per aprire

Nel ranking mondiale del 2019 (aggiornato al 20 maggio) ci sono tutte le selezioni nazionali ed i soliti meeting che si svolgono nel mondo con una grande novità, le prime due tappe delle FINA Champions Swim Series.

Proprio la nuova competizione, organizzata per andare incontro alle esigenze dei nuotatori élite, è la più presente, con ben 6 migliori tempi femminili (3 della Efimova) e 4 maschili: che piaccia o meno, questo è uno dei dati che la FINA può portare a testimonianza della bontà della manifestazione.

Il Campionato Assoluto di Riccione ha due atleti al numero 1 del ranking mondiale, Gregorio Paltrinieri nei 1500 e Margherita Panziera nei 200 dorso, mentre i differenziali tra il tempo del campione italiano e quello del migliore al mondo sono confortanti. Ad esclusione di poche gare – i 400 misti maschi ed i 50 stile donne sono i peggiori – l’Italia si conferma come una realtà nel panorama internazionale, con diversi atleti nella top ten ed alcuni molto vicini al numero 1.

TOP rannking 2019 vs Campione Italiano - CLICK per aprire

Foto copertina: Fabio Cetti | Corsia4

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Da Torino a Napoli, il viaggio della torcia delle Universiadi 2019

È partita martedì 4 giugno, da Torino, dove si svolse la prima Universiade esattamente 60 anni fa nel 1959, il percorso della Torcia della XXX Summer Universiade Napoli 2019.

Oggi, 6 giugno la seconda tappa di Losanna per un passaggio nella sede della FISU; da qui la Torcia toccherà l’Italia fino a raggiungere le province della Campania, prima di arrivare a Napoli il pomeriggio del 2 luglio.

Durante la cerimonia di accensione svelata la colonna sonora delle Universiadi: “Glory” è il titolo del brano – che alterna inglese e napoletano, pop e rap – scritto da Stefano Gargiulo, trentottenne compositore di Napoli.

Da domani 7 giugno, dalle ore 10 sarà possibile procedere all’acquisto online tramite il sito ufficiale dell’Universiade o presso i punti vendita previsti dalla rete nazionale Vivaticket.

La tappa di Torino è la più lunga del percorso: 16 tedofori per 4 chilometri, con partenza alle ore 15 da via Verdi, sede del Rettorato dell’Università di Torino, e arrivo al Castello del Valentino, sede del Politecnico, passando per il Museo Egizio.

Primo tedoforo Davide Tizzano, campione olimpico di canottaggio e sport operation manager del Comitato Organizzatore Napoli 2019. Insieme ai campioni Jessica Rossi, Marco Morello, Chiara Rebagliati, Walter Bottega, correranno nella staffetta torinese anche i ragazzi della società sportiva “Champion Center la Scampia che vince”: il Maestro Massimo Portoghese, Biagio Nettore, Emilia Scarano, Christian Franzese e Andrea Siesto.

A Losanna dal Synathlon della FISU al Centro Sportivo Universitario: dopo i saluti istituzionali del Segretario generale della FISU, Eric Saintrond, e del Vice Rettore dell’Università di Losanna, Benoit Frund, ha preso il via la staffetta dei sei tedofori, tutti del mondo dello sport.

Davide Tizzano campione olimpico di canottaggio e campione del mondo di vela, Patrizio Oliva campione olimpico di pugilato, Fiona Testuz velista dell’Universiade di Shenzen 2011, Reto Pfund pallavolista della prossima Universiade Napoli 2019, Mike Kurt campione del mondo di canoa e Alja Del Ponte oro atletica all’Universiade di Taipei 2017.

Si rinnova per me una grande emozione – ha commentato Patrizio Oliva – Due anni fa ho avuto l’onore di portare a Napoli la Fiaccola olimpica dei giochi di Taipei 2017, l’ultima Summer Universiade. La Fiaccola, lungo il suo percorso spettacolare, è portatrice di un messaggio di amicizia, pace e fratellanza, per gli atleti e non solo. Al di là del momento sportivo, sono questi i valori che intendiamo promuovere con l’Universiade.

Patrizio Oliva sarà tedoforo anche per la terza tappa del percorso della Torcia, lunedì 10 giugno a Milano.

La 30ª edizione delle Universiadi estive si terrà a Napoli dal 3 al 14 luglio: 18 sport, 128 paesi partecipanti, 222 eventi da premiare e oltre 9 mila atleti sono attesi nella città partenopea.

Le gare di nuoto inizieranno il 4 luglio e termineranno il 10 luglio con 42 eventi in programma, 42 come il numero degli atleti convocati dal direttore tecnico Cesare Butini: 23 maschi e 19 femmine che rappresenteranno l’Italia universitaria.

Universiadi 2019 - I convocati del Nuoto

Paola Biagioli (Carabinieri/FlorentiaNC), Linda Caponi (Carabinieri/TNT Empoli), Ilaria Cusinato (Fiamme Oro/Team Veneto), Francesca Fangio (In Sport Rane Rosse), Natalia Foffi (In Sport Rane Rosse), Sara Franceschi (Fiamme Gialle/Nuoto Livorno), Federica Greco (Tiro a Volo), Sara Ongaro (In Sport Rane Rosse), Gioelemaria Origlia (Futura Nuoto Prato), Letizia Parruscio (CC Aniene), Aglaia Pezzato (Esercito/Team Veneto), Alessia Polieri (Fiamme Gialle/Imolanuoto), Nicoletta Ruberti (NC Azzurra 91), Silvia Scalia (Fiamme Gialle/CC Aniene), Alice Scarabelli (Gestisport), Beatrice Siboni (Forli Nuoto), Alisia Tettamanzi (Marina Militare/Nuotatori Milanesi), Carlotta Toni (Esercito/RN Florentia) e Giulia Verona (Esercito)

Domenico Acerenza (Fiamme Oro/CC Napoli), Nicolò Bonacchi (Esercito/Nuotatori Pistoiesi), Alessandro Bori (Fiamme Gialle), Giacomo Carini (Fiamme Gialle/Can. Vittorino da Feltre), Matteo Ciampi (Esercito/Nuoto Livorno), Daniele D’Angelo (Marina Militare/CC Aniene), Stefano Di Cola (Marina Militare/CC Aniene), Christian Ferraro(Zeus Lab Montebelluna), Alessandro Fusco (SC Alessandria), Lorenzo Gargani (CUS Udine), Lorenzo Glessi (Esercito/Nuoto Livorno), Giovanni Izzo (Esercito/Imolanuoto), Pier Andrea Matteazzi (In Sport Rane Rosse), Luca Mencarini (Fiamme Oro/CC Aniene), Davide Nardini (Genova Nuoto My Sport), Alessio Occhipinti (CC Aniene), Alessandro Pinzuti (In Sport Rane Rosse), Federico Poggio (Imolanuoto), Alessio Proietti Colonna(Marian Militare/Aurelia Nuoto), Alberto Razzetti (Fiamme Gialle/Genova Nuoto My Sport), Emanuel Turchi (Vela Nuoto Ancona), Ivano Vendrame (Esercito/Larus Nuoto) e Mattia Zuin (Fiamme Oro/Nottoli Nuoto 74).

Glory – Colonna sonora delle Universiadi, Napoli 2019

Senti il calore che scalda la terra, questa è energia vulcanica. Bandiere al cielo, comincia la festa, ho il cuore in gola già che scalpita. Cerca la gloria, nella vittoria e poi Partenope ti premierà….

Sono i primi versi delle note che hanno accompagnato la cerimonia inaugurale di accensione della Torcia della 30ª Summer Universiade Napoli 2019, ieri a Torino, prima tappa di un percorso che vedrà la Torcia fare il suo ingresso a Napoli il 2 luglio.

Quando seppi dell’Universiade a Napoli, ho provato a scrivere una canzone. Così ho contattato la Dottoressa AnnaPaola Voto del Comitato Organizzatore ed è nata subito un’intesa artistica.

Ho coinvolto nel progetto i miei amici per le voci: Andrea Cavallaro, Marta Carbone, Gaia Lena Cota, il rapper Giovanni Marigliano in arte Joe Mallo, Consiglia Morone, Alessandro Romano, Alfredo D’Ecclesiis. Abbiamo concepito il jingle dell’Universiade Napoli 2019 nella stanza di casa mia a Capodimonte. Una volta ultimata la canzone, dall’energia ed il sound del brano, il titolo è nato spontaneo: “Glory”.

Prezzi alla portata di tutti: il costo dei singoli biglietti per le finali, infatti, è di 5€ intero e 3€ ridotto, quindi per gli under 18, gli over 65, le delegazioni e associazioni sportive, gli studenti universitari e i militari. Per le qualificazioni, invece, il prezzo sarà di 3€.

Per gli appassionati di sport è possibile anche comprare un abbonamento per disciplina. Anche in questo caso c’è una distinzione tra il biglietto intero e il ridotto. Si va dai 30€ intero per nuoto e taekwondo – che scende a 18€ per il ridotto – ai 15€ intero per judo e pallanuoto, 9€ per i ridotti. Gli abbonamenti per nuoto e atletica valgono solo per le gare pomeridiane e per accedere alle sessioni mattutine della stessa giornata è necessario comprare il biglietto singolo.

Per la Cerimonia di apertura allo Stadio San Paolo di Napoli, il 3 luglio, il prezzo intero del biglietto è di 15€, 5€ il ridotto. Ogni impianto avrà una biglietteria aperta un’ora prima delle gare.

L’accesso agli impianti sarà permesso circa 45 minuti prima dell’orario di inizio della competizione.

Crediti: Universiadi 2019

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World Series Para Swimming, la parola ai protagonisti di Lignano

Si è svolta dal 30 maggio al 2 giugno la tappa di Lignano Sabbiadoro delle World Series di nuoto paralimpico, nella piscina del Villaggio Bella Italia. L’Italia chiude al primo posto nel medagliere con 31 podi conquistati – 16 ori, 9 argenti e 6 bronzi – davanti a Germania (4-4-2) e Gran Bretagna (4-1).

La manifestazione, valida anche come Campionato Italiano di Società ha visto la conferma della Polha Varese (58999.46 punti), davanti alla Lazio Nuoto (39456.11) e alla Nuotatori Campani (32822.64). Conferme anche per la Coppa Italia che assegna il titolo maschile alla Polha Varese (43934.05 punti), seguita dalla Nuotatori Campani (34405.46) e Lazio Nuoto (28643.44) che si aggiudica la classifica femminile (20556.20) con la Polha Varese al secondo posto (18331.25) e la Pol. Bresciana No Frontiere (12860.49) sul terzo gradino del podio.

Sentiamo la voce dei protagonisti di questa manifestazione intervistati dal nostro collaboratore Roberto Florindi.

Il DT Riccardo Vernole

Simone Barlaam

Antonio Fantin

Monica Boggioni

Giulia Terzi

Marcello Rigamonti

Oliviero Castiglioni

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Notizie migliori arrivano dai 200 dorso donne, dove Margherita Panziera spalleggia con le migliori ed entra in finale con il terzo tempo. 2’10’’50 è un buon crono, ma per la medaglia servirà almeno quanto nuotato a Budapest (2’09’’43) perché la concorrenza è alta.

L’ultima semifinale di giornata sono i 50 farfalla uomini, con il dominio del bronzo di mondiale Andrii Govorov, primo senza affanni in 23’’17. A spessore internazionale solo Konrad Czerniak può infastidirlo, ma il polacco non sembra al meglio ed è dentro solo con l’ottavo crono in 23’’76. Per l’Italia out Carini in batteria, fuori anche Andrea Vergani, che trova la semi chiusa al 14° posto in 24’’20.

Chiudono le ragazze della 4x100 stile: il Canada con Katerine Savard in apertura vince in 3’39’’21, due decimi meno della Russia e poco meno di un secondo più veloce degli USA. L’Italia con Aglaia Pezzato, Paola Biagioli, Rachele Ceracchi e capitan Laura Letrari chiude settimana in 3’42’’71.

Oggi la seconda giornata con le finali a partire dalle 13.02 italiane!!

(foto copertina: Federnuoto.it)

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Alessandro Foglio

Istruttore e nuotatore, segue il mondo del nuoto assoluto e tutti i suoi appuntamenti!

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