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Universiadi, Taipei, day 1: l’Italia è d’argento con la 4×100 stile uomini!

Universiadi, Taipei, day 1: l’Italia è d’argento con la 4×100 stile uomini!

Giorno uno subito ricco di protagonisti, con tanti giovani ma anche parecchie stelle già discretamente affermate. Una di queste è senza dubbio l’ucraino Mykhailo Romanchuk, che dopo l’argento mondiale e il testa a testa con Paltrinieri va a prendersi gloria in solitaria con la cavalcata vincente dei 400 stile, vinti in 3’45’’96, nuovo record delle Universiadi.

Per i colori azzurri restano fuori dalla finale sia Filippo Megli undicesimo che Fabio Lombini tredicesimo, ma una stretta al cuore mi arriva quando leggo il nome di Andrea Mitchell D’Arrigo chiudere in ultima posizione la finale (nuotando quasi dieci secondi in più della qualifica dove aveva chiuso quarto in 3’49’’84!), non tanto per la prestazione ma per la bandierina USA a fianco del suo nome!

Faccio un salto in avanti per andare a vedere invece quanto di bello c’è stato per l’Italia. I sogni di medaglia di questa prima giornata erano affidati ai velocisti della 4x100 stile maschile e i ragazzoni della next generation non hanno steccato. Solo gli Stati Uniti sono più forti di Lorenzo Zazzeri, Ivano Vendrame, Alex Di Giorgio e Alessandro Miressi che strappano l’argento in 3’15’’24.

Tornando indietro troviamo la buona finale conquistata da Elena Di Liddo nei 50 farfalla. La pugliese, vista in ottima forma all’Energy for Swim, trova un piazzamento tra le migliori otto con 26’’74, mentre l’altra azzurra in semi, Aglaia Pezzato, rinuncia a scendere in acqua in vista della finale della 4x100 stile.

Altra semi è quella dei 100 dorso uomini, priva di azzurri in acqua, tutti eliminati in mattinata con Matteo Milli 17° e Matteo Restivo 22° entrambi appena sotto al 56’’. Il primo tempo d’accesso lo ottiene l’americano Justin Ress con 53’’34 mentre tra i big spicca la qualifica di Kosuke Hagino, quinto al momento con 54’’57.

Tocca alla finale dei 400 misti donne, dove Carlotta Toni lotta ma chiude in ottava posizione con 4’47’’35 dopo il buon 4’43’’91 della mattina. Stravince la giapponese Yui Ohashi con il nuovo record Universitario di 4’34’’40.

Si torna alle semifinali con i ragazzi dei 100 rana. Un campione olimpico al via, è il kazako Dmitriy Balandin che si prende il primo posto parziale in 1’00’’27 di due decimi più veloce dell’australiano Wilson. Poca Italia, con Andrea Toniato ultimo e fuori in 1’01’’92, mentre Federico Poggio è rimasto il primo degli esclusi dopo le batterie con 1’01’’83.

Kalisz, Paltrinieri e Ikee. Riparte la stagione del nuoto mondiale!

Si cominciano a muovere i primi passi in questo 2018 di nuoto mondiale.

Se per parte del globo l’appuntamento clou saranno i Giochi del Commonwealth, per altri la competizione su cui puntare è senza dubbio l’Europeo in lunga di Glasgow, senza dimenticare i Giochi Asiatici.

Insomma l’estate si preannuncia calda ma anche l’inverno, da quanto visto in queste prime uscite, non sembra promettere male.

TYR Pro Swim Series – Austin

Prima tappa della ex Arena Pro Swim Series, che cambia main sponsor ma non emozioni. La tre giorni statunitense trova come protagonista assoluto l’americano Chase Kalisz (foto profilo Facebook), che fa incetta di medaglie d’oro e dimostra la sua duttilità ad ogni tipo di prova.

L’argento olimpico di Rio si impone nei 200 misti in 1’57’’50 e nei 200 farfalla in 1’55’’63, si piazza tra i migliori anche nei 200 rana ma soprattutto stampa il miglior crono mondiale stagionale nei “suoi” 400 misti, dove vince in 4’10’’80 confermandosi al momento il miglior specialista dei quattro stili.

Poche sorprese per il resto della compagine maschile: Nathan Adrian vince i 100 stile in 48’’75 e si aggiudica l’australiana sui 50 nel duello testa a testa con Michal Andrew, mentre Matt Grevers ha la meglio di Murphy nei 100 dorso vinti in 53’’73 davanti all’oro olimpico che chiude in 53’’99. Murphy che vince senza clamori i 200 dorso con 1’56’’11 di poco davanti a Pebley mentre dalla Cina Yan Zibei si impone nei 100 rana con 59’’84.

Prime uscite tra i grandi per il sedicenne Carson Foster che si mette in luce proprio nei 200 dorso toccando terzo in 2’00’’73 e vincendo la particolare prova dei 200 misti a sorpresa, dove ogni atleta estraeva il numero di una corsia dove precedentemente era già stato deciso l’ordine dei 4 stile (che non era ovviamente quello classico di delfino, dorso, rana e stile).

Ma se si parla di gioventù, nessuno può battere le ragazze scese in acqua qui ad Austin. In particolare è da notare il podio dei 200 dorso dove l’età media è di 15 anni circa! Vince la quattordicenne Xuwei Peng in 2’08’’17 tallonata da Regan Smith con 2’08’’64 (15 anni) e Taylor Ruck in 2’08’’90 (17 anni).

Giovanissime come lo è anche l’altra cinese protagonista ad Austin, ovvero Bingjie Li, che si impone nei 200 stile in 1’56’’96, negli 800 in 8’28’’98 ma soprattutto nei 400, dove tocca in 4’06’’87. Crono già di per se di spessore, ma che stona se ricordiamo che la ragazza a settembre aveva già stampato un 4’01’’75 in Cina (record nazionale) che la porta a essere la leader della stagione in questa distanza. Sentito Katie?

Anche la rana femminile non scherza con due “veterane” che cominciano a prendere le misure con l’anno nuovo. Nei 100 Katie Meili stampa il miglior stagionale in 1’06’’49 aspettando le big, mentre nei 200 Chloe Tutton chiude in 2’23’’92.

Occhio nuovamente a Regan Smith che vince in 59’’38 i 100 dorso assicurandosi la seconda prestazione stagionale mondiale, mentre Madisyn Cox vince la prova “misteriosa” dei 200 misti.

Riprendiamo il fiato e, dopo la premiazione dei 200 rana, ci gustiamo la finale dei 400 stile con la nostra Simona Quadarella alla 1.  La Koehler si mette subito al comando, solo Boglárka Kapás sembra seguirla da vicino ed a metà gara è staccata di soli 40 centesimi. Il duello prosegue, l’ungherese effettua il sorpasso ai 300 metri e sembra poter dare una svolta alla gara. La tedesca non reagisce e l’ungherese si impone in 3’58”15: primo oro femminile non portato dalla Hosszú. Argento per la tedesca Koehler e bronzo, storico, per il Litchenstein, con Julia Hassler. Simona Quadarella tocca al settimo posto, peggiorando il tempo della batteria e chiudendo in 4’07”34.

Dopo la premiazione di Luca Dotto (e l’inno di Mameli come sempre applaudito da tutto il pubblico), è tempo di vedere se László Cseh riesce a vincere una medaglia qui a Copenaghen, nella finale dei 200 farfalla dei quali è campione uscente. Un problema tecnico ritarda la partenza della finale, senza italiani alla partenza, che poi parte subito nel segno di Aleksandr Kharlanov. Il russo passa ai 100 in 52”40 e ammazza letteralmente la gara, mettendo luce tra se ed il resto del gruppo. Il suo finale non è brillantissimo, ma Kharlanov riesce comunque a vincere in 1’50”54, respingendo il rientro del greco Vazaios (1’51”23) e dell’altro ungherese, Tamas Kenderesi (1’52”25). Solo quinto László, sempre lontano dai giochi per il podio.

Victorian Open Championships – Melbourne

Se in America qualcuno comincia a far sul serio, in Australia la testa è ai Trials pro Giochi del Commonwealth e la forma non è certamente la migliore. Manca brillantezza e i tempi visti in questa tre giorni di Melbourne sono nettamente più alti di quelli nuotati dai colleghi statunitensi e cinesi.

Occhi però ai colori azzurri! Gregorio Paltrinieri è nella terra dei canguri per allenarsi con il suo amico Horton e i due si scornano già a partire dalla prima gara, i 400 dove l’oro olimpico vince in 3’51’’38, pochi decimi meglio di Greg.

Il fondista azzurro si rivede in acqua nei 1500, prova un passaggio forte all’800 virando in 7’58’’27 con tanto di ottavo cinquanta tirato e nuotato sul 28’’ basso. Dopo un paio da cento letteralmente nuotati (Gregorio nuota il nono 50 in 34’’ e gli altri sei intorno al 31’’) eccolo ritornare a martellare sotto il 30’’ per poi chiudere nuovamente in 28’’ alto per un totale di 15’’12’’96. C’era anche Horton, che fa compagnia a Greg i primi 800 ma non riesce nella seconda parte di gara a recuperare il passo dell’azzurro.

In mezzo la terza sfida di questo week-end australiano tra Paltrinieri e Horton: i due si sono affrontati nella “Pier to pub”, gara in mare di 1.2 km nella quale ha trionfato lo specialista del Nuoto per Salvamento Hayden Cotter davanti proprio alla coppia Horton-Paltrinieri.

A Melbourne però non era tempo solo dei due olimpionici: Emma McKeon fa incetta di medaglie d’oro imponendosi nei 50 farfalla (26’’70), nei 100 farfalla (58’’95), nei 100 stile (54’’69) e nei 200 (1’57’’54). Tempi ancora piuttosto alti per lei, che sarà una delle osservate speciali ai prossimi Trials.

Da tenere d’occhio anche in Australia i 200 dorso femminili. Le cangure rispondono a quanto visto ad Austin grazie al crono di Kaylee McKeown che a 16 anni nuota in 2’08’’76 regolando una veterana come Emily Seebohm (foto Australian Swim Dolphins | Facebook), staccata di quattro centesimi.

McKeown che viaggiano forte anche a rana grazie alla sorella Taylor, prima in 2’23’’74 in linea con i migliori crono mondiali del momento.

E tra gli altri big? Sicuramente piacevole è rivedere il campione olimpico Kyle Chalmers. L’oro di Rio, dopo un 2017 caratterizzato dall’operazione al cuore, è nuovamente davanti a tutti vincendo 100 stile in 49’’48 e 200 in 1’48’’29.

Aspettando il rientro alle gare delle sorelle Campbell, il team australiano può dirsi pronto per le qualificazioni ai Giochi del Commonwealth che si disputeranno proprio nella terra dei canguri ad aprile!

New Year Championships – Tokyo

Cambia l’anno ma non le abitudini per Rikako Ikee. La giovane giapponese classe 2000 inizia il 2018 con tre nuovi WRJ di vasca corta, stabiliti a Tokyo nel week-end. Per lei nuovo limite mondiale, ma anche asiatico e dunque giapponese nei 200 stile, in 1’52’’64 che prende il posto dell’ 1’52’’50 non ratificato dalla FINA di Tylor Ruck. Discorso simile per i 100 stile, nuotati in 51’’64 qui sì migliore del 52’’01 di Penny Oleksiak, anche questo non ratificato. Chiude poi il suo tour di world record con quello dei 50 farfalla, stampando 24’’71 che migliora il suo 25’’06, tempo che, come questi tre appena nuotati, è in attesa della ratificazione della FINA. La nipponica si butta in acqua anche nei 200 misti, prendendosi il primato nazionale con 2’05’’41.

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Corsia Master, a Novara tutto esaurito per la terza tappa del Circuito Nord Ovest

Il Circuito Nord Ovest riparte nel 2018 con il 5° Trofeo Città di Novara che si terrà il prossimo 21 gennaio presso la piscina comunale.

Una partenza col botto, iscrizioni aperte il 27 dicembre: in pochi minuti finiti i posti per gli 800 stile ed una lunga lista d’attesa.
Nei due giorni successivi esauriti i numeri a disposizione di tutte le gare stabilendo il nuovo record di partecipanti alla manifestazione con oltre 900 atleti.

Questi i numeri che preannunciano il trofeo “novara è Master” diventato oramai un appuntamento fisso per il mondo master e molto ambito da tutte le società che puntano a vincerlo.

Impianto e Programma gare

Come anticipato le gare si svolgeranno domenica 21 gennaio presso la piscina comunale di Novara in vasca coperta da 25 metri a 10 corsie dotata di ampie tribune per il pubblico e gli atleti. Inoltre a disposizione il bar ristoro, due banchetti con materiale tecnico – Aquastore e Marina Perlo – e per finire un ampio parcheggio adiacente all’impianto.

Per tutta la durata della manifestazione saranno disponibili 6 corsie da 25 metri per fasi di riscaldamento e scioglimento degli atleti.

 

Vediamo il programma che prevede 12 prove individuali – fra cui gli 800 stile disputati con un solo atleta per corsia – oltre alla staffetta veloce:

ore 07.45: Riscaldamento
ore 08.45: 200 sl – 50 ra – 200 mi – 50 sl – 200 fa – 200 do – 4x50 sl

ore 13.45: Riscaldamento
ore 14.30: 800 sl un atleta per corsia – 100 mi – 50 fa – 100 sl – 50 do – 100 ra

Classifica di Società e Premi 

Verranno premiate le prime 8 Società della classifica stilata con il criterio “FISSI con premio vittoria” e cioè verranno assegnati 9-7-6-5-4-3-2-1 punti dal primo all’ottavo classificato di ogni categoria incluse le staffette (1 per categoria).

Saranno premiati i primi tre classificati di ogni gara per ogni categoria, compresi gli atleti della categoria Under 25 e le staffette.

Premi speciali per le migliori prestazioni maschile e femminile oltre a un ricco pacco gara: dagli assaggi del tipico formaggio novarese “il Gorgonzola”, ai biscotti “Camporelli” passando per la birra “Hordeum” e per finire ricche premiazioni con un “MOMENTO SIMPATICO” che coinvolgerà tutti.

Molte le società “corazzate” che si presentano ai blocchi di partenza per vincere questa 5ª edizione, abbiamo chiesto ad Igor, coach della Natatio Master Team, il segreto di questo successo:

Abbiamo saputo creare attorno al trofeo una miscela di bel nuoto accompagnata a momenti di divertimento che rappresenta anche la nostra squadra, un mix di giovani e meno giovani capace di fare buoni risultati ma anche di divertirsi fuori e dentro l’acqua come il vero “spirito master”.

Siamo anche alla terza tappa del Circuito Nord Ovest a questo proposito?

Direi che ad oggi sta avendo un adesione enorme! L’aggregazione di organizzatori che mettono a disposizione le risorse per migliorare il mondo master è il vero successo di questo circuito. Lo scorso anno la finale a Tortona è stata divertente ma con alcune pecche che già da quest’anno abbiamo provveduto a sistemare, a partire dal buffet!

Un circuito che avrà le sue prossime tappe a Lodi:

Si chiarisco anche il perchè. Il trofeo di Pavia non si può effettuare nella sede originaria in quanto la vasca è in fase di ristrutturazione e comunque non agibile per gare.
La società di Varedo voleva dare un po’ di cambiamento alla propria manifestazione mantenendo il “ricco pacco gara “ vero must del trofeo.
Il trofeo del Barbarossa tornerà con una nuova edizione di due giornate con la gara “regina” dei 1500 il sabato sera.

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Training Lab, la propulsione nel nuoto: ancora dubbi?

Nonostante stiamo assistendo a un progresso quasi esponenziale delle prestazioni agonistiche nel nuoto, grazie a continue ottimizzazioni della tecnica e all’evoluzione metodologica dell’allenamento, ci sono ancora una serie di punti di discussione aperti ormai da decenni.

Per assurdo un vero e proprio dibattito che va avanti ormai dalla preistoria (del nuoto ovviamente) riguarda l’essenza fondamentale di questo sport: la propulsione in acqua!

La propulsione è quel fenomeno che permette lo spostamento di un corpo in un fluido. Da prestare molta attenzione a questa frase: niente di più sbagliato affermare che l’acqua viene spinta dal nuotatore dal momento che essa è un fluido incomprimibile, quindi a essere spinto (in avanti!) è il corpo del nuotatore e non il contrario!

Tale affermazione contiene già in parte una spiegazione dei reali principi che regolano questo fenomeno nel caso generale degli sport acquatici, per arrivare alle tecniche proprie dei vari stili nel caso del nuoto in vasca; purtroppo non è sufficiente a fugare i dubbi che sono stati e sono ancora oggetto di dibattito.

Passando dalla teoria fisica alla pratica dell’osservazione effettivamente dei dubbi sorgono per un semplice motivo: in virtù dei pattern di bracciata analizzabili da semplici videoriprese il grosso argomento del dibattito che ha caratterizzato un po’ tutti i periodi storici del nuoto ha riguardato una vera e propria battaglia tra due teorie distinte: il drag e il lift.

Facciamo un passo indietro per riprendere queste due teorie.

Nel primo caso, con il termine drag s’intende tutto ciò che riguarda la resistenza dell’acqua; fino alla nausea avrete sentito parlare che la densità dell’acqua stessa è di gran lunga superiore a quella dell’aria e questo causa una significativa resistenza all’avanzamento, ma la resistenza dell’acqua è anche un aspetto positivo perché se sfruttata in maniera opportuna può essere utile per l’avanzamento mediante un principio fisico noto a tutti, ovvero il terzo principio della dinamica (azione e reazione).

Nel secondo caso si fa riferimento alla teoria della portanza, basata sul principio di Bernoulli, legato esclusivamente alla fluidodinamica. Questa teoria ha preso piede insistentemente soprattutto nel momento in cui sono iniziate le prime riprese video e la constatazione immediata era legata all’evidenza di pattern di bracciata dal carattere curvilineo; per questa ragione il tutto venne ricondotto alla teoria delle eliche, appunto legata alla portanza. In seguito effettuando riprese video più accurate e da diversi punti di vista si sono osservate delle traiettorie più miste, quindi sia con una parte più lineare, e mantenendo sempre la parte curvilinea.

Si è quindi considerato per anni un contributo di entrambi i meccanismi propulsivi in uno stesso ciclo di bracciata per il seguente motivo:

  • La parte curvilinea della bracciata era associata alla portanza in quanto l’avanzamento era possibile grazie a una differenza di pressione che si formava sul palmo della mano.
  • La parte lineare era associata esclusivamente al drag in quanto permetteva l’avanzamento opponendosi esclusivamente alla resistenza dell’acqua.

Per molti anni si è ritenuto che la componente relativa al lift fosse quella con il maggior contributo in termini di propulsione. Solo negli ultimi tempi si è iniziato a rivalutare meglio l’apporto del drag dal momento in cui il focus dell’osservazione si è spostato dal corpo del nuotatore (le traiettorie dalle bracciate come abbiamo descritto in precedenza) al fluido (l’acqua in questo caso).

In particolare ci si è soffermati sugli effetti collaterali causati dall’avanzamento del nuotatore in acqua: i vortici!

Per definizione si tratta di un moto rotatorio del fluido stesso, un fenomeno facile osservare, ma molto più complesso da caratterizzare fisicamente. In parole povere il flusso passa da laminare (da un punto di vista pratico l’acqua ferma) a un flusso turbolento (la formazione del vortice di cui il moto del fluido).

Nella figura sottostante possiamo osservare meglio questo fenomeno.

Come ha fatto notare il grande Ernest Maglischo in un suo articolo datato 2013 pubblicato sul Journal of Swimming Research proprio il manifestarsi dei vortici, quindi il passaggio da un flusso laminare a turbolento – durante un ciclo di bracciata in questo caso – deve fungere come un primo campanello d’allarme per screditare in parte la teoria del lift.

Il motivo è semplice: per avere l’effetto Bernoulli il flusso deve essere laminare e in questo caso non lo è affatto.

Quindi nel corso della bracciata vengono si applicate in parte delle forze dovute al lift, ma in maniera decisamente ridotta rispetto a come si poteva pensare in passato.

Il vero punto chiave è il seguente: il differenziale di pressione intorno al palmo della mano del nuotatore non è sicuramente dovuto a Bernoulli, ma si forma per il fatto che la pressione sul lato inferiore della mano aumenta significativamente per opporsi alla resistenza dell’acqua (appunto il drag).

Quindi il differenziale di pressione che aumenta contribuisce all’aumento del drag, il quale viene sfruttato in modo positivo per produrre avanzamento. Come si può osservare nella figura seguente [Maglischo] il contributo della forza di drag è di gran lunga maggiore.

La considerazione di questa teoria del drag come sempre più preponderante è anche constatabile nelle nuotate di alto livello che presentano delle traiettorie sempre più lineari.

Se ciò risulta particolarmente evidente per lo stile libero, il dorso e il delfino, lo è molto meno per la nuotata a rana.

In realtà anche in questo stile i meccanismi che regolano l’effettiva propulsione quindi l’avanzamento efficiente del nuotatore sono sempre legati al drag e la componente lineare è sempre presente. Sicuramente essendo una nuotata obbligata i movimenti circolari sono dovuti a un vincolo tecnico, ma durante gli stessi vi è un tentativo di effettuare un movimento lineare (da avanti verso indietro).

Viene fatto ciò attraverso la variazione dell’angolo di attacco della mano, altro concetto che Maglischo nel suo articolo suggerisce di rivalutare fortemente. Infatti rispetto a quanto si credeva, il ruolo dell’angolo di attacco non serve per effettuare la cosiddetta remata (basata effettivamente sul lift), ma per cercare di trasformare il movimento circolare in un movimento lineare per riuscire sempre nell’obiettivo di opporre resistenza all’acqua.

Le evidenze di questo aspetto si hanno sia da alcuni studi basati sulla simulazione CFD (fluidodinamica computazionale), che dall’osservazione delle velocità (misurate sul centro di massa del nuotatore) in un ciclo di nuotata a rana. Guarda caso i valori massimi si hanno proprio nelle fasi in cui i movimenti sono più lineari (fine dell’outsweep e inizio dell’insweep).

In base a queste considerazioni il tentativo di mettere in chiaro il vero meccanismo propulsivo non vuole imporre degli schemi fissi di nuotata, ma vuole porre l’accento sul fatto che ciascun nuotatore deve trovare il proprio, quindi l’individualizzazione tecnica è fondamentale proprio perché le morfologie dei nuotatori sono differenti, uguale per tutti deve essere invece l’obiettivo.

Ciò che conta veramente è che tutti i movimenti che vengono eseguiti durante la nuotata devono servire per permettere all’acqua di esercitare la resistenza (drag) in una direzione favorevole e ottimale all’avanzamento del corpo del nuotatore. In tutti gli altri casi la resistenza è esercitata in una direzione opposta o comunque sfavorevole all’avanzamento di cui sopra, e sempre di drag si parla. Infatti il più delle volte il lavoro dell’allenatore sulla tecnica è quello di semplificare la nuotata e non di complicarla o aggiungere particolari inutili e inefficienti in termini di velocità.

La vera differenza tra le nuotate e tra i nuotatori è proprio questa, non di natura stilistica, ma in termini di efficienza.

Non esistono nuotatori belli e nuotatori brutti, ma nuotatori lenti e nuotatori veloci!

(Foto copertina: Fabio Cetti | Corsia4)

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Corsia Master, 22° Trofeo Forum Sprint, 800 i Master in gara

Il 2018 del movimento Master laziale riparte dal 22° Trofeo Forum sprint in programma i prossimi 13 e 14 gennaio presso laa piscina coperta del Circolo Forum Roma Sport Center.

Il trofeo organizzato dalla società Forum Sport Center – con oltre 800 atleti iscritti, 73 società e 36 formazioni di staffetta – si preannuncia essere il più frequentato del prossimo fine settimana che vedrà disputarsi altre 5 manifestazioni lungo lo stivale.

Impianto e programma gare

Le gare si disputeranno come anticipato presso la piscina coperta del Circolo Forum Roma Sport Center in vasca da 25 metri a 8 corsie.

La vasca adiacente alla piscina sarà disponibile per tutta la durata della manifestazione per le fasi di riscaldamento e scioglimento degli atleti.

Il programma gare prevede 9 prove individuali e 1 staffetta, vediamo nel dettaglio come saranno distribuite durante le due giornate di gara.

sabato 13 gennaio

ore 15.00 : Riscaldamento
ore 15.40: 200 sl – 100 fa – 100 ra

domenica 14 gennaio

ore 07.45 : Riscaldamento
ore 08.30: 200 mx – 50 sl  – 50 do – MiStaffe 4x50 sl

ore 14.15 : Riscaldamento
ore 15.00: 50 fa – 100 mi – 50 ra

Classifica di Società e Premi

La classifica per Società verrà stilata sommando i 70 migliori punteggi tabellari ottenuti dai propri atleti in ogni gara, indipendentemente dal sesso e dalla categoria, al quale verrà aggiunto quello relativo a ogni staffetta disputata.

Verranno premiate le prime 10 Società classificate.

Saranno premiati i primi tre classificati di ogni gara, categoria e sesso con medaglie e gadget Arena, mentre è previsto un premio di partecipazione per ogni atleta.

Premi Speciali

Verranno premiate le migliori prestazioni – maschile e femminile – con trofeo e materiale tecnico nelle seguenti combinate:
– 50 e 100 rana
– 50 e 100 farfalla
– 100 e 200 misti

(Foto: Fabio Cetti | Corsia4)

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Swim Stats, Filippo Magnini: una carriera Magnifica

Parlare della carriera agonistica di Filippo Magnini, dei numeri che ha ottenuto in 15 anni di nuoto internazionale, sarebbe di base molto semplice: basterebbe una grafica che ne riassume le medaglie conquistate ed anche un non addetto ai lavori saprebbe giudicare quel che vede.

Le Medaglie

53 medaglie internazionali fanno di Filippo Magnini il secondo atleta più prolifico e vincente del nuoto italiano, dietro solamente a Massimiliano Rosolino (60 medaglie complessive) e davanti a Federica Pellegrini (49).

E proprio come il Cagnaccio partenopeo, Filippo ha distribuito le medaglie lungo 13 anni di nuoto, dal 2003 al 2016. Soltanto Cristina Chiuso ha saputo far meglio (17 anni), mentre Federica Pellegrini è, per ora, alla pari a quota 13.

I Record

Con 10 record italiani in vasca lunga – oltre a 6 in vasca corta – è l’uomo che ne ha migliorati di più nella gara delle gare, i 100 stile libero.

Fermandoci qui avremmo già fatto una panoramica semplice ma efficace di ciò che è stato Magnini per il nostro movimento natatorio.

Ma per poter definire la propria carriera “Magnifica”, come ha giustamente fatto in un’intervista a caldo dopo essersi ritirato ufficialmente, questi numeri non bastano.

Servirebbe anche capire come sono stati ottenuti.

2003

L’anno della svolta per Filippo Magnini è senza dubbio il 2003. Da un paio di stagioni si allena con Claudio Rossetto, tecnico della Rari Nantes Torino, che ha visto in lui importanti doti da velocista. Fino ad allora, Filippo era stato un discreto ranista, ma è proprio con Rossetto che si specializza nello stile libero ed i risultati non tardano ad arrivare.

Agli Assoluti Invernali 2002 arrivano i primi due titoli (100 e 200) e ai Mondiali di Barcellona nuota nella 4x100 stile che arriva sesta. La sua frazione finale da 48”13 fa aprire gli occhi a tutto il mondo del nuoto: siamo forse davanti al nuovo fenomeno delle vasche italiane?

La risposta arriva il 2 agosto del 2003 quando, in un’assolata Riccione teatro degli Assoluti post Mondiali, Filippo si tuffa per un 100 stile in tentativo isolato. La vasca vuota tutta per lui potrebbe essere un vantaggio, ma per un animale da competizione come Magnini non deve essere stato semplice; il risultato è comunque degno di nota: 49”19, nuovo record italiano, cancellato Lorenzo Vismara.

2004

Da quel momento Filippo non si fermerà più e sarà proprio nei 100 stile che otterrà le maggiori soddisfazioni della sua carriera, anche se il 2004 verrà da lui per sempre ricordato come un anno speciale, l’anno delle sue migliori Olimpiadi.

Come detto in precedenza, la sua prima medaglia internazionale è datata 2003: si tratta di un argento nei 100 stile agli Europei in vasca corta, nei quali si arrende solo ad un certo Pieter van den Hoogenband facendo segnare anche il nuovo record italiano (47”32).

Successivamente, agli Assoluti primaverili (marzo 2004), si avvicina ulteriormente ai 48 secondi, vincendo il titolo in 49”09.

Si va così a Madrid per disputare gli Europei in vasca lunga e Filippo si supera con una gara eccezionale. Accanto a lui c’è di nuovo il Re della distanza, VDH, che fino ai 75 metri gli è davanti, ma è in quel momento che il mondo scopre quello che sarà il marchio di fabbrica di tanti successi di Re Magno: il finale di gara. Il sorpasso avviene con un crescendo spettacolare, con l’inserimento delle gambe a spezzare il ritmo e mettere quel qualcosa in più che gli altri non hanno: 48”87 e primo titolo europeo.

Ad Atene 2004 Magnini è in lizza per un sogno chiamato podio olimpico, ma la finale dei 100 stile è di un livello esagerato. Filippo, che non si presenta in condizioni strabilianti, centra comunque il sesto posto, che resterà purtroppo il suo miglior piazzamento individuale alle Olimpiadi: a vincere è van den Hoogenband, davanti a Roland Schoeman e Ian Thorpe. Filippo chiude in 48”99: per il podio ci voleva mezzo secondo in meno.

L’alloro tanto desiderato sfuma anche con la 4x100 stile, che chiude quarta, ma arriva con la 4x200: Emiliano Brembilla, Simone Cercato e Massimiliano Rosolino sono i suoi compagni in quella che è la prima, e finora unica, medaglia olimpica di una staffetta azzurra.

2005

Per uno che ha già fatto parte di un pezzo di storia del nuoto italiano, avere 23 anni è un’arma a doppio taglio: può essere un notevole vantaggio, perché il tempo a disposizione è ancora tanto, ma anche un possibile freno per una sorta di senso di appagamento o addirittura per paura di disattendere le aspettative. Per sapere quale delle due strade ha intrapreso Magnini basta andare al pomeriggio del 28 luglio 2005.

Siamo a Montréal, in Canada, e si stanno svolgendo i Campionati Mondiali. Fino a quel punto la rassegna di Magnini non è andata granché bene: eliminato insieme alla 4x100 stile italiana, manca anche la finale dei 200, finendo nono nelle semifinali. Ma i 100 sono un’altra storia: in semifinale Re Magno vola a 48”73 e si qualifica col terzo tempo, pienamente in lizza per una medaglia. I favoriti per raccogliere lo scettro della gara regina sono però altri, su tutti Ryk Neethling e Roland Schoeman, due Sudafricani di acciaio dai fisici scolpiti e dal passaggio ai 50 fulmineo.

In finale è Schoeman ad aprire col botto, passando in 22”42, 74 centesimi sotto il record del mondo, mentre Magnini è dietro a 23”14. Gli ultimi 50 metri di quella gara sono da antologia dello sport azzurro: Filippo inserisce le gambe, dà un violento cambio di ritmo e supera Lezak, Draganja, Neethling ed infine Schoeman.

Al tocco c’è incredulità: l’italiano fa segnare la seconda prestazione di sempre nei 100 stile, 48”12, che è anche record dei campionati, incoronandosi Re della vasca. Si tratta, neanche a dirlo, del primo oro azzurro nella Gara Regina, il quinto di sempre ai mondiali dopo Novella Calligaris, Giorgio Lamberti, Massimiliano Rosolino ed Alessio Boggiatto.

2007

Si può aprire un ciclo, e Filippo lo sa. La stagione 2005-2006 è transitoria, ma lo vede comunque confermare i titoli europei nei 100 stile prima in corta a Trieste (con tanto di record europeo, 46”52) e poi in lunga a Budapest (con il crono di 48”79). Ma è nel 2007 che Filo entra per sempre nella storia.

Ai Mondiali di Melbourne, posizionati a marzo per evitare l’inverno “down-under”, Magnini arriva da imbattuto, forte anche dell’ennesimo oro europeo in vasca da 25 (a Helsinki). Avrete di sicuro sentito svariate volte ripetere ai campioni di qualsiasi sport quanto sia più difficile rimanere in vetta che non arrivarci. E la risposta sta nei numeri: alla vigilia dei Mondiali 2007 solo Matt Biondi (1986-1991) e Aleksander Popov (1994-1998) hanno confermato l’oro iridato della Gara Regina. Quante possibilità ha un ragazzo di Pesaro, che fino a qualche anno prima tentava di sfondare nella rana e nei misti, di entrare a far parte di questo ristretto club di Sovrani della Vasca?

Magnini in Australia è in forma: la staffetta 4x100 stile è d’argento anche grazie alla sua chiusura (47”18) e centra anche il record europeo. Nella semifinale dei 100 tocca in 48”60, secondo tempo dietro a Jason Lezak. I nomi degli altri sei sono da brividi: Pieter van den Hoogenband, Brent Hayden, Eamon Sullivan, Ryk Neethling, César Cielo Filho, Roland Schoeman. Rimangono fuori Alain Bernard e Stefan Nystrand, per dire.

Nonostante un parterre che spaventerebbe chiunque, nonostante il passaggio in 23”24 (settimo) e nonostante il ritorno non sia dei suoi migliori, Re Magno non abdica: è oro ex-aequo con il canadese Hayden, ma è leggenda in solitario.

2008-2009

Manca ancora qualcosa per riempire un palmarès del genere e renderlo perfetto? Sì, manca la medaglia olimpica individuale, e a Pechino 2008 il bi-campione del mondo in carica non può che essere tra i favoriti. Purtroppo però tra Magnini ed il sogno olimpico ci si mette la tecnologia, quella dei superbody, che favorisce di gran lunga un altro tipo di atleta.

Un atleta tipo Eamon Sullivan, che nella semifinale cinese farà il record del mondo, o tipo Alain Bernard, che vincerà facendo valere il suo impressionante strapotere fisico. Claudio Rossetto, in una recente intervista, dirà che solo questi due erano realmente superiori a Filo: il podio poteva e doveva essere del pesarese, che a Pechino si ferma al nono posto con 48”11, troppo poco per ambire a qualcosa di più. E nono è anche il piazzamento ai Mondiali casalinghi di Roma 2009, in 48”04, tempo che resterà record italiano fino al dicembre 2016.

A proposito: è naturalmente Magnini l’uomo che ha detenuto per più tempo il record nazionale della gara regina.

2010-2017

Quello Olimpico resterà l’unico rimpianto di una carriera davvero Magnifica che dal 2010 in poi vive una seconda fase assai interessante e forse dai più sottovalutata. Una fase nella quale in molti gli davano del “bollito” ed in tanti gli (mal)suggerivano di smettere.

Ma Filippo non ha ascoltato nessuno se non se stesso e la sua voglia di nuotare e di vincere: dal 2010 è stato Capitano della Nazionale, ha contribuito a lanciare e crescere una nuova generazione di velocisti (Luca Dotto e Marco Orsi su tutti) ed ha recitato parte attiva in 13 staffette medagliate a livello internazionale, ultime delle quali agli Europei di Londra del 2016. In questa fase è stato uomo squadra, ha consolidato la sua persona come atleta e leader di un intero movimento, ci ha fatto insomma conoscere un Filippo che ha davvero lasciato il segno.

E ci ha regalato anche un’ultima perla individuale, agli Europei in vasca lunga del 2012 a Debrecen in Ungheria, la patria del nuoto. Forse non è stata la finale delle finali, ma davanti a Bernard e Leveaux nei 100 stile libero ha toccato, come ai vecchi tempi, Re Magno.

(Foto copertina: Fabio Cetti | Corsia4)

(Foto articolo: Europei Madrid 2003 Gettys Image per Yahoo sport, Mondiali Melbourne 2007 Patrick B. Kraemer per Swimvortex)

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Pagellino SuperMaster 2017-18: il nuovo anno riparte da Milano e Monastier. Risultati di Cagliari

Il 2018 Supermaster riparte con due manifestazioni – entrambe nel Nordi Italia – il 20° Trofeo DDS Master di Milano e l’esordiente Trofeo Casa di Caccia presso Monastier di Treviso che si è dispuatato in vasca lunga.

A Milano finalmente si possono registrare i tanto attesi record degli atleti interessati dal cambio di categoria che nell’avvio di stagione avevano ripetutamente nuotato sotto gli attuali primati. Fra questi spicca il nuovo record mondiale di Carlo Travaini nei 200 rana M55 – dove stabilisce anche i primati nazionali al passaggio dei 50 e dei 100 – oltre al record europeo dei 400 misti. Grazia Gavoglio invece si prende i nuovi record italiani sia dei 50 stile che dei 50 farfalla M65, così come il Massimilano Gialdi neo-M50 nei suoi 50 stile libero.

Arrivano anche due record nei 400 misti da Giannantonio Scaramel negli M65 e Roberto Ruggieri negli M70.

Intanto il 2017 si era chiuso con il trofeo Buon Natale Master 2017 di Cagliari che coincide con l’esordio per il circuito della Sardegna.

Vediamo tutti i dettagli delle manifestazioni.

Vi ricordiamo le classifche elaborate:
Individuale TOP3: suddivise in fasce di categoria e redatte calcolando la somma dei punteggi delle due gare di ogni atleta.
Individuale TOP10 della settimana: calcolate senza distinzione di categoria e considerando il singolo punteggio.
Miglior Squadra della Settimana: calcolata in termine di numero di presenze gara e punteggio medio.
Miglior Trofeo della Settimana, tenendo conto di diversi fattori: caratteristiche del campo gara (numero di corsie, vasca di riscaldamento, blocchi), programma gare, media punteggio della manifestazione e presenze gara.

Ovviamente il nostro voto non può tenere in considerazione dell’organizzazione, dell’accoglienza e dei servizi che sono annessi alle manifestazioni, dovremmo essere presenti a ogni trofeo e questo è complicato da realizzare.
Il nostro giudizio è puramente statistico e dato sulle informazioni che la “carta” ci trasmette e non un voto assoluto ma comparativo.

MANIFESTAZIONI: 7 GENNAIO 2018 e 23 DICEMBRE 2017

1° Trofeo Casa di Caccia – Monastier di Treviso | Premiazione squadre

Manifestazione: 1° Trofeo Casa di Caccia

Data: 7 gennaio 2018
Sede: Monastier di Treviso – Piscina Rosa Blu Village
Vasca: 50 metri – 8 corsie
Organizzazione: NORD/EST H2O

VOTO

Vasca: 9; Programma: 7 (bonus staffette, U/D separati); Gare disputate: 5.5; Punteggio medio: 6

Società

Gare individuali

HIGHLIGHTS

Esordio positivo per il primo Trofeo Casa di Caccia organizzato dalla Nord/Est H2O che si dice soddisfatta dell’affluenza visto il periodo particolare post-vacanze.

Le migliori prestazioni assolute sono nuotate entrambe nei 50 farfalla: Monica Vaccari primatista M55 chiude in 32.79 (963.71) mentre Giuseppe Baston si aggiudica gli M45 con il crono di 27.82 (929.55); nella stessa specialità bene Alessandro Pinto oro M50 in 28.87 (912.37).

Segnaliamo inoltre le prove di Andrea Florit nei 200 rana M55 chiusi in 2.52.75 (907.21), di Sara Cracco nei 100 stile M35 vinti in 1.04.17 (900.73) e Martina Benetton prima M30 nei 400 stile in 4.52.22 (896.96).

Classifica di società
1 Montenuoto 31.979,75
2 Ranazzurra Conegliano 31.295,69
3 Riviera Nuoto 26.203,50

Metodo: somma dei punteggi dei primi otto piazzamenti individuali per categoria, sesso e gara e di una sola staffetta per ogni categoria di età maschile e per ogni categoria di età femminile

TOP3 DONNE Monastier

TOP3 M25 ÷ M35
CRACCO
SARA M35 ARCA 1797,11
BENETTON MARTINA M30 NATATORIUM TV 1760,37
TONIATO GIORGIA M25 CN TEZZE 1760,14

TOP3 M40 ÷ M50
LANAVE TIZIANA M40 GE.SPO.LE 1711,87
CASARO LUISA M45 NUOTO VICENZA LIB 1698,50
MURGIA ANNA M45 STILE LIBERO 1688,01

TOP3 M55 ÷ M60
GUERRINI GABRIELLA M55 ROVIGONUOTO 1631,15
BITTANTE EMANUELA M55 ONDABLU 1593,26
LEUZZI ALESSANDRA M55 G – UDINE 1578,64

TOP3 M65+
SCHMIDT URSULA M80 PADOVANUOTO 1386,83
ENDRIZZI UMBERTA M70 RN TRENTO 1361,44
NICOLETTI CLELIA M65 MONTENUOTO 1339,18

TOP3 UOMINI Monastier

TOP3 M25 ÷ M35
LUCA ALFONSO M30 CSS COORD SERV. SPO 1786,74
MORELLATO ALESSIO M35 CS HOF 1778,24
PETTENUZZO ALESSANDRO M30 CN TEZZE 1753,79

TOP3 M40 ÷ M50
MORETTI
ALESSANDRO M40 MONTENUOTO 1801,99
MASETTO EMANUELE M45 RIVIERA N 1771,05
BORGATO CARLO M50 MIRANO N 1750,90

TOP3 M55 ÷ M60
PAVAN FABIO M55 MONTENUOTO 1688,30
CUCE’ ROSARIO M60 UN.SPORT. TRI 1609,98
PENSO MASSIMO M60 RARI NANTES 1496,16

TOP3 M65+
KIRKPATRICK MALCOLM M65 PADOVANUOTO 1667,90
VELARDI EUGENIO M65 CC ANIENE 1616,36
ZUCCON VITTORIO M70 AQUAFIT 2.0 1445,88

20° Trofeo Master DDS – Milano | Luca Sacchi premia Carlo Travaini e Jane Hoag (R. Consilvio)

Manifestazione: 20° Trofeo Master DDS

Data: 7 gennaio 2018
Sede: Milano – Piscina “Samuele” (Mecenate)
Vasca: 25 metri – 8 corsie
Organizzazione: DDS

VOTO

Vasca: 9; Programma: 4.5; Gare disputate: 5.9; Punteggio medio: 7.8 (bonus RM)

Società

Gare individuali

HIGHLIGHTS

Il 2018 si apre, come pronosticato dall’inizio della stagione agonistica, con parecchi record. A Milano sono ben nove in totale i primati cancellati, la maggior parte sono frutto del cambio di categoria finalmente omologabile con l’inizio del nuovo anno.

Il protagonista di Milano è stato senza ombra di dubbio Carlo Travaini che sigla 4 nuovi record: nei 200 rana M55 al passaggio dei 50 e dei 100 rispettivamente in 31.31 e 1.08.52 nuota i nuovi limiti nazionali (prec. 32.79 Stentella e 1.13.79 Possanzini), per poi chiudere con il nuovo record mondiale di 2.24.59 (1083.89) che migliora il 2.27 netti dell’americano Davide Guthrie, mentre in Europa cancella il 2.36.10 del russo Podmarev in Italia il 2.41.77 di Florit.
Non pago nell’ultima gara in programma ottiene il nuovo record europeo dei 400 misti chiudendo la prova in 4.58.95 che va a sostituire il precedente 5.05.40 del Doc nazionale Marugo e conquista la Targa speciale “Luca Sacchi” per la migliore prestazione tecnica della specialità.

Doppietta per la neo-M65 Grazia Gavoglio nello sprint a stile libero con 35.21 (903.44) e farfalla 39.59 (900.23) che vanno a sostituire i precedenti 35.51 di Mira Guglielmi e il 42.30 di Gabriella Tucci che resisteva dal 2005; ultimo record “di passaggio” il 50 stile di Massimiliano Gialdi che lima di 5 centesimi il precedente record di Rico Rolli portandolo a 24.60 (997.97).

Gli ultimi due record italiani come anticipato sono stati ottenuti nei 400 misti da due “senatori” del movimento master: Giannantonio Scaramel con 5.59.95 (967.97) polverizza il 6.30.18 nuotato da Roberto Ruggieri nel 2014 che però si migliora negli M70 portando il nuovo limite di categoria a 6.34.46 (prec. 6.39.36) raccogliendo 949.30 punti.

La migliore prestazione femminile è nuotata nei 400 misti da Jane Hoag che vince le M50 in 5.30.92 (1002.05) dopo una bella sfida con Franca Bosisio argento in 5.32.85 (996.24); terza prestazione femminile per Sabina Vitaloni che vince i 50 rana M45 in 35.34 (969.16).

Classifica di società
1 Asa – Cinisello 39.149,20
2 Nuotatori Del Carroccio 33.269,77
3 Swim Pro Lombardia 31.879,78

Metodo: somma dei punteggi dei primi 8 classificati per ogni gara e categoria, maschile e femminile.

TOP3 DONNE Milano

TOP3 M25 ÷ M35
VENICE CARLA M30 B.FIT LEGNANO N 1887,49
FE` ELEONORA M25 PROSPORT ACQUA 1784,10
MAPELLI MARTA M25 SWIM PRO LOM 1774,66

TOP3 M40 ÷ M50
BOSISIO
 FRANCA M50 TEAM TREZZO SPORT 1982,88
DE PONTI DANIELA M50 NUOTO MASTER BS 1915,52
HOAG JANE ANN M50 TEAM INSUBRIKA ASD 1895,93

TOP3 M55 ÷ M60
BIANCO VIVIANA M55 NC BREBBIA 1661,40
MAZZOLA CLAUDIA M55 GESTISPORT COOP 1541,21
CUSARO RITA M60 RN LEGNANO 1533,30

TOP3 M65+
GAVOGLIO GRAZIA M65 N RIVAROLESI 1803,67
CERNICH VELLEDA M75 RN SARONNO 1639,92
CECCHETTO LUISA M70 TECRI N 1453,25

TOP3 UOMINI Milano

TOP3 M25 ÷ M35
VIO TOMMASO M25 CAN MILANO 1862,24
BORRONI GIACOMO M30 B.FIT LEGNANO N 1830,51
RAMON ALESSANDRO M25 AS MERANO 1805,77

TOP3 M40 ÷ M50
GIALDI MASSIMILIANO M50 NUOTO MASTER BS 1937,75
PIOVESAN IGOR M40 NATATIO MASTER TEAM 1924,00
LOCOCCIOLO RAFFAELE M45 NC FIRENZE 1900,93

TOP3 M55 ÷ M60
TRAVAINI
CARLO M55 ACQUA 1 VILLAGE 2118,14
OLIVETTI FRANCO M55 NUOTO MASTER BS 1806,92
FELOTTI PAOLO M55 GONZAGA SC 1779,37

TOP3 M65+
SCARAMEL GIANNANTONIO M65 DERTHONA N 1822,84
AUGUADRI GIANCARLO M65 MILANO N MASTER 1729,77
VERGA GIANNI LUIGI M75 NORD PADANIA N 1591,06

Buon Natale Master 2017 – Cagliari | Nuotatori Sardi (FB)

Manifestazione: Buon Natale Master 2017

Data: 23 dicembre 2017
Sede: Cagliari – Piscina Comunale Terramaini
Vasca: 25 metri – 8 corsie
Organizzazione: Gruppo In Forma

VOTO

Vasca: 6.5; Programma: 5.5 (bonus staffette, U/D separati); Gare disputate: 3.7; Punteggio medio: 6.5

Società

Gare individuali

HIGHLIGHTS

Prima delle feste il movimento master sardo fa il suo consueto esordio con il trofeo Buon Natale Master di Cagliari.

La migliore prestazione è nuotata dall’M45 Gianluca Liggi nei 50 dorso nuotati in 28.82 (944.83), secondo tabellare per i 50 farfalla M30 di Riccardo Marongiu vincente in 25.94 (934.46), seguono i 100 misti di Massimiliano Pusceddu oro M30 in 1.00.29 (921.88) e i 50 rana di Enrico Cortis primo in 30.15 (918.74).

In campo femminile migliore prestazione per Chiara Sanna che si aggiudica i 200 stile M25 in 2.16.71 (905.79) e fa il bis nei 50 farfalla con 30.99 (883.99), mentre Angela Maria Costa nei 50 stile M65 nuota un buon 35.89 da 886.32 punti.

Classifica di società
1 Esperia Cagliari 13.044,36
2 Atlantide Elmas 12.911,34
3 Rari Nantes Cagliari 12.767,12

Metodo: somma dei punteggi delle migliori 15 prestazioni per società.

TOP3 DONNE Cagliari

TOP3 M25 ÷ M35
SANNA
CHIARA M25 ACC SP OLBIA 1789,62
FANNI VALERIA M35 ACQUASPORT CA 1716,15
SARANIERO MARIANNA M25 RN CAGLIARI 1692,77

TOP3 M40 ÷ M50
PINTUS ROBERTA M40 ATLANTIDE ELMAS 1724,13
MIGLIACCIO MADDALENA M50 NC CA 1711,45
SPIGA SABRINA M45 ATLANTIDE ELMAS 1701,54

TOP3 M55 ÷ M60
WESTRA RONELLA M60 X – TEAM OLBIA 1667,38
BOI ALESSANDRA M60 FROG SWIMMING 1513,15
CUCCA ANGELA M55 RN ACQUATICA NU 1088,28

TOP3 M65+
SANNA FRANCESCA M75 ACQUASPORT CAG 1361,98
CALZOLARI SIMONETTA M65 ACQUASPORT CA 1246,98
PIRAS MARIA PAOLA M65 FROG SWIMMING 1200,33

TOP3 UOMINI Cagliari

TOP3 M25 ÷ M35
MARONGIU
RICCARDO M30 ESPERIA CA 1850,11
CORTIS ENRICO M25 ESPERIA CA 1834,99
PUSCEDDU MASSIMILIANO M30 RN CAGLIARI 1824,67

TOP3 M40 ÷ M50
TOMBOLATO GIANCARLO M45 ATLANTIDE ELMAS 1738,05
PALLA ALESSANDRO M40 TC SU PLANU 1707,47
MURGIONI RUBEN M45 RN CAGLIARI 1664,77

TOP3 M55 ÷ M60
VITIELLO ANTONIO M55 ATLANTIDE ELMAS 1793,01
BALDUZZI RAFFAELE M55 ACQUASPORT CA 1618,79
DE GIORGI CARLO M60 NC CA 1597,75

TOP3 M65+
COCCO FRANCESCO M65 NC CA 1632,23
CAMBEDDA PAOLO M70 FROG SWIMMING 1426,08
TESTA GIOVANNI M65 PROMOGEST CA 1293,92

TOP10 della SETTIMANA

400 mi HOAG JANE M50 5’30″92 1002,05 (Milano)
400 mi BOSISIO FRANCA M50 5’32″85 996,24 (Milano)
50 ra VITALONI SABINA M45 35″34 969,16 (Milano)
50 fa VACCARI MONICA M55 32″79 963,71 (Monastier)
200 ra VENICE CARLA M30 2’41″07 961,13 (Milano)
50 sl DE PONTI DANIELA M50 28″82 960,44 (Milano)
50 ra CARRARO WANYA M45 36″49 938,61 (Milano)
200 ra BONORA IRENE M30 2’48″10 920,94 (Milano)
400 mi FE` ELEONORA M25 5’24″70 913,43 (Milano)
50 ra LUI CHIARA M40 36″81 911,71 (Milano)

200 ra TRAVAINI CARLO M55 2’24″59 1083,89 (Milano)
50 sl GIALDI MASSIMILIANO M50 24″60 997,97 (Milano)
400 mi SCARAMEL GIANNANTONIO M65 5’59″95 967,97 (Milano)
200 sl PIOVESAN IGOR M40 1’58″77 966,49 (Milano)
100 do LOCOCCIOLO RAFFAELE M45 1’01″52 958,71 (Milano)
200 sl PELLICIARI MATTEO M35 1’58″56 954,45 (Milano)
50 ra FABBRINI SILIO M50 32″21 951,26 (Milano)
400 mi RUGGIERI ROBERTO M70 6’34″46 949,30 (Milano)
100 mi CAVALLI FABIO M50 1’04″88 947,75 (Milano)
50 do LIGGI GIANLUCA M45 28″82 944,83 (Cagliari)

MIGLIOR SQUADRA della SETTIMANA

TOP5 – NUMERO PRESENZE GARA – MEDIA

1. NUOTATORI DEL CARROCCIO 64 – 672,39
2. RARI NANTES CAGLIARI 61 – 738,14
3. ASA CINISELLO BALSAMO 58 – 760,10
4. ACQUASPORT CAGLIARI 56 – 725,25
5. SWIM PRO LOMBARDIA 53 – 746,16

TOPdiFASCIA – MEDIA ATLETI – numero prestazioni

Da 50 a 99 presenze gara
1. ASA CINISELLO BALSAMO 760,10 – 58
2. ATLANTIDE ELMAS 758,10 – 50
3. SWIM PRO LOMBARDIA 746,16 – 53

Da 20 a 49 presenze gara
1. MILANO NUOTO MASTER 858,49 – 22
2. ESPERIA CAGLIARI 774,93 – 39
3. FORUM ASSAGO 774,16 – 27

Da 10 a 19 presenze gara
1. DERTHONA NUOTO 812,09 – 15
2. NUOTO CLUB FIRENZE 806,42 – 11
3. ALY SPORT 783,66 – 15

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Notizie migliori arrivano dai 200 dorso donne, dove Margherita Panziera spalleggia con le migliori ed entra in finale con il terzo tempo. 2’10’’50 è un buon crono, ma per la medaglia servirà almeno quanto nuotato a Budapest (2’09’’43) perché la concorrenza è alta.

L’ultima semifinale di giornata sono i 50 farfalla uomini, con il dominio del bronzo di mondiale Andrii Govorov, primo senza affanni in 23’’17. A spessore internazionale solo Konrad Czerniak può infastidirlo, ma il polacco non sembra al meglio ed è dentro solo con l’ottavo crono in 23’’76. Per l’Italia out Carini in batteria, fuori anche Andrea Vergani, che trova la semi chiusa al 14° posto in 24’’20.

Chiudono le ragazze della 4x100 stile: il Canada con Katerine Savard in apertura vince in 3’39’’21, due decimi meno della Russia e poco meno di un secondo più veloce degli USA. L’Italia con Aglaia Pezzato, Paola Biagioli, Rachele Ceracchi e capitan Laura Letrari chiude settimana in 3’42’’71.

Oggi la seconda giornata con le finali a partire dalle 13.02 italiane!!

(foto copertina: Federnuoto.it)

About The Author

Alessandro Foglio

Istruttore e nuotatore, segue il mondo del nuoto assoluto e tutti i suoi appuntamenti!

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