Caserta è diventato in pochi anni un centro caldo del nuoto italiano, raggruppamento di diversi atleti nel giro della nazionale e di altri prospetti molto interessanti che stanno già ottenendo risultati importanti. Il merito è del progetto Time Limit, guidato da Andrea Sabino, ideatore e allenatore del team che alla data odierna conta una quindicina di atleti di livello assoluto.

Dopo le convocazioni del CT Butini, sono cinque i nuotatori del gruppo che saranno a Roma per gli Europei 2022: Arianna Castiglioni, Antonietta Cesarano, Noemi Cesarano, Antonella Crispino e Simone Stefanì.

Ne abbiamo parlato proprio con Sabini, responsabile di Time Limit e direttore tecnico di Assonuoto Caserta.

Raccontaci come è strutturato il progetto Time Limit, che è ormai una solida e interessante realtà del nuoto italiano

Direi che la chiave del progetto è l’organizzazione. Negli anni mi sono formato il più possibile nelle aree di lavoro che interessano il nuoto a tutti i livelli, dal settore tecnico, metabolico e della preparazione atletica, al lato mentale, fino al percorso medico, di alimentazione, postura e prevenzione infortuni. Ho approfondito ogni area con degli specialisti per poter perfezionare la mia conoscenza a proposito, ed ho sempre cercato di rivolgermi a personalità che mi potessero aiutare a migliorare, come Andrea Roncari, osteopata e preparatore atletico con il quale ho lavorato per evitare infortuni e migliorare l’approccio fisico dell’atleta allo sport.

Ho cercato di far confluire le conoscenze apprese nel supporto ai nuotatori che seguo, ognuno dei quali ha un percorso differente, cercando sempre di programmare tenendo molto in considerazione l’aspetto mentale. Ho poi un team intorno a me che nel tempo si è formato e specializzato, permettendoci di arrivare ai recenti risultati.

Risultati che sono arrivati in stili e distanze diverse e con atleti sia giovani che più maturi.

Agli Assoluti di Ostia abbiamo fatto medaglia dai 50 ai 400 e in tutti e quattro gli stili, credo che sia un bel risultato. Cerco sempre di essere attento alla costruzione dell’atleta, al suo percorso.

Quando sono arrivate Castiglioni e Crispino, che provenivano da periodi non semplici, ho pensato subito a quando potevano ottenere il loro picco di risultati, con l’intento di non mettergli fretta e non bruciare le tappe. La risposta è stata programmare sul lungo termine, cioè verso Parigi 2024, senza dover necessariamente dimostrare tutto subito, ma costruendo un percorso che ci possa portare verso quell’obiettivo.

Fatti di nuoto Weekly: inizia la Storia dei 50 alle Olimpiadi

Terminata l’edizione 2026, World Aquatics ha già ufficializzato date e modalità di svolgimento della World Cup 2027, che sarà molto più interessante per diversi motivi. Oggi, in Fatti di nuoto Weekly, trovate le notizie confermate e le opinioni che ne alimentano...

5 nomi dalla World Cup di Nuoto di Astana

Il terzo step della World Cup 2026 si è svolto ad Astana, in Kazakistan, tappa che ha concluso la “via della seta” di World Aquatics, il tour autunnale che ha fatto sia da apertura di stagione che da preambolo per i Mondiali di Pechino. Al termine delle prove, i...

Lo Schema frontale nelle nuotate simmetriche: il delfino

In questo articolo poniamo l'attenzione sullo schema frontale che caratterizza le nuotate simmetriche, quindi lo schema che viene utilizzato nel delfino, nella rana e in tutte le fasi di subacquea.Nella farfalla, l’azione degli arti inferiori è legata alle azioni...

Fatti di nuoto Weekly: Sport o Agonismo

Siamo a metà ottobre, un momento in cui le competizioni veramente importanti, nel nuoto, sono o troppo indietro o troppo avanti nel tempo. Quale spazio migliore, quindi, per farsi delle domande più serie del solito? Oggi Fatti di nuoto Weekly si interroga sul vero...

5 nomi dalla World Cup di Nuoto di Tashkent

Si è svolta a Tashkent, in Uzbekistan, la seconda tappa della “via della seta del nuoto”, come è stata rinominata la World Cup 2026. Una tappa assai frizzante, che ha visto cadere ben due record del mondo e diverse altre prestazioni di alto livello. Senza ripetersi...

5 Calciatori che devono molto alla piscina

Calcio e nuoto sono due sport, all’apparenza, molto distanti tra loro. Il primo è il più famoso e praticato sport a livello mondiale, e la sua diffusione capillare ha fatto sì che i calciatori siano diventate sempre di più star globali di uno spettacolo che travalica...
Gestire un gruppo così numeroso e variegato non deve essere semplice.

Facciamo un grande lavoro di raccolta dati, per ogni atleta ho un diario personale dove annoto oltre agli allenamenti in acqua e a secco, i tempi, le foto e i video delle cose più significative che poi voglio studiare o approfondire. Questo mi serve per calibrare al meglio la proposta tecnica: difficilmente due miei atleti fanno lo stesso identico lavoro.

Per esempio, con le gemelle Cesarano, che fanno le stesse gare con tempi molo simili, negli ultimi mesi ho adottato un approccio opposto tra loro. Hanno avuto in poco tempo maturità, esame della patente e concorso in aeronautica, ed in più dovevano preparare i Giochi del Mediterraneo e soprattutto gli Assoluti: il modo differente con cui le due hanno approcciato il periodo di stress mi ha fatto calibrare gli allenamenti personalizzandoli ad hoc. I risultati si sono visti e sono stati positivi per entrambe.

Come è stata l’esperienza ai Giochi del Mediterraneo?

Sono molto affezionato alla trasferta di Orano, perché è stata anche la mia prima personale convocazione con la Nazionale.

A livello agonistico e sportivo è stata un’esperienza molto positiva, l’impianto era bellissimo ed ho avuto l’occasione di stare molto con i miei atleti, che nonostante il periodo di carico hanno comunque raggiunto ottimi risultati.

Un po’ meno semplice è stato l’impatto ambientale, soprattutto nel discorso alimentare. Il cibo proposto era un po’ differente dalle nostre abitudini e questo ha penalizzato alcuni atleti, che sono riusciti ad adattarsi meno rispetto ad altri. Ma tutto sommato è stata un’esperienza positiva.

Cosa ci aspettiamo dal tuo gruppo per gli Europei di Roma?

Anche in questo caso gli obiettivi sono differenti. Chi è alla prima convocazione in Nazionale maggiore deve sfruttare l’evento per fare esperienza e, dove possibile, cercare di passare il turno e guadagnarsi la semifinale. Questo discorso vale per Crispino, Stefanì e per le gemelle, per i quali sarà un appuntamento molto formativo, da prendere con il giusto piglio.

Sono molto dispiaciuto per la mancata qualificazione di Stefano Ballo, che ha affrontato un’annata non semplice e che sono sicurò saprà trarre le motivazioni giuste per ripartire l’anno prossimo.

Per Arianna Castiglioni, invece, il discorso è diverso. Ha prestazioni cronometriche che la proiettano in zona medaglia, ma deve affrontare il grande evento con uno spirito differente rispetto alle ultime uscite, dove è stata anche molto sfortunata. Per lei l’obiettivo è la finale, per potersi giocare tutte le sue carte.

Foto: Alessandro Evangelista | Corsia4