La storia del nuoto italiano, a partire dai primi anni settanta, più precisamente dalle Olimpiadi di Monaco 1972 con le prime medaglie in vasca per l’Italia a opera di Novella Calligaris, può essere divisa in tre fasi storiche ben distinte: i primi due periodi storici, ormai consolidati, sono segnati dallo spartiacque delle Olimpiadi di Sydney 2000, primo momento dove il movimento natatorio italiano prese coscienza della sua forza internazionale come nazione e non solo più come singoli campioni isolati com’era stato fino ad allora.

La terza fase si può dire sia appena iniziata la scorsa stagione agonistica con i Giochi Olimpici di Tokyo ed è tuttora in corso come hanno confermato i recenti Campionati Mondiali di Budapest, appena conclusi lo scorso mese di giugno. Proprio in questo momento, il nuoto azzurro si trova proprio sulla cresta dell’onda più alta. Una curva con i suoi momenti alti, ma anche bassi, come insegna la storia dell’umanità in generale.

È proprio vero che spesso chi fa la storia non ha tempo per scriverla. Infatti, in tutto questo tempo è mancata una sorta di testimonianza scritta che raccogliesse tutti gli elementi tangibili in modo da tracciare e rendere nitida questa linea caratterizzante una storia che continua.

Questa è stata la prima percezione che ho avuto al termine della lettura del libro scritto da Claudio Rossetto, e non poteva azzeccare un titolo migliore di quello scelto.

Totalmente Nuoto!

Mai come prima è stato svolto un lavoro rigoroso di raccolta di tutti gli elementi che hanno caratterizzato il nuoto italiano moderno nella sua interezza, come recita il sottotitolo: “Metodologia, Tecniche ed Esperienze del Nuoto Italiano”.

Si parte con l’esperienza personale dell’autore che ci mostra in tutte le sue forme le figure dell’allenatore e dell’atleta, facendo venire alla luce il meccanismo complesso di interazione che avviene tra le stesse, ed esponendo in maniera molto chiara ed efficace le reali problematiche che si affrontano tutti i giorni in un contesto di alto livello. Si entra poi nel vero cuore del nuoto con la parte tecnica in cui vengono illustrati da manuale tutti gli aspetti relativi alle tecniche di nuotata, allo stato dell’arte del nuoto moderno.

Segue la parte che entra nel vivo delle metodiche di allenamento, forse la più cara a noi italiani, dove vengono illustrate principalmente gli aspetti condizionali sui cui lavorare con l’allenamento, e l’ottimizzazione degli stessi all’interno di una programmazione temporale. Per la prima volta viene ripercorsa l’evoluzione di tali aspetti dalle prime linee guida istituite dalla FIN nel lontano 1989 per arrivare alla loro effettiva applicazione odierna. Questa seconda faccia della medaglia è stata poi resa molto evidente nella parte successiva, raccogliendo i contenuti esperienziali di alcuni degli allenatori italiani legati alle numerose medaglie internazionali degli ultimi sedici anni.

Come se non bastasse, per la prima volta all’interno di un libro sul nuoto, vengono anche raccolte le testimonianze degli atleti, evento che non ho mai rilevato in tutti i libri stranieri (principalmente australiani e americani) che ho avuto la fortuna di leggere finora. Anche perché, spesso ce ne dimentichiamo, gli atleti sono il fulcro di tutto, ed è solo grazie a loro che lo sport evolve, oltre il prestigio portato dai risultati. Perché sono proprio loro a rendere possibili le evoluzioni tecniche e metodologiche che con immenso piacere abbiamo modo di leggere in questo libro.

Nei paragrafi seguenti, vediamo di illustrare meglio, anche se in modo sintetico, le singole parti in cui è stato suddiviso questo libro.

Parte 1 ⇒ Pensieri In Libertà

L’apertura di questo libro non inizia con l’illustrare come si migliora il rollio nello stile libero, o come si formula un set di allenamento sulla potenza lattacida, ma entra subito nel cuore del nuoto di alto livello identificando il vero obiettivo del libro.

“Racconto quello che ho visto in questi trentacinque anni di nuoto e non lo faccio perché mi sento superiore, ma perché spero serva ai miei colleghi più giovani”.

Viene illustrato il ruolo dell’allenatore come meglio non si può fare, ovvero un mix tra scienza e arte. Uno dei concetti fondamentali su cui si insiste è il seguente: ad un certo livello conta più il “COME” fare del “COSA” fare.E l’esempio non può che essere la realtà torinese degli anni Novanta e dei primi anni Duemila. Una realtà che ho avuto l’onore di conoscere bene, che ha segnato la prima parte di carriera di Claudio Rossetto, prima di traferirsi a Roma. Ovviamente non mancano i riferimenti a quattro allenatori che possono essere ritenuti dei Maestri per tutto il nuoto italiano, tutti molto diversi tra loro, ma in grado di saper guardare sempre oltre. Il messaggio che viene portato a galla in questa parte, la meno tecnica, è sul vero approccio di lavoro da adottare: “il metodo migliore per imparare è sbagliare, ma a volte utilizzando l’esperienza di chi errori ne ha già fatti si può limitare il numero degli sbagli”.

Parte 2 ⇒ La Tecnica Del Nuoto

Ed è proprio qui che il libro inizia ad addentrarsi nelle caratteristiche intrinseche di questo sport. Una sezione apparentemente scontata, ma rivisitata in chiave moderna soprattutto affrontando l’argomento della tecnica non come fine a sé stesso, ma come una tecnica per la prestazione.

Per ogni stile vengono illustrate dettagliatamente i diversi approcci di nuotata alle differenti distanze di gara.

Ovviamente non mancano approfondimenti sul famoso quinto stile, ovvero le fasi subacquee. Così come per la prima volta viene analizzato il discorso sulla partenza: sembra quasi scontato dire che oggi la track-start è praticamente obbligatoria, ma la stessa nasconde diversi approcci.

Parte 3 ⇒ L’Allenamento

Si arriva alle tendenze dell’allenamento odierno in Italia, ma partendo dalle radici storiche. Il messaggio è quello di andare avanti, cercare sempre il cambiamento, non perché ciò che si è studiato ed applicato fosse sbagliato, ma perché è alto il rischio che non sia più efficace, tanto da diventare controproducente. 

Viene continuato un percorso che era rimasto fermo al 1989, anno di pubblicazione dei modelli di allenamento da parte della nostra federazione. Oggi rappresentano sempre un punto di partenza, ma il punto di arrivo deve essere la parte operativa dell’allenamento finalizzato a far raggiungere l’obiettivo all’atleta, che si tratti di un obiettivo solo parziale di crescita così come di un obiettivo finale di alta prestazione. In altre parole, il punto di arrivo è riuscire a implementare un programma di allenamento in grado di soddisfare sempre i requisiti del nuoto moderno, in continua evoluzione. Aspetto chiarito perfettamente con una grande verità: “le sigle sono utili a identificare l’obiettivo, mentre non possono codificare il tipo di set che verrà utilizzato per raggiungere il risultato, non sono sufficienti a descrivere ciò che succede in allenamento”.

Una menzione importate va alla parte relativa alla preparazione atletica, scritta da un professionista come Marco Lancissi. Merita una menzione particolare semplicemente per il fatto che è sempre stata la parte più discussa dell’allenamento dei nuotatori, spesso valutata con approssimazione, non con l’accuratezza come già si faceva relativamente al lavoro in vasca. Ora si può dire che anche questo aspetto fondamentale dell’allenamento ha parti dignità di quello sport-specifico: “la preparazione atletica, come l’allenamento in acqua è una pratica che deve sottostare a precise leggi fisiologiche, biomeccaniche e di programmazione metodologica”.

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Parte 4 ⇒ La Programmazione

Anche qui non manca la parte artistica, oltre a quella tecnica ovviamente. Viene fatto emergere un altro aspetto del lavoro quotidiano, ovvero l’importanza della capacità di adattamento alle situazioni contingenti che possono capitare e di guardare negli occhi gli atleti prima di scrivere una seduta di lavoro dettagliata.

Oltre alle classiche fasi della programmazione viene approfondita molto bene la fase di Tapering, la più critica e preoccupante, più per gli allenatori che per gli atleti. Vengono menzionati riferimenti scientifici importanti come il ricercatore spagnolo Inigo Mujika, massimo studioso mondiale della materia.

Ma non mancano aneddoti interessanti relativi all’esperienza sul campo.

Parte 5 ⇒ L’Analisi Della Gara

Una parte molto ricca di dati numerici, che forniscono un messaggio importante mettendo in risalto ciò che bisogna sempre più perseguire nel nuoto moderno: l’individualizzazione dell’allenamento.

Concetto abbastanza scontato se si parla di distanze e/o stili diversi, ma che invece è sempre più necessario anche tra atleti che svolgono la stessa disciplina (stesso stile e distanza di gara). Questo aspetto è evidenziato ancora di più proprio dall’analisi dei parziali di molte gare internazionali di successo.

E ciò costituisce il vero punto di partenza dell’allenamento di alto livello come già aveva avuto modo di affermare Claudio durante una mia intervista nel 2011: «una volta ci si allenava e poi si andava a vedere in gara il tempo, oggi bisogna prevedere la prestazione che si vuole ottenere e impostare l’allenamento per provare a ottenerla».

Parte 6 ⇒ Esperienze

Si entra sempre più nella quotidianità del lavoro, svelando tabelle su programmazioni (macrocicli, mesocicli e microcicli) e illustrando anche intere sedute di allenamento relative ai programmi di alcuni allenatori e atleti legati alla storia recente del nuoto italiano.

Emergono evidenti come mai prima delle grandi differenze relative all’applicazione dei mezzi e metodi di allenamento descritti nelle sezioni precedenti. Questo proprio perché si tratta di allenatori legati a discipline diverse, ma soprattutto ad atleti diversi. E poi perché come ha ricordato Claudio nella prima parte, l’allenamento è sempre un mix tra scienza e arte.

Resta un punto fermo che per fare dell’allenare un’arte, è un requisito fondamentale conoscerne la scienza in profondità. Il messaggio che ci lascia questa parte, non è di copiare gli allenamenti altrui, ma di capire, valutare ed eventualmente integrare; ma cercando sempre di migliorare e far migliorare.

Parte 7 ⇒ Il Nuoto Master

Probabilmente la parte più slegata dalle altre, ma non meno interessante, dal momento che si affronta un tema che in Italia è sempre in crescita esponenziale, sia come numero di tesserati, ma anche come qualità e densità di risultati espressi nelle prestazioni in vasca da questa categoria di nuotatori.

La trattazione è a cura di Lorenzo Marugo, da tempo membro dello staff medico federale, ma persona che meglio di tutti ha vissuto tutte le epoche storiche di questo movimento. Ha avuto modo di assistere alla nascita di un vero movimento pionieristico nel lontano 1974, passando per metà anni Ottanta quanto la FINA ha riconosciuto ufficialmente questa categoria, per arrivare ai giorni nostri.

Non solo indicazioni e consigli sull’allenamento, anche grazie alla sua professione di Medico dello Sport. Soprattutto una testimonianza di chi questo movimento lo ha vissuto da vero atleta, dove viene mostrato come un libro aperto ciò che passa veramente nelle menti dei Nuotatori Master.

Parte 8 ⇒ Il Nuoto Raccontato Dai Ragazzi

Una raccolta così numerosa di pensieri che vengono direttamente dagli atleti non ha eguali nella storia. I racconti sono numerosi e risulta difficoltoso citarli tutti, ma ho deciso di fornire un estratto di quanto scritto da Gregorio Paltrinieri.

“Spesso dopo una gara andata male non vedo l’ora di riprendere ad allenarmi per mettere in pratica quello che ho imparato dalla sconfitta, perché è dalle sconfitte che si impara molto più che dalle vittorie… Essere forti di testa significa non farsi condizionare da quanto è successo pochi giorni prima, significa non farsi condizionare dalle sensazioni, significa esaltarsi nelle difficoltà, significa pensare e agire da campione anche quando tutto non è perfetto”.

Si tratta di un messaggio forte da trasmettere a tutti i giovani che decidono di affrontare lo sport in modo agonistico e che conferma il concetto che anche il nuoto moderno rimane un connubio perfetto tra scienza e arte.

Vorrei infine chiudere questa recensione con una testimonianza personale. Correva all’incirca l’anno 2006. Mi accingevo alla ricerca di materiale su cui poter iniziare a studiare seriamente la metodologia di allenamento e la biomeccanica del nuoto. Erano già disponibili in libreria svariati testi molto validi, scritti da australiani ed americani, che ancora oggi consulto con piacere e trovo estremamente utili. L’altra strada di ricerca, anche più comoda, non poteva essere che il web.

L’unica trattazione in italiano esaustiva che si riusciva a reperire facilmente nei meandri della rete, era una dispensa scritta da Fulvio Albanese, una delle due persone che purtroppo ci hanno lasciato, alle quali questo libro è stato dedicato (l’altra è Sergio Pasquali, definito da molti un vero dizionario del nuoto). Non solo un allenatore di nuoto, ma anche docente alla Facoltà di Scienze Motorie a Torino, docente del corso di “Teoria, Metodologia e Didattica delle discipline natatorie”, motivo per il quale venne scritta quella dispensa. Nella lettura di questo libro, ho avuto modo di ritrovare diversi concetti che già erano stati accennati e in parte illustrati proprio in quella dispensa, ovviamente con i dovuti limiti del contesto.

Un cerchio che finalmente si chiude, del resto ho sempre percepito che quella fosse molto più di una dispensa.

Foto: Fabio Cetti | Corsia4

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