Domani, 4 agosto, iniziano i Campionati Europei di nuoto in acque libere, a Parigi, nella Senna, ma non “quella Senna”.
Si svolgeranno infatti in un tratto diverso del fiume parigino, rispetto a quello in cui andarono in scena i Giochi Olimpici 2024, quando buona parte degli atleti subì le conseguenze di acque non proprio limpide e di correnti quantomeno strane.
Gli Europei si disputeranno invece a 3 km di distanza, in uno dei tratti di Senna dichiarati ufficialmente balneabili, dopo le numerose (e onerose) bonifiche effettuate negli ultimi anni, un tratto in cui, stando a quanto dichiarato dalle autorità, centinaia di migliaia di parigini sta già facendo il bagno.
Cosa cambierà?
Difficile a dirsi, a priori, ma European Aquatics ha garantito la copertura medica di qualsiasi spesa derivante da problemi riscontrati durante le gare che, a differenza delle Olimpiadi che prevedono solo la 10 km, dureranno cinque giorni, dal 4 all’8 agosto.
Gli atleti sono sul piede di guerra, e in molti si sono pubblicamente esposti contro una scelta che sembra non solo rischiosa, ma anche priva di qualsiasi considerazione del parere degli atleti stessi. Sperando che le acque non si rivelino, per l’ennesima volta, un fattore negativo, c’è da augurarsi che le Federazioni diano più ascolto alle richieste degli atleti, coinvolgendoli maggiormente soprattutto quando si tratta della loro salute.
Belgrado 2024
Partiamo intanto da quanto accaduto due anni fa, a Belgrado, in un’edizione europea che, per il nuoto in corsia, fu boicottata in toto dal Italia a causa della concomitanza con il Trofeo Settecolli pre Olimpico. Non successe lo stesso per il fondo, dove l’Italia partecipò con la squadra al completo, e fu protagonista assoluta con nove medaglie e tre titoli.
Vinsero Gregorio Paltrinieri, dominatore della 10km, ma anche Barbara Pozzobon e Dario Verani, campioni della 25km, mentre andarono a medaglia Taddeucci (argento nella 5km), Furlan, Gabbrielleschi e Guidi. Nella staffetta finale: Gabbrielleschi, Taddeucci, Filadelli e Guidi furono argento dietro l’Ungheria.
Si nuotava in un fiume, nella Sava, in condizioni che, tuttavia, non furono un anticipo dei problemi che ci furono, un mese più tardi, nella Senna olimpica.
Starigrad 2025
Forse in pochi lo ricordano, ma l’anno scorso European Aquatics ha organizzato un Europeo di fondo extra, a maggio in Croazia, giusto per aggiungere un pò di confusione al calendario internazionale.
È stata un’edizione meno convinta di altre, dove tuttavia è emerso che i big del nuoto, se messi in condizione di gareggiare, non si tirano indietro. Paltrinieri e Taddeucci, per esempio, hanno vinto la 5km, e l’Italia si è piazzata seconda sia nella staffetta che nel medagliere, dietro l’Ungheria.
Fu comunque una conferma per l’Italia, che nella storia degli Europei di fondo è la nazione nettamente più vincente.

L’Italia a Parigi 2026
l’Italia a Parigi si presenta, nuovamente, con la squadra al gran completo, dai capitani Paltrinieri e Taddeucci, al ritorno di Domenico Acerenza, fino a chi ha disputato una bella stagione negli eventi di coppa del mondo, come Filadelli e Caponi. Stefano Rubaudo, il DT del settore, ha a disposizione uno squadrone, e le giornate di gara vedranno così impegnati gli azzurri:
4 agosto – 10km
M: Paltrinieri, Guidi, Filadelli
F: Taddeucci, Caponi, Berton
5 agosto – 5km
M: Paltrinieri, Guidi, Acerenza
F: Taddeucci, Pozzobon, Noemi Cesarano
7 agosto – 3km knockout
M: Paltrinieri, Filadelli, Acerenza
F: Taddeucci, Caponi, Rimoldi
L’ultimo giorno, l’8 agosto, ci sarà la staffetta mista, nella quale, salvo imprevisti, Paltrinieri e Taddeucci saranno affiancati da chi, in questi tre giorni, si dimostrerà più in forma.
E gli altri?
Come ha giustamente sottolineato Gregorio Paltrinieri in una recente intervista, l’Europeo è un piccolo Mondiale, perchè racchiude di fatto quasi tutte le migliori Nazionali (eccezion fatta per l’Australia e poco altro) che il nuoto in acque libere esprime a livello globale. Il livello è elevatissimo, a partire proprio all’Ungheria, che spesso contende all’Italia il ruolo di leader del movimento. Ci saranno Kristof Rasovszky e David Betlehem, i più pericolosi rivali per i nostri, ma anche Bettina Fábián e Viktoria Mihalyvari, sempre nelle prime posizioni tra le donne.
Pericolosa anche la Francia, che da nazione ospitante ha ottime pedine tra le sue fila e voglia di ben figurare nella Senna. Oltre ai “soliti” Marc-Antoine Olivier e Logan Fontaine, terrei d’occhio anche Clemence Coccordano e Ines Delacroix, e anche la veterana Caroline Jouisse. C’è molta curiosità, infine, per il tedesco Florian Wellbrock, che ha recentemente dichiarato di non essere assolutamente in forma ma di volersi comunque misurare in tutte le distanze, e per la connazionale Lea Boy, sempre brava a sfruttare le occasioni, soprattutto nelle gare molto intense e tirate.
Infine, un occhio va dato anche alla Russia. Due nomi da segnarsi come possibili outsider: Aleksandr Stepanov e Polina Koziakina.
