Ormai qualche lustro fa non accadeva, ma oggi, ogni qualvolta portiamo a casa una piccola vittoria, una piccola medaglia, sentiamo la necessità di condividerla.

La postiamo sulla nostra pagina Facebook, sul nostro profilo Instagram e la sottoponiamo alla critica platea dei nostri amici e followers. Capita ai veterani della vasca ma anche ai neofiti che, ancora di più, sentono la necessità di mostrare i propri primi passi in corsia.

Qualche giorno fa, però, quasi annoiata di fronte all’ennesima foto di medaglia, all’ennesimo volto sorridente di una qualunque signora di mezza età mi sono chiesta: ma sappiamo davvero quale sia il peso di quel riconoscimento?

Non sto parlando del peso fisico del premio e neppure del risultato sportivo, vissuto da molti di noi come divertimento, sto invece parlando di quello che migliorarsi possa rappresentare per ciascuno.

Una volta ad esempio, mentre attendevo impaziente la chiamata ai blocchi di partenza, mi sono soffermata a parlare con un atleta di un’altra squadra; mi aveva colpito la paura nei suoi occhi e, con un po’ di imbarazzo gli ho chiesto: “cosa ti spaventa tanto?”

In pochi istanti ho scoperto che alla gara precedente, dopo una brutta delusione sentimentale, era stato colto dal panico e non aveva potuto tuffarsi, non ci era proprio riuscito. Il 100 stile in cui stava per cimentarsi non rappresentava quindi soltanto una prestazione sportiva, ma una rivincita su se stesso, la dimostrazione che poteva farlo di nuovo.

Fatti di nuoto Weekly: 5 nomi dalle Pro Swim Series di Westmont

Siamo a marzo, e il vento della primavera che arriva inizia a scaldare anche le corsie delle piscine. In attesa della prima parte veramente importante della stagione, facciamo un bel punto di quanto successo a Westmont, nella tappa delle Pro Swim Series. Ecco una...

Domani ci sarà bel tempo, il libro di Federico Vanelli

E allora bisogna risalire e, se serve, calarsi nuovamente in quell’acqua amica dalla quale si è stati lontani per troppo tempo. È così che un campione torna a essere tale, stringendo al petto non una medaglia, bensì un’altra vita. Domani ci sarà bel tempo è...

Speciale Master, ai Regionali Emilia Romagna 2026 vince la Coopernuoto

Archiviati i Campionati Regionali Emilia Romagna che si sono svolti sabato 21 e domenica 22 febbraio 2026 presso lo Stadio del Nuoto di Riccione che si conferma uno dei migliori impianti natatori a livello di ospitalità e logistica per le manifestazioni natatorie. Sei...

Fatti di nuoto Weekly: Phelps o Klæbo

Phelps o Klæbo: una delle domande più stuzzicanti che ci ha lasciato in eredità Milano-Cortina. E chi siamo noi di Fatti di nuoto per esimerci dal dare una risposta tanto definitiva quanto aleatoria?Con le sei medaglie d’oro vinte su sei competizioni disputate ai...

Olimpic Race Napoli 2026, dal 12 al 14 giugno alla piscina Scandone

La piscina Felice Scandone ospiterà, dal 12 al 14 giugno, la terza edizione dell’Olimpic Race Napoli, una gara di nuoto di carattere nazionale riservata alle categorie Ragazzi, Juniores e Assoluti organizzata dalla società sportiva Olimpic Nuoto Napoli in...

Fatti di nuoto Weekly: Risultati sparsi di un weekend sparso

Se siete sommersi dalle notizie Olimpiche, dalla pioggia di medaglie che l’Italia sta portando a casa da Milano-Cortina, forse avete perso di vista i risultati del weekend di gare di nuoto. Nessun problema: Fatti di nuoto Weekly vi viene in aiuto, con un bel listone...

Ogni volta che, poi, gareggio in mare mi stupisco della presenza di anziani signori che partecipano assiduamente ad ogni competizione della domenica. Oltre a provare grande ammirazione per la tenacia con cui, ogni weekend, sfidano sveglie ad ore improbabili e centinaia di chilometri per raggiungere il campo gara, finisco per rimanere sempre affascinata dai loro racconti su come amino troppo il nuoto per poterlo abbandonare e della grande soddisfazione provata per quelle sensazioni positive nell’ultimo miglio “nonostante gli acciacchi”.

Ho capito poi cosa fosse il “peso della medaglia” sentendo quanto fosse importante per una mia compagna di squadra, portare a termine la sua gara senza guardare il tempo ma per dimostrare a se stessa che ce la poteva fare, nonostante il terribile momento che stava affrontando nella sua vita personale.

È davvero difficile conoscere la storia di ognuno ma quella medaglia, condivisa con orgoglio sulla propria bacheca, spesso rappresenta qualcosa di più che un semplice trofeo.

Perché migliorare il proprio tempo, magari mediocre, di qualche secondo per molti è meno importante di ciò che realmente quella piccola vittoria significa.

Foto: Fabio Cetti | Corsia4