Non i soliti, lo sapete vero?

Ma le storie più interessanti da questa settimana che ha composto la Nazionale Aussie per Singapore 2025.

Lani Pallister

Ok questo forse è un nome scontato, ma non è scontato il Campionato che ha disputato la ventitreenne di Sydney, che esce da questi trials con uno spessore decisamente più alto di quanto non ne avesse già al suo ingresso.

Le sue super prestazioni si sono susseguite una dietro l’altra: 3.59.72 nei 400, sesta donna della storia a scendere sotto i 4 minuti, 1.54.89 nei 200 e soprattutto 8.10.84 negli 800, tempo con il quale risponde a distanza ai miglioramenti di Ledecky e McIntosh (che rimangono comunque di un altro livello). Pallister ha chiuso una settimana pazzesca, nuotando l’ultimo giorno 15.39.14 nei 1500, ovvero la terza prestazione di sempre nella distanza, dietro solo a Lotte Friis e, ovviamente, Katie Ledecky.

What a time to be alive, per il mezzofondo femminile!

Sienna Toohey

Sedici anni appena compiuti (2009), la rivelazione del Campionato è la ranista di Albury, che aveva già migliorato durante l’anno facendosi notare in primavera, quando aveva nuotato 1.07.04 nei 100.

A questi trials, Toohey è scesa ulteriormente, vincendo in 1.06.55 e guadagnandosi il pass per Singapore, individuale e di staffetta. Non è andata altrettanto bene nei 50, vinti comunque in 30.79, ma i margini di miglioramento sono elevatissimi.

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Ella Ramsey

È il campionato della definitiva consacrazione per la ventenne del Queensland, che dopo la partecipazione a Parigi 2024 (quinta nei 400 misti) si presenterà a Singapore con qualche chance in più di essere protagonista.

Ramsay esce dai trials con quattro pass: 100 rana in 1.06.86, 200 rana in 2.23.92, 200 misti 2.09.21 e 400 misti 4.36.12, gara in cui è sembrata pimpante e in netto miglioramento.

Edward Sommerville

Settore in fermento, quello dei 200 stile maschi, caratterizzato da una finale giovanissima, con i primi 7 tutti sotto i 22 anni, e di livello molto interessante, in 5 sotto l’1.47.

Il capofila del movimento aussie è Sommerville, ventenne già in vista negli ultimi mesi, dal quale però non ci si aspettava un così netto miglioramento, perlomeno non così in fretta. Ai trials ha nuotato una finale arrembante, con un passaggio in 50.29 e un ritorno tenace, che lo ha fatto entrare nel club dei sub-1.45 (1.44.93). Starà a lui capitanare la 4×200 che tenterà l’assalto a USA e UK.

Meg Harris

Chiudiamo con un altro nome già noto ma che vale comunque la pena citare e valutare, alla luce delle scelte da lei effettuate. Meg Harris è da sempre nel computo delle giovani stilliberiste di spicco australiane e, in un settore così pieno di talento sia in patria che all’estero, ha saputo ritagliarsi il suo spazio esclusivo, puntando sui 50 a livello individuale invece che sui 200, gara nella quale era una buon prospetto. In questo modo, nella vasca secca è già arrivata all’ottimo argento a Parigi 2024, mantenendo comunque il posto in staffetta veloce e, all’occorrenza, anche come backup nella mista.

A questi trials ha scelto di nuotare solo le batterie dei 100 (53.01) e di rinunciare alla finale, nella quale sarebbe probabilmente arrivata seconda dietro a Mollie ‘O, per puntare tutto sui 50, vinti poi in 24.17. Che sia una scelta di comodo (potrà comunque nuotare la staffetta perchè a Singapore ci sarà) o una netta virata verso la velocità pura (meno comprensibile, vista anche la giovane età)? Vedremo.

See you later!

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Foto: Fabio Cetti | Corsia4