Per chi avesse pensato che, nel post Assoluti 2026, Fatti di nuoto Weekly avesse mollato la presa, ecco una notizia: negativo.
Ci siamo solo presi una pausa di riflessione, ma il nuoto no. Eccoci quindi con le cose migliori di questo periodo, ragionate un pò a modo nostro. Go!
Gretchen Walsh
54.33 nei 100 delfino, record del mondo, e fino a qui ci siamo. Va però fatta una piccola analisi su quella che, di fatto, è l’atleta più dominante della storia di questa specialità. Più di quanto non lo fu Sarah Sjöström? A conti fatti, sì, perchè ora Walsh ha le 13 migliori prestazioni di sempre nei 100 farfalla, e il 55.48 della svedese, che sembrava un tempo alieno, non lo è più, perlomeno per lei.
Gretchen Walsh non ha solo migliorato il record dei 100 farfalla, ne ha anche cambiato la prospettiva, come gara singola e come prestazione. La sua è stata una ricerca del particolare costante, che è iniziata prima con i grandi risultati in yards, e poi in vasca da 25. Una volta “sbloccata” la vasca lunga, ha continuato il suo personale viaggio verso la perfezione, per esempio aumentando e diminuendo il numero di bracciate e respirazioni, o anche calibrando la lunghezza delle due apnee. Il suo sembra un percorso studiato nei dettagli: quasi come Duplantis (o Bubka) riesce a calibrare il record di salto con l’asta, centimetro dopo centimetro, Gretchen Walsh sembra potersi spingere ogni volta un pò più in là. E forse non ha ancora finito.
Leon Marchand
Come molti altri prima di lui, Marchand sta vivendo quella fase della carriera in cui l’opinione pubblica è divisa in due: da una parte sono tutti pronti ad osannarne le imprese, dall’altra tutti in attesa di commentarne i fallimenti. C’è chi si è pesantemente scottato, con questo sadico giochino che l’opinione pubblica, volta dopo volta, mette sul piatto. Phelps è andato in depressione, Dressel ne sta uscendo a fatica, Laure Manaudou, per citare una sua connazionale, si è addirittura ritirata. Attenzione, quindi.
Marchand sembra, almeno all’apparenza, avere la situazione sotto controllo. Siamo a metà del ciclo olimpico e, nell’ultima apparizione in vasca, ha riproposto quell’accoppiata 200misti+200rana che, a Parigi 2024, gli ha fatto meritare il premio ideale di “atleta delle Olimpiadi”. Il risultato di Fort Lauderdale, 2.09.04+1.57.28, è interessante, e sembra confermare la strada intrapresa verso LA28. Che sarà, a pensarci bene, un’altra Olimpiade di “casa” per lui e Bowman.
Ryan Lochte
L’ex campione olimpico è stato nominato nuovo assistente allenatore all’Università di Missouri: affiancherà Dave Collins in uno dei programmi natatori universitari più vincenti degli USA.
A proposito di chi si è “scottato” con la fama, Lochte ha deciso di riscendere in vasca, con un ruolo tecnico stavolta, compiendo un primo passo verso una possibile nuova carriera. Non è scontato che un ottimo atleta sia anche un buon allenatore, ma di certo Lochte potrà fare da mentore alle nuove generazioni, e portare così la sua esperienza al servizio del gruppo. Dopo un lungo e tortuoso peregrinare, ripartire da ciò che sai fare meglio potrebbe essere una buona idea.
In Italia
Si è nuotato a Napoli, in una delle prime uscite interessanti dopo gli Assoluti.
Qualche tempo interessante:
⇒ Deplano, 22.06 nei 50 stile
⇒ Capretta, 24.95 nei 50 stile
⇒ D’Ambrosio, 52.36 nei 100 farfalla (personale), 23.66 nei 50 farfalla
⇒ Pilato, 1.06.65 nei 100 rana, 30.00 nei 50 rana
⇒ Scotto di Carlo, 59.37 nei 100 farfalla
⇒ Cerasuolo, 26.82 nei 50 rana
See you later!
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Foto: Fabio Cetti | Corsia4
