Con gli Europei di Budapest in corso e l’adrenalina che scorre a mille, la rubrica Fatti di Nuoto weekly arriva comunque, come ogni mercoledì, più puntuale di un 57 di Peaty nei 100 rana.

-65 A TOKYO

Chiamateli Europei di passaggio, prova generale, trasferta premio o piccolo intoppo sulla strada più importante, ma comunque vedere le gare dalla Duna Arena è una goduria. Ne parliamo meglio settimana prossima, nel frattempo per seguire tutto ecco i link:

RISULTATI ufficiali

MEGATABELLONE by Fattidinuoto con tutti i tempi degli azzurri

CORSIA4 – naturalmente – per report due volte al dì

E i profili Facebook di Corsia4 e Fattidinuoto per foto da Budapest e considerazioni a caldo.

IL MONDO AI SUOI PIEDI

Nel frattempo è terminata la settimana del fondo, dalla quale è uscito un solo nome: Gregorio Paltrinieri. Poco importa se nei 1500 sarà stanco – e sarebbe più che umano – ma la dimostrazione di forza, superiorità fisica, tecnica e mentale che ha dato nelle gare a Lupa Lake è incredibile.

Se l’obiettivo era far vedere che quella del vincere nel fondo non era una pazza idea balenata in una notte d’estate, ma una realtà solida, direi che è raggiunto. Per conferme, leggete come ne parlano al di là dell’Oceano. Io, al posto degli avversari, avrei paura.

Fatti di nuoto Weekly: segnali italiani veloci

Nel fine settimana, si sono svolte alcune gare (in Italia e non) che hanno dato segnali interessanti. Parliamo di segnali veloci, da quattro atleti veloci che, ognuno a loro modo, reclamano attenzione. E a che cosa serve Fatti di nuoto Weekly se non per...

5 Nomi dai Trials Australiani

Si sono disputati, a Sydney, i Trials australiani, che selezionavano la nazionale di down under in vista di Pan Pacifici e Giochi del Commonwealth. Ecco i 5 nomi più interessanti della settimana di gare.Sam Short Indubbiamente, l’uomo dei Campionati. Partiamo con il...

5 nomi dai Campionati Russi 2026

Si sono svolti, a Kazan, i Campionati Nazionali Russi 2026, manifestazione che merita la nostra attenzione. Ecco quindi 5 nomi da portarsi a casa, in vista soprattutto degli Europei di Parigi.Egor Kornev Il protagonista indiscusso di questi campionati è il velocista...

Fatti di nuoto Weekly: Aggiungi un posto (anzi due) a tavola

Avere un posto in più, anzi due, è sempre un bene? Fatti di nuoto Weekly prova a ragionare sulle scelte di World Aquatics.Finali a 10: siamo sicuri che sia un bene? La notizia è di qualche giorno fa, ma va commentata: World Aquatics ha deciso di apportare alcune...

6 Nomi (+1) dai Campionati di nuoto Giapponesi

Si sono svolti a Tokyo i Campionati Nazionali Giapponesi validi per completare la Nazionale che parteciperà ai prossimi Campionati PanPacifici di Los Angeles. Ecco alcuni nomi da sottolineare.Tatsuya Murasa Partiamo con la schiera di ottimi duecentisti del Giappone...

Campus Aquae Swim Cup 2026: i risultati della settima edizione

A Pavia torna in scena la RENORD Campus Aquae Swim Cup giunta alla sua settima edizione. Non son mai mancati grossi nomi del panorama italiano e anche nell’edizione del 2026 ecco brillare alcuni top nel giro della Nazionale.Presente e passato si incrociano a livello...

MORE THAN AN ATHLETE

Mai come in questi giorni, gli atleti del nuoto italiano hanno sfruttato visibilità e mezzi di comunicazione per veicolare un messaggio che va oltre allo sport, pur toccandolo in maniera diretta. Dalle mascherine con l’hashtag #salviamolepiscine alle dichiarazioni in zona mista, i nuotatori hanno fatto fronte comune per chiedere la riapertura degli impianti, martoriati da un anno che definire drammatico è poco.

Con un cupo ma perfetto tempismo, arriva la notizia che gli impianti al chiuso potranno riaprire il 1 luglio, ma la sensazione è che chi ha preso questa decisione abbia ascoltato poco il grido d’aiuto che da mesi proviene dai gestori.

Ne conosco diversi, di operatori del settore, ed i commenti a proposito vanno dal “cambio lavoro” al “sarà un’ecatombe”, passando attraverso epiteti di vario genere e colore. Tutti hanno ormai capito che il settore sport non è la priorità del governo e che quindi sarà tra gli ultimi ad uscire da questa situazione.

La domanda è questa: quanto senso ha usare la retorica della Nazionale vincente che tiene alta la bandiera in giro per il mondo se poi ci si dimentica da dove arriva tutto ciò?

Piscine chiuse = buco generazionale = niente più atleti dominanti, tra qualche anno. E quindi niente più farsi belli con l’elettorato stringendo le mani ai futuri Campioni del mondo.

Gli atleti l’hanno detto forte e chiaro, qualcuno l’ha sentito?

See you later!

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