Spaventosa“, sia in senso positivo che negativo, è l’aggettivo più indicato per descrivere la seconda giornata di gare di nuoto all’Olimpiade di Rio. I marziani di stanotte si chiamano Sarah, Adam e Katie.

Tutti e tre hanno dominato le rispettive gare, come era nelle attese, dando una evidente dimostrazione di superiorità.

100 FARFALLA DONNE: SARAH, FINALMENTE OLIMPIONICA!

La meno mostruosa di tutti è stata la Sjöström nei 100 farfalla, che è stata ripagata delle delusioni di Londra 2012, lei che è apparsa sulla scena a sedici anni ai mondiali di Roma del 2009. Subito dopo il trionfo è salita sul blocco a chiedere l’applauso. I suoi occhi raccontavano la sua immensa felicità, molto più di quanto facessero dopo i grandi successi che ha ottenuto negli ultimi anni. Ma non a un’Olimpiade e questo, evidentemente, le pesava. Adesso ha davvero coronato il suo sogno e la sua carriera. “Finalmente ho vinto alle olimpiadi dopo tre gare. Ero terrorizzata. Sono così felice. Ho pianto. Ho visto la mia famiglia. Non potevo tornare a casa senza la medaglia d’oro” ha detto davanti ai microfoni di Elisabetta Caporale.

In gara ha tenuto una condotta diversa dal solito: è partita più forte e è tornata più lentamente, fino ad arrivare a quel 55″48 che le è valso l’oro e il nuovo record del mondo. Seconda si è piazzata la quindicenne canadese Oleksiak con un tempo di 56″46. Terza, e forse non seconda a causa di un arrivo lungo, la statunitense neo-mamma Dana Vollmer, che ha chiuso in 56″63. In un certo senso il podio è composto dal passato, dal presente e dal futuro della specialità.

Da notare come il livello dei 100 farfalla femminili sia particolarmente elevato: con 57″1 si finisce all’ultimo posto.

100 RANA UOMINI: ADAM, LA POTENZA

Forse la prestazione più impressionante della nottata l’ha costruita Adam Peaty. Dicono nel forum di Corsia4 che abbia portato la rana quindici anni avanti. “Peaty perfetto sia al passaggio che la tocco, al contrario della semifinale non ha sbagliato nulla e i risultati si sono visti”. Il muro dei 57″ rischia di essere abbattuto.

Lui ha ammesso di non aver pensato di riuscire a realizzare questo tempo. In zona mista è apparso il sudafricano van der Burgh, inossidabile, che ha chiuso al secondo posto in 58″69. Rideva così tanto mentre parlava che da un lato sembrava sbalordito da cosa aveva visto e dall’altro contento per avere vinto l’oro degli umani.

400 STILE LIBERO DONNE: KATIE, L’IMPERATRICE

Quando in gara c’è la Ledecky, dai 400 stile (speriamo) in su, possiamo divertirci a contare i metri di distanza che mette tra lei e il resto del mondo e forse tra la lei nuotatrice e la lei donna. Sembra che intraprenda ogni volta una battaglia continua con la linea virtuale del record del mondo e di solito ne esce vincitrice. Come stanotte, per esempio.
Fosse stato ciclismo, si sarebbe trattato per la Ledecky di una gara a cronometro e per le altre di una gara a gruppo. 3’56″46 il suo tempo all’arrivo. Quasi due secondi meglio del vecchio record del mondo.

Dal forum di Corsia4: “Questa è un’altra dimensione. Parziali sui 200: 1.57/1.59. Io un 400 così non l’ho mai visto. Sembrava un 200. Grande Carlin, seconda, per una giornata super dei britannici e quindi la statunitense Smith.
Ledecky ha inserito nel computer tutti i dati ed ha sfornato una gara mostruosa ma paradossalmente intelligente: primi duecento metri veloci ma non esagerati come ai Trials, piccolo momento di riflessione centrale e rush finale irresistibile. 52 lanciato sui 100 e 3’56” sui 400 corrispondono ad un 200 da extraterrestre”. Spaventoso è un aggettivo che può valere per Michael Phelps in senso positivo? Che dite? Eccoci allora alla 4×100 maschile.

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4×100 STILE UOMINI, PHELPS: IL RITORNO

È stato il 47″12 di Phelps in seconda frazione a permettere agli Stati Uniti di vincere l’oro olimpico con un tempo complessivo di 3’09″92, rintuzzando i francesi, che non ci stavano a mollare l’osso dopo il successo di quattro anni fa e si sono dovuti accontentare dell’argento, davanti all’Australia.

LE ALTRE GARE DELLA NOTTE: SI PREANNUNCIANO FINALI DA NON PERDERE!

Sun ha lanciato un avvertimento su chi sia il favorito nei 200 stile, piazzando un 1’44″63 in semifinale.
Il primo tempo di ingresso in finale nei 100 rana femminili lo ha fatto segnare la statunitense King con 1’05″70 e forse è lei a poter impensierire la Efimova che è un piacere veder nuotare (1’05″72 il suo tempo). Prescindiamo da tutti i discorsi sul caso doping che forse è meglio chiamare caos doping.
Saranno da non perdere le finali del dorso, con tanti atleti racchiusi in un fazzoletto, stando ai tempi fatti in semifinale, sia tra gli uomini che tra le donne.

Per queste ultime ecco un commento dal forum: “Concentrazione anche maggiore tra le donne. Una gara che doveva essere dominata dalla Seebhom vede invece l’australiana appannata e la Baker capace di progredire dopo i trials. Tutte in 50/100. Baker, Hosszú, Seebhom, Wilson, Nielsen, Masse, Fu e Smoliga. Finale incertissima con la Hosszú che ora come non mai rischia di poter vincere un oro insperato.”
Per gli uomini, sempre dal forum: “Clamoroso nelle semifinali dei 100 dorso, sei atleti sotto i 53” racchiusi tra il 52.49 di Murphy e il 52.84 di Rylov“.  Ne vedremo delle belle, insomma.

RECORD DEL MONDO!

Apriamo e chiudiamo una veloce parentesi segnalando che in ben cinque finali è stato abbassato il record del mondo in modo strabiliante. Sembra quasi di essere tornati ai tempi di Roma 2009, ma stavolta senza l’aiuto dei gommoni. Può essere un argomento di riflessione, questo, ma il tempo per riflettere lo lasciamo a dopo l’Olimpiade. Adesso ci sono da vivere le gare.

GLI ITALIANI: LA DISFATTA

Purtroppo l’aggettivo spaventoso assume un senso negativo per la prestazione degli azzurri. Quello che sorprende è il distacco tra il loro personale stagionale o il tempo di qualificazione all’Olimpiade e il tempo realizzato qua. Si parla di cinque, dieci secondi sopra. Un po’ per troppi atleti per essere una coincidenza, ma ancora è troppo presto, davvero, per fare un bilancio. Più o meno tutti li rivedremo in gara, individuale o di staffetta, e ancora tante frecce mancano al nostro arco. Certo che è triste vedere Sabbioni in lacrime o la coppia delle raniste neppure qualificata per le semifinali. Fa male il mancato ingresso in finale della 4×100 uomini, sia pure per cinque centesimi.

Certo. Sabbioni è stato colpito da un virus, Arianna Castiglioni ha avuto una stagione travagliata da problemi agli adduttori, non c’è un anno in cui tutti i componenti della staffetta 4×100 siano in forma, Orsi ha avuto il problema del virus (comunque in batteria l’unica prestazione positiva è stata quella di Santucci: uno su quattro).

Al di là dei singoli casi resta una sensazione di smarrimento sia negli occhi di chi si presenta in zona mista, sia di chi guarda le gare convinto che molti di questi ragazzi valgano almeno un superamento di turno. Per dovere di cronaca riportiamo i risultati degli azzurri, riprendendoli direttamente dal forum di Corsia4.

200 stile M fuori D’Arrigo 1.47.46 (23°) e Belotti, 1.48.7 (33°)
100 rana F fuori per 3 centesimi la Castiglioni, 1.07.32 (17ª) e la Carraro 1.07.56 (20ª)
100 dorso M fuori Sabbioni, 54.91 (28°)
400 stile F incommentabili Mizzau, 4.14.20, 22ª (“ho puntato gli ultimi due mesi sui 200sl, ma non pensavo certo di fare questo tempo” ha detto NdA) e Carli 4.17.15 27ª (che non ha voluto parlare in zona mista NdA).
4×100 stile M fuori per 5 centesimi 3.14.22 noni miglior tempo Russia 3.12.04

Teniamo conto che sono passati solo due giorni di gare e guardiamo avanti con fiducia, un po’ incrinata, ma che ancora può essere ripagata. Forza ragazzi!

(Foto copertina: Deepbluemedia)