Una grossa finale di Coppa del Mondo, con molte più nazioni e qualche grosso calibro in più.

La XIII edizione dei mondiali in vasca non verrà ricordata nel corso degli anni, ma è servita sia come banco di prova per tanti che come occasione di rivincita per altri. Tante belle storie si sono intrecciate in questa settimana canadese, e se è vero che i big olimpici sono mancati a tutti, chi c’era è riuscito comunque a farci divertire.

Più di mille gli atleti presenti in rappresentanza di 172 Paesi, una gigantesca kermesse come qualcuno dei nostri forumisti ha voluto definirla. Forse troppi, vista l’infinità di batterie del turno preliminare, come per esempio nei 50 stile uomini con 16 turni, molti dei quali dal livello davvero basso. Non si può biasimare se nessuno abbia voluto portarle sulle TV italiane, le finali tutto sommato, bastavano (peccato per l’ora, ma ci siam fatti le ossa a Rio).

Che dire allora di questo Mondiale???

Tra Top & Flop, Spigolature e l’arrivo ormai imminente dei giudizi di Darkpool, tiriamo le somme andando a vedere quali sono state le conferme, le sorprese e le delusioni della vasca veloce di Windsor.

E dato che siamo sotto Natale e siamo generosi, una sezione a parte sarà tutta per gli azzurri!!!

CONFERME

Tutti d’accordo su Le Clos e Hosszú. Due opposti che si attraggono.

No, nessun gossip che avrebbe del clamoroso, ma solamente un punto in comune, anzi due. Il primo è quello tecnico: le subacquee come le fanno loro, non le fa nessuno. C’è poco da dire, in vasca corta questo è il quinto stile e chi le sa fare bene ha una marcia in più.

Si è visto più volte anche a Windsor, gare risolte proprio grazie a questo particolare. Sia Le Clos che la Hosszú sono superlativi in questo dettaglio, con la differenza che l’Iron Lady non sbaglia una virgola in virata, mentre il sudafricano ancora non riesce a gestirle bene, arrivando o troppo lungo o troppo corto. Dettagli! (guardatevi il VIDEO dei 200 dorso di Katinka!)

Entrambi monopolizzano uno stile – farfalla lui, misti lei – ed entrambi portano a casa un bel gruzzolo, dato che chi vinceva si metteva in tasca 8.000 dollari scalando fino a 500 per l’ottavo, con il World Record quotato a 15.000 dollari. Per i regali di Natale sono a posto!

Una conferma pesante l’ha data anche la Nazionale USA. Sono vicini a casa ma portano comunque una Nazionale B, senza Ervin, Murphy, Lochte e Ledecky, ma vincono il medagliere a mani basse e lanciano giovani come se piovessero. Alcuni elementi visti in Italia, come Madison Kennedy, Jacob Pebley, ma anche le mististe Cox e Eastin hanno avuto qui la loro occasione internazionale e il modo di salire sul podio, e così la mezzofondista Twichell: molti nomi sconosciuti che magari rimarranno tali ma hanno avuto almeno l’occasione di un minuto di gloria.

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SORPRESE

Difficile parlare di sorpresa per uno che ha vinto quattro medaglie ai Giochi, ma Park Tae-hwan ha stupito tutti.

Nessuno se lo aspettava così competitivo, e i tempi andati prima della squalifica sembravano troppo lontani. A noi non piace, ma a quanto pare è pulito, e la classe bisogna ammetterlo, non gli manca: nuotata sopraffina, virate eccelse, (e Paltrinieri ne fa le spese nei 1500) gli permettono un tris nel mezzofondo mica da ridere.

Ma eccoci alle vere sorprese! Puts? Bilis? E chi sono???

Storia di mondiale in corta, chi lo sa che tra qualche anno riparleremo dell’oro dei 50 e di quello dei 100 stile!?

Di sicuro si parlerà ancora di Michael Andrew! Se non fosse già stato caricato di aspettative da anni, il giovane a stelle e strisce sarebbe davvero una sorpresa clamorosa. Ma vincere un oro mondiale a 17 anni non è comunque da tutti, e forse gli servirà per credere ancora di più nelle sue enormi potenzialità (VIDEO dei suoio 100 misti)

Anche la Elmslie nei 100 stile donne non ce l’aspettavamo, gara che dunque fatica a trovare una vera e propria padrona.

Si può parlare di sorpresa anche per la squadra giapponese. Tanti big a casa ma un team con diversi esperti – vedi Koga – e giovanissimi, come la Ikee, che dimostra invece di essere oramai pronta a calcare i palcoscenici internazionali. Bronzo nel delfino veloce ma soprattutto uno stile ancora acerbo ed essenziale, che può solo portare a ulteriori miglioramenti.

E qui una parentesi sui giovanissimi. La Ikee fa parte di quella generazione 2000 che dovrà giocoforza diventare protagonista nei prossimi Giochi.

4×200 sl | Swimming Canada | Facebook

Ma ne abbiamo altre di rappresentanti: le due canadesi Ruck e Oleksiak, che non hanno bisogno di presentazioni, ma anche l’olandese Steenbergen, bronzo nella 4×100, capace di 53″1 lanciato, e quarta nei 100 misti. Anche l’Australia ha la sua cangura, come la Titmus, finalista di 400 e 800 stile e capace di 4’02″70 e 8’17’’95 ad un soffio dal podio.

PS: finisce direttamente tra le sorprese la 4×200 stile libero maschile! Non tanto per chi ha vinto, ma per l’incertezza che l’ha contraddistinta dal primo all’ultimo cento. Gara del mondiale senza dubbio, forse anche dell’anno!!!
Se volete rivederla è disponibile su FINA TV (HIGHLIGHTS – DAY 4).

DELUSIONI

Tutti d’accordo sul Vladimir Morozov. Individualmente ha vinto solo il premio come Flop di Corsia4, mentre in staffetta è stato un vero e proprio drago!

Chi ha toppato è di sicuro Mireia Belmonte Garcia. Qualcuno si è accorto della sua presenza? C’era ma si è presa undici secondi da Katinka nei 400 misti, ha dato forfait a 400 e 800 stile, è stata imbarazzante da campionessa olimpica in carica nei 200 farfalla. Va bene la pancia piena per l’oro di Rio, ma forse non è arrivata proprio in condizioni ideali!?

Sottotono anche Cameron van der Burgh, Mitch Larkin, Emily Seebohm, che per lo meno una medaglia la portano a casa. Male la nazionale francese, che si ritrova senza i suoi assi da un giorno all’altro. Ricostruire non sarà facile.

Nota di demerito alla 4×100 stile canadese femminile. Ma come si fa a fare un errore del genere??? In ginocchio sui ceci! Per chi se lo fosse perso, argento squalificato per vaer cambiato l’ordine delle frazioniste!

Questo per quanto riguardo il resto del mondo. Ma facciamo una capatina veloce in Italia, perché la trasferta azzurra non è stata mica male! Sette medaglie (otto se contiamo la mista mista sfumata per squalifica) è probabilmente uno dei bottini migliori mai fatti con così pochi atleti a disposizione. Come volevasi dimostrare.

CONFERME

Seppur con la coperta corta, la Nazionale azzurra non lasciava i suoi assi da 90 a casa, bensì sparava buona parte delle sue cartucce nella prima giornata. E se Gabriele Detti steccava (ne parleremo dopo) non ha sbagliato per nulla Federica Pellegrini.

Un 200 stile da urlo, gestito da campionessa vera senza temere la furia della Hosszú. Miglior prestazione italiana in tessuto (1’51’’75) e soprattutto primo oro ai mondiali di corta. La Fede nazionale c’è, e si è presa una piccola rivincita dopo Rio. Ma siamo sicuri che la parte più grossa la voglia tenere per Budapest…!

In partenza lo consideravamo una speranza, ma Fabio Scozzoli si è trasformato presto in una conferma! Si era visto già da inizio stagione che era in palla, e il bronzo nei 100 rana è stato la ciliegina sulla torta. E’ un piacere rivederlo a podio mondiale, ma il difficile viene adesso con la vasca lunga, e lo sa anche lui!

Silvia Di Pietro | Boneswimmer | Facebook

SORPRESE

Vince a mani basse il premio di sorpresa del team Italia Silvia Di Pietro. Che forma!!! Finalmente l’atleta romana allenata da Mirko Nozzolillo ha concretizzato tutto il buon lavoro svolto in questi anni. Oltre alle gioie con le staffette, dove è stata protagonista degli argenti di 4×100 stile e 4×50 mista e del bronzo con la 4×50 stile, è arrivato soprattutto l’argento nei 50 stile.

E con che tempo! 23’’90, nuovo record italiano, subito dopo aver stampato 23’’92 in staffetta. Per non parlare del bronzo sfiorato nei 50 farfalla, lontano solo 3 centesimi. La Di Pietro, come tutte le ragazze delle staffette veloci, ha dimostrato di saper partire, virare e nuotare sott’acqua a livello delle migliori del mondo!

Dettagli che dovrà migliorare sicuramente Luca Dotto, che pur trovando due finali e dimostrando di essere in buona forma, lascia qualcosa tra virata e fase subacquea, dove probabilmente ha perso le sue chance di medaglia. Discorso simile per Martina Carraro, protagonista comunque di un argento con la staffetta, troppo penalizzata dalle apnee tutt’altro che efficaci.

DELUSIONI

Troppo facile puntare il dito contro i gemelli diversi Detti e Paltrinieri. La miglior condizione non c’era, come dichiarato dallo stesso Moro. Dal due gennaio si riparte a testa bassa in direzione Budapest, ma intanto i due hanno comunque provato a dir la loro.

Gabriele è stato un fantasma già dal primo giorno, mancando la finale dei 400 stile con un tempo davvero alto per lui. L’accesso tra i primi otto era alla portata, ma sarebbe cambiato poco una volta in finale. E si è visto nei 1500, dove una volta qualificato, ha nuotato a più di 20 secondi dal suo personale stampato lo scorso anno a Doha.

Poco meglio lo fa Paltrinieri, che paga il peso dell’oro olimpico. Cercava uno storico tris, ovvero oro europeo, olimpico e mondiale nello stesso anno, ma deve inchinarsi a Park, che non è proprio uno sprovveduto e ha stampato il terzo crono mondiale all-time. Si è visto però un Gregorio in difficoltà, non il solito treno che prende e lascia tutti sul posto! Ma niente paura, i ragazzi si rifaranno presto!

Da Windsor è tutto, la palla passa a Riccione dove tra tre giorni parte e si conclude il Campionato Invernale Open… in vasca da 50!!!

(Foto copertina: )