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Windsor 2016: i mondiali sulla sdraio

Windsor 2016: i mondiali sulla sdraio

Una cosa è certa: o questi mondiali sono un invito a fare le vacanze a Windsor, amena località ai confini USA del Michigan (freddino, d’inverno), sulle rive del lago St. Clair, oppure tutti hanno recepito i dettami di Butini quindi bisogna mettersi comodi: ecco le sdraio verdine per gli atleti, e anche per i podi minisdraio come gadget. Credo che uno degli sponsor sia un produttore di articoli da mare.

“Venghino siori venghino!”

Chi non vuole mettersi comoda sicuramente, dopo le fatiche della World Cup dominata in lungo e in largo, è sempre lei: Katinkona mia, che scende in acqua ben 26 volte, ottenendo il secondo posto del medagliere , con 7 ori e 2 argenti. Solo il disappunto di aver perso il bronzo dei 400 per lei, mannaggia! Ma che virate, che apnee soprattutto, con cui sparecchia la vasca. Dovrebbe imparare qualcosa sulle apnee la Carraro, che sott’acqua sembra più un serpente marino che una ranista… con apnee decenti, credo che un bel 1’04” alto a casa lo porterebbe. Comunque la Hosszú apprezza il gadget, a casa farà un bel presepe con i suo tollini e le sdraiette ottenute.

“Riposo meritato per le mie medaglie!!!”

 

Apnee che sa fare molto bene Chad, i cui genitori sono qui onnipresenti (un saluto ai suoi genitori, con auguri di cuore, e un saluto a tutti i genitori). Forse per lui urge un corso di virate, ma da un bravo istruttore di preagonistica!

“Maaaaaaaaik!!!! dove sei????”

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Recepisce i dettami della legge di Katinka anche la Dipi, che scende in acqua 18 volte… magari non vince le stesse medaglie (quattro di cui l’argento nei 50 le porta a casa, con annessi record italiani) però almeno Silvia non si lamenta e non dice di essere stanca. Anche perchè la Caporale, a cui dire queste cose, non c’è.

“Chapeau!”

Sacchi in gran forma, Prima giornata e rompe la penna RAI, poi ne ha per tutti. La Hosszú che viene battuta quando è ancora fresca, poi abbatte la Worrell a colpi di giudizi psicologici, poi affossa i gelati di Deibbler senza neanche averli provati (se passate per Amburgo, diteci come sono!) e poi dice che sì, l’ittioforo mascotte non è male, ma Razza la razza era un’altra cosa. La foglia d’acero canadese è rossa e non gialla. Infine ce l’ha pure con la IronLady: “ha qualcosa di inumano… il marito!

Ah, cosa è l’ittioforo? Ma il pesce vela… come, non lo sapete!?

“Ittioforo quinto frazionista della 4×200 d’oro!”

Morozov anche lui ha bisogno di un corso di autostima, sempre vincente in staffetta prende sonore batoste in ogni dove nelle gare individuali. Non ne azzecca una da subito, perde i 50 stile e i 100 misti in cui aveva furoreggiato in WC e infine fuori nelle batterie dei 100 stile dopo un 45″ lanciato in staffa. Coraggio, arriverà la tua ora, prima o poi (speriamo poi).

Americani con qualche cartuccia da 90 da sparare, però la sorpresa vera è Michelone. Phelps? No, Andrew! World Champion dei 100 misti a 17 anni, conta poco questo titolo però è un titolo. Stile tutto da fare, però avercene!

Metti le Crazy Canadians a cena… la Masse, Taylor Ruck, Penny Perticona Oleksiak… oh altro che salmone qua bisogna dar fondo a tutte le riserve ittiche della cucina, e rubare pure le prede ai grizzlies. Ma quando si mettono in testa di vincere qualcosa, le provano tutte pur di farcela. E alla fine ci riescono con la 4x200 e la 4x50. Occhio alle CC!

“CC alla riscossa!”

Moda terrificante nel palazzetto (semi)vuoto. Sotto il parka niente potrebbe essere il titolo delle sfilate al blocco… tute orribili, danze senza costrutto, per finire con la cinese addobbata con sciarpa tipo rapinatrice. Per fortuna che mia moglie e Cristina non hanno espresso il loro parere altrimenti sai le stroncature.

E noi? Beh, dai a parte i MoonBoot della Di Pietro e una squalifica, tutto bene. La Pelle conquista l’ultimo alloro che le mancava, la veloce a podio serena, pure Scalia e “seasnake” Carraro a medaglia! Torna con un tollino e una sdraietta pure Fabione, che col suo fisico non ha (quasi) fatto rimpiangere Orsi a mia moglie, che così è contenta pure lei… meglio di così, proprio non si può…

(foto copertina: Facebook | Katinka Hosszu – foto articolo: Fina | Deepbluemedia)

About The Author

Mauro Romanenghi

Ricercatore per professione, scrittore per passione, allenatore per caso, ma tutto con la massima professionalita'. Nato in Brianza nel 1973, Mauro Romanenghi come il whisky invecchiando migliora ma va preso a piccole dosi. Allenatore dal 1994, dopo la laurea in Scienze Biologiche lavora allo IEO di Milano nel campo della ricerca contro le leucemie e i tumori, e allena nella sua terra di origine quando e come puo' nuoto e salvamento. Collabora col forum di Corsia4 dal 2007, ed e' coautore e pseudoconduttore delle trasmissioni in podcast. Vive ad Arcore (ma non se ne vanta) con la moglie e un cane labrador, i veri angeli ispiratori delle sue cronache.

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