“La legge è uguale per tutti”

Sulla veridicità dell’articolo 3 della nostra Costituzione a volte si avrebbe qualcosa da obiettare, ma al tavolo di giuria di Corsia 4 nessuno si salva!!

La XIII edizione dei Campionati Mondiali di nuoto in vasca corta è ufficialmente archiviata, e da oggi la stagione in vasca da 25 metri è praticamente finita. Basta virate a ripetizione, subacquee infinite e a cinque/sei bracciate per vasca. Da oggi in poi si punta alla lunga, direzione Budapest.

È tempo dunque di dare giudizi, e questo sarà il primo di diversi articoli che a modo suo dirà la propria sulla settimana canadese di Windsor.

Top & Flop ritorna (QUI il primo numero) con un edizione speciale dedicata ai Mondiali!!!

Chi il migliore e chi il peggiore di questa rassegna iridata? Non sono mancate di certo le sorprese e le delusioni dal freddo della terra dell’acero, ma chi più di tutti ha entusiasmato o deluso???

Dopo una ricerca incrociata e il consiglio di quei pazzi di Cento Sciolto e di Bierre, devo prendere una decisione e dirvi chi, secondo me, sono stati i Top & Flop di Windsor 2016!!!

Rullo di tamburi, che squillino le trombe…

TOP

Chad Le Clos!

Come anticipato la scelta non è stata tutt’altro che facile. Perché lui invece che Marco Koch per esempio? O il redivivo e per la legge pulito Park? Oppure la nostra eterna Federica Pellegrini?

Ah certo, ci sarebbe anche sua maestà Katinka Hosszú, o la rana spavalda di Lilly King.

Tutti forti e veloci, tutti campioni degni di essere considerati i personaggi simbolo di questo mondiale. E allora perché proprio Le Clos? Ve lo spiego subito.

L’oro olimpico di Londra arrivava a Windsor dopo un’Olimpiade con l’amaro in bocca e una Coppa del Mondo dove si era dovuto inchinare a Vladimir Morozov. Il mondiale canadese poteva essere sia un riscatto, ma più che altro una conferma del suo grande talento e della sua maturazione. Ma per riuscire in tutto questo Chad ha dovuto superare non poche difficoltà:

  • Federazione con il “braccino corto”
  • Difficoltà di allenamento
  • Problemi di salute dei genitori

Forse in pochi lo sanno, ma la Federazione sudafricana non ha sponsorizzato i suoi atleti per la trasferta in Canada che, di certo, non era tra le più comode ed economiche. “Problemi di soldi non ne avrà” direte voi, e sono in parte d’accordo, ma ricordiamoci che, ahinoi, i nostri idoli delle corsie non hanno euro da buttare come i “colleghi” del calcio, ma anche di basket o altri sport più remunerativi.

Oltre a questo c’è da ricordare, come lo stesso Le Clos ha dichiarato più volte, le difficili condizioni ambientali e logistiche nelle quali si allenava, sicuramente non a livello di colleghi europei, tanto meno degli statunitensi. Siamo pur sempre in Africa, per quanto la Nazione del compianto Nelson Mandela sia all’avanguardia, il distacco globale dagli altri continenti è ancora evidente. Soprattutto nel nuoto.

Infine i problemi di mamma e papà: già si sapeva da prima di Rio, con entrambi malati di tumore e in lotta con un male difficile da battere. Anche per loro Chad voleva riconfermarsi campione olimpico. Non c’è riuscito, ma le prestazioni di Windsor avranno sicuramente reso nuovamente orgogliosi i suoi genitori, visti in buona forma sulle tribune canadesi.

Ovviamente il tutto è condito dalle prestazioni in acqua del giovane sudafricano. Prima l’oro nei 200 farfalla, con una condotta di gara che aveva fatto credere in un crollo, smentito da un ultimo 50 con cui ha ricordato a tutti chi è il più forte. Poi sono arrivati i 200 stile, dove solo il rientrante Park scappato via dalla corsia 1 gli ha evitato di confermare il titolo di Doha.

 

E poi ci sono i 100 farfalla.

WR clamoroso, a un pelo dal muro dei 48 secondi!

Grazie ad una nuotata leggera e a subacquee fantastiche, pennellate e delicate da vedere, ma maledettamente efficaci. Il buon Chad non si risparmia tanti ingressi in virata abominevoli e regala spettacolo con il suo continuo controllare la posizione degli avversari!

Chiude il cerchio confermando anche l’oro sui 50 farfalla, replicando la tripletta nel delfino ottenuta a Doha. Tris bissato che era riuscito fino ad ora solamente a Ryan Lochte, capace di vincere tutte le prove dei misti sia a Manchester 2008 che a Dubai 2010.

Meritevoli anche: qui ci sarebbe da aprire un libro, cerco di essere stringato. Katinka Hosszú è stata, come noi tutti immaginavamo, stakanovista e quasi imbattibile. Quasi perché a fronte di sette ori conquistati ha mollato l’alloro in tutte le prove a stile: beffata dalla Pellegrini in apertura dei 200 e schiacciata in seguito dalle specialiste dei 400, senza parlare del bagno degli 800.

Grande mondiale anche per Park Tae-hwan, vero e proprio rivale di Le Clos nella mia personalissima classifica, primo nella storia dei mondiali in corta a infilare il tris d’oro 200-400-1500.

E poi? Onore anche alla Nazionale degli Stati Uniti, capace di rigenerarsi per ogni occasione con atleti giovani e semisconosciuti ma velocissimi, e alle baby ragazze del Canada, generazione di fenomeni che farà a lungo parlare di sé!

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Come per i Top, la ricerca del Flop non è stata così semplice. In tanti hanno deluso le aspettative, e per un motivo o per l’altro non hanno reso quanto si credeva. Ma chi più di tutti???

Dopo averlo seguito per tutta la World Cup, lo consideravo imbattibile in almeno tre gare e invece… Vladimir Morozov ha fallito miseramente!!!

Quelli del russo sono stati Campionati davvero strani: non sapendo realmente quello che passa per la testa e per il fisico del neovincitore della Coppa del Mondo posso solamente farmi un’idea su quello visto in vasca, che è abbastanza contradditorio.

  • Lontanissimo dai tempi nuotati in World Cup
  • Velocissimo in staffetta, spaesato in gara individuale

L’esempio più eclatante è quello dei 100 misti. A fine ottobre nuotava 50’’30 stampando un record mondiale che difficilmente verrà battuto per i prossimi anni. Si ipotizzava un possibile crollo del muro dei 50, e invece quello tirato fuori dal russo nella finale vinta a sorpresa dal giovanissimo Andrew (un altro che merita un plauso) è una controprestazione inspiegabile.
52’’83, a più di due secondi dal suo WR, con l’oro che si vinceva in 51 alto. Non ci siamo.

 

Non era credibile ma si poteva immaginare che si fosse risparmiato per i 50 stile di poco dopo. Ecco, se davvero ha optato per questa scelta (ma lo escludo), ha fatto la frittata.

L’anonimo olandese Puts gli sta davanti, e il 21’’14 di Morozov è un crono decisamente alto per chi durante tutta la Coppa aveva nuotato quasi sempre intorno al 20’’80.

Non parliamo poi dei 100 stile, fuori addirittura dalle semifinali con 47’’82, mentre in World Cup restava spesso e volentieri sotto i 46’’, e anche nei 100 rana, nonostante l’argento, ha peggiorato i tempi di iscrizione.

Ma se individualmente ha deluso, in staffetta si è superato: 5 ori, vinti da protagonista e trascinatore dei suoi. Nuota due volte 20’’4 lanciato e una volta 20’’7, e nelle due 4×100 stampa un 45’’5 mica male. Un vero e proprio Dottor Jekyll e mister Hyde dei Mondiali, che non gli basta per salvare la faccia da delusione di Windsor!

Avrà accusato le fatiche di Coppa? O starà già preparando la rivincita per Budapest?

Tra i “Meritevoli”, anche se dispiace dirlo, il nostro Gabriele Detti. Ci sta, non era questo di certo l’obbiettivo dell’anno, ma quando sei medagliato olimpico tutti si aspettano tanto da te. I gemelli non sembrano in formissima, ma siamo sicuri che il Moro li sta caricando per bene!

Male anche Emily Seebohm, una che cercava il riscatto dopo Rio che invece torna a casa solo con un bronzo nei 200 dorso. Larkin e van der Burgh rischiano grosso, ma con un oro a testa si salvano!

Top & Flop va in vacanza, ma tornerà a gennaio appesantito dalle abbuffate natalizie, con qualche dono in extremis e pronto a colpire chi si sarà comportato male in questo periodo!

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