Non so se è stato chiamato da qualche tipo particolare di bat-segnale, ma l’arrivo di Darkpool (se te lo sei perso… leggi QUI!)ha mandato in subbuglio la redazione! Tra chi già gli dà la caccia e orde di donne che sbavano per lui, nessuno sa chi si celi sotto la sua tagliente e perentoria penna, ops… tastiera!

Conscio di non poter competere con i suoi livelli di diabolicità e perfezione, provo a dire la mia inaugurando una nuova rubrica targata Corsia4! Top&Flop del mese!

Ok, non è qualcosa di rivoluzionario, e mai quanto nel nuoto è difficile giudicare bene o male le prove di uno o più atleti. L’anno è lungo e ognuno punta a preparare al meglio uno, massimo due appuntamenti stagionali. Non sempre dunque potremo vedere un atleta al massimo della forma, specialmente quando i carichi di lavoro sono tanti e il bisogno di “volare” in gara non c’è.

Ci provo comunque, nominando i primi Top&Flop di ottobre 2016! L’appuntamento clou è per forza di cose la Swimming World Cup, unico appuntamento di un certo spessore che ci ha tenuto compagnia dal dopo Rio fino a oggi.

TOP

Rischio tutto e me la gioco subito: Katinka Hosszú mi costringe con la forza a nominarla miglior atleta del mese, e non me ne dispiaccio. La magiara è stata protagonista assoluta di Coppa e lo abbiamo detto più volte.

Katinka Hosszú | Facebook

 

Il mese di ottobre è stato particolarmente prolifico per lei, con ben 45 successi distribuiti sulle cinque tappe di Dubai, Doha, Singapore, Tokyo e Hong Kong. Numeri da far perdere la testa, come quelli degli incassi guadagnati che sfiorano il totale di 400.000 dollari.

Ma l’Iron Lady il dieci in pagella se lo prende non solo per la moltitudine di gare vinte ma anche perché:

  • dopo gli ori di Rio è tornata subito in vasca
  • oltre alla quantità è arrivata anche qualità

Un aspetto non da poco il primo: dopo le delusioni di Londra 2012, Katinka e il suo folle e “sottomesso” marito, Shane Tusup, hanno iniziato un nuovo percorso, fatto di chilometri e chilometri in vasca. Infatti proprio dopo Londra è partita la striscia di successi in Coppa del Mondo, coronata con la quinta vittoria generale di quest’anno. Tante gare, tanti sacrifici e tanti successi, ma mancava il più bello, l’oro Olimpico. A Rio ne sono arrivati tre, e personalmente mi aspettavo un attimo di rifiato da parte della Hosszú. Invece no, eccola già da Parigi a fine agosto in gara, con una media di 11-12 apparizioni a tappa!

Katinka Hosszú | profilo Facebook

 

Tante prove che, per forza di cose, fiaccano la qualità delle sue prestazioni. Anche perché nei giorni senza World Cup non rimaneva certo con le mani in mano.

Ma Katinka deve aver scoperto i segreti del lato oscuro della forza (vedi foto accanto in versione Dart Fener) perché nella tappa di Tokyo è tornata a nuotare anche molto veloce, a livello dei crono registrati a Berlino a inizio settembre. Soprattutto nel dorso e nei misti, anche se è ancora lontana dai suoi tanti primati mondiali. Cadranno a Windsor? Probabile.

Iron Aquatics | K. Hosszú | Facebook

 

 

Per la cronaca la Hosszú non si è fermata qua. Campionati ungheresi di vasca corta, tempo per battere qualche primato (come il suo dei 200 rana) e vincere quasi tutte le gare con la sua squadra, nel senso che è proprio di sua proprietà: l’Iron Acquatics.

La cannibale è salita sul gradino più alto del podio in 16 prove su 17, fallendo l’en plein per colpa di un giudice che l’ha squalificata nelle batterie dei 50 stile per un piccolo movimento prima del via. E si è anche arrabbiata!!!

Nessuno come lei in questo inizio di stagione… e sono sicuro che la rivedremo presto in questa rubrica!

Meritevoli anche: Vladimir Morozov, vincitore di Coppa, vicino al suo WR nei 100 misti e davanti all’oro olimpico Ervin nei 50 stile ad Hong Kong. Alia Atkinson, che dopo una rincorsa infinita è arrivata al primato mondiale nei 50 rana a Tokyo.

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FLOP

Fin che si parla di Top tutto bene, i “guai” arrivano quando è il momento di nominare chi, per un motivo o per l’altro, è stato la delusione del mese.

Il prescelto, sempre sulla base di quanto visto alla Coppa del Mondo, è senz’altro il britannico James Guy. Un premio che vince anche grazie alle prove sottotono dei Giochi, e soprattutto per l’impietoso confronto con il Guy visto a Kazan lo scorso anno.

Il suo cammino in World Cup non era partito poi così male, nuotando ottimi crono a Berlino, ma in ottobre e particolarmente nell’ultimo cluster le sue prestazioni hanno avuto un netto calo. Al contrario di Katinka, oltre a tempi lontani anni-luce dalle sue potenzialità, anche i piazzamenti sono andati peggiorando, battuto da atleti che il campione mondiale in carica dei 200 stile dovrebbe mettere dietro regolarmente.

Cosa è successo a James Guy??? Mi sono fatto aiutare da chi lo ha seguito in tutte le otto tappe (ha saltato Pechino) della World Cup, ovvero Cristina Chiuso che ci pone un amletico dubbio che solo lo stesso Guy potrebbe svelare:

  • troppo allenato e in fase di carico?
  • assolutamente non allenato

Ecco due soluzioni al problema: come accennato a inizio articolo, è possibile che un atleta gareggi male in un certo periodo perché appunto sia sotto grande periodo di carico, non ritenendo quelle gare fondamentali a scopi cronometrici.

James Guy | profilo Facebook

Non sembra il caso del britannico, che si porta dietro una “non forma” addirittura dagli Europei. Se lì tutti pensavano fosse al lavoro per Rio, ai Giochi si è parzialmente smentito. E qui? Sta caricando per Windsor? Sbagliato, perché il suo anno finisce con Hong Kong, saltando l’appuntamento canadese.

Più probabile allora la seconda opzione, ovvero che si trascini da dopo Rio con ben poco allenamento, puntando a racimolare qualche soldino (e ci è riuscito con 14.000 dollari).

Solo gare, un po’ di tour per il mondo a discapito delle prestazioni, con la mancanza di “fondo” che si fa sentire verso gli ultimi appuntamenti: a Tokyo, dove il livello si è alzato, ha chiuso sesto i 200 e quinto i 400 stile.

FLOP del mese allora quanto mai meritato, e se sul perché delle sue controprestazioni ci possono essere dei dubbi, una certezza c’è, come dice Cristina Chiuso: “si trascina da Rio, una cosa è certa, il ragazzo va recuperato!”

“Meritevoli” anche: la coppia di canguri Larkin e Seebohm non sono apparsi in grandissima forma, nonostante avessero saltato la parte centrale della World Cup. Si sono poi parzialmente rifatti ai Campionati australiani in vasca corta, puntando diretti ai Mondiali. Vedremo se la rassegna iridata li riporterà ai livelli di Kazan 2015.

I primi nomi sono andati, la nuova stagione è ormai iniziata e altri TOP&FLOP cadranno a breve nella mia rete. Ma nel frattempo saluto tutti e torno alla ricerca della vera identità dell’enigmatico Darkpool!