Con gli Europei di Budapest in corso e l’adrenalina che scorre a mille, la rubrica Fatti di Nuoto weekly arriva comunque, come ogni mercoledì, più puntuale di un 57 di Peaty nei 100 rana.

-65 A TOKYO

Chiamateli Europei di passaggio, prova generale, trasferta premio o piccolo intoppo sulla strada più importante, ma comunque vedere le gare dalla Duna Arena è una goduria. Ne parliamo meglio settimana prossima, nel frattempo per seguire tutto ecco i link:

RISULTATI ufficiali

MEGATABELLONE by Fattidinuoto con tutti i tempi degli azzurri

CORSIA4 – naturalmente – per report due volte al dì

E i profili Facebook di Corsia4 e Fattidinuoto per foto da Budapest e considerazioni a caldo.

IL MONDO AI SUOI PIEDI

Nel frattempo è terminata la settimana del fondo, dalla quale è uscito un solo nome: Gregorio Paltrinieri. Poco importa se nei 1500 sarà stanco – e sarebbe più che umano – ma la dimostrazione di forza, superiorità fisica, tecnica e mentale che ha dato nelle gare a Lupa Lake è incredibile.

Se l’obiettivo era far vedere che quella del vincere nel fondo non era una pazza idea balenata in una notte d’estate, ma una realtà solida, direi che è raggiunto. Per conferme, leggete come ne parlano al di là dell’Oceano. Io, al posto degli avversari, avrei paura.

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Fatti di nuoto Weekly: quindi, questi Enhanced Games

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Il Mare Nostrum, quel meeting spalmato su tre tappe che in primavera raccoglie molti nuotatori d’élite sulle rive del Mediterraneo occidentale, fornisce spesso spunti interessanti, alle porte della stagione estiva. Nel weekend si è svolta la prima tappa, quella di...

Fatti di nuoto Weekly: nel frattempo…

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Nuoto, un accessorio fondamentale: gli occhialini, hai trovato i tuoi?

Ho iniziato a frequentare la piscina nel 1985, a tre anni, e devo dire che non è stato amore a prima vista. Oltre alla confusione, al freddo e alla fatica, la cosa che più mi ricordo, dei miei primissimi anni come nuotatore, è il bruciore degli occhi.Ricordi ... Mi...

MORE THAN AN ATHLETE

Mai come in questi giorni, gli atleti del nuoto italiano hanno sfruttato visibilità e mezzi di comunicazione per veicolare un messaggio che va oltre allo sport, pur toccandolo in maniera diretta. Dalle mascherine con l’hashtag #salviamolepiscine alle dichiarazioni in zona mista, i nuotatori hanno fatto fronte comune per chiedere la riapertura degli impianti, martoriati da un anno che definire drammatico è poco.

Con un cupo ma perfetto tempismo, arriva la notizia che gli impianti al chiuso potranno riaprire il 1 luglio, ma la sensazione è che chi ha preso questa decisione abbia ascoltato poco il grido d’aiuto che da mesi proviene dai gestori.

Ne conosco diversi, di operatori del settore, ed i commenti a proposito vanno dal “cambio lavoro” al “sarà un’ecatombe”, passando attraverso epiteti di vario genere e colore. Tutti hanno ormai capito che il settore sport non è la priorità del governo e che quindi sarà tra gli ultimi ad uscire da questa situazione.

La domanda è questa: quanto senso ha usare la retorica della Nazionale vincente che tiene alta la bandiera in giro per il mondo se poi ci si dimentica da dove arriva tutto ciò?

Piscine chiuse = buco generazionale = niente più atleti dominanti, tra qualche anno. E quindi niente più farsi belli con l’elettorato stringendo le mani ai futuri Campioni del mondo.

Gli atleti l’hanno detto forte e chiaro, qualcuno l’ha sentito?

See you later!

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