I 200 farfalla, una delle gare più dure del programma natatorio in vasca, hanno una storia olimpica abbastanza recente: i maschi si sfidano sulla distanza da Melbourne 1956 (per un totale di 17 campioni), mentre le donne da Città del Messico 1968 (14 campionesse).

Il dominio statunitense in questa gara è assoluto ed è composto da un totale di 29 medaglie conquistate – delle quali 14 d’oro – su 74 totali.

Al maschile, gli USA hanno quasi monopolizzato la distanza, vincendo 10 dei 17 ori disponibili e rendendo la sconfitta in questa gara quasi un’eccezione, verificatasi proprio nell’ultima edizione di Tokyo 2020ne. Al femminile la situazione è meno sbilanciata, con gli States hanno 4 ori e sono seguiti dalla dalla Cina e dalla DDR, appaiate a quota 3.

Sono sei gli atleti in grado di battere il record del mondo nella finale olimpica dei 200 farfalla, e tra questi ci sono Mark Spitz e Michael Phelps nelle rispettive Olimpiadi dei record.

Jon Sieben, l’australiano vincitore nel 1984, migliorò il world record di un solo centesimo – nuotando però 4 secondi meglio del proprio personale – mettendo a segno una inaspettata vittoria ai danni dei ben più accreditati Michael Gross e Pablo Morales. Tra i campioni c’è anche il russo Denis Pankratov, che ad Atalanta nuotava le apnee della prima vasca oltre i 25 metri di lunghezza: è anche grazie a lui se oggi il regolamento le limita a 15 metri.

L’Italia è andata vicino alla medaglia con Fritz Dennerlein, che si piazzò quarto nell’Olimpiade di casa, quella di Roma 1960, ed è finalmente salita sul podio a Tokyo 202one, con Federico Burdisso splendido bronzo.

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Ci sono due atlete che, vincendo i 200 farfalla, hanno regalato la prima medaglia d’oro femminile nel nuoto alle loro nazioni e sono Otylia Jędrzejczak, polacca campionessa ad Atene 2004, e Mireia Belmonte Garcia, vincitrice a Rio de Janeiro 2016. Proprio la spagnola ha interrotto la striscia di due vittorie cinesi che durava dal 2008, quando Liu Zige ha per la prima volta infranto il record del mondo, limite che ha successivamente portato fino all’incredibile tempo di 2’01”81.

A Tokyo, l’oro è tornato alla Cina grazie a Zhang Yufei, che ha preceduto la coppia americana composta da Regan Smith e Hali Flickinger. Sono due le italiane in finale ai Giochi nei 200 farfalla: Ilaria Tocchini, ottava a Barcellona 1992, e Paola Cavallino, settima ad Atene 2004.

La Curiosità

Per diventare la leggenda del nuoto che tutti abbiamo conosciuto, Michael Phelps ha dovuto ampliare il suo programma gare fino ai limiti di quanto un atleta possa umanamente preparare. Non a caso, nessuno nella storia del nuoto è mai riuscito a gareggiare in maniera competitiva in ben 5 distanze individuali – e tre staffette – così diverse tra loro. Ma la storia internazionale del Michael Phelps atleta è partita dai 200 farfalla, distanza che per prima ha dato soddisfazioni al ragazzo di Baltimora, regalandogli il primo world record (30 marzo del 2001) e la prima medaglia d’oro internazionale (Fukuoka 2001).

Proprio per questi motivi, Phelps era particolarmente affezionato a questa gara che, a Londra 2012, si apprestava a vincere per la terza volta consecutiva. Ma tra lui ed il tris d’oro c’era un ragazzo sudafricano di vent’anni di nome Chad le Clos, cresciuto nel mito di Michael Phelps, che turno dopo turno ha preso fiducia nei suoi mezzi e si è trovato, nella finale, a poter approfittare di uno dei rari momenti di difficoltà nell’intera carriera del più forte nuotatore di sempre. Le braccia del campione americano non rispondevano come al solito e l’ultima vasca dei 200 farfalla è diventata per lui un’agonia. Le Clos è riuscito a risalire fino a vincere per soli 5 centesimi il suo primo ed incredibile oro Olimpico, negando al suo rivale la striscia di imbattibilità nella sua gara più rappresentativa.

Quattro anni più tardi, a Rio de Janeiro, Phelps si prenderà la rivincita, mettendosi dietro tutti – le Clos compreso – e riprendendosi l’oro dei suoi 200 farfalla.

Parigi 2024

Si sta parlando molto, ultimamente, delle condizioni fisiche e mentali di Kristóf Milák, il campione in carica della distanza, che è riuscito nel 2019 a portare il record del mondo ad un apparentemente inarrivabile 1.50.73. Anche nel 2024, un Milák mediamente in forma non avrebbe rivali, ma sul suo effettivo rientro alle competizioni ci sono ancora diversi dubbi. Ecco quindi che subentrano le alternative, da Tomoru Honda a Krzysztof Chmielewski, passando senza dubbi da Leon Marchand, che per disputare l’Olimpiade perfetta deve necessariamente puntare anche i 200 delfino. L’Italia ha in Alberto Razzetti, che a Doha ha vinto la medaglia d’argento, un outsider di lusso, pronto a sfruttare l’occasione della finale, mentre è ancora in forse la qualificazione del bronzo uscente Burdisso.

Tra le donne la favorita d’obbligo è Summer McIntosh, che nel suo programma monstre darà sicuramente centralità a questa gara e ai misti, senza tuttavia disdegnare lo stile libero. A impensierirla potrebbe essere proprio Regan Smith, chiusa a dorso da McKeown e in cerca del suo primo oro ai Giochi, ma ci sarà anche la campionessa uscente Zhang Yufei, che rimane comunque detentrice anche del record Olimpico (2.03.86).

Foto: Fabio Cetti | Corsia4