La finale dei 100 stile libero femminili, al Trofeo Settecolli di Roma, è stata incredibile, una delle più belle di sempre. 

Per diversi motivi, a partire dai risultati. Sara Curtis ha stabilito il nuovo record italiano, 52.69, ed è così diventata la prima donna azzurra ad abbattere il muto dei 53 secondi. Siobhan Haughey, nella sua incredibile costanza di prestazioni e risultati, è arrivata seconda, in 52.52, dopo essere stata in vantaggio fino. Metà gara inoltrata. Gretchen Walsh, la fenomenale velocista americana, è rimasta giù dal podio, quarta in 52.91, tempo con cui avrebbe vinto in molte delle precedenti edizioni. 

La vittoria, invece, è andata a Marrit Steenbergen, olandese campionessa del mondo in carica, che ha sublimato il successo migliorando anche il record del mondo, che ora le appartiene con 51.68. 

Questione di tempo

Per chi segue il nuoto con assiduità, il miglioramento del record del mondo nei 100 stile da parte di Marrit Steenbergen era solo questione di tempo. Si poteva puntare sull’evento clou dell’anno, l’Europeo di Parigi, momento perfetto per un’atleta di alto livello, per finalizzare la preparazione della stagione, aggiungere la medaglia d’oro al palmarès e migliorarsi cronometricamente. 

Si poteva ipotizzare anche attraverso le date. La finale dei 100 stile a Parigi sarà nel pomeriggio di martedì 11 agosto, quindi tra più di un mese, e Steenbergen ha inanellato, nel mese di maggio, una serie di risultati incredibili, proprio nei 100 stile. Nel circuito di gare Mare Nostrum, ha nuotato tre volte la gara nell’arco di pochi giorni, passando dal 52.13 di Montecarlo, al 51.86 del 27 a Barcellona, per poi chiudere a Canet in 51.97. In mezzo, avrebbe avuto due mesi abbondanti di tempo per riprendere la preparazione e avvicinarsi al record, cioè il 51.71 di Sarah Sjoestroem del 2016, distante a quel punto solo 15 centesimi. 

Ipotizzare che Steenbergen arrivasse in condizione eccelsa al Trofeo Settecolli, era forse un azzardo. La collocazione del Trofeo, che si svolge a fine giugno, a circa un mese dalle grandi manifestazioni estive, ed è spesso individuato dalla Federazione Italiana Nuoto come l’ultima chance per centrare la qualificazione per gli atleti della nazionale maggiore. Il Settecolli, tuttavia, è molto amato anche dagli atleti stranieri, che possono unire l’utile, cioè confrontarsi in un contesto di alto livello e in una vasca ritenuta “veloce”, al dilettevole, vivere una settimana della Roma di giugno. Tuttavia, da qui a fare il record del mondo, nella gara principale del programma del nuoto, ce ne passa.

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Chi è Marrit Steenbergen?

Non si tratta di una comparsa, nel mondo del nuoto, ma la sua storia è molto peculiare, ha cioè una parabola temporale insolita. Prima di diventare due volte campionessa del mondo nei 100 stile, a Doha 2024 e Singapore 2025, aveva vinto due ori individuali europei, proprio a Roma, nel 2022, in un exploit . Ma prima di quella doppietta continentale, in realtà, i suoi risultati individuali erano stati tutt’altro che convincenti. In particolare, meno convincenti di quanto non ci si aspetti da un’atleta del 2000, che a soli 15 anni dominava il nuoto giovanile continentale, vincendo sia gli EuroJunior 2017 che gli EYOF nel 2015, questi con un incredibile, per l’età, crono di 53.97 proprio nei 100 stile. 

Poi, per una decina di anni, i suoi risultati si sono normalizzati. Una serie di problematiche fisiche, aggiunte a una maturazione che sembrava non arrivare mai, la aveva relegata al ruolo, per quanto importante, di completamento delle staffette olandesi, con le quali ha calcato diverse volte i più importanti podi internazionali. Le doti fisiche e tecniche continuavano ad apparire lampanti, ma sembrava sempre mancare qualcosa per farle fare il salto di qualità. Durante quel periodo di stallo, a un certo punto, esplora in modo più convinto le distanze dei misti, specialità che sembrava adattarsi di più alla sua evoluzione, soprattutto in vasca corta. Rimaneva però qualcosa di incompiuto nel suo percorso, e il timore che diventasse una delle tante meteore giovanili sembrava più che un futuro possibile. 

La gara

La prestazione del Settecolli, nonostante i risultati dell’ultimo biennio, forse in pochi l’avevano veramente “vista arrivare”. Lo si nota da tanti piccoli particolari, in primis quelli televisivi. Le immagini Rai, prima della gara, si soffermano quasi esclusivamente su Sara Curtis, la padrona di casa, reduce dal record europeo nei 50 dorso e dal bagno di folla e notorietà che le ha conferito l’incontro con la Primo Ministro Meloni. Poi staccano velocemente sulle altre internazionali, l’americana Gretchen Walsh e Sioban Haughey, da Hong Kong, tralasciando incredibilmente proprio Steenbergen. 

Al via, le quattro atlete delle corsie centrali nuotano appaiate, e fino alla virata della prima vasca i distacchi non sono così ampi. Ai 50 metri, prima è Haughey, con Steenbergen e Curtis a pochi centesimi di distacco, mentre Walsh, che nei 100 stile non ha la sua gara migliore, segue da vicino. Poi, all’inizio della seconda vasca, inizia l’incredibile progressione dell’olandese: sembra una cavalcata inesorabile, una specie di grande trionfo, che però ha l’apparenza calma di certe onde dell’oceano. La sua nuotata è piuttosto piatta, priva cioè di quei saltelli che contraddistinguono certe velociste, che nella spinta alternata delle braccia sembrano alzarsi e abbassarsi in un beccheggio continuo. Steenbergen respira ogni quattro bracciate, e le sue mani prendono una traiettoria esterna molto larga, per poi entrare davanti alla testa a caricare. Proprio la spinta subacquea sembra il segreto della sua forza attuale, un continuo “mulinellare” sordo, che le permette a Roma di tornare in 26.70, cioè almeno mezzo secondo meglio di ognuna delle sue avversarie. 

Anche se il boato più grande è stato, probabilmente, per Sara Curtis e il suo record italiano (che va detto e ripetuto, è incredibile), la meraviglia del record del mondo di Marrit Steenbergen è l’ennesima gemma che arricchisce il Settecolli e lo Stadio del Foro Italico, come luogo in cui si scrive la storia del nuoto.

Foto: Fabio Cetti | Corsia4