Scorrendo le starting list, a sole 24 ore dal via ufficiale delle gare, il Sette Colli 2026 sembra essere la solita grande occasione per vedere il miglior nuoto possibile, appena prima dei grandi eventi estivi.
Brasile, Israele, Ungheria, Croazia, Irlanda, Stati Uniti, Russia, Grecia, Svizzera, Singapore, Danimarca, Austria, Romania, Germania, Lussemburgo, Croazia, Slovacchia: ecco le nazioni dalle quali provengono i nuotatori pronti a sfidare i migliori italiani nel tempio del nuoto europeo, cioè il Foro Italico di Roma.
I nomi pesanti?
Tra quelli che non necessitano di presentazioni ci sono gli Olimpionici Adam Peaty (o Ramsay-Peaty, come preferite), Gretchen Walsh, Daniel Wiffen e David Popovici, oltre a campioni pluri medagliati, come Caspar Corbeau, Noè Ponti, Kristof Milak, Siobhan Haughey, Marrit Steenbergen, Roos Vanotterdijk, Mona Mc Sharry, Alex Walsh e molti altri.
Un parterre che conferma e, anzi, infoltisce la presenza internazionale al Roma, anche in un’annata che non presenta i Campionati Mondiali o le Olimpiadi.
Per l’Italia, presente la Nazionale al gran completo, tra chi cerca ancora la qualificazione europea e chi, invece, inizia a tirare le somme di quanto fatto finora.
In ottica Parigi 2026, i primi posti sono già stati assegnati ai Primaverili, con i vincitori di ogni gara che hanno ottenuto la qualificazione diretta e alcuni secondi classificati qualificati attraverso il conseguimento del tempo limite. Al netto delle scelte d’ufficio, che verranno comunicate da Butini in base ai risultati del Sette Colli, mancano ancora alcuni tasselli importanti, e la squadra potrebbe essere molto ricca, visto che ogni nazione può iscrivere fino a tre atleti per gara.
Ci si aspetta qualche bel segnale, innanzitutto, da entrambi i nostri campioni Olimpici.
Thomas Ceccon, dopo aver dichiarato di voler ritrovare la voglia di gareggiare, è tornato da qualche mese a fare la classica vita da atleta, stanziando a Verona e testandosi più volte in diversi meeting nazionali. Da lui ci si aspetta un 100 dorso di buon livello, e magari qualche indicazione in più su quale potrà essere il suo programma europeo.
Nicolò Martinenghi è invece reduce da un periodo di alti e bassi, con piccoli e fastidiosi infortuni ad impedirne la continuità. Per lui, che ufficialmente non è ancora qualificato, il Sette Colli è l’ambiente ideale per esprimersi al meglio, in una cornice esaltante e con rivali di alto livello come Peaty, Matzerah e Imodu, oltre a Cerasuolo e Viberti.
Attesissima è anche Benedetta Pilato, che nelle ultime settimane ha lanciato segnali incoraggianti di forma, sia sui 50 che sui 100 rana, ed è qui chiamata alla prima vera prova del nove della sua nuova esperienza romana, agli ordini di Nozzolillo. C’è molta curiosità per rivedere Gregorio Paltrinieri, che ha dichiarato di voler nuotare un bel 1500 anche in vista delle decisioni che prenderà sul suo programma in vasca, e per Carlos D’Ambrosio, che è chiamato all’ennesima dimostrazione di crescita, da leader della nostra velocità.
Ma l’hype maggiore è probabilmente per Sara Curtis, che rientra dagli States (portandosi la sorelle Walsh, entrambe iscritte) con ambizioni altissime. Anche se lo sguardo è già, ovviamente, puntato verso gli Europei, non è escluso che la piemontese lanci qualche altro segnale di miglioramento a Roma, in un contesto che potrebbe mettere in risalto le sue caratteristiche da sprinter e agonista pura.
Ci sono poi una serie di giovani per i quali tenere alta l’attenzione, e i nomi sono davvero moltissimi.
Alcuni sono già qualificati, come Bianca Nannucci, Jacopo Barbotti, Daniele Del Signore e Giada Alzetta, ma non possono certo trascurare il Sette Colli come palcoscenico e come momento di test internazionale.
Altri invece sono alla ricerca di qualcosa di più, come Ballarati, Ragaini, Lazzari tra i maschi, Ambler, Mao, Furfaro tra le donne.
Quale momento migliore degli Internazionali d’Italia numero LXII?
