Il Sette Colli è un meeting che definisce il nuoto internazionale. La sua collocazione spazio temporale, perfetta come ultimo test prima dei grandi eventi, e il suo fascino storico-agonistico, lo rendono il più bel trofeo in circolazione.

Ecco una piccola testimonianza di quanto sopra: la storia degli ultimi 10 anni del Sette Colli, con tutti i vincitori a confronto e i record della manifestazione.

2016

Nell’edizione pre Rio 2016, spunta la cavalcata di Federica Pellegrini, che scende dal collegiale in altura e nuota una poderoso 1.54.55 nei 200 e il record italiano nei 100 (53.55).

È soprattutto da questi riscontri, nuotati a neanche un mese dalle Olimpiadi, che parte gran parte del rammarico per il quarto posto ottenuto in Brasile: nella finale Olimpica, il crono del Sette Colli sarebbe valso il bronzo.

Tra i maschi il migliore è stato Gabriele Detti, che con 3.44.21 ha vinto i 400 stile e ha, in questo caso sì, lanciato la volata per i suoi due bronzi a cinque cerchi.

2017

Due gare su tutte: i 50 rana, in cui Adam Peaty, nel pieno del suo prime sportivo, vince battendo Martinenghi (27.03), e i 400 misti, con la lotta tra David Verraszto (4.07.47) e Daiya Seto (4.07.99).

Tra le donne, in grande spolvero Pernille Blume, vittoriosa nei 50 stile in 24.13.

2018

Due nomi che, per un motivo o per l’altro, non calcano più i grandissimi palcoscenici del nuoto.

Da una parte Ilaria Cusinato, che a Roma iniziò la sua estate migliore vincendo i 400 misti in 4.34.65, e dall’altro Ben Proud, che vinse i 50 stile in 21.16.

2019

Ve lo ricordate Marco Koch? Nonostante le prese in giro sul web (e non solo, purtroppo) era un signor ranista, e nel Sette Colli 2019 nuotò un poderoso 2.07.96.

E ve la ricordate Katinka Hosszù? Ora che c’è Summer McIntosh, sembra un ricordo sbiadito, ma uno dei suoi ultimi colpi lo ha sparato al Sette Colli: 2.08.28 nei 200 misti.

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2020

La spettrale edizione dell’anno del Covid-19 verrà ricordata, principalmente, per il 1500 di Gregorio Paltrinieri, un 14.33.10 record europeo, che aprì uno dei più grandi “what if” della storia: cosa sarebbe successo con le Olimpiadi nell’anno giusto?

Aggiungetegli anche un 800 da 7.40.22 e, se volete, anche il 400 di Gabriele Detti, 3.43.73

2021

L’edizione pre-Olimpica più strana della storia è ricordata anche per diversi record della manifestazione nella rana: Benedetta Pilato nei 50 (29.69), Nicolò Martinenghi nei 100 (58.29) e Arno Kamminga nei 200 (2.07.63), ai qual aggiungerei un Milak in grande spolvero da 1.53.18 nei 200 farfalla.

Come sempre, un bel preludio estivo.

2022

Non disputato a causa della ristrutturazione dello Stadio del Nuoto per i successivi Campionati Europei di Nuoto di Roma 2022.

2023

Forse ci saranno altre gare che, in assoluto, hanno visto tempi migliori (su tutte, Sjöström nei 50 stile con 23.93), ma a me è rimasto in mente soprattutto David Popovici.

In una sorta di grande bis dell’estate 2022, il rumeno ha messo in acqua un 100 stile da 48.10 e un 200 da 1.45.49, nuotati con la solita, incredibile, elegante potenza.

2024

Un altro pre-Olimpico emozionante, che per noi è stato di ottimo auspicio.

Al Sette Colli, Ceccon ha vinto i 100 dorso in 52.43 e Martinenghi i 100 rana in 58.90: due indizi fanno una prova?

2025

Oltre al classico caldo, che ogni anno sembra un pò più pesante, l’ultima edizione del Sette Colli ha avuto alcuni lampi importanti e anche imprevedibili.

Viberti nelle batterie dei 50 rana, record italiano in 26.27, Ponti nei 100 farfalla, 50.40, e Kornev nei 100 stile, sontuoso 47.60.

Foto: Fabio Cetti | Corsia4