Ci voleva proprio un Campionato Europeo così per chiudere al meglio il 2017!

La vasca corta non delude mai, con il suo mix di divertimento e spettacolo, che non sai mai quanto prenderla sul serio o no. La si snobba quasi tutto l’anno, ma poi porta sempre dei bei regali sotto l’albero di Natale. Con l’Italia poi è stata piuttosto generosa, e un grazie lo deve anche alla Sirenetta di Copenaghen!

Se vi siete persi qualcosa di questi Europei in vasca corta, ecco i 10 momenti che ci porteremo nello zaino da piscina nel 2018.

Il device

Certo avremmo preferito non vederlo, o meglio, vederlo funzionare (guarda il VIDEO di Corsia4), ma ahinoi è successo e sicuramente non è una cosa che capita spesso. Un evento eccezionale che ci ha purtroppo tolto da una sicura lotta alle medaglie nella 4×50 mistaffetta mista, che a posteriori poteva regalarci il 18° podio, superando così il bottino di Netanya. Ma qualcosa questo “infortunio” ce lo ha regalato! Un Simone Sabbioni arrabbiato e scatenato che un paio di giorni dopo si prende l’argento nei 100 e l’oro nei 50 dorso! Tutti i mali non vengono per nuocere.

Staffette mondiali

Niente di meglio che chiudere ogni sessione con un paio di minuti (anzi meno) di velocità purissima! Le staffette veloci sono un toccasana per il pubblico sempre caloroso della Royal Arena, ma anche degli spettatori a casa. Olanda che la fa da padrona dominando le miste uomo/donna più la stile libero femminile, seguita da Russia che non regala spazio al maschile più la Svezia che si prende l’oro con la mista donne. In totale su sei staffette fioccano due WR (mista stile e mista uomini) più un record dei campionati e tanti primati nazionali!

Le sei gemme di Katinka

Doveva essere l’Europeo di Sarah Sjöström o quanto meno, doveva esserci un duello giorno dopo giorno tra la regina di Coppa e la Lady di ferro che la World Cup l’aveva dominata per cinque anni di seguito proprio prima dell’avvento della svedese. Da Copenaghen però esce una Hosszú rivitalizzata, impeccabile e ricca di medaglie, d’oro ovviamente. Sei gemme come a Netanya, stesse gare (50-100-200 dorso e 100-200-400 misti) anche se più lenta e senza record. Ma lei prende e porta a casa… anche senza Tusup!

I primati di Tete

Il ritorno di Scozzoli (arriva a breve) forse lo ha un pochino oscurato, ma Nicolò Martinenghi al suo primo Europeo tra i grandi non ha fatto affatto male, anzi. Ok la distanza con i migliori specialisti della corta è cresciuta evidentemente ma il primatista italiano dei 100 rana in lunga non ha perso occasione per scrivere il suo nome tra i primatisti europei e mondiali Junior. Ci riesce prima nei 50, nuotando in batteria l’ERJ e in semi il WRJ (ciao ciao Michael Andrew) e poi anche nei 100, dove polverizza il WRJ di Chupkov nuotando in finale 57’’21. Occhio, perché il ragazzo sta crescendo anche in corta e pare abbia interesse anche nei 200, dove stampa il suo personale!

Le ragazze di bronzo

Sono tre e sono inaspettate! Di chi si parla? Ma delle girls azzurre salite sul terzo gradino del podio a Copenaghen. Con ordine: la prima è Simona Quadarella, la minore tra le sorprese. La romana già in estate aveva fatto il salto di qualità e preso medaglie di peso, ma la conferma in corta è sempre ben accetta, con tanto di record personale. Più sorprendete ma tanto attesa è la prova di Margherita Panziera che finalmente si toglie qualche sassolino dalle pinne chiudendo terza i 200 dorso con tanto di nuovo personale e dunque primato italiano, nuotando vicino alle più esperte Hosszú e Zevina. Chiude il capitolo bronzi, ancor più inaspettatamente Ilaria Cusinato, anche lei alla prima affermazione internazionale assoluta che conta. Dopo un anno difficile fa tremare la Verrasztó e si presenta alla Hosszú. Complimenti.

P.S. Fa ancora meglio Ilaria Bianchi. Scontata la sua medaglia nei 100 farfalla. Ah non l’ha vinta lì ma nei 200? Ma da quando? Argento super e record italiano messo in tasca. Allora quella vista al Sette Colli non era un miraggio!

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Il Baby Kolesnikov

Personaggio dei Campionati senza troppi rivali, simbolo della Russia di nuova generazione. Fa scalpore il suo gareggiare con la collanina, ma anche di più i suoi tempi. WRJ nei 50, 100 e 200 dorso, così giusto per gradire, con 17 anni sulla carta d’identità ma almeno il doppio per esperienza e maturità. La prova del nove è la lunga, ma già in estate il braccino non gli era tremato affatto. A Glasgow ci andrà con un pizzico di pressione in più.

P.S. Sempre di russi parlo e questa volta di Aleksandr Kharlanov. La Rai non mi fa vedere live l’ultimo giorno e posso solo sentir parlare delle sue subacquee da favola. Alla replica delle 22 non ci arrivo, ma lo aspetto alla prossima occasione!

Scozzoli batte Peaty!

Bagno di scuse per il sottoscritto! Quando dopo gli Italiani ironizzavo sul fatto che il primato europeo dei 50 rana fosse ancora nelle mani di Scozzoli, non credevo certo che il buon Fabio riuscisse a mantenerlo fin dopo l’Europeo. Scontato che il “mostro” Peaty, che pochi giorni prima di Copenaghen veniva immortalato in volo, cancellasse quel primato che nella carriera di Scozzoli era davvero preistorico. Non solo l’azzurro ha migliorato quel tempo che durava dal 2013, ma lo ha fatto mettendosi alle spalle Adam Peaty, il re della rana da due anni a questa parte! Lezione di partenza, virata, subacquea rifilata al lord inglese. E quasi quasi lo scherzetto riesce anche nei 100. Ora si aspetta la lunga. Lì è un’altra vita, ma la rinascita di Scozzoli è ormai ufficiale!

Ti regalo una medaglia?

Non solo nuoto alla Royal Arena. Non solo vasche, vittorie e primati, ma anche gesti che avvicinano questi ragazzi, molto più simili a noi di quanto crediamo, a tutto il pubblico presente in tribuna e a casa. Prima Peaty e poi Sjöström regalano il frutto delle loro fatiche a piccoli tifosi. Conosco gente che non regala nemmeno la medaglia dell’oratorio. Chapeau e grazie!

Doppia farfalla

Dopo Netanya, si torna dalla Danimarca con una doppietta. Oro e argento! Allora furono Paltrinieri e Detti nei 1500, oggi una coppia decisamente meno scontata, ma molto “affiatata”. Rivolta e Codia, il diavolo e l’acqua santa, così diversi in apparenza ma così simili in acqua. Due frecce che conquistano i gradini più alti del podio nella finale dei 100 farfalla, uno dal centro, l’altro dall’esterno. Uno spettacolo da “tutti in piedi sul divano”. E ora si va a sognare lo stesso podio a Glasgow!

Il day 5 dell’Italia

Semplicemente l’apoteosi. Quando scopri che la RAI snobba le finali della domenica ti prendono i cinque minuti. Ma poi, per come si è messa, forse è il caso che non trasmetta davvero più le gare degli azzurri se si comportano così!

3 ori con Dotto, Orsi e Sabbioni e un argento con la mista uomini, la miglior giornata in casa Italia.

Ovviamente speriamo di poterne invece vedere tante di gare di nuoto, perché occasioni così capitano di rado. E allora, 3 volte l’inno lo dobbiamo ascoltare alle dieci di sera, ma è sempre uno spettacolo!

Chiusa la stagione di corta si volta pagina!

Con la “vaschetta” ci si rivede ad Aprile per le finali di Brema, ora occhio, gambe e braccia solo alla lunga.

See you later!

(Foto copertina: Fabio Cetti | Corsia4)